LA VECCHIA SENZA OCCHIO E SENZA MUTANDE

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Mi trovo stesa in una stanza da letto.
Mi fanno alzare perché arriva una vecchia che ha soltanto un occhio.
Non ha le mutande e le vedo la vagina.
E’ puzzolente e piena di pus.
Lei urla dicendo: lavatemi, puzza, puzza!”

Questo è quanto ha sognato Mariangela.

DECODIFICAZIONE – CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Il sognare è innocente, non conosce la morale, disconosce le buone maniere e la buona educazione proprio perché è simbolico. Il sogno di Mariangela alla lettura del “contenuto manifesto” desta il senso del ribrezzo per la crudezza delle immagini, ma a un’attenta decodificazione si presenta come una sintesi succosa di una serie di traumi e di conflitti. L’iniziale pulsione al distacco e alla non condivisione lascia il posto alla comprensione dei significati umanamente profondi della protagonista.
Ma cosa comporta il sognare di tanto diverso dalla veglia?
La funzione e i meccanismi del “processo primario” sono ben visibili nelle seguenti caratteristiche del sogno: l’assenza di mezzi linguistici, la relazione del soggetto con se stesso, l’autorielaborazione confabulatoria, il fattore allucinatorio, la mancanza o l’alterazione della nozione di tempo, la distorsione della categoria spaziale, la coesistenza della logica degli opposti, il gusto del paradosso, il declino dei principi etici e morali, il mancato riconoscimento della realtà direttamente proporzionale all’eccesso di fantasia.
Il sogno di Mariangela presenta la crudezza realistica delle immagini.
In questo mondo onirico sintetico e aggressivo conviene un’immersione pacata e composta.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Mi trovo stesa in una stanza da letto.”
Mariangela rievoca un trauma della sua vita che è ancora in attesa di essere adeguatamente razionalizzato, un’esperienza vissuta di forte intensità emotiva. La “posizione psichica anale” è chiamata in causa con la specifica “libido sadomasochistica”.
Analizzo i simboli e le dinamiche.
La “stanza da letto” condensa sempre la “parte psichica” di natura intima e privata, la sfera erotica e sessuale, la dimensione affettiva e protettiva.
L’essere “una” denuncia anonimato e caduta dell’individualità a favore del generico e del pubblico: una stanza d’ospedale o di albergo. La realtà dice di un’esperienza vissuta là dove l’intimo diventa pubblico e il personale si trasforma in anonimo.
“Mi trovo stesa” attesta di una costrizione psicofisica vissuta traumaticamente e di fronte alla quale Mariangela deve reagire. Il sogno esprime senza tanti fronzoli e preamboli il “dato di fatto”, la scena madre del trauma subito e del “fantasma di morte” intercorso. “Stesa” contiene la caduta delle difese e l’emergere dell’istinto di sopravvivenza. In tanta situazione critica è coinvolto direttamente il corpo nella sua valenza critica e negativa, la perdita depressiva della vitalità.

“Mi fanno alzare perché arriva una vecchia che ha soltanto un occhio.”

Mariangela usa il meccanismo psichico della “proiezione” per continuare a sognare e a dormire. Si rievoca con una coscienza obnubilata e in uno stato di salute precario, esperienze vissute sempre in un contesto traumatico.
I simboli attestano quanto affermato. Analizziamoli.
Dalla posizione indifesa e priva d’intimità Mariangela è costretta a reagire, “mi fanno alzare”, e, come si diceva in precedenza, è costretta a tirare fuori la “parte negativa” del “fantasma” del suo corpo, l’immagine di “una vecchia” che ha una ridotta consapevolezza della realtà in cui si trova, nonché una ridotta capacità critica perché “ha soltanto un occhio”. La “vecchia” è Mariangela in emergenza al contesto traumatico e in reazione difensiva dal coinvolgimento, una persona che abbassa la soglia della vigilanza dell’Io per non soffrire e per non superare la soglia della tensione nervosa compatibile con l’equilibrio psicosomatico di quel momento: “omeostasi”. Il “corpo” e la “mente” si difendono di fronte a emergenze esistenziali come un trauma da ospedalizzazione o da incidente. In ogni caso si tratta di un evento reale e non da poco. Non si tratta di un evento immaginato alla luce della precisione sintetica dei dati del sogno.

“Non ha le mutande e le vedo la vagina.”

Mariangela si è spostata e proiettata nella “vecchia” e sta elaborando il suo trauma, una malattia che richiede un intervento. Precisa anche l’organo debole e inquisito e lo colloca nel settore ginecologico.
Il “non ha le mutande” si traduce in “non ha le giuste difese” in riguardo agli organi genitali e non in un semplice rilievo di abbigliamento.
“Le vedo” attesta la consapevolezza di Mariangela. Dopo che si è proiettata per difesa nella “vecchia” che rappresenta la “parte negativa” del “fantasma corporeo”, ossia il corpo malato e brutto, Mariangela riconosce la malattia in corso e l’organo attualmente debole, “la vagina” al posto dell’apparato genitale: la parte per il tutto, la figura retorica della “sineddoche”. Mariangela è indifesa e impotente di fronte al suo apparato genitale che è interessato a una patologia abbastanza seria.

“E’ puzzolente e piena di pus.”

