LA RABBIA EROTICA DI NOEMI

girl-1258739__180IL SOGNO

“Noemi sogna di sentire il forte bisogno di masturbarsi e di avere un orgasmo.
Prende il vibratore e si massaggia il clitoride.
Ma non basta e allora spacca in due il vibratore: una metà la mette in bocca e l’altra metà la mette in vagina.
Non ancora appagata, prende una frusta con la mano destra e si colpisce sulle spalle.
Finalmente arriva all’orgasmo nel sogno e nella realtà.”

CONSIDERAZIONI

Il sogno di Noemi appartiene alla categoria erotico-sessuale soltanto nella fase conclusiva per l’esito dell’orgasmo. Il progetto iniziale di masturbarsi e il prosieguo del sogno hanno tutt’altro significato. Nella sua globalità il sogno di Noemi contiene una feroce rabbia nei confronti dell’universo maschile, associata a una altrettanto feroce rabbia nei confronti di se stessa. Il simbolismo è diffuso e consistente. Il sogno di Noemi si può definire “misantropo” se per “antropo” intendiamo soltanto il maschile, l’universo psico-culturale maschile e possibilmente qualche maschio o sedicente tale, nello specifico l’uomo in atto di Noemi. Infatti il sogno può essere stato scatenato da un rifiuto reale o da un surplus di “libido” altrettanto reale, da una situazione sentimentale ambigua o da un investimento sbagliato. La decodificazione inizia con l’analisi puntuale dei simboli, per poi rammendare la psicodinamica come fa un abile sarto con le pezze del vestito di Arlecchino. Buona questa metafora!

I SIMBOLI

“Masturbarsi”: variazione dello stato di coscienza, riduzione delle tensioni, disimpegno fisico, rilassamento e distensione secondo il “principio del piacere”, abbandono tra le braccia di Eros mentre si è coccolati tra le braccia di Morfeo come in questo caso, “regressione” psichica difensiva e “fissazione” alla “fase fallico-narcisistica”, solipsismo e isolamento, “Io” ipertrofico.

“Orgasmo”: picco neurovegetativo e abbandono psicofisico, apice isterico e progressiva caduta dell’eccitazione, conversione psicofisica di tensioni e benefica risoluzione, caduta delle difese e distensione psicofisica, pulsione e funzione dell’”Es”.

“Vibratore”: traslazione del potere e della potenza, “libido fallico-narcisistica” ed esercizio della virilità, prevaricazione e violenza, traslazione difensiva dell’organo sessuale maschile.

“Clitoride”: castrazione e identificazione femminile, traslazione difensiva della potenza e del potere maschile, solipsismo erotico e compensazione psichica.

“Spaccare”: frustrazione e aggressività, rabbia e violenza, scarica isterica e caduta della funzione di controllo dell’Io, libido anale e pulsione sadomasochistica.

“Spacca in due”: scissione difensiva del fantasma e meccanismo di difesa dello “splitting”, istanza dell’”Es” e operazione psichica dell’”Io”.

“Bocca”: traslazione della vagina e affettività, “libido orale” e aggressività, seduzione e ambivalenza recettiva, erotismo e coito.

“Vagina”: “libido genitale” e recettività sessuale femminile, seduzione e disposizione al coito, universo psichico femminile e archetipo “Madre”.

“Frusta”: “libido anale” e pulsione sadomasochistica, appagamento sostitutivo della “libido genitale”, traslazione della colpa ed espiazione, prolungamento fallico.

“Mano destra”: relazione e potere, disposizione sociale e volitività, apertura seduttiva e investimento libidico.

“Spalle”: meccanismo psichico di difesa della “rimozione” e dimensione subconscia, consistenza strutturale dell’istanza psichica dell’Io, disposizione alla sofferenza e pulsione masochistica.

I MECCANISMI DI DIFESA

I meccanismi psichici di difesa innescati sono i seguenti: la “conversione isterica” nell’orgasmo, la “scissione dell’imago” o del fantasma nello spaccare in due il vibratore, “l’acting out” o messa in atto nel prendere il vibratore, la “traslazione” o “spostamento” nel vibratore al posto del pene e altro, la “condensazione” nei simboli, la “drammatizzazione” nella frusta e nell’escalation emotiva.

LE FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche richiamate sono “l’enfasi” nella forza espressiva del sogno e “l’iperbole” nell’esagerazione dei contenuti.

LA PSICODINAMICA

Noemi è fortemente aggressiva nei confronti del maschio a causa delle frustrazioni che riceve. Noemi vive uno stato d’impotenza che procura una forte carica di rabbia, per cui scatta il bisogno neurofisiologico di scaricare e di stemperare le tensioni. Il “sistema neurovegetativo” è chiamato direttamente in causa per alleviare la carica nervosa e, nel momento in cui quest’ultima supera “l’omeostasi”, l’equilibrio neurovegetativo, scatta l’orgasmo in sogno e nella realtà. Noemi ottiene due piccioni con una fava: fa da sé per scaricare la rabbia e per appagare la sua frustrazione sessuale legata al coito mancato. Il suo narcisismo scarica l’aggressività violenta sul maschio spezzando in due il vibratore e, di poi, diagnostica quella se stessa che non parla e che non fa sesso nel tappare la bocca e la vagina. Consegue la punizione: la frusta per la mancata reazione aggressiva verso il maschio e per scatenare la “libido anale” e accedere al godimento orgasmico in maniera robusta. Non certo per miracolo, lo stato di agitazione psicofisica si placa e si sblocca convertendosi. E bravo il sogno!

