ELOGIO ALLA MENOPAUSA

Carissimo, vecchio amico mio,
di recente hai pubblicato sul tuo blog un articolo sulla menopausa, che, senza offesa ma senza giri di parole, reputo offensivo per la femminilità di ogni donna, mediocre, impreciso, disinformativo e purtroppo, ahimè si quoque tu Salve, legato ad una visione altamente misogina ed antiquata dell’universo femminile.
Inizierei, come sempre nella nostra visione occidentale della realtà, dai nostri carissimi/odiatissimi Greci.
Il termine menopausa deriva dal greco e significa letteralmente cessazione del mese ovvero interruzione di quell’appuntamento mensile che accompagna ogni donna per mediamente 40 anni della sua esistenza.
Il termine climaterio deriva sempre dal greco e significa propriamente gradino, denotando l’accezione negativa di un ostacolo, un intoppo nella vita riproduttiva che porta ad una scalinata discendente verso un’inesorabile vecchiaia.
È evidente che un tale approccio semantico e semiologico ci conduce ad una visione aspramente maschilista e retrograda di questa fase del percorso biopsicofisico della donna.
Potremmo aspettarci altro da una cultura che riconosce, tollera ed inneggia all’amore omoerotico verso giovanetti e corifei del simposio, ma reclude la donna nei ginecei affidandole la mera funzione di essere dotato di utero dove contenere il seme maschile per fini gestazionali?
La donna nella sua potenza e pericolosità sessuale è da evitare o da emarginare nei boschi, nei riti dionisiaci, dove appunto si perde la misura ed il controllo. Quale peggiore condizione per l’archetipo di uomo razionale, che permane fino alla contemporaneità, della perdita del controllo e della virtù?
Non andò, di sicuro, meglio a noi donne in epoca romana imperiale quando era addirittura proibito l’aborto e veniva dato un premio alle donne più prolifiche. Tralasciamo l’epoca buia del Medioevo dove il connubio donna/ peccato divenne cavallo di battaglia della Chiesa e irreprensibilmente perseguito e represso dalla Santa Inquisizione nei processi e nei roghi a povere donne colpevoli soltanto di non essere povere ma insolentemente ed istintivamente ricche di intelligenza ed esperte di natura e medicina rudimentale ma empirica.
E che dire dell’Ebraismo e dell’Islamismo che vietano, nelle declinazioni più ortodosse, anche la mera stretta di mano con una donna perché potrebbe essere mestruata e quindi impura al pari della carne suina?
Ma non siamo stati certamente più evoluti o meno fondamentalisti noi cristiani, se negli anni 40 nella mia natia campagna veneta le mie nonne dopo i parti venivano sottoposte all’umiliazione della benedizione purificatrice davanti alla chiesa, tassativamente fuori l’edificio sacro, prima di essere ricondotte ed ammesse all’interno al cospetto di Dio.
E che dire della tua affascinante e mistica Sicilia, ricca più di Sante che di stelle, dove il sangue verginale dei corredi candidi matrimoniali veniva esposto sui balconi di buon mattino come le reliquie di qualche martire sugli altari barocchi inebrianti d’incenso alla folla adorante.
Ma, allora, se un evento tanto pericoloso, immondo e impuro come il sanguinamento mestruale ad un certo momento cessa, si dissolve, si autoelimina dovremmo esultare e gioire di euforia. Invece…..
Invece eccoci qui catalogate come vecchie, acide, appesantite, depresse lunatiche, incapaci di deporre uova, ma nemmeno assunte al rango consolatorio di un buon brodo, come recita il noto ed antico adagio.
Noi siamo in quanto femmine della Specie umana meno degne di rispetto di una gallina.
Analizzerei la questione da un aspetto meramente biologico. Da questo punto di vista ci soccorre la pragmatica lingua tedesca. Qui il termine menopausa viene indicato “Wechseljahre”, che letteralmente si traduce in anni del cambiamento.
Biologicamente ci troviamo difronte ad un cambiamento ormonale.

Punto e basta.
Non mi addentrerei in elucubrazioni mediche e scientifiche perché la natura abbia deciso così. D’altra parte la nostra ricerca medico/scientifica dai suoi albori fino ad oggi è stata diretta e dettata da medici maschi, ginecologi maschi che, udite udite, non sanno nemmeno definire, inquadrare e spiegare, nè dal punto di vista anatomico, nè dal punto di vista funzionale l’oggetto misterioso della nostra storia evolutiva.

Cos’è?

Non ci arriverai mai nemmeno tu, mio caro psicoanalista freudiano.
E come potresti amico mio…..

Ti hanno plasmato le teorie di un signore ebreo viennese che ha impostato tutto su un fallo e tutto diventa determinante, commisurato e rapportato alla differenza tra averlo o non averlo.
Non avendolo noi donne a cosa siamo destinate?

A desiderarne uno?????
Ma quando mai!!!!!!

E’ la solita vecchia storiella resa un po più piccante per inserirci nel solito millenario schema: fare figli!!!!
L’oggetto misterioso non identificato è il clitoride!
Non ci crederai, ma esiste una società Svizzera che in cooperazione con ginecologi di mezza Europa ha analizzato e catalogato migliaia di clitoridi per giungere a faustissime conclusioni. Premetto che sono stati costruiti dei modelli anatomici 3D in gomma per permettere ai ginecologi di colmare le evidenti lacune degli ultimi secoli.
So di scardinare le tue certezze, tu abituato a ragionare tra il primitivo/primordiale orgasmo clitorideo e il più maturo ed evoluto orgasmo vaginale, (che per raggiungerlo guarda caso serve un membro maschile).

