LA TUA MANO TRA LE MIE

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Mi sono svegliata agitata e piangendo.
L’unica immagine era quella di tenere stretta la mano di un uomo sconosciuto tra le mie mani.”

Questo sogno è firmato da Martina Sharapova.

DECODOFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Il sogno è lapidario, intenso, poetico, mistico.
I tratti psichici si mescolano con gli attributi estetici per condensarsi con la provocazione “cenestetica”. Il cospirare dei sensi e delle emozioni: agitazione e pianto.
Ci si chiede necessariamente: tutto questo corredo di pregi in una semplice e “unica immagine”, quella di “tenere stretta la mano di un uomo sconosciuto tra le mie mani”?
Certamente sì!
Questo sogno ha una forte valenza estetica, è un quadro d’arte senza tempo, è un condensato psichico di naturale creatività, attesta che l’arte siamo noi e che i nostri capolavori li elaboriamo mentre dormiamo.
Il sogno di Martina conferma che le modalità di pensiero usate dal “processo primario” sono quelle che storicamente si sono anche affermate nelle teorie sull’Arte a partire dalla filosofia del sommo Aristotele, la “Poetica” per l’appunto con la teoria della “catarsi”, purificazione dell’angoscia e sublimazione dell’aggressività.

“Mi sono svegliata agitata e piangendo.”

