LE DUE COCCINELLE E LE ALTRE

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Ho sognato la mia capa ufficio nella sua casa con la sua bambina che, quando era in piedi vicino al tavolo avrà avuto circa 3 anni, quando era sopra la tavola diventava sempre più minuscola.
Io stavo attenta che non cadesse dal tavolo e che nessuno la schiacciasse.
Era diventata piccola come la falange di un dito e io con la mano cercavo di proteggerla.
A un certo punto, sempre nella mia mano, ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.”
Così e questo ha sognato Vittoria.

DECODIFICAZIONE – CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Il sogno di Vittoria viaggia spazialmente dal basso verso l’alto, da “in piedi vicino al tavolo” a “sopra la tavola”, e procede materialmente da un “macro” verso un “micro”, da una bambina di “circa tre anni” a “due coccinelle”. Parte, inoltre, da una realtà spaziale in atto, “la mia capa ufficio nella sua casa con la sua bambina” e approda all’embrione, all’uovo e allo spermatozoo, l’origine e la formazione della bambina. Lo scorrere temporale del sogno procede originalmente a ritroso, una difensiva “regressione”, verso una desiderata e progettata gravidanza.
Vittoria riesuma e riattraversa nel sogno la sua dimensione psicofisica materna, la maternalità e la maternità, l’istinto e l’appagamento, il desiderio e la realizzazione. Parte dalla visione della donna in cui si è “traslata”, la “capa ufficio”, per ricordare e ripensare se stessa quando voleva e poteva diventare mamma. Vittoria sviluppa il meccanismo biologico della fecondazione, della nascita e della crescita di una bambina, l’oggetto del suo desiderio: la coccinella, il feto, la bambina.
Ho rimesso in piedi e attualizzato il sogno capovolto di Vittoria.
Dopo aver rilevato che il movimento dal basso verso l’alto condensa il processo psichico della “sublimazione della libido”, che il processo fisico da un “macro” a un “micro” esprime una contrazione depressiva della vitalità, che la “regressione” temporale è un meccanismo di difesa dall’angoscia, che è degno di nota l’uso del meccanismo onirico della “figurabilità”, abilità naturale e spontanea a tradurre un concetto o un’idea in una forma e in un’immagine adeguate, dopo questi rilievi posso procedere con curiosità nella decodificazione.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Ho sognato la mia capa ufficio nella sua casa con la sua bambina”

Vittoria si trasferisce subito nella sua “capa ufficio” e nella sua dimensione psicofisica materna: meccanismo di difesa della “traslazione”. Ha un conto sospeso con la maternità e approfitta dello stimolo di una persona conosciuta e autorevole per sciorinare i suoi vissuti e i suoi “fantasmi” in proposito.
La “capa ufficio” attesta di un buon senso dell’Io, la “casa” è simbolo della struttura psichica e della “formazione psichica reattiva”, la “bambina” non rappresenta Vittoria da piccola, ma l’oggetto del desiderio materno proprio per la successiva psicodinamica simbolica regressiva.

“che, quando era in piedi vicino al tavolo avrà avuto circa 3 anni, quando era sopra la tavola diventava sempre più minuscola.”

Ecco la psicodinamica di cui si diceva. Vittoria parte dalla realtà di fatto, una bambina di “circa 3 anni” e “in piedi vicino al tavolo” per arrivare a uno stato di minorità spaziale e temporale: “sopra la tavola diventava sempre più minuscola”. Vittoria si è traslata nella capa ufficio e non nella bambina perché è disposta a svolgere l’iter della maternità in maniera regressiva, un’evoluzione alla rovescia che non è un’involuzione.
Il “tavolo” è simbolicamente freddo rispetto alla “tavola” e rappresenta la relazione sociale e il coinvolgimento politico, il dialogo e la dialettica ideologica, un altare sconsacrato. La bambina può far da sé, “è in piedi”.
La “tavola” rappresenta simbolicamente l’offerta di “parti psichiche di sé”, la disposizione donativa, “genitale”, condensa il teatro dell’esibizione di sé, dal desiderio al trauma, dall’armonia al conflitto. Nel contesto psichico di Vittoria si esibisce la bambina autonoma e l’infante dipendente, “vicino al tavolo” e “sopra la tavola”.
“diventava sempre più minuscola.” Regressione alle origini con prima tappa al feto, per approdare all’embrione e al seme o all’uovo. L’evoluzione all’incontrario e alla moviola è servita dal sogno birichino!
Magia del sogno e dei “processi primari”!
La “Fantasia” allucina il “ritorno al passato” spaziale e temporale. La radice etimologica greca dice di “un prendere luce”.

“Io stavo attenta che non cadesse dal tavolo e che nessuno la schiacciasse.”

