AKHTER MABIA 18

Savar, ashar mash, 200…

Cara Mabia,

le tue sorelle Jasmina e Rita ti scrivono con tanta preoccupazione per informarti di quello che sta succedendo nella nostra famiglia dopo che è scoppiata la prima bomba del fatto che tuo marito Joshim picchiava te e maltrattava il piccolo Pervez e dopo la seconda bomba che tu sei andata via da tuo marito e con tuo figlio a vivere nella casa della moglie del direttore.

Subito baba si è tanto arrabbiato con suo fratello maggiore Massud, quello che a suo tempo ha voluto il tuo matrimonio con Joshim e ha insistito tanto perché si facesse; poi baba è andato a Dakka dai genitori di Joshim per accusare il loro figlio di essere un debosciato che non ha timore di Allah e delle sue leggi e di essere un uomo ignorante di campagna e vissuto in mezzo alle scimmie e ai serpenti.

In quel periodo baba era tanto preoccupato per te e per Pervez e si chiudeva nella stanza a piangere per tutto il giorno e stava sempre zitto e non parlava mai con nessuno e non usciva più di casa.

Se qualcuno lo cercava per qualche affare, gli faceva dire da ma che stava male o che aveva i vermi nello stomaco e non poteva muoversi perché doveva andare sempre di corpo.

Poi ha parlato con il fochir e con il molovì di Savar e poi è anche andato dal molovì più importante di Dakka ed è tornato tanto arrabbiato con te dicendo che avevi fatto una cosa che la nostra Legge non permetteva e che Allah non ti avrebbe mai perdonato: tu, femmina e moglie, avevi lasciato Joshim, maschio e marito.

Questo è il grande reato che ti condanna alla lapidazione e questo è il grande peccato che ti condanna alla Fiamma ardente.

Naturalmente scherzo, ma tu devi sapere che non scherzo poi tanto perché in qualche paese islamico dell’Africa e dell’Asia si usa così e si fa così con le povere donne che tradiscono il marito, le donne adultere tanto per capirci.

Allora baba invece di stare zitto e di piangere, ha cominciato a gridare con tutti e a maltrattare ma e a farla soffrire minacciando di lasciarla e di ripudiarla e dicendogliene di tutti i colori e in particolare che non era stata una buona madre con te perché non ti aveva educato all’obbedienza verso il marito e che aveva fatto di te una persona piena di idee strane nella testa e poi, come al solito, l’ha accusata di non avergli saputo dare un figlio maschio, un figlio che l’avrebbe mantenuto nella vecchiaia e che anche in questa grave circostanza avrebbe potuto aiutarlo a risolvere il problema.

Si è lamentato ancora che ha altre due figlie femmine da sposare e che nessuno le chiederà in moglie perché la nostra famiglia non è ben vista in paese dopo quello che tu hai combinato con Joshim, ha detto che hai reso ridicolo tuo marito agli occhi della nostra gente e io aggiungo che tu hai dimostrato che una donna può essere più forte e più capace di un uomo.

Cara Mabia, una cosa ti diciamo subito io e Rita: noi siamo dalla tua parte e ti appoggiamo anche se non possiamo parlare in casa perché ba è diventato una bestia ed è irriconoscibile ed è tanto arrabbiato con te, con ma e con noi due per il fatto che siamo femmine e nessuno ci chiede in moglie.

Io e Rita ti diciamo anche che siamo contente che nessuno ci chiede in moglie perché questa è una fortuna e noi non vogliamo sposarci con un uomo che ti compra come una capra e che poi fa di te quello che vuole, mentre tu non puoi dire e fare nulla.

Tu ricordi quello che succede nel nostro paese alle donne che non si sottomettono alla volontà di chi le chiede in moglie o del marito ?

Ti ricordi che queste donne sono sfregiate nel viso e nel corpo con l’acido, in modo che per tutta la vita si portano dietro i segni di questa disobbedienza e di questo rifiuto ?

E non devi pensare che le cose oggi sono cambiate nel nostro paese, anche se al governo adesso sembra che vogliono fare le leggi a favore delle donne dopo tutto quello che si vede in televisione e che succede nel resto del mondo dove la donna gode gli stessi diritti degli uomini.