Viene evidenziata la malattia infettiva agli organi genitali. La realtà dei fatti dice che Mariangela sta rievocando in sogno un trauma collegato a una patologia genitale. Ma la lettura non si ferma al trauma, ma travalica nel simbolico e questo registro dice di una colpevolizzazione della “libido genitale” e di un disprezzo verso la vita sessuale. La “puzza”” attesta di una difesa dal coinvolgimento erotico e sessuale e di un vissuto negativo nei riguardi degli organi genitali e delle loro funzioni. La “puzza” è un deterrente per l’altro, per il partner e un allontanamento e un isolamento difensivo di Mariangela.
Il “pus” rappresenta la degenerazione dello sperma, la difesa dalla gravidanza e dalla maternità. Inoltre, l’infezione attesta simbolicamente dell’espiazione di una colpa e di una “conversione somatica isterica” secondo la legge del taglione: l’organo che ha peccato deve essere punito. Mariangela sta tirando fuori dalla sintesi onirica truce un mondo di emozioni e di operazioni difensive dall’angoscia, una serie di vissuti traumatici e di scelte esistenziali.

“Lei urla dicendo: lavatemi, puzza, puzza!”

In quest’ultimo significativo punto del sogno Mariangela oscilla tra la malattia e la relazione, tra il bisogno di essere curata e assolta e l’allontanamento delle persone inopportune e improvvide.
“Urla” attesta delle parole gridate, della conferma del bisogno e dell’aiuto, della convinzione estrema di Mariangela di trovarsi in una situazione psicofisica oltremodo delicata e di grande sofferenza.
La “puzza” prevale con la malattia e con il non coinvolgimento, il tener lontano coloro che provano a investire “libido” nei suoi riguardi, ma è anche presente la richiesta di aiuto e di soccorso. La “puzza” è ambivalente perché da un lato allontana e dall’altro chiede di guarire. Il conflitto nevrotico è manifesto nella fase finale del sogno.
“Lavatemi” equivale ad aiutatemi a guarire e ad assolvermi dal senso di colpa, una richiesta medica e psicoterapeutica.
La conclusione ratifica a raffica quanto detto prima: “puzza, puzza!”

PSICODINAMICA

Il sogno di Mariangela sviluppa la psicodinamica del trauma ginecologico e la problematica della difesa dell’organo traumatizzato. Contiene anche la difesa dall’attività sessuale e dagli uomini ricorrendo al “fantasma del corpo”. Usa il meccanismo della “proiezione” vivendosi come una donna vecchia, poco lucida e da evitare. E’ presente una difesa dalla fecondazione, dalla gravidanza e dalla maternità.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Il sogno di Mariangela manifesta l’azione delle seguenti istanze psichiche.
L’Es pulsionale è presente in “ha soltanto un occhio.” e in “le vedo la vagina.” e in “piena di pus.” e in “lavatemi, puzza, puzza!”.
La consapevole vigilanza dell’Io si coglie in “mi trovo” e in “mi fanno alzare”.
L’istanza censoria “Super-Io” si intravede e incide in “puzza, puzza”.
La “posizione psichica anale” è dominante in tutto il sogno e in particolare in “E’ puzzolente e piena di pus.” e in “puzza, puzza!”
La “posizione psichica genitale” è oggetto d’aggressione da parte della “libido sadomasochistica”: “Non ha le mutande e le vedo la vagina.”

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Il sogno di Mariangela usa i seguenti meccanismi psichici di difesa dall’angoscia: la “condensazione” in “stanza da letto” e in “mutande” e in “vagina” e in “occhio”, lo “spostamento” in “stesa” e in “alzare” e in “pus” e in “lavatemi” e in “puzza”, la “proiezione” in “vecchia che ha soltanto un occhio”, la “drammatizzazione” in “Lei urla dicendo: lavatemi, puzza, puzza!”, la “figurabilità” in “Non ha le mutande e le vedo la vagina.”
Non è presente il processo psichico di difesa della “sublimazione della libido”, mentre il processo della “regressione” è usato nei termini della funzione onirica: azione al posto del pensiero e allucinazione al posto del normale esercizio dei sensi.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di Mariangela contiene un forte tratto “sadomasochistico” all’interno di una cornice decisamente “anale”: aggressività e sofferenza. Altro non emerge.

FIGURE RETORICHE

Il sogno di Mariangela usa le seguenti figure retoriche: la “metafora” o relazione di somiglianza in “vecchia” e in “occhio” e in “puzza”, la “metonimia” o relazione logica in “lavatemi” e in “pus” e in “stesa”, la “sineddoche” o la parte per il tutto o viceversa in “vagina”, la “enfasi” in “Lei urla dicendo: lavatemi, puzza, puzza!”.
La sinteticità non consente espressioni estetiche nonostante l’intensità emotiva dei contenuti.

DIAGNOSI

La “diagnosi” dice della riedizione in sogno di un trauma o di un vissuto di sofferenza in riguardo alla genitalità, nonché di un senso di colpa in cerca di assoluzione.

PROGNOSI

La “prognosi” impone a Mariangela di migliorare la “razionalizzazione” del trauma genitale e delle relazioni sociali al riguardo. E’ opportuno ridurre le tensioni che il sogno ha evidenziato e gestito grazie al simbolismo dei “processi primari” per impedire la somatizzazione delle tensioni in eccesso.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il “rischio psicopatologico” si attesta nella “conversione isterica” delle energie in eccesso e nella difficoltà di relazionarsi in modo affettivamente significativo, nonché nella caduta della qualità della vita quotidiana. Il meccanismo psichico di difesa dall’angoscia è la “formazione di sintomi” con tendenza all’ossessione.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei simboli e dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Mariangela è “4” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.
La psicodinamica si avvale di un simbolismo che prevale sul realismo della breve narrazione.