Ecco l’istinto materno!
Vittoria protegge la sua maternità e tutela il suo diritto a essere madre con l’amore verso quell’embrione da salvaguardare. Vittoria rievoca le sue ansie e le sue paure in attesa e in difesa di quella maternità che forse non è più possibile.
Vediamo i simboli.
“Attenta” equivale a “intenzionata”, con la mente rivolta a un oggetto specifico. Vittoria ricorda il suo interesse verso la maternità e il suo bisogno di tutelare e di tutelarsi dalla perdita di questa prerogativa classicamente femminile.
“Non cadesse”. Si diceva della “perdita” ed ecco che arriva immancabilmente il “fantasma” chiamato in causa. L’atto del “cadere” è simbolicamente un perdere e un rovinare, associa e condensa un danno doppio.
“Nessuno lo schiacciasse” presenta ancora l’istinto materno che protegge a tutti i costi il figlio dall’annientamento. La pulsione filogenetica, amore della Specie, si afferma nella tutela della gravidanza e della maternità. L’atto dello “schiacciare” condensa un bruttissimo “fantasma di morte” e si attesta in una pulsione sadomasochistica in espiazione del senso di colpa. Ricordo anche che la signora della vita e della morte è sempre l’archetipo Madre.

“Era diventata piccola come la falange di un dito e io con la mano cercavo di proteggerla.”

Vittoria persiste nel portare avanti la rivisitazione a ritroso del suo passato, nello specifico la sua pulsione alla maternità, dopo aver trovato nella “capa ufficio” e in sua “figlia” adolescente un potente stimolo per formare il sogno. Si trova alle prese con la difesa spasmodica della sua costellazione psichica materna attraverso la paura, non tralignata ancora in angoscia, di un possibile annientamento della figlia ormai ridotta nei termini di un feto nella quarta settimana di vita. Vittoria sta difendendo la vita della bambina da una possibile morte per annientamento.
Quante fantasie si legano a questo bisogno di mantenere la vita nelle menti delle adolescenti e delle giovani donne in specie nei riguardi delle mestruazioni e dopo i rapporti a rischio!
“piccola come la falange di un dito” si traduce nell’essere un embrione.
“io con la mano cercavo di proteggerla.” come in un’alcova, un grembo caldo e protettivo. Degna di nota e l’uso del meccanismo onirico della “figurabilità”, esprimere un concetto secondo una forma e un’immagine.

“A un certo punto, sempre nella mia mano, ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.”

Continua il processo di ritorno all’origine attraverso il rimpicciolimento e la regressione, la riduzione dello spazio e l’inversione del tempo come in una moviola che consente di rivedere il presente dentro il passato fino all’origine. Vittoria evidenzia le due coccinelle, seme e uovo, prima della fecondazione. Ma non basta, perché il sogno è oltremodo deciso ad approfondire il viaggio dal momento che è ben difeso e ben coperto nel suo “contenuto latente” dal “contenuto manifesto”. Il vero significato non si evince minimamente dalla trama del sogno nel suo apparire e oscillare tra l’istinto e l’amore materni. Questa apparente tranquillità sta sfociando nella simbologia di un trauma e di un qualcosa di drammatico a metà tra fantasia e realtà. O si tratta delle fantasie adolescenziali di una ragazza che desidera e teme l’ingravidamento o si tratta di un’esperienza traumatica vissuta proprio sull’insorgere di una gravidanza: una gravidanza extra-uterina.
Procedere con eleganza è opportuno alla luce dei temi supposti e trattati.
“sempre nella mia mano”: la mano funge simbolicamente da grembo per le due coccinelle, il seme e l’uovo.
“ho due coccinelle che spiccano il volo”. Nella meravigliosa riduzione spazio-temporale che Vittoria sta operando in sogno, il tornare indietro nello spazio e nel tempo perviene al “minimum” biologico consentito dal senso della vista, lo spermatozoo e l’uovo. Vediamo dove approdano le due coccinelle.
“vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile”. L’anta suppone un armadio, un mobile contenitore che evoca e condensa un grembo e la recettività materna di un utero atto a portare avanti una fecondazione evolvendola in nove mesi di gravidanza e in un accrescimento delle coccinelle, uovo e seme. Ma queste cellule primarie della vita non entrano nel “mobile” aprendo magari “l’anta”, ma restano fuori e si appoggiano soltanto al recipiente deputato alla formazione della vita, l’utero per l’appunto. E allora, restando fuori, significa che non hanno attecchito tra di loro e dentro il vaso che serve. Una gravidanza extra-uterina o una fantasia adolescenziale di gravidanza con la giusta difesa dall’angoscia congenita nei “fantasmi” della gravidanza e del parto.
“lì vicino accanto ad altre coccinelle.” tra i milioni di spermatozoi e le tante uova disponibili per essere fecondate ed evolversi in embrioni. Finisce il viaggio a ritroso di Vittoria nella ricerca onirica dei suoi “fantasmi” e dei suoi vissuti in riguardo alla maternità e gravidanza. Si ricorda che, dopo il coito completo e andato a buon fine, permangono in vagina miliardi di semi in attesa d’incontrare nello spazio l’uovo se il tempo è giusto. Soltanto uno avrà la palma della vittoria. Gli altri concludono qui il loro degno viaggio biologico.
Si conclude in questo modo anche il sogno di Vittoria.