Lo sai che un clitoride ha più terminazioni nervose di un fallo, che è mediamente lungo 10-12 cm, che non ha tempi refrattari?

Se vogliamo ragionare per paragoni, ammetterai che paragoni non ghe n’è!
(ringrazio il lockdown per le serate passate davanti alle tele guardando meravigliosi documentari tedeschi, che la benpensante e cattolica Italia trasmetterebbe forse alle 3 del mattino, facendo crollare comunque gli ascolti).
Caro Freud, anche tu quanto maschilista sei stato, ovvio d’altronde eri ebreo, quindi discendente di una donna nata da una costola di un uomo, punita per l’oltraggio del voler sapere, guarda caso, con il dolore del parto.
Uguale quale strada prendiamo…..
Ecco qui il solito tema spinoso: la procreazione.
Ma perc tra tutte le specie viventi, almeno sulla Terra, solo noi femmine umane, con le scimpanzé e le balene, andiamo in menopausa?
C’è stato di sicuro qualche inghippo nella nostra storia evolutiva.
Non da ultimo si era pensato alla teoria della nonna: le donne avrebbero cessato di essere fertili per prendersi cura dei cuccioli del branco, assumendo una funzione di protezione, crescita ed educazione dei piccoli, lasciando la funzione procreativa agli esemplari più giovani, con un patrimonio genetico per così dire “più fresco”.
Orbene secondo una recente e coraggiosa ricerca canadese la colpa sarebbe solo di voi maschi.
Non trovando alcuna spiegazione biologica soddisfacente per l’incepparsi del nostro equilibrio ormonale, questi ricercatori hanno supposto un adattamento evolutivo ad un impulso antropologico. La teoria della nonna, infatti, cozza contro un principio fondamentale della conservazione della specie, selezionando geni che portano alla sterilità della menopausa, anziché garantire la fertilità al maggior numero di femmine possibile e indipendentemente dalla loro età.
I ricercatori hanno capovolto i parametri della questione supponendo non che la menopausa abbia portato le donne meno giovani all’impossibilità di procreare, ma che la mancanza di accoppiamenti abbia favorito l’insorgere della menopausa. La mancata riproduzione delle donne meno giovani sarebbe stata dettata dalla preferenza dei maschi di accoppiarsi con le donne più giovani. Quindi non tiriamo in ballo la selezione naturale, ma semplicemente è stata FORSE allora come oggi una scelta del maschio.
Uguale da che prospettiva analizziamo la questione, la menopausa resta un rompicapo biologico, evolutivo e antropologico.
Non scopriremo mai cosa sarebbe avvenuto se le donne più anziane avessero deciso di riprodursi con maschi più giovani.
Ma dagli albori dell’umanità ad oggi rimaniamo comunque ostaggi di un postulato errato ovvero accoppiamento = procreazione.
Forse ora sono maturi i tempi per una nuova equazione: accoppiamento= piacere, almeno alla nostra latitudine. Nell’altra meta del mondo, infatti, continuano le mutilazioni genitali e i corpi nascosti dai burqa.
Ma ritorniamo al nostro punto di partenza, caro Salvo.
In primis, cari maschi, chiaritevi le idee e stipulate un trattato di pace con le nostre mestruazioni: per metà della nostra vita ci deridete per la sindrome premestruale e per le Rosse e per l’altra metà ci condannate all’indifferenza perché non le abbiamo più.
Con la menopausa perdiamo semplicemente la possibilità di procreare. Ma restiamo donne affascinanti, intelligenti, travolgenti e libere tremendamente e follemente libere, ma soprattutto diventiamo potenti, molto potenti.
Non siamo più sottomesse al vincolo procreativo, possiamo decidere come quando e perché fare l’amore semplicemente per piacere.
Diventiamo sagge, estremamente sagge, perché il cambiamento fisico e psichico ci tempra, rafforza e ci fa diventare più consapevoli e padrone di noi stesse. Non dobbiamo più scendere nell’agone per accaparrarci l’uomo con le caratteristiche genetiche migliori…..lasciamolo pure alle più giovani. Vogliamo un uomo forte e meraviglioso con un cuore, un’anima e un cervello che sappia amare le nostre rughe, i nostri silenzi, il nostro sorriso, i nostri capelli argento, che ti comunico non tingo orgogliosamente più. Abbiano una forza magnetica potentissima, siamo Medea, Medusa, la Sirena, l‘Amazzone, la Sibilla, la Baccante, la Curandera, la Sciamana, la Strega.
Non è il potere consolatorio e ovattato del matriarcato che presuppone comunque una visione esclusivamente materna di noi donne.
E, se voi uomini non ci guardate più o se non ci odorate più perché ora abbiamo ormoni più simili ai vostri, noi non ci abbattiamo…..non necessariamente ci serve un fallo….. A voi la natura lascia gli spermatozoi, ma il vostro pene non sempre vi obbedisce e latita. Noi abbiamo un mondo tutto da scoprire con o senza di voi….. La natura ci toglie la riserva ovarica, ma ci lascia il clitoride!!!

P. S. Quanto al cervello, ne siamo dotati entrambi, maschi e femmine, teniamolo in allenamento amico mio:-)

Con affetto un’amica in premenopausa senza istruzioni d’uso.

Margherita Leone Grieco

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