RESTO DIURNO

Il “resto diurno” del “resto notturno”, la causa scatenante del sogno di Mariangela si attesta in un ritorno di memoria per via associativa con qualche fatto occasionale o in una breve riflessione sullo stato psicofisico in atto.

QUALITA’ ONIRICA

La qualità del sogno di Mariangela è la crudezza realistica. La sinteticità e la perentorietà espressiva rasentano la volgarità, una modalità espressiva molto vicina all’istanza pulsionale “Es”. Il “Linguaggio” carnale dell’Es esprime le profondità psichiche in una “Lingua” pulsionale e sanguigna. Il “Linguaggio” forbito e controllato dell’Io esprime la realtà condivisa in una “Lingua” ufficiale e decorosa. Il “Linguaggio” formale e morale del “Super-Io” esprime le censure sociali in una “Lingua” tecnica e prescrittiva.

REM – NONREM

Il sogno di Mariangela si è svolto nella prima o seconda fase del sonno REM alla luce dell’alto simbolismo e delle forti emozioni. La protagonista rielabora il trauma e sviluppa la psicodinamica con le adeguate coperture difensive.
Ricordo che nelle fasi REM il sonno è turbolento, mentre nelle fasi NONREM il sonno è profondo e catatonico ossia presenta una caduta del tono muscolare, senza movimenti e spasmi, senza agitazione psicomotoria. La memoria è presente nelle fasi agitate rispetto alle fasi di caduta muscolare e di sonno profondo dove è quasi assente.

FATTORE ALLUCINATORIO

Mariangela allucina in sogno il senso della “vista” in “le vedo la vagina”, dello “udito” in “lei urla dicendo:lavatemi, puzza, puzza!”. Dominante è il senso della “vista” e si nota qualche leggera sensazione tattile in “mi trovo stesa”.

GRADO DI ATTENDIBILITA’ E DI FALLACIA

Per sondare la soggettività di chi interpreta e l’oggettività di chi sogna, l’approssimazione o la verosimiglianza della decodificazione del sogno di Mariangela, per valutare se l’interpretazione risente di forzature, stabilisco la prossimità all’oggettività scientifica o alla soggettività mistificatoria in una scala che va da “uno” a “cinque” e in cui 1 equivale all’oggettività auspicata e 5 denuncia una forzatura interpretativa verosimile. Tale valutazione è resa possibile dalla presenza di simboli chiari e forti e di psicodinamiche affermate ed esaurienti.
La decodificazione del sogno di Mariangela, alla luce di quanto suddetto, ha un grado di attendibilità e di fallacia “2” a causa della chiara simbologia e della semplice psicodinamica.

DOMANDE & RISPOSTE

La lettrice anonima ha posto le seguenti domande sulla decodificazione del sogno di Mariangela.

