SIGNORINELLA

ATTO QUARTO



Bei tempi di baldoria,

dolce felicità fatta di niente,

brindisi coi bicchieri colmi d’acqua

al nostro amore povero e innocente.”



Eravamo poco baldi

per far la giusta baldoria,

eravamo sciocchi e incontinenti.

I padri ci avevano castrato,

le madri ci avevan troppo amato,

le nonne lavavano i piatti dopo il parco pranzo:

ditalini rigati con la salsa e patate fritte una per una.

Felicità è assenza di affanno,

è presenza di un demone

che non turba le note vitali del nostro concerto.

Amami

per quello che è consentito dal codice Rocco:

un tutto che si ricongiunge con il suo nulla,

un maschio che cerca la sua morbida mela in Svizzera,

una femmina che cerca il suo melograno sulle pendici dell’Etna,

un androgino occultato nell’occulto dei giardinetti pubblici.

Brindiam,

su brindiamo, brindiamo, brindiamo!

Oggi è tempo di pace e di solidarietà.

Quanta acqua è passata fortunatamente sotto i ponti dell’eroico Piave!





Il Giardino degli aranci, 28, gennaio, 2024



Salvatore Vallone



CANTO D’AMORE ARABO

Voglio proprio te,

voglio che tu diventi mia moglie.

Ora che sei diventata l’amata del mio cuore

vai a prendere gli anelli,

o sposa di tutte le spose.

Ho annunciato alla famiglia

che tu sei l’amata del mio cuore.

Voglio che tu sia la mia passione e la mia follia,

per me dolcissima,

o amata del mio cuore.

Voglio fare per te un corteo nuziale.

Non mi bastano i sospiri

per te che sei tutta delicatezza e leggerezza,

o amata del mio cuore.

Voglio farti camminare su fiori,

voglio cantare di te,

voglio che tutti parlino di te,

o amata del mio cuore,

tu che sul mio cuore riposi,

tu che accresci la mia felicità

e sotto le miei ali dormi.

Traduzione di Bruna Gelardi

Siracusa, 20, 08, 2022