Ancora però nel nostro paese non è successo niente di tutto questo e siamo lontani dal traguardo e io dico che siamo lontani dalla civiltà degli altri popoli a causa di questa nostra religione che non è cambiata dai tempi di Muhammad.

I vecchi del villaggio dicono che noi siamo un popolo speciale perché abbiamo un Dio che ci ha scelto, un Profeta che ci ha detto quale era la volontà di Allah e perché abbiamo la religione perfetta, la migliore rispetto a tutte le altre.

Dicono ancora che soltanto per noi musulmani è preparato un bel Giardino delle Delizie nell’altra vita e per l’eternità.

Anche le donne vecchie e le donne sposate dicono la stessa cosa e dicono anche che le donne dell’occidente sono tutte prostitute e libertine, che non hanno la legge di Dio, ma soltanto la legge del denaro e della sozzura.

Per loro tutta la gente del mondo che non è musulmana è condannata al Fuoco eterno perché non ha la fede e segue altri dei che non sono veri e che sono delle invenzioni superstiziose.

Ma intanto noi donne musulmane siamo schiave e stiamo in questo mondo a soffrire la fame e a morire di parto, noi donne musulmane non abbiamo alcun diritto e siamo degli oggetti al servizio dei maschi e questi fanno di noi quello che vogliono perché la religione è tutta dalla loro parte e li difende in tutto e per tutto e gli permette anche di sfregiare la donna che li ha rifiutati con l’acido o addirittura di uccidere la propria moglie con le pietre se non è stata fedele e di farla colpire anche dagli altri maschi.

Questa è una religione tutta per loro e sembra che se la siano fatta su misura e del resto Muhammad era un uomo, ma la cosa più grave è il fatto che non c’è mai stato nessun progresso, non dico nella nostra religione ma almeno nella nostra Legge in base ai tempi che passano e alle nuove esigenze della gente; non c’è stata nessuna novità nella nostra società e tutto è rimasto così com’era stato fissato nella notte dei tempi.

Spero che Allah non mi abbia ascoltata e che conosca soltanto l’arabo e non sappia leggere il bengalese perché quello che ho detto è veramente un grande peccato, ma è anche quello che io penso e spero che sia Jasmina a pensarlo e che non sia Iblis a farmelo pensare.

Ritorniamo a baba, ai fatti di casa nostra e ai guai che già abbiamo e che sono tanti.

Adesso baba è convinto che tu sia in grande colpa e in grande peccato e scarica la sua rabbia contro ma, minaccia di ripudiarla e di metterla in mezzo alla strada, proprio adesso che è vecchia e non ha più il sangue per darlo a un altro marito, proprio adesso che non potrebbe neanche vivere facendo la prostituta e dovrebbe soltanto vivere chiedendo l’elemosina in mezzo alla strada.

Un’altra cosa ti diciamo subito io e Rita ed è quella che noi difendiamo ma e non la lasceremo mai sola e abbandonata e che siamo contro baba e che faremo di tutto perché le cose vadano bene, anche se è molto difficile perché con le bestie non si può ragionare ma si deve usare soltanto il bastone.

Ma noi purtroppo siamo femmine e il bastone non l’abbiamo neanche in casa per pulire il pavimento con lo straccio.

Una terza cosa ti diciamo io e Rita ed è quella che noi abbiamo pensato di venire in Italia da te portandoci dietro ma nel caso maledetto che baba la ripudia, perché non c’è nessuna ragione per noi di restare in questo paese che non ci piace più e che forse non ci è mai piaciuto e specialmente da quando è arrivata la televisione che ci ha aperto gli occhi facendoci vedere tutto il resto del mondo com’è e come vive e soprattutto come sono e come vivono le donne del resto del mondo, quelle che hanno un destino migliore rispetto a noi e hanno quei diritti che noi donne musulmane dobbiamo ancora avere anche se ci dicono che dobbiamo essere fiere di essere musulmane.