Domanda
Partirei subito dai “Linguaggi” e dalle “Lingue” delle istanze psichiche “Io”, “Es” e “Super-Io” a cui ha fatto cenno nella voce “Qualità onirica”. La cosa mi incuriosisce. Mi spiega meglio?
Risposta
Per rispondere alla tua richiesta dovrei scrivere un saggio. Le tue domande colgono sempre le mie lacune, quelle parti a cui accenno e che non spiego adeguatamente.
Domanda
Allora provi a chiarire qualcosa.
Risposta
Il corpo ha un suo “Linguaggio” e si esprime in una “Lingua” organica. Leggi a proposito “Il linguaggio del corpo” di Alexander Lowen, ma soprattutto “Il libro dell’Es” di Georg Groddeck. Le sensazioni, le percezioni, il piacere, il dolore, i sintomi, i fantasmi, i vissuti e i vari modi delle diverse funzioni vitali sono “segni” del corpo che si possono tradurre nelle parole e nei concetti di una “Lingua” ben radicata nella carne. La Semiologia è una scienza che riguarda anche i “segni” del Corpo. L’istanza psichica “Es” rappresenta mentalmente gli istinti e le pulsioni ed è la prima forma mentale della vita organica, del vivente uomo. Ai “segnali” del Corpo corrispondono i “segni” espressivi primari come il pianto e il riso o secondari come la parola e il concetto. Queste ultime vengono sempre dopo la sensazione e la percezione e rappresentano logicamente i “segni” del Corpo. Mariangela ha espresso il linguaggio del suo corpo in una lingua naturale e primaria, ha parlato delle sensazioni e delle percezioni in termini espressivi diretti e puntuali: ad esempio “puzza,puzza!”. Questo è quanto riguarda i contenuti del sogno di Mariangela. Continuando, confermo che “Linguaggio” forbito e controllato dell’istanza “Io” esprime la realtà condivisa in una “Lingua” ufficiale e basata sulla razionalità. Il “Linguaggio” formale e morale del “Super-Io” esprime le censure sociali in una “Lingua” tecnica e prescrittiva.
Domanda
Cosa pensa del sogno di Mariangela?
Risposta
La sua complessità è direttamente proporzionale alla sua sinteticità. Dentro le parole esistono dei contenuti profondi a livello di emozioni e di esperienze. Il “sogno breve” è una sintesi che permette un’analisi diffusa e ampia perché non contiene difese inutili e manovre fuorvianti. Il “sogno breve” si capisce subito e si traduce con pazienza. La nostra Mente di notte funziona molto bene e nobilmente senza bisogno di una laurea o di un premio Nobel. Il sogno è la dimensione politica massimamente democratica perché è universale nella funzione e nei contenuti. Non esiste differenza tra il sogno di un povero e di un ricco, di un potente o di un emerito sconosciuto. Il Sogno, più della Legge, è veramente uguale per tutti. Il sognare è una funzione psicofisica degna di essere riconosciuta dalla “Organizzazione delle Nazioni Unite”: una tra le tante.
Domanda
Ma cosa pensa del sogno di Mariangela?
Risposta
Dimenticavo. Riesuma un trauma delicato e un atteggiamento psichico classico di tutte le donne che hanno vissuto esperienze intense nella loro vita.
Domanda
Ha bisogno di psicoterapia?
Risposta
Dalla poderosa sintesi del suo sogno si deduce che ha le idee chiare e, quindi, potrebbe verificarne la veridicità con un esperto.
Domanda
Il sogno è immorale?
Risposta
La Morale del sogno si attesta nei meccanismi psichici che lo formano. Di poi, nel sogno può emergere la funzione dell’istanza psichica “Super-Io” con la Morale introiettata e formata dal sognatore. Comunque, in termini generali si può dire che la funzione onirica non ubbidisce direttamente alla Morale ufficiale, ma condensa i limiti e le censure di chi sogna, materiale psichico che a sua volta si è formato vivendo in società.
Domanda
Cosa mi dice dei traumi d’ospedale?
Risposta
Oltre al trauma fisico della malattia e al “fantasma di morte” che si scatena e che si risolve nello spazio di qualche anno, il ricovero in ospedale comporta la caduta delle difese in riguardo all’intimità del corpo e al sentimento del pudore. Per questo motivo si operava negli anni settanta la formazione e la sensibilizzazione del personale medico e ospedaliero con “gruppi lavoro” a metodologia “Balint”. L’offesa al pudore e all’amor proprio non sempre è inferiore ai benefici della cura e della guarigione. La sensibilità del soggetto è determinante.
Domanda
Mi spiega il simbolo del “pus”?
Risposta
Il “pus” rappresenta simbolicamente la degenerazione del liquido seminale o sperma, la difesa dalla fecondazione e dall’ingravidamento, dalla maternità e dalla paternità. L’associazione del simbolo “pus” con un altro elemento comporta una precisa psicodinamica.
Domanda
Gli organi genitali in sogno quale simbologia hanno?
Risposta
Il “pene” rappresenta la “libido fallico-narcisistica” e la funzione aggressiva della penetrazione, mentre la “vagina” rappresenta la recettività affettiva e sessuale femminile e la dimensione psicofisica materna, gran parte della “libido genitale”.
Domanda
La “puzza” è un simbolo ambivalente?
Risposta
Rappresenta la degenerazione della “libido” e il senso di colpa collegato alla vita sessuale con la conseguente pulsione all’isolamento e all’allontanamento degli altri secondo una forma di aristocratico rifiuto. Un modo di dire è quello di “avere la puzza sotto il naso” per indicare la superbia e il sospetto come difesa dalle relazioni.
Domanda
Il trauma del sogno di Mariangela può riguardare la maternità?
Risposta
Certo. Non ci sono elementi chiari nel sogno, ma è molto probabile. Tantissime donne hanno incamerato nel corso della loro vita fertile e infertile traumi genitali che vanno dall’intervento chirurgico al parto, dal raschiamento all’aborto.
Domanda
La Psiche sceglie l’organo da colpire con un sintomo non a caso, ma secondo il suo significato. Ho capito bene?
Risposta
Ogni organo e ogni apparato sono “significanti” e hanno un “significato”. Il “significante” si attesta nella “condensazione” simbolica della funzione d’organo e d’apparato che la Psiche elabora nel corso dell’esercizio organico e delle relazioni vissute. Mi spiego con un esempio. Quando si dice che il cibo rappresenta simbolicamente l’affetto della madre e l’affettività in generale, si intende che l’esperienza vissuta dal bambino sin dalla nascita ha associato il benessere psicofisico e il sollievo dai morsi dalla fame con chi lo nutriva sin dai tempi del seno, la figura materna. Il “significante” dello stomaco e dell’apparato digestivo si attesta sugli affetti e sul loro esercizio con le figure deputate. Il “significato” riguarda la conoscenza oggettiva della funzione alimentare e degli organi coinvolti. In base a questa simbologia un disturbo dell’affettività si compiacerà di scaricare le sue tensioni nello stomaco e nell’apparato alimentare. Ricordo che Platone aveva elaborato la simbologia del corpo umano e aveva depositato nella testa la razionalità, nel torace il coraggio e nel ventre la concupiscenza. La simbologia verte sui “significanti”, mentre la conoscenza verte sui “significati”. L’organo bersaglio è significativo perché è “significante”, portatore di un vissuto. I sensi di colpa vertono sugli organi significanti e la “conversione” non avviene a caso ma con un riferimento simbolico ben preciso.
Domanda
Grazie!
Risposta
Prego! Ho fatto qualche accenno chiarificatore su argomenti complessi e tuttora in studio e non del tutto accertati. Per gli psicologi clinici sono fuori di discussione perché rientrano nella loro pratica quotidiana e nelle linee fondamentali della cosiddetta “medicina psicosomatica”, per altri operatori queste linee sono tutte da dimostrare. Ricordo il testo pioniere, “Medicina psicosomatica” di Alexander. Leggetelo o rileggetelo!