Domanda legittima: un sogno, oltretutto così breve, può scatenare una reazione nervosa ed emotiva così intensa?
Certamente sì!
E non soltanto a Martina Sharapova, ma anche a Tizio, a Caia, a Sempronia e anche e ancora a Bortolo, a tutti, in universale e al di là delle razze, a tutti quelli che sono nati, nascono e nasceranno da madre e da padre o che hanno avuto, hanno e avranno madre e padre.
A livello neurofisiologico la tensione nervosa prodotta dal sogno è stata tecnicamente “abreata”, volgarmente scaricata, nello stato di agitazione e nel pianto: la ”abreazione” è un meccanismo psicofisico di difesa in base al quale il sistema neurologico turbato ritorna in equilibrio scaricando le tensioni prodotte dal “significato latente” producendo un sintomo o un sogno.
Vogliamo anche parlare di “conversione isterica”?
Si tratta di un meccanismo psichico di difesa dalle tensioni in eccesso molto usato e che consiste sempre nella loro somatizzazione, ”conversione” in sintomo e in turbamento delle funzioni organiche.
A livello psichico il meccanismo della “rimozione” non ha funzionato e si è avuto il “ritorno del rimosso” nel sogno con la caduta della vigilanza durante il sonno.
Il quadro estetico di Martina è “cenestetico” ed è in linea con l’emozione artistica dell’autore che crea da sveglio e dal profondo, del fruitore che ammira l’opera e rievoca il suo vissuto in proposito, di chi compone esprimendo il suo “Sé” e di chi guarda e commuove il suo “Sé” tramite la provocazione del “Sé” altrui: umana e non “celeste è questa comunione d’amorosi sensi”.
Il sogno di Martina scatena la bellezza che è dentro di noi, come voleva Kant?
O esprime l’Assoluto, Idea e Natura, dal punto di vista dell’Io, come voleva Shelling?
O è un dosaggio armonico di forma e contenuto, come voleva don Benedetto Croce?
Quanti filosofi e quali filosofie per analizzare un povero e semplice sogno!
Ci stanno tutti e tutte.
Questo richiamo serve per capire che il “processo primario” è stato elaborato “in primis” nelle filosofie dei filosofi e “in secundis” che il sogno è un prodotto artistico perché elaborato dal “processo primario”. L’artista opera di giorno e da sveglio ubbidendo allo stesso registro che tutti indistintamente usiamo quando dormiamo e sogniamo.
I filosofi del Romanticismo affermavano che “l’uomo è un mendicante quando pensa e un dio quando sogna.”
Ritorniamo al sogno di Martina.
Il tema è universale?
Assolutamente!
Trattasi del rapporto “padre e figlia”, quello che tecnicamente si definisce “posizione edipica”.
La trama del sogno è lineare e logicamente comprensibile, non ha alcuna incongruenza e non è paradossale, ma nella sua semplicità e chiarezza è ricca di simbolismo con le sue “condensazioni” e i suoi “spostamenti”: un sogno semplice semplice ma molto complesso.
Il tutto è condito dal processo psichico di difesa della “sublimazione”, per cui il sogno di Martina si esalta nell’opera d’arte.
La “sublimazione” del contenuto psichico insito nella “mano tra le mani” si attesta nella dimensione mistica, oltre che estetica: l’erotismo si esalta nella bellezza e nel sacro.
Inoltre: il sogno di Martina insegna che anche le opere d’arte, essendo prodotti del “processo primario”, si possono decodificare come i sogni rafforzandosi di umanità e di comprensione.
Dopo tanto preambolo passo alla decodificazione psicodinamica del prodotto onirico di Martina Sharapova, una donna che ha il cognome della mia tennista preferita.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Tenere stretta la mano di un uomo sconosciuto tra le mie mani.” Questa frase logicamente significa un contatto fisico e una relazione sociale. “Un uomo sconosciuto” condensa la figura paterna.
“La mano tra le mie mani” è la “traslazione” simbolica dell’intimità sessuale, l’avvolgimento amoroso degli organi sessuali.
Il brevissimo sogno attesta ed elabora il desiderio edipico che Martina ha vissuto nella sua infanzia nei riguardi del padre. Il sogno verte sulla “posizione edipica”.
L’agitazione e il pianto si spiegano in questo modo: non era una semplice stretta di mano, ma un vissuto intenso di desiderio e di possesso.
Perché l’uomo era sconosciuto?
Perché altrimenti il “contenuto latente” sarebbe coinciso con il “contenuto manifesto” facendo scattare l’incubo e il risveglio immediato. Già non conoscendolo Martina si è agitata fuor di maniera, figuriamoci se si fosse presentato l’immagine dell’augusto e desiderato genitore e figuriamoci se si fosse presentato nell’intimità simbolica di un gesto amoroso.
Quello di Martina è un sogno ricorrente proprio nei termini in cui è stato elaborato: “la tua mano tra le mie”.