PSICODINAMICA

Il sogno di Vittoria sviluppa in maniera originalissima e creativa l’itinerario biologico dell’esperienza meravigliosa della maternità partendo da una realtà in atto, una bambina, per approdare alle entità costitutive dell’embrione e per scinderlo nel seme e nell’uovo. Questa “regressione” spaziotemporale approda alla fantasia adolescenziale della fecondazione e della gravidanza o rievoca un’esperienza di una gravidanza extra-uterina, un trauma ben organizzato e razionalizzato alla luce del modo in cui viene elaborato dai “processi primari” deputati a dare forma ai contenuti del sogno. Il risultato di tanto complotto è un prodotto unico ed eccezionale per le modalità da saltimbanco attraverso le dimensioni fisiche dello spazio e del tempo, a riprova che la Psiche è fuori da queste categorie filosofiche e scientifiche, quasi a voler attestare di un “breve eterno” implicito nella memoria e nella coscienza. Agostino di Tagaste si era espresso in tal senso nel quarto secolo dopo Cristo a proposito dell’anima: il tempo è la distensione al presente verso il passato e il futuro.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Il sogno di Vittoria evidenzia le seguenti istanze psichiche: “Io” vigilante e consapevole basato sul “principio di realtà” in “Io stavo attenta”, “Es” pulsionale e rappresentazione dell’istinto e basato sul “principio del piacere” in “che non cadesse dal tavolo e che nessuno la schiacciasse.” e in “due coccinelle che spiccano il volo”. Il “Super-Io limitante e censorio, basato sul “principio del dovere”, non compare. Le “posizioni psichiche” chiamate in causa sono le seguenti: la “genitale”, donativa e basata sul riconoscimento dell’altro, è dominante e presente in “la mia Capa Ufficio nella sua casa con la sua bambina” e in “ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.” e in “Era diventata piccola come la falange di un dito e io con la mano cercavo di proteggerla”, la “anale” con la “libido sadomasochistica” è presente in “ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle”: pulsione violenta e rottura difensiva dell’unità dell’embrione.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Il sogno di Vittoria usa i seguenti “meccanismi” e “processi” psichici di difesa: la “condensazione” in “casa” e in “coccinelle”, lo “spostamento” in “bambina”, la “traslazione” in “capa ufficio”, la “figurabilità” in “quando era in piedi vicino al tavolo avrà avuto circa 3 anni, quando era sopra la tavola diventava sempre più minuscola.” e in “Era diventata piccola come la falange di un dito” e in “ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.”, la “drammatizzazione” in “Io stavo attenta che non cadesse dal tavolo e che nessuno la schiacciasse.”. I processi psichici di difesa innescati sono la “sublimazione” in “sopra la tavola”, la “regressione” in “diventare sempre più minuscola”. Ricordo che la “regressione” è presente anche nella funzione onirica tramite l’azione al posto del pensiero e l’allucinazione al posto dell’esercizio normale dei sensi.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di Vittoria manifesta un tratto “genitale” all’interno di una “organizzazione psichica orale”: disposizione alla maternità e pulsione affettiva. Alla ricerca del tempo e dello spazio perduti Vittoria elabora in progressione regressiva le sue esperienze in riguardo alla fecondazione e alla maternità.

FIGURE RETORICHE

Il sogno di Vittoria forma ed esibisce le seguenti figure retoriche.
La “metafora” o relazione di somiglianza in “tavolo” e in “tavola” e in “coccinelle”. La “metonimia” o nesso logico in “mano” e in “volo” e in “anta di un mobile” e in “non cadesse” e in “nessuno la schiacciasse”. La “sineddoche” o la parte al posto del tutto e viceversa in “due coccinelle che spiccano il volo”. Nel complesso il sogno di Vittoria possiede una tematica poetica all’interno di una narrazione naturale quanto surreale. In special modo l’ultima parte è degna di una vena lirica: “A un certo punto, sempre nella mia mano, ho due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.”

DIAGNOSI

La diagnosi dice di una “regressione temporale” e di una “riduzione spaziale” in progressione armonica alla ricerca della fecondazione e della gravidanza mancate o non andate a buon fine, in una con il desiderio e la pulsione di maternità. In termini clinici trattasi di una frustrazione dell’istinto materno e dell’esperienza collegata in una cornice di vanificazione del seme e dell’uovo.

PROGNOSI

La prognosi impone a Vittoria di compensare la sua maternità inappagata con adeguate “sublimazioni” funzionali sempre ad azioni fattive in favore di una realizzazione sentimentale ed estetica: sentimenti d’amore e culto della bellezza.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta in una “psiconevrosi istero-fobica e ossessiva” in caso di mancato funzionamento del processo di difesa della “sublimazione della libido” e in un ritorno pesante del sentimento della nostalgia, dolore del desiderato ritorno. Trattandosi di maternità mancata, qualora i livelli di tensione superano l’omeostasi, è possibile la difesa della “conversione isterica” con significative somatizzazioni.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei simboli e dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Vittoria è “4” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.
La psicodinamica si avvale di un simbolismo che prevale di gran lunga sulla trama narrata.

RESTO DIURNO

La causa scatenante del sogno di Vittoria, il “resto diurno” del “resto notturno”, si colloca nella visione di una bambina, come suggerisce la stessa trama del sogno, o in una riflessione esistenziale sullo stato psichico in atto.

QUALITA’ ONIRICA

La qualità del sogno di Vittoria è decisamente surreale proprio nel suo andare a ritroso con lo spazio e con il tempo.

