IN NOME DELLA PIA

In un letto di spine spinate giace la Pia.

E’ appena caduta dalle mura del maniero di Nello dei Pannocchieschi,

in quel Castel di Pietra,

in Maremma,

un castello arcinoto per i suoi fantasmi in ghingheri bianchi e neri.

Ricordati di me che son la Pia,

Siena mi fè,

disfecemi Maremma.

In un letto di fuoco il Sommo poetastro la colse

e la depose sopra la pubblica coscienza

mettendola in versi aulici e proletari,

tanto da far contente la destra e la sinistra.

Quando tornerò nel mondo dei morti,

dopo questo gran paradiso di plastica e di amianto,

appena avrò un minuto di tempo in quella terra,

di te mi ricorderò,

o donna Silvana

dal mento aggraziato e dalle tette grosse,

tu che, insieme alla gracile Francesca da Rimini, girovaghi

nei gironi dei bordelli maltesi dell’Inferno di Dante,

l’amica di Paolo,

la moglie di Gianciotto lo sciancato,

quello che firmava i pizzini di Totò lu curtu

a che più oltre il becco non si metta.

Quando finirà questa cruenta guerra tra maschi e femmine,

tra uomini e donne,

tra mariti e mogli?

Da lì trarrem gli auspici della civiltà e della nuova Armonia.



Salvatore Vallone



Giardino degli Aranci, 28, 10, 2023

A ETTORE

Ettore ha chiesto di uscire in giardino.

Ha respirato profondamente.

E’ rientrato in casa.

Ha guardato la sua cuccia.

Ha scodinzolato a Ivan.

E’ passato di là.



Salvatore Vallone



Karancino, 17, 11, 2023

GIANNA VALLONE

380260043629229,

nome – Bella,

di poi Gianna, Tita, Tota, Billy, Billybilly, Duani, Duadua, Kamanbaby, Puccipucci,

microchip nel collo sinistro,

specie – cane,

sesso – femmina,

mantello – nero focato, (black tan),

testa – sale e pepe,

sterilizzato – si, ma da altri,

ultima ubicazione – traversa vallone Carancino, n° 62, 96100 Siracusa,

razza – meticcio

data di nascita – 09/04/2020,

tipo – pelo medio,

taglia – piccola,

segni particolari – BELLISSIMA, INTELLIGENTISSIMA, RIOTTOSA.

Abbandonata a raffica,

una volta,

due volte,

tre volte,

quattro volte.

Sopravvissuta a se stessa e all’ignominia umana.

E’ l’amor di Salgareda e del Ponte del mio Piave,

è l’amore che non ha pietà di me.

Adesso non cambierà bandiera.

Sei arrivata,

mi hai scelto

e ancora oggi resti con me per amarmi.

Came on my baby!

Caminamu!



Salvatore Vallone



Giardino degli aranci, 08, 11, 2023

SILVANA

Lei era dal macellaio.

Ieri ho incontrato la Silvana dal macellaio Rosario.

Deh, quant’era bella!

Ella non mi ha riconosciuto,

mi ha sentito.

Deh, quant’era donna!

Domina et magistra senza essere mater.

Era irrequieta e nervosa,

ma non aveva il mestruo,

non doveva purificarsi nei bagni della Giudecca,

sottoterra,

al terzo piano col suo nasino all’ingiù.

Silvana non è ebrea

e da tempo non ha più uova

da smerciare nel mercato di via de Benedictis,

tanto meno nella putiula dello zio Caitano,

Gaetano per l’anagrafe.

La donna delle selve aveva ancora il mento vezzoso,

lo sguardo fascinoso e ammiccante,

le tette basse basse,

il fare springo e l’incedere elegante,

il sedere liscio e cadente,

liscio come il culo di un monaco,

ma Silvana non è una suora,

cadente come le palle di Salvatore,

ma Silvana non è un maschio ernioso.

Ha comprato un chilo di spezzatino misto,

sette etti di salsicce di maiale

e mezzo chilo di fettine scelte di vitellone

per fare gli involtini alla messinese,

quelli con i pinoli delle Madonie e il pan grattato.

Ha pagato 42 euro

senza fare una piega.