La “mano” è un simbolo preciso, relazione di pelle e contatto polivalente; l’intensità emotiva stabilisce il tipo di contatto, formale o sostanzioso.
Le “mani” che contengono e traslano il calore di un rapporto sessuale: le mani si accomodano a modo di vagina secondo la figura retorica della “metafora”.
Il fantasma del padre edipico è presente e altrettanto diffuso nell’”uomo sconosciuto”.
Come si è detto in precedenza la “psicodinamica” riguarda la “posizione edipica” e nello specifico il desiderio intimo nei riguardi del padre. La madre non compare in alcun modo.
I “meccanismi e i processi psichici” di difesa sono la “condensazione” in “mano” e “mani”, lo “spostamento” in “uomo sconosciuto”, il “ritorno del rimosso e la conversione isterica” in “agitata”, “l’abreazione e la formazione di sintomo” in “piangendo”. Il processo psichico di difesa presente è la “sublimazione della libido” in “tenere stretta la mano di un uomo sconosciuto tra le mie mani.”
La “figura retorica” presente è la “metafora” o rapporto di somiglianza in “la mano… tra le mie mani.”
La “diagnosi” vuole la rievocazione della “posizione edipica” di Martina nella assoluta normalità anche nello struggimento finale.
La “prognosi” esige che tutto si mantenga così come si manifesta nel sogno.
Martina può conservare il buon vissuto verso il padre come forma di attrazione nei confronti del maschio in esaltazione della sua femminilità.
Il “rischio psicopatologico” si attesta nell’accentuarsi di una psiconevrosi isterica, nella conversione delle tensioni in disturbi psicosomatici.
Il tratto evidenziato della “formazione psichica reattiva” è isterico alla luce delle forti emozioni del risveglio e del contesto affettivo del contatto epiteliale.
Il “grado di purezza onirica” è molto alto per l’apparente logica e per il ricco contenuto emotivo.
In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Martina Sharapova è “5” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Nel sogno di Martina le modalità di pensiero dell’Io autocosciente in riguardo al “processo primario” si attestano nella “condensazione” e nello “spostamento”.
Definiamo in termini precisi.
La “condensazione” è una modalità del funzionamento dei processi onirici in base alla quale un’unica rappresentazione costituisce l’intersecazione di catene associative formate da altre rappresentazioni; su questa unica rappresentazione vengono investite e conglobate le energie psichiche relative a ciascuna rappresentazione.
Un’unica rappresentazione, quindi, condensa tutte le altre rappresentazioni per via associativa.
La “condensazione” ha per conseguenza la sovradeterminazione del sogno o di alcuni suoi elementi, i quali possono assumere interpretazioni diverse e parimenti valide a livelli differenti.
Per “spostamento” s’intende l’atto magnetico di attrazione, scivolamento e dirottamento di un investimento energetico da una precisa rappresentazione originaria lungo una via associativa che collega rappresentazioni diverse e porta alla formazione di un’altra rappresentazione.
La carica psichica e la verità oggettiva di una rappresentazione, a suo tempo rimosse, vengono spostate in sogno su un’altra rappresentazione o su una serie di rappresentazioni che si possono associare in maniera congrua e funzionale alla prima.
Lo “spostamento” comporta anche il trasferimento e il raffreddamento della carica psichica di una rappresentazione in altre rappresentazioni di per se tesse emotivamente meno forti e intense, ma sempre collegate alla prima da una catena associativa.
Questo trasferimento e questo raffreddamento di energie ha una funzione difensiva, in quanto l’Io permette nel sogno, proprio attraverso l’azione della “censura”, soltanto l’accesso e la rielaborazione di rappresentazioni emotivamente meno intense e adeguatamente camuffate per quanto riguarda il contenuto e il significato.
Il sogno si serve dei meccanismi della “condensazione” e dello “spostamento” per tutelare il “contenuto latente” dal rischio di coincidere con il “contenuto manifesto” ossia da un’evidente e precisa manifestazione del materiale psichico rimosso.
Questi meccanismi segnano il passaggio da una rappresentazione astratta a una rappresentazione concreta, ad esempio dall’idea della morte all’immagine di un cimitero o di un distacco affettivo; tale operazione ha sempre una funzione difensiva dall’angoscia.
Un esempio psicopatologico di “condensazione” e di “spostamento” nella veglia è il sintomo fobico e ossessivo, il quale contiene ma nasconde la vera paura e consente all’angoscia sottesa di scaricarsi in parte attraverso il canale traslato del sintomo stesso senza la coscienza della vera causa del conflitto psichico.

