SILENZIO

Gelindo.

Vive!

Antenore.

Vive!

Aldo.

Vive!

Ovidio.

Vive!

Ferdinando.

Vive!

Agostino.

Vive!

Ettore.

Vive!

IL SOLE D’INVERNO

Sol stat,

il sole si è fermato chissà dove,

per non precipitare chissà dove.

Forse si è fermato tra i freschi pensieri dell’anima novella

che si schiude tra le grinfie dei grandi sacerdoti di Allah

e dei grandi signori del petrolio e dei figli di Jahvè

che ai politici col cul fanno trombetta,

mentre una donna continua l’agonia del martirio

con lode mediatica e senza aiuto

gridando alto “aita, aita”

nel moderno surreale mondiale satiresco dramma,

almeno ai miei occhi insani e alle mie orecchie dementi.

Forse il sole si è fermato negli occhi vitrei della steppa lupigna.

All’alba ho sentito una donna gridare nel fondo della via oscura,

ero a passeggio con Gianna incappucciata

e ho visto il sole fermarsi per non cadere.



Salvatore Vallone



ventuno dicembre del duemila e ventitré in quel di Carancino