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Voglio concludere lo psicodramma di Mariangela parlando del meccanismo onirico della “rappresentazione per l’opposto” e del meccanismo di difesa dall’angoscia della “formazione reattiva” al nobile fine di sdrammatizzare e convertire la serietà del quadro nelle linee ironiche della satira popolare. Prima spiego i meccanismi e dopo spiego la canzone scelta per la circostanza e per l’operazione.
La “rappresentazione per l’opposto” svolge in sogno la funzione di mascherare il “contenuto latente”, significato del sogno, condensandolo e spostandolo in un “contenuto manifesto” opposto, trama del sogno, per cui la rappresentazione o il desiderio si manifesta nel suo contrario. Esempio: l’amare intensamente può celare il profondo e rimosso bisogno di odiare.
La “formazione reattiva” consiste nell’esaltazione di atteggiamenti e di impulsi coscienti e opposti a quelli profondi: l’odio profondo e rimosso si manifesta nella realtà e nell’esercizio di un sentimento d’amore smodato e possessivo. L’Io viene protetto dall’angoscia derivante dal “ritorno del rimosso”, il sentimento d’odio, e combatte attivamente l’impulso proibito, l’odio per l’appunto, e lo commuta in sentimento d’amore. E’ un meccanismo che rinforza continuamente l’Io per difenderlo dalle minacce istintuali e che favorisce o determina un “contro-investimento” delle energie inattivate con una “formazione sostitutiva”, una deformazione del “ritorno del rimosso” come l’orgasmo mistico, e con una “formazione di compromesso”, una deformazione del “ritorno del rimosso” come le realizzazioni artistiche. Cos’è il “ritorno del rimosso”? Quando la difesa privilegiata della “rimozione”, relegare a livello profondo le esperienze ingestibili dalla coscienza, non funziona perché qualche causa reale le evoca, allora si verifica l’affiorare alla consapevolezza dell’Io di questo materiale psichico delicato e apparentemente dimenticato e negli effetti relegato a livello subcosciente. L’Io si difende ulteriormente con altri meccanismi di difesa oppure è costretto a prendere coscienza del materiale rimosso o a suo tempo dimenticato o relegato nell’apparente e temporaneo oblio; questa è la dimensione profonda.
Torniamo al sogno di Mariangela.
Convertendolo nell’opposto per difesa dall’angoscia, scelgo la satira sociale del grande cantautore e grande pianista degli anni cinquanta Renato Carosone che, a metà tra dialetto napoletano e lingua italiana, ha simpaticamente rilevato i vizi del tempo, come l’ipocondria e l’insonnia in questo caso.
Ridiamoci sopra con la prescrizione umana di “Pigliate na pastiglia” per tanto e altro malessere.

 

 

 

L’ORIGINE DELLA VITA E LA COLPA

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

 

“Odette sogna di vedere in primo piano le grandi e le piccole labbra del suo organo sessuale.

Come in una visita ginecologica e grazie a un divaricatore vede un insetto grande e rosso con le ali che esce e sta per scappare.

Lei lo infila dentro e al suo posto vengono fuori delle escrescenze di carne rossa e infetta di pus.

Odette tenta di richiudere il tutto.”

 

 

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

 

CONSIDERAZIONI

 

Il sogno di Odette induce una giusta riflessione sulla “ipocondria” e sul “senso di colpa”. Partiamo da quest’ultimo.

Si definisce “senso di colpa” la responsabilità supposta e immaginata, mentre si chiama “colpa” quella reale ed effettiva. Il “senso di colpa” è un “fantasma” che produce angoscia perché è indeterminato e ha inizialmente una realtà psichica. Di poi, l’angoscia può degenerare nelle fobie e nelle crisi di panico  manifestandosi nella pratica quotidiana con la sua carica neurovegetativa: compiacenza somatica e isterofobia o conversione isterica.

La “colpa” produce dolore perché conosce bene il suo oggetto, ammette un diretto coinvolgimento perché è una colpa reale. Bisogna aggiungere che nel tempo la “colpa” si evolve in “sensibilità alla colpa”, il “fantasma” ossia la psico-percezione e l’emozione in riguardo al materiale psichico che si vive come “colpa”.

L’ipocondria è una psiconevrosi, una dinamica conflittuale che investe malignamente il corpo e lo stato di salute e si manifesta come fobia, una acuta paura ingiustificata e assurda delle malattie, al di là delle malattie vere e reali di cui il corpo può essere affetto.

Il sogno di Odette chiama in causa direttamente la parte esterna del suo apparato genitale e lo fa in maniera cruenta e in espiazione di un senso di colpa o di una colpa.

Odette è ipocondriaca o è colpevole?

Il corpo, gli apparati e le funzioni collegate hanno un ruolo privilegiato nei nostri sogni dal momento che rappresentano in concreto la nostra vitalità e la nostra “libido”, in astratto la nostra vita.

 

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

 

“Odette sogna di vedere in primo piano le grandi e le piccole labbra del suo organo sessuale.”

 

Odette evidenzia in sogno, senza pudore e senza mezzi termini, l’organo della discordia o del conflitto, il suo apparato genitale esterno. Il “primo piano” attesta simbolicamente l’importanza del problema, dal momento che si tratta di un’accentuazione enfatica del conflitto psichico. “Le grandi e le piccole labbra” sono simbolicamente strumenti del piacere e organi della sensibilità erotica, rientrano nell’estetica voyeuristica della nudità e nella funzionalità del piacere. Condensano, inoltre, le naturali difese psicofisiche alla deflorazione e alla penetrazione.    

 

“Come in una visita ginecologica e grazie a un divaricatore, vede un insetto grande e rosso con le ali che esce e sta per scappare.”