VOGLIO DIRVI “GRAZIE”

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Perché il mio blog è approdato all’interpretazione di cento  sogni. 

Voglio dire “grazie” a Wendy, a Sam, a Mabrukka, a Maurizio 

e ancora a Lalay, ad Assuntina, a Francesca, a Sabino, a Lucia, a…    

e anche a tutti quelli che hanno frequentato il mio blog e ancora non 

hanno spedito i loro sogni. 

A VOI TUTTI Salvatore Vallone dice GRAZIE di vero cuore per avermi dato la possibilità di approfondire la ricerca sul sogno.

Come avete notato l’interpretazione degli ultimi sogni si è evoluta rispetto ai primi, è diventata più complessa e organizzata grazie al vostro prezioso contributo.

E allora andiamo ancora avanti insieme e sempre in maniera costruttiva.  

Nell’abbracciarvi idealmente uno per uno, vi comunico l’ultima sintesi teorica sul sogno.   

 VERSO UNA SINTESI PSICODINAMICA  SUL SOGNO

Nel costante cammino ermeneutico intrapreso dall’uomo il “sogno” non è più nella sua purezza riducibile alla lineare teoria freudiana dell’appagamento di un desiderio rimosso.

Lo stesso destino vale per la “Fantasia” e per i suoi tanti e ricchi prodotti.

La Psico-Semiologia esige che il “lavoro onirico”, notturno e diurno, sia  indagato da altre discipline scientifiche e che tale ricerca sia estesa a tutte le produzioni creative dell’uomo.

Dalle mie esperienze teoriche e pratiche consegue, nella provvisorietà e nella fallacia delle umane elaborazioni, la seguente griglia interpretativa.

– Il sogno è l’attività psichica del sonno e si svolge nelle fasi R.E.M. quando la funzione della memoria è favorita dallo stato di eccitazione del corpo. Questa teoria si è affermata negli anni 80. Oggi è degna di considerazione anche la teoria della “Continual Activation” sostenuta dalle ricerche delle neuroscienze: l’attività onirica è presente nelle fasi R.E.M. e NON R.E.M. del sonno. Le scienze neurofisiologiche che studiano il cervello sono impegnate nella ricerca in questo settore.

– Il sogno è il prodotto della realtà psichica in atto e l’espressione parziale della “organizzazione psichica evolutiva” che la contiene, la vecchia struttura o l’obsoleto carattere o la tradizionale personalità.

– Il sogno svolge psicodinamiche legate alle fasi evolutive della “libido”, (orale, anale, fallico-narcisistica e genitale), alla “posizione edipica” e al sentimento della “rivalità fraterna”, in generale le psicodinamiche funzionali alla formazione dell’organizzazione psichica.

– Il sogno ha valenza di diagnosi psicologica.

– Il sogno ha valenza di prognosi psicologica.

– Il sogno ha inscritto il rischio psicopatologico.

– Il sogno si può definire “resto notturno” in quanto non è ricordato nella sua integrità e purezza, ma viene rielaborato al risveglio con pezze

logico-consequenziali. Il sogno può essere stimolato dal “resto diurno” di cui parlava Freud.

– Il sogno è rappresentazione di “simboli” e implica la specifica modalità mentale e il preciso concorso dei meccanismi del “processo primario”: la condensazione, lo spostamento, la simbolizzazione, la drammatizzazione, la rappresentazione per l’opposto, la figurabilità.

– Il “processo primario” e il sogno condividono i seguenti fattori: la relazione del soggetto con se stesso, l’autorielaborazione allucinatoria dei vissuti psichici, l’alterazione dello schema temporale, la distorsione della categoria spaziale, la coesistenza degli opposti, il gusto del paradosso, il declino etico e morale, il mancato riconoscimento della realtà, l’eccesso della fantasia, il principio del piacere, l’appagamento del desiderio, la soddisfazione del bisogno, la compensazione della frustrazione, la riparazione del trauma.

A livello neurofisiologico si richiamano le attività dell’emisfero cerebrale destro.

– Il “processo secondario”, richiamato all’atto del risveglio nella combinazione dei ricordi del sogno, si attesta nell’elaborazione razionale dei dati, nell’inquadramento logico degli elementi, nella lucidità mentale dell’autocoscienza, nel pensiero vigile, nella capacità d’attenzione, nel giudizio critico, nel controllo dell’Io e nel principio di realtà.

A livello neurofisiologico si richiamano le attività dell’emisfero cerebrale sinistro.

– Il sogno è “proiezione” di “archetipi” e di “fantasmi” “introiettati” a base filogenetica collettiva-culturale e individuale.

A livello neurofisiologico sono coinvolte le attività dell’emisfero cerebrale destro.

A livello psichico profondo sono implicati i meccanismi arcaici di difesa della “proiezione”, della “introiezione” e della “identificazione”.

A livello psico-economico è innescata e messa in atto la carica energetica della “libido”.

A livello psico-cognitivo sono istruiti i meccanismi del “processo primario”.

– Il sogno è espressione delle istanze psichiche dell’Es, dell’Io e del Super-Io, intenzionate dialetticamente al “principio del piacere”, al “principio della realtà” e al “principio della coazione a ripetere” ispirato da Eros e Thanatos.

