LA “COSA” PARLA 5

ENUNCIAZIONE PROGRAMMATICA IN PAROLE

Ideologie: cumuli di idee “a-peironiche”,

emersi da un Cielo indistinto,

fusi e confusi,

misti e frammisti.

Idee in parole e viceversa,

parole ideali,

idee verbali,

verba” ermeneutiche,

interpretative di fatti e di non fatti,

esecutive di misfatti,

pragma” verbali,

weltanschauung”,

visioni su visioni

per visionari,

per profeti,

per grilli parlanti,

parlanti a favore e anticipatamente,

parlanti a vanvera.

Si parla e si riparla.

Un plus-valore smodato di parole,

di parolai,

di tuttologi,

di neo-sofisti.

I mass-media parlano e sparlano,

verbalizzano e blatterano,

ideologizzano con incastri di parole,

labirinti di ideologie,

tortuosità in parole,

di parole in ideologie.

Incesti di idee parlate,

tabù di “verba, quae non sapienda sunt”,

incrinature e crisi in “apertis verbis”,

concerti parlati in spaccata,

balle lacerate di filosofi non profeti,

chiare e inservibili parole arrugginite dall’umido capitalismo,

vocabolari secolarizzati,

sintesi semantiche non deducibili in volatili e volubili analisi

nel quotidiano tanto parlare per etere e per cavo,

per bocca e per immagine.

Attimi scordati sulla chitarra sonante del tempo

tra storie incrociate,

cruciverba di miserabili torme

con dittature sacre e profane di sedicenti messia,

Caesar”,

Czar”,

papi e papisti,

guelfi e neo-guelfi,

guelfi e ghibellini,

laici lerci e affamati,

ubriachi della politica e della Storia,

una Storia non storicizzata,

che non trapassa e non si evolve,

una Storia alternativa e popolare,

ignota come il milite che non sa e non ha saputo mai di sé,

una Storia che non si è fatta Pensiero e Azione

come voleva don Benedetto Croce,

una Storia che è rimasta senza storia

a didascalizzare il vietato e il non-impedibile,

regolarmente punito perché irrazionale e neurovegetativo.

Quando sorgerà il Sole in Occidente?

Quando sorgerà il Sole là dov’è tramontato?

L’alba sarà quando nascerà il Pensiero alla luce del Sole

come simbolo di irrazionali architetture.

L’alba sarà quando vedrà la luce il Pensiero innocente,

il Pensiero bambino,

incorruttibile,

non compromesso con logge massoniche,

in-fante”,

che non sa ancora parlare,

ricco del suo senso e del suo significato,

significante,

portatore di “signa”,

di nulla reo e di tutto sapiente.

Il Pensiero bambino arriverà` sulle ali di cavalli fantasiosi

che come farfalle

si poseranno sui vari tabù del Sapere ufficioso,

del Sapere ufficiale.

Un Pensiero bambino di tutto curioso e di nulla sicuro,

un Pensiero innocente senza “Super-Io”,

intriso di amniotico “Es”,

orgoglioso del suo “Io”.

Un Pensiero bambino,

coscienza di libertà,

saputello e giovanile,

senza pretese di fatti,

di incarnazioni,

di trinitarie disposizioni,

di magiche virtù,

di esigenze storico-teologiche,

di contaminazioni nell’ “insù”,

nel “fuori di Se´”,

nel sospirato ritorno “a Sé e in Sé” dopo alienazioni impensate,

mai pensate,

eppur vere di cartesiana evidenza,

di bruniana furiosa eroica memoria.

Hanno inventato il mito del buon ebreo con la garanzia di Spinoza,

un Dio dotato d’infiniti attributi e infiniti modi,

ma io sono un Pensiero innocente

e non mi lego a nessuno.

Accà nisciuno è fesso”!

Pensiero “scugnizzo”,

furbo quel che basta per non essere fregato dagli americani

che sono appena sbarcati nel porto di Napoli

per il primo giro d’Italia in questo tragico 1944.

Pensiero “putel”,

Pensiero “petel”

figlio di nessuno,

né dell’aristocrazia inetta,

né del clero parassita,

né del terzo stato dal ventre obeso e dalle mani sudate.

Io sono un Pensiero vergine,

non coniugato in comune o in chiesa.

Io appartengo soltanto a me stesso.

Un plus valore da capitalizzare,

ti assicuro.

Ah, se potessi spendermi,

investirmi,

lasciarmi fottere dai fottuti borghesi!