Ma io mi chiedo: di che cosa dobbiamo essere ancora fiere noi donne musulmane che viviamo nella miseria e nel pericolo di essere ammazzate ?

Noi donne musulmane non vogliamo più vivere come bestie selvagge e vogliamo contare qualcosa nella nostra società, quello che è giusto non quello che è in più.

Noi donne musulmane vogliamo fare la nostra vita senza essere offese, maltrattate, sfregiate o uccise dai maschi o dai mariti e non vogliamo più morire prima dei nostri giorni o di parto o di febbre.

Noi donne musulmane vogliamo il progresso in ogni senso, quello che fa soltanto bene a tutti e senza alcuna distinzione di sesso e di razza e di religione e di politica.

E allora, cara Mabia, io e Rita, se le cose vanno male nella nostra famiglia perché ba fa il pazzo, prendiamo ma e veniamo da te in Italia e tu ci sistemi piano piano con un lavoro e così rifacciamo la famiglia a San Biagio di Callalta e non a Savar, mentre il testardo di baba resterà qua e si potrà sposare tutte quelle donne stupide che lui vuole e speriamo che gli diano finalmente un figlio maschio e così la finisce di lamentarsi e di accusare ma di non averglielo saputo dare.

Ma due cose sono certe se succede tutto questo: baba è un povero pazzo e per noi questo suo eventuale figlio non sarà mai nostro fratello perché la nostra famiglia siamo e saremo sempre ma, Rita, Jasmina, Mabia e Pervez.

Cara Mabia cosa pensi di questo nostro bel progetto ?

Pensa saremo tutte nuovamente unite e felici e soprattutto faremo una bella vita senza sofferenze e minacce, senza fame e povertà, senza uomini malvagi di cui avere paura.

Finalmente saremo insieme in un paese come l’Italia dove gli uomini sono gentili e cortesi con le donne e le cercano per fare l’amore con tanta passione e le fanno sentire importanti e orgogliose nel cuore e nel corpo.

Finalmente saremo in un paese come l’Italia dove soprattutto ci sono gli stessi diritti per i maschi e per le femmine e dove c’è quel lavoro che ti rende libera e quei taka che ti permettono di non dipendere più da nessuno e di comprarti quello che vuoi senza chiedere l’elemosina ai tuoi genitori per sentirti ogni volta dire da ba che non lui non ha taka da buttare via per le sciocchezze delle donne.

Noi donne musulmane vogliamo vivere bene in questa vita e poi, dopo la morte, sarà quel che sarà, ma almeno saremo vissute bene in questa vita e avremo deciso da sole quello che vogliamo fare della nostra vita.

Cara Mabia, io e Rita siamo felici di questo progetto e ci sembra un sogno, ma uno di quei sogni che si può realizzare perché si fa di giorno e con gli occhi aperti.

Adesso tocca a te informarti per fare il richiamo e per farci venire in Italia insieme a ma.

Se ci vuoi veramente bene, non potrai fare diversamente al pensiero che noi siamo qui abbandonate anche da baba e siamo in pericolo di vita.

Ti salutano le tue graziose sorelle Rita e Jasmina, che dalla gioia ormai non stanno più dentro la pelle e che tanto sperano in te perché soltanto tu puoi realizzare i loro sogni e i loro desideri.

AKHTER MABIA 3

Savar, boishac mash, 200…

Allah, l’Unico e il Vero Dio, ti benedica e sia Generoso e Consolatore con te, così come tu sarai fedele e devota a Lui per tutta quella vita che il Suo grande amore ti ha donato.

Alla mia cara figlia Mabia mando tanti auguri e tanti baci.

E’ un baba addolorato nel cuore che scrive questa lettera e spera che voi tutti almeno stiate bene perché la stessa cosa non posso dire di me e di ma.

Il tempo passa e il cibo non manca, ma questa non è la ragione della nostra vita e tanto meno della nostra felicità.

Il mio pensiero è sempre rivolto a coloro che non vedo ormai da tanto tempo e soprattutto al piccolo Pervez, il nipote maschio che il Provvidente ha voluto dare alla mia famiglia attraverso il sangue di mia figlia e che bacio con tutto il calore del mio cuore.