A livello neurofisiologico sono coinvolte le attività dell’emisfero cerebrale destro e dell’emisfero cerebrale sinistro.

A livello psichico profondo sono richiamati i sistemi psichici secondo una valenza topica, dinamica ed economica con l’attivazione della “libido” finalizzata all’equilibrio psichico di natura risolutiva.

A livello psico-cognitivo sono usati i meccanismi del “processo primario” e del “processo secondario”.

– Il sogno implica la tipologia di “organizzazione psichica”, il cosiddetto carattere o personalità. Nello specifico il sogno evidenzia le seguenti organizzazioni: orale, anale, fallica, genitale, psicopatica, narcisistica, schizoide, paranoide, depressiva, maniacale, masochistica, ossessiva, compulsiva, isterica, dissociativa.

– Il sogno svolge una psicodinamica di natura descrittiva e prevalentemente conflittuale.

I contenuti del sogno sono “segni” semanticamente interattivi, degni di attenta considerazione e passibili di utile decodificazione sempre in funzione dei benefici effetti dell’autocoscienza: i sogni sono semiologicamente “segni significanti” dotati di “senso” e di “significato”.

A livello neurofisiologico sono richiamate in maniera determinante le attività dell’emisfero sinistro.

A livello psichico profondo sono evocati i sistemi psichici con valenza dinamica e dialettica in reazione a coordinate pulsionali di natura libidica.

A livello psico-cognitivo intercorrono i meccanismi del “processo secondario”.

– Il sogno implica i meccanismi e i processi psichici di difesa. I primi sono quelli primari o primitivi come il ritiro primitivo, il diniego, il controllo onnipotente, l’idealizzazione e la svalutazione primitive, la proiezione, l’introiezione, l’identificazione proiettiva, la scissione dell’Io, la scissione dell’imago; conseguono quelli secondari come la rimozione, la regressione, l’isolamento, l’intellettualizzazione, la razionalizzazione, la moralizzazione, la compartimentalizzazione, l’annullamento, il volgersi contro il sé, lo spostamento, la formazione reattiva, il capovolgimento, l’identificazione, l’acting out, la sessualizzazione, la sublimazione.

– Il significante e il significato onirici comportano l’equilibrio psichico, per cui la funzione difensiva è implicitamente evocata e attivata.

A livello neurofisiologico sono richiamate le attività dell’emisfero destro e dell’emisfero sinistro.

A livello psichico profondo è instruito il sistema delle difese nel suo aspetto arcaico ed evoluto, ma sempre nella funzione filogenetica dell’equilibrio.

A livello psico-cognitivo si evidenzia l’attività combinata e specifica del “processo primario” e del “processo secondario”.

– Il sogno struttura figure retoriche.

Tra il “contenuto manifesto” e il “contenuto latente”, il termine e il significato, è poeticamente inscritto un nesso reperibile nella gamma delle figure retoriche.

A livello neurofisiologico è richiamata l’attività dell’emisfero cerebrale destro.

A livello psichico profondo si rileva topicamente la presenza di materiale psichico preconscio o profondo funzionale all’elaborazione dei processi creativi.

A livello psico-cognitivo è istruita l’attività del “processo primario” e del “processo secondario”.

Le figure retoriche prevalentemente implicate sono la metafora, la metonimia, la sineddoche, l’antonomasia, l’iperbole e l’enfasi.

-Il sogno è collegato al “resto diurno”, a una causa scatenante, anche minima e non fatta oggetto di consapevolezza, avvenuta nella veglia più prossima. Il sogno è stimolato da esperienze e da vissuti del giorno precedente a cui si associa il materiale psichico in atto per essere rielaborato secondo il codice onirico.

-Il sogno possiede una sua purezza secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”. Nel primo caso è presente e funzionale l’Io narrante e nel secondo caso è presente e funzionale l’Io onirico. Nel mezzo si alternano il narrante e l’onirico.

