TIRITERA POPOLANA

Uno vale uno,
due vale due,
tre vale tre,
quattro vale quattro.
Also sprach er puffo.
Les jeux sont faits,
madames et monsieurs,
rien ne va plus.
Alors il a parlè er buffo.
Uno vale il punto,
due è la linea retta,
tre è il triangolo,
quattro è il tetraedro.
Etsi milese sior Pitagora.
Les jeux sont faits,
madames et monsieurs,
rien ne va plus.
Il puffo e il buffo vanno in casin.
Uno vale il principio,
due sono la mamma e il papà,
tre è la trinità dei monti,
quattro è la realtà.
Ita dixit il nano tinto in brass alla saffica.
Les jeux sont faits,
madames et monsieurs,
rien ne va plus.
Così parlò Zaratustra ai due loschi compari.
Ita locuti sunt per profetas ruffiani
e ancora pesano il prezzo della vergogna
mostrandosi nella pubblica impudicizia.
Quanto pesa il pudore dell’onta?
Un munnio vale un munnio,
quattro munnia valgono un tumminu,
quattru tummini valgono na samma,
quattru sammi valgono un peripacchiu,
quattru peripacchiu fanno due sgummati.
Lu periziali è arrivato
e i giochi sono ormai fatti.
Lu periziali si è affacciato sulla sua televisione
e ha sorriso con i capelli unti di pomata per le scarpe
e scomposti dal vento del niente
e ricomposti dal vento del nulla.
A questo punto chi si vuole confessare
si presenti nella garitta numero P2.
Lì c’è padre Tamarindo da Arezzo
che vi confesserà.
Il puffo e il buffo hanno incontrato il pacioccone
con il suo faccione largo di magnaccione nullafacente
e insieme hanno tra l’erbetta al volo sorpreso gentil farfalletta
che tutta giuliva cantava:
“Teresa,
Teresa,
ti ho presa,
ti ho presa!
Ti ho presa
proprio quando mi hai dato quella rosa,
rosa rossa,
e mi hai detto che prima di me non avevi amato mai,
che eri vergine, insomma.
Ma,
dopo il primo bacio ti sei tirata indietro
perché non era il caso di continuare.
“Lassem perder e avanti un altro”,
hai detto questa volta tra te e te.
In questo mondo bugiardo,
con un governo ladro e in odore di fritto misto di paranza,
i giornali impazzano,
le tv indocent et indecent,
i vaccini s’incazzano,
i politici e gli opinionisti occupano immantinente il posto
che lasci libero al cinema e nel teatro della vita.
Sempre gli stessi!
Sempre le stesse stronzate!
Ogni sera sullo schermo a colori si ripetono come le zecche
e si replicano come le pulci sulla schiena del gatto Pietro.
Così sbarcano il lunario
e si riempiono la cornucopia.
E allora?
Che dolor, che dolor!
Rien ne va plus vraiment,
madames et monsieurs,
nonché lacchè e basabanchi,
critici dei mestieri e delle arti,
dopo carosello e in tanta malora andè tutti a cagher,
a cagare insomma.

Salvatore Vallone

Carancino di Belvedere, 08, 03, 2021

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