REM – NONREM

Il sogno di Vitoria si è svolto nella seconda fase del sonno REM alla luce del simbolismo e delle implicite emozioni. La protagonista rievoca con una buona copertura difensiva il suo viaggio a ritroso nella maternità usando bene i meccanismi psichici del “processo primario”, nonché la cosiddetta “censura onirica”, per completare il suo personale itinerario psichico e umano. Pur tuttavia l’agitazione da meraviglia non deve essere stata da poco.
Ricordo che nelle fasi REM il sonno è turbolento, mentre nelle fasi NONREM il sonno è profondo e catatonico ossia presenta una caduta del tono muscolare, senza movimenti e spasmi, senza agitazione psicomotoria. La memoria è presente nelle fasi agitate rispetto alle fasi di caduta muscolare e di sonno profondo dove è quasi assente.

FATTORE ALLUCINATORIO

Il sogno di Vittoria usa in maniera prevalente il senso della “vista” e lo allucina in “due coccinelle che spiccano il volo e vanno ad appoggiarsi all’anta di un mobile lì vicino accanto ad altre coccinelle.”. Il “tatto” è presente in “sempre nella mia mano, ho due coccinelle”.

GRADO DI ATTENDIBILITA’ E DI FALLACIA

Per sondare la soggettività di chi interpreta e l’oggettività di chi sogna, l’approssimazione o la verosimiglianza della decodificazione del sogno di Vittoria, per valutare se l’interpretazione risente di forzature, stabilisco la prossimità all’oggettività scientifica o alla soggettività mistificatoria in una scala che va da “uno” a “cinque” e in cui 1 equivale all’oggettività auspicata e 5 denuncia una forzatura interpretativa verosimile. Tale valutazione è resa possibile dalla presenza di simboli chiari e forti e di psicodinamiche affermate ed esaurienti.
La decodificazione del sogno di Vittoria, alla luce di quanto suddetto, ha un grado di attendibilità e di fallacia “2” a causa della chiara simbologia e della semplice psicodinamica.