                                      Salvatore Vallone Pieve di Soligo – Dicembre  2016

 

BIBLIOGRAFIA

Morris-Lineamenti di una teoria dei segni-Editrice Paravia-1954

Eco-Trattato di semiotica generale-Edizioni Bompiani-Milano-1975

Freud-Interpretazione dei sogni-Opera omnia-Boringhieri-Torino-1978

Freud-Tre saggi sulla sessualità infantile-Opera omnia-Boringhieri-TO-1978

Freud-Al di là del principio del piacere-Opera omnia-Boringhieri-Torino-1978

Freud-Metapsicologia-Opera omnia-Boringhieri-Torino-1978

Jung e altri-L’uomo e i suoi simboli-Edizioni Longanesi-1980

Cassirer-Filosofia delle forme simboliche-La Nuova Italia-Firenze-1966

Klein-Il nostro mondo adulto e altri saggi-Martinelli Editore-Firenze-1972

Lacan-Scritti-due volumi a cura di Contri-Editrice Einaudi-Torino-1974

Fornari-Simbolo e codice-Edizioni Feltrinelli-Milano-1976

Nancy Mc Williams-La diagnosi psicoanalitica-Editrice Astrolabio-Roma-1999

Popper-Eccles- L’Io e il suo cervello-Armando Armando- Roma-1981

 

NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE 

Salvatore Vallone è nato a Siracusa nel 1947.

Già ordinario di Scienze umane e Storia nei Licei, in atto è psicologo psicoterapeuta iscritto all’Ordine degli psicologi del Veneto.Gestisce il blog “dimensionesogno.com” e il blog “interpretazione del sogno” presso “psiconline.it”. Sempre con “psiconline.it” collabora con articoli su tematiche psicologiche, culturali e sociali.

Ha pubblicato “Lezioni di psicoanalisi” con Herbita editrice, “Quando il ciliegio fioriva” con edizioni Sapere, “La stanza rosa” e “Benetton dieci e lode” con edizioni Psicosoma, “Ma cosa sognano i bambini ?” e “Io e mia madre” con edizioni Psiconline. Su Tema, rivista di psicoanalisi clinica e forense, ha pubblicato “Il fantasma” e “Totem e tabù”, due approfondimenti specifici.

 

 

 

INCONTRO CON L’AUTORE

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In occasione della pubblicazione del libro “Ma cosa sognano i bambini” di Salvatore Vallone, edito da Edizioni Psiconline, abbiamo posto alcune domande all’autore per una migliore comprensione del testo.

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Come nasce il suo libro?

“Ma cosa sognano i bambini” è il risultato di quarant’anni  di ricerca teorica e di pratica clinica, la giusta ratifica di un lungo periodo di studi e di esperienze. Nel libro ho elaborato i sogni dei bambini tutelando la loro privacy in ogni senso.

Com’è strutturato?

La prima parte del libro tratta la teoria essenziale sul sogno, la seconda parte contiene l’interpretazione di 156 sogni. Questa è la parte più consistente per la sua valenza psicologica e clinica. Ogni sogno, oltre l’interpretazione, contiene la prognosi e il rischio psicopatologico.

A chi si rivolge “Ma cosa sognano i bambini?

In primo luogo ai genitori particolarmente attenti al benessere psicofisico dei loro figli, perché capire il sogno aiuta ad affidarsi e a parlare di argomenti delicati. Inoltre i genitori possono avere una radiografia psicologica dell’evoluzione psichica e dei conflitti i che i figli stanno vivendo. Di poi, il testo è indicato per tutte le persone intenzionate a conoscere il loro bambino dentro, le radici del mondo adulto nell’infanzia. E’ anche utile agli psicologi e agli insegnanti.

Che cos’è il sogno?

Il sogno è il prodotto psichico del sonno e attesta il quadro psicologico in atto. Il sogno sviluppa psicodinamiche interiori e relazionali attraverso l’elaborazione dei “fantasmi” e secondo le modalità del “processo primario” ossia del pensiero prelogico, un’elaborazione dei dati molto prossima alla fantasia.           

Quali caratteristiche ha il sogno?