Io non mi coinvolgo per principio e per posizione.

Io non sono colpevole per assunto di base,

io non discendo dal peccato di Adamo o dal suo seme.

Io sono incontaminato dalla morte

e non ho colpe da espiare in vita.

Sono lindo e sono puro,

senza quel peccato della disubbidienza

che impedisce le tautologiche gioie

che si sciorinano di parola in parola,

di concetto in concetto,

di giudizio in giudizio,

per sillogismi,

come l’acrobata sul trapezio di un circo e senza rete.

La colpa si è cristallizzata in trattati,

dialoghi e “De rerum natura”,

in riti orfici e cannibalici

(mangiami tu, che ti mangio anch’io),

dalle parole onnipotenti e dai pensieri profondi.

Quanti imbrogli si ordiscono

e quante colpe si esorcizzano con parole aliene al medesimo “Fato”:

for, faris, fatus sum, fari”.

Chi ha detto “ciò che è stato detto”?

Chi lo dice ancora oggi in cantilene latine e con musiche gregoriane?

Io sono un Pensiero innocente

e non ho l’arroganza dell’ “autoctisi”,

dell’atto del Pensiero pensante in atto.

Io sono ancora nel grembo dei simboli.

Lasciatemi pensare senza categorie,

senza “a priori” e “a posteriori”,

senza leggi e senza modi.

In me tutto e` centro e tutto e` periferia, o divin Cusano!

Intuisci un poligono di infiniti lati coincidenti in cerchi mirabili?

Non sono bolle di sapone,

ma verità mirabili in assenza della ripudiata scienza,

in attesa dell’addiveniente dio,

quello che non si vede ancora

nonostante che il vecchio Dio sia morto da tempo.

Non è notte ancora,

né dì.

La terra di nessuno,

il West,

è il luogo dove pasce il Pensiero bambino.

Dov’è il luogo?

U-Topia!

Il Non-Luogo?

Identica U-Topia!

Un Pensiero anoressico,

che non vuol crescere con una madre occidentale,

con una donna vecchia e smunta sulla via del tramonto ormonale.

Un Pensiero anoressicamente sano,

autopartorito senza travaglio: né grida o grandi gesta.

Io non ho verità da barattare,

indulgenze per anime in pena,

purgatori e meriti di santi in abbondanza

da contrabbandare con pacchetti di Marlboro.

Io non ho il triviale,

l’opinabile “doxa”,

le utilità moralistiche

quali verità forti per un Pensiero debole.

Lascia che cardinali pasciuti e politici ambigui

sghignazzino in Campidoglio in difesa della patria e del potere,

difensori unici di interessi costituiti in botteghe alternative,

intolleranti e fanatici supervisori di atti inconsulti.

Io mi affido agli umili personaggi

che attraversano la Storia senza coscienza sotto il nome di popolo,

loro malgrado o loro bengrado,

uomini costretti a scantonare al momento opportuno

in una morte volatile che tutto travolge,

vittime degli indifferenti qualunquismi di chi ha il potere,

uomini che non hanno scelto di essere nessuno

e che si ritrovano nel nulla o nel quasi nulla

per necessità ed egoistica rimozione.

Dimenticare è un meccanismo infausto di difesa

che, se aiuta a sopravvivere,

lascia di merda chiunque vi ricorre.

Tu non fidarti!

Affidati alla riflessione bambina di un Pensiero innocente,

debole e tollerante,

ecologico e dionisiaco,

che accetta e non rifiuta,

comprende e non condanna,

un Pensiero che vive dell’oggi

e nasce dal presente di un “carpe diem”,

verità di un attimo fuggente da fissare

che non necessariamente troverà la sua Leuconoe,

la “donna dalle bianche braccia”,

disposta a farsi sbattere

da un perfido Quinto Orazio Flacco in tanta vena di potta.

UNA STORIA CON CORONA E CON SALVINI

LA LETTERA

“Buongiorno.

Da un paio di notti faccio SOGNI STRANI.

Una notte ho sognato di avere una storia con Fabrizio Corona, un’altra notte con Matteo Salvini.

Posso sapere il significato?

Grazie Carlotta”

L’INTERPRETAZIONE

Da un paio di notti faccio SOGNI STRANI.”

I sogni non sono mai “strani”, a meno che noi stessi ci sentiamo strani perché stiamo vivendo un periodo della nostra vita particolarmente ricco di emozioni, di turbamenti e di avventure, un materiale psicofisico che non riusciamo a organizzare e a comprendere nel migliore dei modi proprio per l’incalzare degli eventi e dei vissuti.