 

L’organo sessuale di Odette è colpevolizzato dal momento che viene interessato dalla freddezza di una possibile malattia ginecologica e dal “divaricatore” che non è simbolo erotico del membro maschile, ma è un attrezzo di tormento, uno strumento di dolore, un oggetto di tortura. La vagina di Odette è affetta da senso di colpa e non da sensibilità erotica, tant’è vero che lascia venir fuori “un insetto”, classico simbolo dello spermatozoo, “grande e rosso con le ali”, l’oggetto atto alla fecondazione, ma una fecondazione mancata e opposta rispetto al movimento giusto: uno spermatozoo che “sta per uscire e “per scappare”. Odette non vuole una gravidanza e aggredisce lo spermatozoo cacciandolo fuori dalla sua vagina. Il colore rosso attesta del sangue e dell’infezione.

 

“Lei lo infila dentro e al suo posto vengono fuori delle escrescenze di carne rossa e infetta di pus.”

 

Ma ecco il conflitto!

Odette è contrastata nella maternità, vuole non essere fecondata ma lo rimette dentro intendendo di voler occultare la colpa. Odette non vuole essere disoccultata e il rimetterlo dentro è più un occultare, un nascondere quello ha vissuto male: un forte senso di colpa legato al coito e all’emissione dello sperma. Ecco che la colpevolizzazione si esalta nella malattia del seme e dell’organo, il “pus”, la degenerazione del seme, mentre le “escrescenze di carne rossa” rappresentano un aborto. Odette non voleva, ma è rimasta impigliata. Oppure Odette ha voluto trasgredire con il rischio conseguente di gravidanza e di disoccultamento.

 

“Odette tenta di richiudere il tutto.”

 

La manovra difensiva di Odette di “rimuovere” il suo trauma o la sua colpa o la sua paura è manifesta. Il “richiudere il tutto” è un non prendere atto del trauma, un non volerlo razionalizzare, per cui si tratta di “fobia”, di “ipocondria” in una zona del corpo facile alla colpa per l’educazione sessuofobica o per la facilità di manipolazione fisica e culturale.

Si tratta di roba sanguigna, quindi abbiamo “ipocondria” e organo colpevolizzato.

A questo punto a Odette non resta altro che sperare che la difesa della “rimozione” funzioni sempre e che non ci sia il “ritorno del rimosso” con la sofferenza legata al senso di colpa.

 

PSICODINAMICA

 

Il sogno di Odette sviluppa una forma di “ipocondria” nell’organo debole facilmente colpevolizzato, l’apparato genitale e filogenetico, l’organo erotico, l’organo della gravidanza. In ogni caso il sogno di Odette tratta del corpo e di un vissuto isterofobico.

 

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

 

L’istanza psichica richiamata in esercizio è l’”Io” che pone la “rimozione” difensiva del trauma o del fatto occorso.  E’ presente l’”Es” nella paura di vivere la malattia e la colpa. La “posizione psichica” richiamata è quella “anale”, quella della donna adulta che capisce il male e si fa male lo stesso con compiacenza e godimento eccitativo: la “libido sadomasochistica”. Il “Super-Io” compare nel sottobosco del sogno sotto forma d’infrazione alla norma etica e morale, di poi nella visita ginecologica atta a disoccultare la colpa. Il conflitto psichico di Odette si snoda in maniera virulenta tra “Es” e “Super-Io” ed è ben gestito dall’”Io”.

 

MECCANISMI E PROCESSI DI DIFESA

 

Il meccanismo psichico di difesa principe è la “rimozione” che compare e poi fallisce perché subentra la paura della malattia o il trauma dell’aborto. Non sono presenti i processi di difesa dall’angoscia della “regressione” e tanto meno della “sublimazione”. Il sogno di Odette ha una concretezza fisiologica impressionante.

 

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

 

La “organizzazione psichica reattiva” presente è quella “anale” nella sua valenza “fobico-ossessiva”: colpa ed espiazione isterica.

 

FIGURE RETORICHE

 

Le figure retoriche coinvolte sono la “metafora” o rapporto di somiglianza in “insetto”, la “metonimia” o rapporto concettuale-nesso logico in “pus” ed “escrescenze”, la “enfasi” o esagerazione rappresentativa in “escrescenze”, “pus”, “divaricatore”, “primo piano”.

 

DIAGNOSI

 

Il sogno di Odette evidenzia un trauma da aborto o la fobia da organo colpevolizzato, l’ipocondria.

 

PROGNOSI

 

Odette deve vivere meglio la sua funzione erotica e sessuale e il suo organo sessuale per godere al meglio del suo corpo e della sua “libido genitale” che è da potenziare rispetto alla “libido anale”. Bisogna ridurre la compiacenza d’organo, la disposizione dell’organo debole a lasciarsi investire dalle cariche nervose isteriche. Si definisce “organo debole” la parte del corpo vissuta male o traumatizzata: “fantasmica” o “fantasmatizzata”.

 

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

 

Il rischio psicopatologico si attesta nella strutturazione di una “psiconevrosi ipocondriaca” con la conseguente caduta della qualità della vita e della funzionalità sessuale che può raggiungere l’anorgasmia.

 

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

 

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Odette è “4” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

 

RESTO DIURNO

 

Il “resto diurno” del “resto notturno”, la causa scatenante del sogno di Odette, può attestarsi in un pensiero ricorrente di stampo ipocondriaco o in un rapporto sessuale prima del sonno.

 

QUALITA’ ONIRICA

 

La qualità onirica del sogno di Odette è “cenestetica” per la repellenza che provoca a una prima lettura.