Il sogno è un insieme di “segni”, ha un “contenuto manifesto” che è il ricordo più o meno logico e più o meno rattoppato al risveglio, un “contenuto latente” che è il significato profondo e nascosto. Quindi il sogno deve essere interpretato perché viene elaborato dai meccanismi del “processo primario” che sono la “condensazione”, lo “spostamento”,la “drammatizzazione”, la “simbolizzazione” la “rappresentazione per l‘opposto” e la “figurabilità”. In questo modo il sogno è il guardiano del sonno perché consente di dormire senza che scatti l’incubo e di conseguenza il risveglio. Queste sono alcune caratteristiche della formazione e della funzione del sogno. Per il resto rimando alla parte teorica del libro, le prime cinquanta pagine accessibili anche ai profani senza perdere in scientificità.

Perché è importante interpretare i sogni?

Il sogno è la radiografia della struttura psichica e dei conflitti in atto, quindi funge clinicamente da diagnosi, prognosi e terapia. Accelera i tempi della psicoterapia e favorisce la coscienza di sé. Inoltre il sogno contiene i rischi psicopatologici, per cui non va soltanto interpretato, ma studiato accuratamente per una finalità clinica.

A chi giova comprendere i sogni dei bambini?

La comprensione dei sogni è utile decisamente per i bambini se riesce a lenire sofferenze fisiche e psichiche e se riesce a farli crescere meglio possibile. Giova ai genitori che stabiliscono con il figlio un rapporto più profondo e possono sensibilizzarsi sulle sue problematiche senza errori madornali di interpretazione del suo disagio. E’ determinante per lo psicologo clinico e per l’insegnante. Dal sogno di un bambino si può anche evincere se ha subito un trauma o una violenza ed è, quindi, anche utile per la magistratura.

E’ difficile per un genitore capire il proprio figlio attraverso il sogno?

Il padre e la madre non hanno competenze per interpretare un sogno, ma hanno tanta sensibilità e perspicacia per capire che qualcosa nel figlio non sta andando per il verso giusto. Tanti genitori mi consultano e io dico sempre che bisogna preoccuparsi quando il bambino regredisce a tappe già superate: ad esempio ritorna a farsi la pipì e la cacca addosso, balbetta e fa mugolii, non mangia adeguatamente, si sveglia in preda a incubi, batte la testa contro il muro e altri sintomi regredienti. Questo vuol dire che il livello delle tensioni nervose ha superato i limiti di guardia e l’omeostasi è in crisi.

La logica del sogno e la logica della veglia sono diverse?

L’uomo pensa da sveglio secondo le modalità del “processo primario” e del “processo secondario”: l’uomo pensa da dormiente secondo le modalità del “processo primario”. Il “processo primario” si evolve nel “processo secondario” come il bambino si evolve nell’adulto: ad esempio la fantasia si evolve nella Logica, ma non si dimentica e tanto meno si distrugge. Ne sanno qualcosa gli artisti e non soltanto loro, purtroppo. Il sogno si evolve logicamente quando si interpreta o meglio si decodifica, dal codice primario si passa al codice secondario, dall’emisfero destro del cervello si passa all’emisfero sinistro.

Qual è la causa del sogno nell’adulto e nel bambino?

La causa del sogno si attesta nei “resti diurni”, stimoli appena avvertiti e non adeguatamente seguiti nel giorno precedente, esperienze in atto e ricordi emersi dal profondo, conflitti e traumi in atto o pensati, quel materiale che si definisce “resto diurno”.

Cosa contiene il sogno dei bambini?

Il sogno dei bambini contiene la storia e la formazione: le sensazioni, le emozioni, i sentimenti. Queste sono le tre poderose sintesi dei sogni dell’infanzia che nel bene e nel male formano la struttura psichica e il cosiddetto carattere: “formazione reattiva”. Il sogno contiene gli oggetti privilegiati dal bambino nell’evoluzione degli “investimenti della sua libido”: il corpo, la madre, il padre, i fratelli, gli altri e le altre cose. Il sogno dei bambini contiene i fantasmi della fase orale, anale, fallico-narcisistica e genitale, il complesso di Edipo.