DOMANDE & RISPOSTE

La lettrice anonima ha posto le seguenti domande dopo avere con curiosità letto la decodificazione del sogno di Vittoria.
Domanda
E così il sogno sa fare anche le acrobazie e sa navigare nello spazio e nel tempo come gli pare.
Risposta
Proprio così, ma non come gli pare, secondo le sue leggi e i suoi schematismi, secondo le sue proprietà e le sue finalità: aiutare il sognatore a capire e a capirsi semplicemente perché ha tirato fuori tutta roba sua. Attenzione, però! Il sogno viaggia nel tempo ma nella dimensione del presente attraverso la sua capacità di rielaborare e di riattualizzare.
Domanda
E lo spazio?
Risposta
Lo spazio in atto della psiche è il corpo con il suo divenire, quel vissuto dell’evoluzione biologica operato sin dalla nascita dall’istanza “Es”, la capacità di rappresentare le pulsioni e i movimenti psicosomatici degli istinti attraverso i “fantasmi” che di poi si evolvono, pur permanendo come attività e prodotti mentali, in rappresentazioni consapevoli delle funzioni corporee, sempre nobili, elaborate dall’Io razionale e tradotte in concetti. La questione, più che complessa, è molto discussa per la presenza di tanti pregiudizi morali religiosi e politici sulla vita istintiva dell’uomo e del cittadino.
Domanda
La psiche muore con il corpo?
Risposta
Sono una sola entità, un tutto unico e inscindibile: concetto olistico. La vita è legata alla consapevolezza e nello specifico alla coscienza dell’angoscia di morte. Più chiaro è il “sapere di sé” e più intenso è il vivere. Orazio aveva escogitato all’uopo il “carpe diem” come metodo per vivere le sue voglie sessuali sulla bella Leuconoe o sul giovane schiavo. Lo aveva indicato poeticamente agli altri per giustificare se stesso e il suo corpo che pulsava “libido” latina. Si può tranquillamente dire che il “carpe diem” ha avuto e ha tanta fortuna storica, culturale, psicologica, estetica perché Orazio ha saputo dare con lo zucchero le verità più belle e più amare riguardo all’uomo, come quella che afferma che il suo essere si riduce alla sua unità psicosomatica, il “Corpo-Mente”.
Domanda
Mi spiega le fantasie sulle mestruazioni e sulla fecondazione delle adolescenti?
Risposta
L’assenza di un’educazione sessuale e la presenza in Occidente dei tabù religiosi intorno al corpo, la coalizione micidiale di cristianesimo e luteranesimo e calvinismo e altra compagnia cantante, questa mistura porta naturalmente alla formazione di conoscenze individuali o condivise con un gruppo di trasgressori, a un’educazione solipsistica o settaria. Ai naturali fantasmi della bambina in riguardo al suo corpo e alla sessualità si aggiungono il silenzio degli adulti e i divieti sociali. Tante bambine si sono scoperte donne attraverso il “fantasma di morte” associato al sangue, il liquido simbolicamente vitale che, se si perde, scatena angoscia. E poi, anche i testi sacri evocano la punizione per la manipolazione del sangue. E le culture non discriminano ancora le donne per la loro impurità mestruale? E la religione cristiana non escludeva le donne dalla comunità durante l’impurità della gravidanza nell’evidenza che era stata sessualmente con un uomo o con il suo uomo? Soltanto dopo la quarantena di purificazione la donna madre era ammessa nella comunità cristiana. E di quante altre colpevolizzazioni e criminalizzazioni è cosparsa la strada che porta al martirio della donna sin dal suo essere nel grembo di un’altra donna che non l’aiuterà a liberarsi dalla schiavitù culturale e religiosa. Anzi, spesso sono le madri a confermare e a cresimare la sottomissione globale delle figlie al maschio secondo lo statico principio storico del principe di Lampedusa, il Gattopardo: tutto cambia purché nulla cambi.
Domanda
Io le avevo chiesto le fantasie sulla mestruazione, sulla fecondazione e sulla gravidanza.
Risposta
Hai perfettamente ragione, ma mi sono lasciato prendere da un argomento tragico e attualissimo e da una misoginia dura da debellare nella psiche ballerina e fragile dei maschi. Provvedo alla richiesta. Le mestruazioni evocano angosce che si traducono in fantasie di morte da devitalizzazione progressiva: “fantasma”. L’aiuto affettivo e tecnico della madre e del padre è importantissimo. Ho detto del padre, non basta la madre. La dinamica della fecondazione, coito, tira fuori angosce di violenza e di morte per lacerazione delle parti intime e per sfondamento del ventre, pericolose “angosce di frammentazione” propedeutiche allo stato psicotico transitorio o persistente. La bambina non riesce a concepire in maniera piacevole la penetrazione, specialmente se si è imbattuta nell’improvvida visione di un pene adulto in erezione. L’educazione sessuale e la presenza affettiva dei genitori sono determinanti per convertire le diverse angosce in accettazione e orgoglio del genere femminile e del ruolo di donna. Intorno alla gravidanza è necessaria più che mai la presenza e la chiarezza dei genitori, madre e padre, nonché la precisione scientifica commisurata allo sviluppo della mente infantile. Le varie metafore della cicogna e del cavolo sono da riservare alle favole. I “fantasmi” collegati alla gravidanza sono sempre di morte per frammentazione, come ho avuto modo di spiegare in un altro sogno,
Domanda
Cosa mi dice del “coitus interruptus”?
Risposta
E’ l’antifecondativo storicamente primario e praticato fino a quando la donna ha subito una dipendenza culturale e giuridica dal maschio: anni settanta. La conquista dei diritti civili ha indotto le donne a scegliere e a proporre altre forme anticoncezionali, chimiche o meccaniche. La pratica del “coitus interruptus” era ed è tremenda per i danni psicofisici che ha prodotto e che produce: tensione nervosa, caduta della “libido”, impotenza e frigidità progressive fino alla dismissione dell’esercizio sessuale. Come tutte le cose fatte a metà il coito interrotto non è una buona, bella e giusta pratica. E’ una contraddizione nei termini, una fusione a metà.
Domanda
E’ sicuro della gravidanza extra-uterina?
Risposta
Il sogno dice simbolicamente che le coccinelle si fermano fuori dall’armadio, lo sperma non feconda l’uovo, assieme a tante altre, l’eiaculato. La “figurabilità” indica che può essere un “coitus interruptus” con il deposito dello sperma sul pube e “ante portas” o una gravidanza extra-uterina, l’embrione depositato fuori dell’utero. Il sogno è capace di elaborare idee ed esperienze in maniera originalissima.
Domanda
Un’ultima cosa: la differenza tra “tavola” e “tavolo” mi sembra molto sottile, quasi fragile.
Risposta
Il “tavolo” è maschile e appartiene al Padre. E’ privo di affetto e si può sublimare nell’altare e nel sacrificio sacrale. La “tavola” appartiene alla “Madre” ed è colma dei doni della “genitalità”. Sulla tavola c’è il cibo, simbolo dell’amore materno in esaltazione della vita. Ma non dimentichiamo che l’archetipo Madre sa anche essere violento. Chiedo io una cosa a te: non ricordi una tavola imbandita che ti ha fatto percepire briciole di felicità e di pienezza psicofisica?
Domanda
Sì, quand’ero piccola e di domenica, quando si pranzava tutti insieme. Un’ultima domanda: a questo sogno quale canzone associa?
Risposta
E’ obbligo associare un prodotto culturale e popolare volutamente compilato secondo il processo di “regressione” negli anni settanta da parte di un quartetto di autori e cantanti molto espressivi e capaci di provocare emozioni non soltanto nei giovani di allora, ma soprattutto nei giovani di oggi. Viene confermata la tesi che certe movenze dell’animo e dei sentimenti sono senza tempo. Il titolo è “Sola in the night” e gli autori del “benfatto” sono Takagi & Ketra con Tommaso Paradiso ed Elisa. Anche il video è ispirato agli abiti del tempo passato e ai modi d’incontrarsi e di vivere i sentimenti, della serie “mi piaci, ma farò di tutto per non fartelo capire e per evitarti”. Trattasi di manovre logistiche che occultano il meccanismo di difesa dello “annullamento” a manetta: destituire la carica sentimentale e sensuale da un’idea o da un fatto reale, della serie vivo l’innamoramento a freddo e senza il trasporto erotico e sessuale. Mentire a se stessi era un costume psicopatologico degli anni settanta, come se fosse una debolezza innamorarsi, fare l’amore o, guai e poi mai, fare sesso. La cultura bacchettona, clericale e post fascista del tempo incorporava e metteva in atto gli schemi sadomasochistici della peggiore “libido anale”. Tanto meglio oggi, decisamente, sia pur con i risvolti conflittuali tra maschio e femmina che comporta l’evoluzione e il progresso. E’ importante lasciare in vita l’attrazione, la seduzione e lasciarsi andare alle emozioni con una leggera consapevolezza, quella che serve per godere. Eppure, in quel tempo gli autori della canzone in questione hanno trovato un “mare magnum” da rivivere, sicuramente perché lo hanno sentito soltanto raccontare. A titolo esemplificativo adduco il concetto base di “Sola in the night” : “certo che lo sai, prendi tutto e te ne vai per vedere se è vero che poi ti vengo a cercare; ritorni solo se cambia tutto tranne te”.
In un recente passato questi amabili signori Takagi e Ketra, in compagnia di Arisa e di Lorenzo Fragola, hanno proposto con interesse una satira sulla contemporaneità in musica leggera, la canzone “L’esercito del selfie”, dove hanno messo in rilievo la degenerazione del narcisismo elettronico e la desessualizzazione della coppia. Il bisogno di essere in linea e di avere “campo” supera di gran lunga l’attrazione umana. Ma di questo brano si parlerà in un momento opportuno.
Consiglio per i naviganti: ascoltare la canzone partecipando al ritmo e al contenuto senza alcun impegno intellettuale.