Possibilmente Carlotta sta vivendo con forte intensità e alla grande e allora, non avendo il tempo di “razionalizzare” e di rafforzare la “coscienza di sé”, spesso di notte sogna queste sue turbolenze, sregolatezze e trasgressioni, seguendo le linee evolutive della sua formazione esistenziale e della sua “organizzazione psichica”.

I “SOGNI STRANI” non sono nient’altro che la rappresentazione dei vissuti della protagonista e della vita che sta conducendo.

Attenzione però!

Sorpresa: o è così o è tutto all’incontrario. Carlotta condensa nel sogno i desideri di vivere forti emozioni convertendo le sue frustrazioni psico-esistenziali in fantasie allucinatorie di compensazione e di “appagamento sostitutivo” di una vita che scorre in maniera grama e monotona.

Capita spesso a persone che guardano tanti programmi televisivi e, in specie, la spazzatura della televisione, quella programmazione becera di canali di stato e di canali privati con picchi notevoli, quasi stellari, per quelli del benemerito e dei suoi ben retribuiti servitori. Certi programmi sono veramente demenziali, ma non artisticamente o esteticamente parlando, ma proprio psichiatricamente parlando e fanno tanto, ma tanto male, alle persone più deboli e indifese. Carlotta può essere un’accanita seguace della televisione dei soliti giornalisti, dei mediocri politici, dei sedicenti opinionisti, delle rinomate star, degli immarcescibili esperti e chi più ne ha, più ne metta.

Il prosieguo del sintetico sogno preciserà meglio il contenuto della “stranezza”.

Una notte ho sognato di avere una storia con Fabrizio Corona,”

La problematica psichica di Carlotta innesca in sogno la psicodinamica inequivocabile di “avere una storia”, di vivere un’avventura amorosa con una persona che ha fatto di tutto per dare di sé l’immagine dell’angelo del male, del maledetto e del trasgressivo. Questa costruzione d’immagine si sta ritorcendo contro se stesso con grave danno psichico, ma la gente lo idolatra e lo ammira proprio per questo costume di consapevole follia. Non mi dilungo sulla persona e sul personaggio, che oltretutto ha pagato e sta pagando i suoi reati con la galera, ma colgo nel sogno di Carlotta l’ammirazione e il fascino che ha investito sull’ex fotografo. La “storia” convenzionalmente contiene l’attrazione erotica e sessuale possibilmente all’interno di una relazione affettiva contrastata e dinamica.

Carlotta è attratta dall’angelo maledetto per la sua carica di bellezza e di trasgressione. Queste fantasie rappresentano in sogno o quello che sta vivendo con una persona che rievoca il Corona o quello che non sta vivendo e che vorrebbe vivere. Il sogno ha sempre una funzione di eccitazione e di compensazione, come dicevo in precedenza.

un’altra notte con Matteo Salvini.”

Carlotta sogna di avere sempre una storia variegata di amore e di sesso con Matteo Salvini, il politico in voga e in esibizione propagandistica costante come si usa fare per i prodotti del supermercato, del tipo un prosciutto crudo.

Cosa può condensare quest’uomo nella psiche di Carlotta e della gente in questo periodo?

Il vissuto collettivo è vario e contrastato, ma, trattandosi del desiderio di “avere una storia”, deve essere di certo positivo ed eccitante. Carlotta vive Matteo Salvini come una persona combattiva e dialettica, dinamica e coraggiosa. In questo vissuto infila la componente protettiva di una donna che vive l’uomo come una madre; della serie, proprio perché sei tanto avversato e perseguitato, mi piaci e ti sono vicina. La carica erotica di Corona lascia il posto in Salvini alla carica protettiva di un bambinone cresciuto in fretta e molto monello, il nostro bimbo trasgressivo che non abbiamo potuto esprimere, pena la reazione del papà e dell’autorità ufficiale.

Voglio significare che nell’Immaginario collettivo Fabrizio Corona rappresenta l’angelo del male, Matteo Salvini rappresenta l’angelo della politica. Il primo attrae a tutti i livelli, il secondo deve essere protetto dalle insidie degli avversari magari coccolandolo come un orsacchiotto di pelouche.

Tutto questo rientra nei vissuti di Carlotta insiti nel sogno, perché di questi due personaggi si potrebbe tanto dire e tanto tacere. Meglio la seconda in questo caso.

Questo è quanto dovuto al lapidario ma significativo sogno di Carlotta.