Mia cara Mabia, figlia rara del tuo infelice baba, da mesi ormai purtroppo io non ricevo una tua lettera e sono preoccupato per questo tuo silenzio, perché non avere notizie delle persone che tu vuoi bene é sempre motivo di grande sofferenza.

Il tuo baba è addolorato anche se come capo della famiglia dovrebbe essere forte in ogni momento e non dovrebbe dimostrare i sentimenti fragili delle donne, ma io non ci riesco e non me ne vergogno e comunque non sono come tua ma che piange sempre e per niente.

Non so se ho sbagliato in qualche cosa con te; se é così, allora tu mi devi subito perdonare e mi devi mandare al più presto una lunga lettera perché io non riesco a stare bene senza avere tue notizie.

Ho saputo di voi da altre persone che sono tornate in Bangladesh e da quello che mi hanno detto io sono convinto che voi non state molto bene.

Di notte faccio brutti sogni e questa è la conferma che voi non siete felici.

Cara Mabia sono tanto preoccupato e soltanto una tua lettera farà di nuovo sorridere il mio povero e vecchio cuore.

Immagino che lasciare il proprio paese deve essere tanto duro; io posso solo pensarlo perché non mi sono mai mosso da Savar se non quando ho combattuto sulla Via di Allah e quelle volte che sono andato a Dakka per pregare nella grande Moschea o per comprare qualche inutile cianfrusaglia.

Credo che vivere in un altro paese sia una cosa brutta e così io sto male per voi che siete lontani.

La tua ma sta male e piange sempre perché vi vuole vedere, ma io le dico che non si può perché siete troppo lontani, ma lei non capisce niente perché è testarda e continua a insistere su cose impossibili e dice cose senza senso che non stanno né in cielo e né in terra.

Ti prego di farmi sapere se hai bisogno di qualcosa: profumi, vestiti, dolci e forse un pacco pieno di misti, seloarkamis, shari, holud, goromosla ti farà sentire meno la lontananza e io potrò finalmente essere perdonato del fatto che ti ho lasciato partire senza poter fare niente, anche se questa debolezza non me la perdonerò fino a quando avrò la memoria per ricordarla.

Avrei dovuto impedirtelo e così saremmo rimasti tutti insieme, ma sono stato uno stupido e adesso non posso fare più nulla per farti tornare indietro.

La tua ma vi pensa sempre e ha comprato un paio di orecchini d’oro per te, un anello d’argento per tuo marito, shart e pent per il piccolo Pervez.

Sono sicuro che sarete contenti di ricevere le cose del vostro paese e i doni dei vostri genitori e quanto prima ve li spedirò.

Io ho sempre voglia di mandarvi tante cose e anche quella frutta che da tanto tempo non mangiate come il mango, la papaia, il kadal, quei frutti che io ancora coltivo nel mio campo e che a te piacevano tanto quando da bambina rallegravi la mia casa con la tua presenza e la tua felicità.

Cara Mabia, com’è potuto succedere questa separazione tra me e te e che senso ha questa nostra lontananza ?

Certo che quella volta che ho deciso di farti sposare Joshim ero malato e non ragionavo bene perché altrimenti non lo avrei permesso e soprattutto non ti avrei fatto andare via dalla tua casa.

Anche la tua ma pensa sempre a te e a Pervez e chiede quando ritornate a casa; la poverina non riesce a capire perché siete andati via dal vostro paese dove si mangiava dignitosamente e si viveva con gioia.

Vi mando tanti saluti, vi auguro di stare bene e per questo prego ogni giorno Allah, il Misericordioso, che dappertutto vede e sempre provvede.

Mabia cara, ho saputo che non stai tanto bene, ma ricordati di pregare ogni giorno perché pregare fa soltanto e sempre bene al cuore, per cui nella felicità e nella disgrazia prega e così ti sentirai più tranquilla.

Allah aiuta sempre chi a Lui si affida con il cuore puro.

Ancora tanti saluti e tanti baci per te e per Pervez.

Il tuo inquieto baba.

Credimi !

E credimi sempre !