 

 

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Il sogno di Vittoria è dominato dal meccanismo psichico primario della “figurabilità”, per cui è importante un breve approfondimento tratto dal mio lavoro “Sogno e fantasma”.
“Dal momento che il “lavoro onirico” trasforma le rappresentazioni profonde e i desideri rimossi in allucinazioni sensoriali, prevalentemente visive e uditive, prendiamo in considerazione a questo punto il meccanismo della “figurabilità”, deputato proprio alla traduzione in immagine dei contenuti che formano la trama del sogno.
Risulta determinante mettere in rilievo due aspetti: in primo luogo la selezione operata tra le diverse immagini che traducono una rappresentazione profonda e che meglio si prestano alla sua espressione visiva, in secondo luogo la tendenza a operare spostamenti da un concetto astratto a un’immagine concreta.
Freud afferma che nell’attività primaria della “figurabilità” viene richiamato un aspetto arcaico e filogenetico del pensiero e del linguaggio umani.
In origine il pensiero e le parole avevano un significato concreto. Essi si traducevano in fatti reali e oggetti sperimentabili. Soltanto in seguito all’evoluzione culturale hanno assunto un significato e un contenuto astratti.
Il linguaggio del sogno non conosce le opposizioni logiche dei pensieri e delle parole, così come all’origine il linguaggio designava in un unico oggetto concetti diversi e opposti.” Esempio: l’oggetto Dio abbracciava i concetti del Bene e del Male, oggetto morte includeva i concetti del premio e del castigo, della conquista e della perdita.

TRE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

sunrise-426085__340

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Premetto che il sogno è stato fatto questa notte tra il 1° e il 2 novembre, ma che in questi giorni non ho frequentato cimiteri !

Il sogno si svolge al cimitero, dove una mia cara zia 92enne (nella realtà in gran forma, piena di vitalità, che guida ancora l’auto e che, nel tempo libero, va a trovare “i vecchi” in casa di riposo che magari hanno vent’anni meno di lei!) vive in una stanza all’interno appunto del cimitero, dove la vado a trovare e ci scambiamo un lungo e affettuoso abbraccio.

(P.S: durante il sogno, poi ripreso, mi sono svegliata con la brutta sensazione che la zia fosse morta!)

Esco da questa stanza e, camminando per il cimitero, vedo mia madre (nella realtà è viva) e mi stupisce molto vederla lì; le dico che c’è anche mia zia (è sua cognata), ritorniamo a trovarla e la vediamo di spalle intenta a cucinare e con un’amica seduta al tavolo…

Mi ritrovo ancora in giro per il cimitero, è quasi buio e incontro il mio compagno che inciampa, cade e nella caduta ai suoi occhiali si storcono le stanghette; lui è contrariato di questo e cerco di calmarlo dicendogli che le sue conoscenti del negozio di ottica probabilmente gliele avrebbero aggiustate in giornata…”

Questo è la “lettera – sogno – commento” di Diana.

DECODOFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

La lettera di Diana contiene il sogno e il commento del suo “Io” razionale a delucidazione di quello che è successo e a sostegno della futura interpretazione. Diana conferma che i nostri sogni sono preda dell’”Io” razionale e cosciente e che non potrebbe essere diversamente. Nella sua lettera mette insieme le riflessioni e i ricordi del sogno, lavora di “Io” e collabora alla mia ricerca scientifica suggerendomi, ad esempio, l’uso del meccanismo della “conversione nell’opposto” quando mi dice “(nella realtà in gran forma, piena di vitalità, che guida ancora l’auto e che, nel tempo libero, va a trovare “i vecchi” in casa di riposo che magari hanno vent’anni meno di lei!): una zia piena di vitalità che abita in cimitero. E ancora a proposito della madre scrive che “(nella realtà è viva)” anche se la sogna che gira per il cimitero. Aggiunge a conferma che il suo sogno verte sull’angoscia di morte, meglio sul distacco affettivo di una cara persona: “(P.S: durante il sogno, poi ripreso, mi sono svegliata con la brutta sensazione che la zia fosse morta!)”. Diana intercala la consapevolezza reale dell’”Io” con la vita onirica a conferma ulteriore che l’”Io” è attore anche dei nostri sogni ed è presente nel sogno più di quanto si pensa. Infatti l’”Io” forgia nel dormiveglia il prodotto onirico per poi riforgiarlo al risveglio. Il sogno riceve almeno tre  accomodamenti logici, uno durante il sonno, il secondo al risveglio e il terzo quando lo si scrive o lo si racconta. Il sogno è un prodotto psichico altamente impuro ma altrettanto altamente significativo per il nostro equilibrio psicofisico e per la nostra consapevolezza. Dopo queste ulteriori e note precisazioni passo a decodificare il “prodotto psichico” di Diana.

SIMBOLI ARCHETIPI FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Il sogno si svolge al cimitero, dove una mia cara zia 92enne vive in una stanza all’interno appunto del cimitero, dove la vado a trovare e ci scambiamo un lungo e affettuoso abbraccio.”

Cosa significano i sogni nel “cimitero”, i sogni nel luogo delle rimembranze e dell’angoscia di perdita degli affetti, i sogni sulla vanificazione degli “investimenti di libido genitale”, i sogni sul nulla che impedisce l’esercizio dell’amore incondizionato? Attestano del “fantasma di morte”: la componente depressiva e la sensibilità alla perdita affettiva. La “cara zia”, il primo personaggio del sogno di Diana, è prossima alla dipartita e a essere ricordata, ma Diana le vuole tanto bene. L’”abbraccio” è il simbolo di un sentimento di magica fusione dei corpi e dei sensi, un insieme psicofisico esaltante e, di poi, astratto in quel sentimento d’amore che fa tanto bene a chi lo vive.

“Esco da questa stanza e, camminando per il cimitero, vedo mia madre (nella realtà è viva) e mi stupisce molto vederla lì; le dico che c’è anche mia zia (è sua cognata), ritorniamo a trovarla e la vediamo di spalle intenta a cucinare e con un’amica seduta al tavolo…”

Anche la mamma di Diana, il secondo personaggio del sogno, è prossima al ricordo dei vivi e merita un gran bene dalla figlia che, quasi quasi, la desidera immortale perché si stupisce di vederla in cimitero. Lo “stupore” condensa la caduta della vigilanza delI’”Io” e uno stato crepuscolare della coscienza, un non voler pensare alla labilità dei corpi e tanto meno alla dipartita della mamma. La zia “di spalle” segue il destino di “ubi maior, minor cessat”, dove c’è un affetto maggiore, il minore lascia il posto. La “zia” è intenta a preparare affetti, “intenta a cucinare”, perché è una donna che ha tanto dato in sentimenti e premure, oltre a essere una persona molto disponibile alle relazioni, affabile ed estroversa.

“Mi ritrovo ancora in giro per il cimitero, è quasi buio e incontro il mio compagno che inciampa, cade e nella caduta ai suoi occhiali si storcono le stanghette;”

Il sogno procede nella terza rivisitazione del “fantasma di morte” di Diana. Quest’ultima ha proprio bisogno di sviluppare il suo nucleo depressivo, la sua sensibilità alla perdita affettiva. L’appetito vien mangiando e Diana s’imbatte anche sull’affetto in atto, il suo “compagno”, l’uomo a cui si accompagna nel cammino della vita, il terzo personaggio delle sue angosce affettive. ”Inciampare” condensa una momentanea perdita di contatto con la realtà, un incidente di percorso, una contingente crisi esistenziale. La “caduta” è un aggravante simbolico che attesta della serietà dell’incidente. La “caduta”  amplifica il disagio psichico in atto secondo la visione onirica di Diana. La crisi si attesta nella difficoltà a vedere la realtà secondo una Logica che non ha più efficacia e potere: una perdita di potere della “weltanschauung”, della “visione del mondo e dell’uomo”, della logica ideologica, degli schemi culturali. Le “stanghette” rappresentano simbolicamente il rafforzamento della “weltanschauung”, così come gli “occhiali” condensano un rafforzamento artificiale e fanatico della solita “visione dell’uomo e del mondo”. L’uomo di Diana accusa una perdita di potere ideologico, del resto si trova in cimitero e inciampa, oltre a una preoccupazione della sua donna per la perdita affettiva. Diana accusa l’angoscia di una duplice perdita: la vita e l’ideologia del suo compagno.

“lui è contrariato di questo e cerco di calmarlo dicendogli che le sue conoscenti del negozio di ottica probabilmente gliele avrebbero aggiustate in giornata…”

Diana offre la soluzione, ma mostra una certa qual gelosia e non condivisione. Il sogno diventa ironico nel dire che “le sue conoscenti” al femminile “del negozio di ottica” lo avrebbero aiutato a risistemare e a rafforzare il suo sistema di idee. Sembra che il compagno di Diana abbia una bassa soglia di suggestionabilità e sembra che Diana sia particolarmente gelosa e risentita.

Questo ci dice il sogno di Diana.

