IN MORTE DI SALVATORE

Intorno al sole c’è sempre un’aura

che brilla nel cielo spazioso,

che ottunde prima della scarica nervosa,

che risuona dopo la liberazione emotiva,

che vibra nello sposalizio della nuova energia.

Oggi intorno al sole c’è anche un’aureola che piange.

Intorno al sole ci sono le persone

vissute solitarie in mezzo alla gente

e morte in un letto d’ospedale,

abbandonate a “nostra sora morte corporale”

dalla pubblica indifferenza e demenza.

Oggi tra tanta Luce c’è mio cugino,

Salvatore il grande e il piccolo,

il forte e il debole,

l’uomo che non ha conosciuto l’equilibrio della normalità,

l’eterno sopravvissuto e mai cresciuto,

il marinaio della regia Marina militare italica

con la sua pizza in testa nel porto di Barcellona,

l’uomo di mare andato oltre la vita con la sua pilotina a nafta,

il giovinotto in Fiat spider prima del Sorpasso,

prima di Vittorio Gassman e di Dino Risi,

il ragazzino che ha cercato la sua verità,

l’uomo dagli affetti travagliati e dagli amori infelici.

Ti guidino tra le braccia del primo Nulla Giovanni ed Enzo,

i fratelli capitani di lungo corso,

e non ti manchi mai quella pietas

che merita un fedele marinaio dell’Albatros celeste.



Salvatore Vallone



Karancino, 01, 09, 2023



 





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