 

CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

 

La “ipocondria” comporta un cattivo rapporto con il corpo, con i suoi apparati organici e con le funzioni collegate e deputate al benessere psicofisico: teoria freudiana della “compiacenza somatica” o dell’organo debole.

La responsabilità primaria si attesta nella sensibilità della persona che colpevolizza l’organo anche sulla scia dell’educazione subita e della cultura assimilata. E’ facile che nell’Occidente colpisca gli apparati sessuali per il fatto che la sessuofobia è legata a fattori religiosi e alla mancata o bigotta educazione sessuale dei giovani da parte dei genitori e degli adulti, per cui vige la regola del “tutto si impara da sé e in compagnia dei propri simili” e “tutto si fa di contrabbando con errori e colpe”.

LA RABBIA EROTICA DI NOEMI

girl-1258739__180IL SOGNO

“Noemi sogna di sentire il forte bisogno di masturbarsi e di avere un orgasmo.
Prende il vibratore e si massaggia il clitoride.
Ma non basta e allora spacca in due il vibratore: una metà la mette in bocca e l’altra metà la mette in vagina.
Non ancora appagata, prende una frusta con la mano destra e si colpisce sulle spalle.
Finalmente arriva all’orgasmo nel sogno e nella realtà.”

CONSIDERAZIONI

Il sogno di Noemi appartiene alla categoria erotico-sessuale soltanto nella fase conclusiva per l’esito dell’orgasmo. Il progetto iniziale di masturbarsi e il prosieguo del sogno hanno tutt’altro significato. Nella sua globalità il sogno di Noemi contiene una feroce rabbia nei confronti dell’universo maschile, associata a una altrettanto feroce rabbia nei confronti di se stessa. Il simbolismo è diffuso e consistente. Il sogno di Noemi si può definire “misantropo” se per “antropo” intendiamo soltanto il maschile, l’universo psico-culturale maschile e possibilmente qualche maschio o sedicente tale, nello specifico l’uomo in atto di Noemi. Infatti il sogno può essere stato scatenato da un rifiuto reale o da un surplus di “libido” altrettanto reale, da una situazione sentimentale ambigua o da un investimento sbagliato. La decodificazione inizia con l’analisi puntuale dei simboli, per poi rammendare la psicodinamica come fa un abile sarto con le pezze del vestito di Arlecchino. Buona questa metafora!

I SIMBOLI

“Masturbarsi”: variazione dello stato di coscienza, riduzione delle tensioni, disimpegno fisico, rilassamento e distensione secondo il “principio del piacere”, abbandono tra le braccia di Eros mentre si è coccolati tra le braccia di Morfeo come in questo caso, “regressione” psichica difensiva e “fissazione” alla “fase fallico-narcisistica”, solipsismo e isolamento, “Io” ipertrofico.

“Orgasmo”: picco neurovegetativo e abbandono psicofisico, apice isterico e progressiva caduta dell’eccitazione, conversione psicofisica di tensioni e benefica risoluzione, caduta delle difese e distensione psicofisica, pulsione e funzione dell’”Es”.

“Vibratore”: traslazione del potere e della potenza, “libido fallico-narcisistica” ed esercizio della virilità, prevaricazione e violenza, traslazione difensiva dell’organo sessuale maschile.

“Clitoride”: castrazione e identificazione femminile, traslazione difensiva della potenza e del potere maschile, solipsismo erotico e compensazione psichica.

“Spaccare”: frustrazione e aggressività, rabbia e violenza, scarica isterica e caduta della funzione di controllo dell’Io, libido anale e pulsione sadomasochistica.

“Spacca in due”: scissione difensiva del fantasma e meccanismo di difesa dello “splitting”, istanza dell’”Es” e operazione psichica dell’”Io”.

“Bocca”: traslazione della vagina e affettività, “libido orale” e aggressività, seduzione e ambivalenza recettiva, erotismo e coito.

“Vagina”: “libido genitale” e recettività sessuale femminile, seduzione e disposizione al coito, universo psichico femminile e archetipo “Madre”.

“Frusta”: “libido anale” e pulsione sadomasochistica, appagamento sostitutivo della “libido genitale”, traslazione della colpa ed espiazione, prolungamento fallico.

“Mano destra”: relazione e potere, disposizione sociale e volitività, apertura seduttiva e investimento libidico.

“Spalle”: meccanismo psichico di difesa della “rimozione” e dimensione subconscia, consistenza strutturale dell’istanza psichica dell’Io, disposizione alla sofferenza e pulsione masochistica.

I MECCANISMI DI DIFESA

I meccanismi psichici di difesa innescati sono i seguenti: la “conversione isterica” nell’orgasmo, la “scissione dell’imago” o del fantasma nello spaccare in due il vibratore, “l’acting out” o messa in atto nel prendere il vibratore, la “traslazione” o “spostamento” nel vibratore al posto del pene e altro, la “condensazione” nei simboli, la “drammatizzazione” nella frusta e nell’escalation emotiva.

LE FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche richiamate sono “l’enfasi” nella forza espressiva del sogno e “l’iperbole” nell’esagerazione dei contenuti.