POSTILLE SCIENTIFICHE SUL SOGNO

“Premetto che il sogno è stato fatto questa notte tra il 1° e il 2 novembre, ma che in questi giorni non ho frequentato cimiteri !”

Diana conferma che il “resto diurno”, la causa scatenante del sogno, è la festività dei defunti a cui ha associato la sua sensibilità alla perdita affettiva nei tre personaggi, la zia, la mamma, il compagno, pur non essendo andata a visitare nessun cimitero.

“(P.S: durante il sogno, poi ripreso, mi sono svegliata con la brutta sensazione che la zia fosse morta!)”

La sensazione d’angoscia al pensiero della morte della zia nello stato di veglia conferma che il sogno avveniva tra sonno e veglia e che la funzione dell’”Io” era presente e funzionale.

PSICODINAMICA

Diana si serve del meccanismo psichico di difesa dall’angoscia della “proiezione-traslazione” per svolgere il suo “fantasma di morte”, la sua sensibilità alla perdita affettiva in riguardo alle figure significative della zia, della madre e del compagno: tre personaggi che hanno trovato l’autore. In riguardo al compagno Diana accusa in sogno una crisi di coppia e nello specifico una non condivisione ideologica e culturale, un dissenso sugli schemi interpretativi dell’uomo e dell’esistenza.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Nel sogno di Diana domina l’istanza “Io”, la piena consapevolezza dei contenuti del sogno e della veglia. Non è presente la funzione repressiva del “Super-Io” o la funzione pulsionale dell’”Es”. Il sogno riguarda la sensibilità agli affetti e di conseguenza rievoca la “posizione psicofisica orale”.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Nel sogno di Diana lavorano i meccanismi psichici della “condensazione”, dello “spostamento”, della “conversione nell’opposto”: “cimitero”, “abbraccio”, “cucinare”, “stupore”, “caduta”, “occhiali”, “stanghette”. E’ presente il meccanismo di difesa dall’angoscia della “proiezione-traslazione”.

ORGANIZZAZIONE REATTIVA

Il sogno di Diana evidenzia un tratto psichico marcato di tipo “orale”: sfera dell’affettività nello specifico.

FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche coinvolte sono la “metafora” e la “metonimia”: “abbraccio”, “cimitero”, “occhiali”, “caduta”.

DIAGNOSI

Il sogno di Diana mostra una spiccata sensibilità verso il distacco affettivo ed elabora un “fantasma di morte” nella valenza “perdita”. Evidenzia, inoltre, un dissenso ideologico e una sottesa ironica conflittualità verso figure significative della sua vita: il compagno.

PROGNOSI

Diana è chiamata a emanciparsi affettivamente dalle persone significative della sua storia psicologica e della sua vita. Questa autonomia include anche il livello intellettivo delle idee e delle ideologie. Diana deve rafforzare il suo punto di vista e il suo pensiero al di là degli affetti costituiti. In tal modo potrà ricucire i conflitti relazionali di vario tipo ed essere appagata di sé senza inutili competizioni.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il “rischio psicopatologico” si attesta in un’esasperazione del “fantasma di morte”, distacco affettivo, e nell’emersione di un nucleo depressivo di qualità nevrotica con la caduta della qualità della vita e delle relazioni.

CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

Il sogno in se stesso viene da lontano e arriva lontano e fino a quando cammina la vitalità del corpo: dal grembo materno alla primissima infanzia, dall’adolescenza alla maturità, dalla vecchiaia allo stato di coma. Trattasi di attività psichica non necessariamente cosciente o più o meno cosciente, ma quello che del sogno ci arriva viene elaborato dall’”Io” in ogni modo e in ogni caso. Questo è il senso della definizione di “resto notturno”, un frammento o un residuo, quel che resta di un travaglio psico-percettivo vissuto e sviluppato durante il sonno. E di questo “resto notturno” siamo debitori alla funzione psichica “Io”, perché il sogno è formulato secondo le modalità del “processo primario” gestito dall’”Io” e riceve i contenuti dalla nostra storia psichica. Il “processo primario” si attesta nell’originaria modalità di pensiero elaborata secondo il sistema psico-percettivo in riguardo al corpo e all’altro fuori di me, quest’ultimo è chi mi nutre e allevia i dolori della fame: i dati del “sistema neurovegetativo” e sensoriale. Dopo i quattro mesi inizia l’evoluzione del rudimentale “processo primario” cenestetico con una “riflessione”, un rifrangersi delle sensazioni e delle esperienze in una forma naturale e semplice di autocoscienza. Inizia a formarsi un abbozzo di “Io”, di “coscienza di sé”: il “fantasma di sé” succede al “fantasma della madre”, la prima esperienza-conoscenza dell’infante. Il bambino si percepisce come corpo vivente e altro dalla madre e non come una sua appendice: si è profilato l’”Io”.

GRADO DI PUREZZA ONIRICO

In base a quanto affermato nella decodificazione dei simboli e al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Diana è “2” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

RESTO DIURNO

Diana in persona ha detto che il “resto diurno”, causa scatenate del sogno, è la festività commemorativa dei defunti: “Premetto che il sogno è stato fatto questa notte tra il 1° e il 2 novembre, ma che in questi giorni non ho frequentato cimiteri !”