Girando i tacchi altissimi,

è inciampata.

Non è caduta

perché io l’ho sorretta al volo

e l’ho baciata sulle gote rosse da alcolista.

Di poi è tornata nelle selve

con la sua Kaptur a trazione posteriore

e con venti valvole in tutto il corpo.



Salvatore Vallone



Karancino, 30, 10, 2023





IN MORTE DI SALVATORE

Intorno al sole c’è sempre un’aura

che brilla nel cielo spazioso,

che ottunde prima della scarica nervosa,

che risuona dopo la liberazione emotiva,

che vibra nello sposalizio della nuova energia.

Oggi intorno al sole c’è anche un’aureola che piange.

Intorno al sole ci sono le persone

vissute solitarie in mezzo alla gente

e morte in un letto d’ospedale,

abbandonate a “nostra sora morte corporale”

dalla pubblica indifferenza e demenza.

Oggi tra tanta Luce c’è mio cugino,

Salvatore il grande e il piccolo,

il forte e il debole,

l’uomo che non ha conosciuto l’equilibrio della normalità,

l’eterno sopravvissuto e mai cresciuto,

il marinaio della regia Marina militare italica

con la sua pizza in testa nel porto di Barcellona,

l’uomo di mare andato oltre la vita con la sua pilotina a nafta,

il giovinotto in Fiat spider prima del Sorpasso,

prima di Vittorio Gassman e di Dino Risi,

il ragazzino che ha cercato la sua verità,

l’uomo dagli affetti travagliati e dagli amori infelici.

Ti guidino tra le braccia del primo Nulla Giovanni ed Enzo,

i fratelli capitani di lungo corso,

e non ti manchi mai quella pietas

che merita un fedele marinaio dell’Albatros celeste.



Salvatore Vallone



Karancino, 01, 09, 2023



 





NOTE INTONATE

Caro malfattore,

mi dà allegria trovare una tua lettera nella bussola,

anche se non è più quella rossa dell’infanzia

e non c’è più il postino a recapitarla.

O tempora, o mores!

Qui non sono tutti trogloditi,

solo alcuni e sempre agguerriti,

certo,

ma siamo fortunatamente riusciti a ingentilirci

per poter sedere dignitosamente alla tavola dei pari.

Credo che sia così,

ma frequento poco la società,

quindi potrei essere troppo generosa

nel contrastare il pregiudizio.

Sono felice di sapere che stai bene,

a volte mi colgono pensieri cupi

e mi sembra che l’eternità si sgretoli

dentro il passaggio inesorabile delle stagioni,

poi rientro subito nei ranghi sgangherati dei miei sogni

e ti vedo così come sei:

estivo,

forte ed estivo,

caldo e ventoso,

folle come una tempesta

e fermo come la bonaccia.

Verrò a trovarti e ti abbraccerò,

la mano e basta non si usa con le persone amate,

nemmeno qua nella valle di Neanderthal.

Le mie migliori intenzioni collimano con le mie peggiori intenzioni,

quindi tocco tutto per sentire che esisto.

Se non ti piace,

mi dispiaccio,

ma piace a me il tuo odore di estate

e me lo godo tra il cicaleccio delle comari sudate.

Ciao, grillo parlante.

Sabina

Trento, 21, 06, 2023

IN NOME DELL’AMICA INFELICE

Tra le viti ramate e odorose di mosto,

tra i filari antichi di crocifissi lignei e bagnati di zolfo,

si è addormentata la donna in un ripido letto di rovi.

Ahimè,

la giovine era angosciata,

era d’acciaio temprato,

aut aut e non et et,

tanto mai vel vel,

ma la giovine era angosciata.

Lei volle e sempre volle,

fortissimamente volle,

ma la sua forza si sposava con la fragilità.

Ella volle una corda di canapa

per il suo necessario esodo.

Lascia che sia fiorito il suo sentiero”,

canta il menestrello

in quella terra laboriosa di gelide freddezze.

Fai buon viaggio,

o anima inquieta,

tra le energie cosmiche intrise di terrene e umane storie.

Salvatore Vallone

Giardino degli aranci, 30, 10, 2023