LA PSICODINAMICA

Noemi è fortemente aggressiva nei confronti del maschio a causa delle frustrazioni che riceve. Noemi vive uno stato d’impotenza che procura una forte carica di rabbia, per cui scatta il bisogno neurofisiologico di scaricare e di stemperare le tensioni. Il “sistema neurovegetativo” è chiamato direttamente in causa per alleviare la carica nervosa e, nel momento in cui quest’ultima supera “l’omeostasi”, l’equilibrio neurovegetativo, scatta l’orgasmo in sogno e nella realtà. Noemi ottiene due piccioni con una fava: fa da sé per scaricare la rabbia e per appagare la sua frustrazione sessuale legata al coito mancato. Il suo narcisismo scarica l’aggressività violenta sul maschio spezzando in due il vibratore e, di poi, diagnostica quella se stessa che non parla e che non fa sesso nel tappare la bocca e la vagina. Consegue la punizione: la frusta per la mancata reazione aggressiva verso il maschio e per scatenare la “libido anale” e accedere al godimento orgasmico in maniera robusta. Non certo per miracolo, lo stato di agitazione psicofisica si placa e si sblocca convertendosi. E bravo il sogno!

L’ANALISI DEL SOGNO

“Noemi sogna di sentire il forte bisogno di masturbarsi e di avere un orgasmo.”

Noemi deve scaricare le forti tensioni che ha maturato sia a livello ormonale e sia a livello relazionale e vuole farlo in maniera naturale, la più naturale possibile: la masturbazione e l’orgasmo.

“Prende il vibratore e si massaggia il clitoride.”

La tecnologia elettronica viene chiamata in causa. Noemi è dalla parte della scienza e chiede per il suo piacere l’ausilio dinamico dell’elettrodomestico erotico, l’apporto del pene traslato non potendo averne uno in carne e sangue. La partenza è buona perché Noemi conosce bene le parti sensibili e risuonanti del suo corpo, ma la tensione nervosa è alta, nello specifico la rabbia è potente, per cui anche la tecnologia deve calare le brache di fronte al “sistema neurovegetativo” che resiste agli stimoli e dimostra di avere ancora ulteriori margini di carica.

“Ma non basta e allora spacca in due il vibratore: una metà la mette in bocca e l’altra metà la mette in vagina.”

Ecco la tanta aggressività nei confronti dell’universo maschile! Noemi scarica tutta la sua rabbia contro l’oggetto simbolico traslato che condensa il maschio e in particolare la sua potenza e la sua prepotenza: il “vibratore” al posto del pene. La frustrazione subita da Noemi è direttamente proporzionale all’aggressività esternata nello spezzare il membro meccanico in due parti. Ma ecco la sorpresa! Noemi se la prende con se stessa e accusa le sue responsabilità per aver subito un simile trattamento da parte del maschio. Si tappa la bocca non per pratica erotica, ma per simboleggiare il suo silenzio, la sua paura di parlare, di accusare, di difendersi con tutto quello che può fare con la parola. Ma lo psicodramma non è ancora concluso. Noemi si tappa la vagina a confermare la sua forzata astinenza legata anche al suo silenzio. Non parli e non godi: due verità psico-esistenziali importanti in quanto riguardano il benessere del “sistema neurovegetativo” e le funzioni determinanti per il benessere psicofisico: quelle erotiche e sessuali.

“Non ancora appagata, prende una frusta con la mano destra e si colpisce sulle spalle.”

Ma non è finita qui e così! Noemi sente il bisogno di scatenare la sua “libido anale” sia per punirsi e sia per godere. La “frusta” è proprio l’oggetto giusto e polivalente per la sua punizione, il “sadomasochismo” che ci voleva anche per eccitare con il sogno il sistema nervoso che è in atto nel sonno. Nello specifico, è in funzione il “sistema neurovegetativo” “in toto” e il “sistema nervoso centrale” in parte perché Noemi ha un certo grado di veglia e di vigilanza a causa dell’eccitazione che sta vivendo in sonno. Si colpisce le “spalle”, il luogo simbolico dove ha sempre depositato le sue frustrazioni per continuare a vivere. Questa simbolica “rimozione” è avvenuta per paura di essere lasciata o di non essere capita o di causare la rabbia dell’altro. Noemi si è portata e si porta un peso sulle spalle, “l’atarassia libidica” del suo uomo o la paura di non piacere abbastanza con le conseguenti difficoltà relazionali.

“Finalmente arriva all’orgasmo in sogno e nella realtà.”

Il quadro si perfeziona e la psicodinamica si conclude in bellezza e in bontà: la coincidenza d’orgasmo desiderata dal sogno e realizzato dal “sistema neurovegetativo” dopo tante traversie.

LA DIAGNOSI

La diagnosi attesta di una frustrazione della “libido genitale” con conversione isterica.
LA PROGNOSI

La prognosi impone a Noemi di superare le sue paure relazionali al fine di ridurre le frustrazioni sessuali; queste ultime comportano lo scarico dell’aggressività e un grado di malessere. Noemi deve stabilire con i suoi maschi una relazione ottimale a tutti gli effetti e “in primis” gli effetti sessuali, evitando accuratamente il rischio d’isolamento narcisistico o d’improvvide e pericolose trasgressioni.

IL RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta nella conversione isterica della “libido” repressa, nel degenerare della carica sessuale in un disturbo psicosomatico.

L’ORGANIZZAZIONE REATTIVA

L’organizzazione reattiva, la cosiddetta personalità o struttura psichica, è in prevalenza isterica.

CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

Ho voluto evidenziare le voci della decodificazione per rendere più tecnico e meno discorsivo il sogno di Noemi e per mostrarne l’inquadramento scientifico. Il sogno non è un pettegolezzo o un racconto indiscreto, tanto meno una traccia dell’aldilà. Il sogno condensa la trama del conflitto psichico in atto, fatte salve le giuste cautele per continuare a dormire. La decodificazione corretta rende spedita qualsiasi tipo di psicoterapia.