Quali sono i sogni ricorrenti nei bambini?

Decisamente ricorrenti sono i sogni edipici, i sogni che riguardano la vasta e variopinta relazione con i genitori. Questi prodotti psichici formano il carattere e sono presenti anche nella vita onirica adulta.

Qual è il sogno più preoccupante per un genitore?

I sogni più delicati sono quelli che riguardano il “fantasma di perdita”, la sindrome abbandonica, l’angoscia del bambino di essere abbandonato dai  genitori e in particolare dalla madre o da una figura similare. Il “fantasma di perdita” è deputato alla psicopatologia più tragica, la depressione. Credo che a questo punto mi vorrà chiedere “cos’è il fantasma”. Anticipo e le dico che i fantasmi sono i concetti elaborati dai meccanismi del “processo primario”, ma forse è meglio un esempio. Il concetto logico della mamma afferma che la mamma è colei che mi ha generato, il fantasma della mamma grida “mamma, mamma!”  Il concetto è emotivamente freddo, il fantasma è emotivamente caldissimo. I fantasmi sono simboli universali che riguardano l’origine, i genitori, la perdita,la sessualità e altro materiale culturalmente in atto.

Tra i sogni riportati nel libro quale colpisce di più la sua attenzione?

Sono particolarmente colpito dai sogni che riguardano la sessualità semplicemente perché viviamo in una cultura sessuofobica che risente di remore morali e religiose. Non mi risulta a tutt’oggi che nelle scuole esiste una materia titolata “educazione alla sessualità”. Le storture educative a tal riguardo sono responsabili dei peggiori mali sociali e di una vasta branca della psicopatologia.

Quali sono i risultati scientifici di quarant’anni di ricerca sul fenomeno del sogno?

La base teorica resta la ricerca di Freud in riguardo all’evoluzione della “libido” e alla formazione dei “meccanismi di difesa” e ai paradigmi dei sistemi psichici, di poi è intervenuta la scienza semiologica e la neuroscienza in riguardo al cervello e al suo funzionamento. Importante è anche il concorso della filosofia del linguaggio. Personalmente sono arrivato a formulare un quadro sulla consistenza del sogno con l’implicazione della Psicoanalisi freudiana come modello psichico, della Neurofisiologia del cervello come base organica, della Semiologia come interpretazione dei segni, della Filosofia del linguaggio come paradigma comunicativo. Vorrei aggiungere che dall’inizio di quest’anno è attivo il mio blog “dimensionesogno.com”, interpretazione psicoanalitica dei sogni, un servizio di consulenza psicologica assolutamente gratuita e aperto a tutti coloro che gradiscono conoscere il significato profondo dei loro sogni. La mia ricerca scientifica, come vede, continua senza soste.

Come nasce la sua passione per lo studio dei sogni e a chi è dedicato “Ma cosa sognano i bambini”?

Io sono nato nella strana città di Siracusa, strana per il suo essere greca, romana, araba, normanna, francese, spagnola, italiana; una città ricca di miti e di riti, di chiese e di templi, di poesia e di natura, una città da interpretare. Nella prima parte della mia vita questa complessa e fascinosa città mi ha sensibilizzato verso la cultura classica. Per quanto riguarda la seconda domanda le dico che mia madre, donna di popolo, si metteva al balcone e interpretava i discorsi della gente a suo uso e consumo e vi coglieva i segni del futuro. Inoltre mi portava da una vecchietta, che fungeva da psicoterapeuta del quartiere con i suoi rituali magici, per risolvere le mie angosce infantili somatizzate nello stomaco, la zona simbolica degli affetti. Vista la sua sensibilità, non posso che dedicarlo a colei che mi ha indicato la strada: Giudice Concetta, detta Tita.

IMG-20160321-WA0003Puoi trovare il libro in libreria, nello store online psychostore.net oppure telefonando al numero 800090204 “Libri al telefono”.