L’ANALISI DEL SOGNO

“Noemi sogna di sentire il forte bisogno di masturbarsi e di avere un orgasmo.”

Noemi deve scaricare le forti tensioni che ha maturato sia a livello ormonale e sia a livello relazionale e vuole farlo in maniera naturale, la più naturale possibile: la masturbazione e l’orgasmo.

“Prende il vibratore e si massaggia il clitoride.”

La tecnologia elettronica viene chiamata in causa. Noemi è dalla parte della scienza e chiede per il suo piacere l’ausilio dinamico dell’elettrodomestico erotico, l’apporto del pene traslato non potendo averne uno in carne e sangue. La partenza è buona perché Noemi conosce bene le parti sensibili e risuonanti del suo corpo, ma la tensione nervosa è alta, nello specifico la rabbia è potente, per cui anche la tecnologia deve calare le brache di fronte al “sistema neurovegetativo” che resiste agli stimoli e dimostra di avere ancora ulteriori margini di carica.

“Ma non basta e allora spacca in due il vibratore: una metà la mette in bocca e l’altra metà la mette in vagina.”

Ecco la tanta aggressività nei confronti dell’universo maschile! Noemi scarica tutta la sua rabbia contro l’oggetto simbolico traslato che condensa il maschio e in particolare la sua potenza e la sua prepotenza: il “vibratore” al posto del pene. La frustrazione subita da Noemi è direttamente proporzionale all’aggressività esternata nello spezzare il membro meccanico in due parti. Ma ecco la sorpresa! Noemi se la prende con se stessa e accusa le sue responsabilità per aver subito un simile trattamento da parte del maschio. Si tappa la bocca non per pratica erotica, ma per simboleggiare il suo silenzio, la sua paura di parlare, di accusare, di difendersi con tutto quello che può fare con la parola. Ma lo psicodramma non è ancora concluso. Noemi si tappa la vagina a confermare la sua forzata astinenza legata anche al suo silenzio. Non parli e non godi: due verità psico-esistenziali importanti in quanto riguardano il benessere del “sistema neurovegetativo” e le funzioni determinanti per il benessere psicofisico: quelle erotiche e sessuali.

“Non ancora appagata, prende una frusta con la mano destra e si colpisce sulle spalle.”

Ma non è finita qui e così! Noemi sente il bisogno di scatenare la sua “libido anale” sia per punirsi e sia per godere. La “frusta” è proprio l’oggetto giusto e polivalente per la sua punizione, il “sadomasochismo” che ci voleva anche per eccitare con il sogno il sistema nervoso che è in atto nel sonno. Nello specifico, è in funzione il “sistema neurovegetativo” “in toto” e il “sistema nervoso centrale” in parte perché Noemi ha un certo grado di veglia e di vigilanza a causa dell’eccitazione che sta vivendo in sonno. Si colpisce le “spalle”, il luogo simbolico dove ha sempre depositato le sue frustrazioni per continuare a vivere. Questa simbolica “rimozione” è avvenuta per paura di essere lasciata o di non essere capita o di causare la rabbia dell’altro. Noemi si è portata e si porta un peso sulle spalle, “l’atarassia libidica” del suo uomo o la paura di non piacere abbastanza con le conseguenti difficoltà relazionali.

“Finalmente arriva all’orgasmo in sogno e nella realtà.”

Il quadro si perfeziona e la psicodinamica si conclude in bellezza e in bontà: la coincidenza d’orgasmo desiderata dal sogno e realizzato dal “sistema neurovegetativo” dopo tante traversie.

LA DIAGNOSI

La diagnosi attesta di una frustrazione della “libido genitale” con conversione isterica.
LA PROGNOSI

La prognosi impone a Noemi di superare le sue paure relazionali al fine di ridurre le frustrazioni sessuali; queste ultime comportano lo scarico dell’aggressività e un grado di malessere. Noemi deve stabilire con i suoi maschi una relazione ottimale a tutti gli effetti e “in primis” gli effetti sessuali, evitando accuratamente il rischio d’isolamento narcisistico o d’improvvide e pericolose trasgressioni.

IL RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta nella conversione isterica della “libido” repressa, nel degenerare della carica sessuale in un disturbo psicosomatico.

L’ORGANIZZAZIONE REATTIVA

L’organizzazione reattiva, la cosiddetta personalità o struttura psichica, è in prevalenza isterica.

CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

Ho voluto evidenziare le voci della decodificazione per rendere più tecnico e meno discorsivo il sogno di Noemi e per mostrarne l’inquadramento scientifico. Il sogno non è un pettegolezzo o un racconto indiscreto, tanto meno una traccia dell’aldilà. Il sogno condensa la trama del conflitto psichico in atto, fatte salve le giuste cautele per continuare a dormire. La decodificazione corretta rende spedita qualsiasi tipo di psicoterapia.

IL BRODO DI POLLO NEL FRIGO

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“Carmela apre il frigo e in un contenitore di plastica morbido c’è del brodo.
Il contenitore perde e insieme al liquido escono anche pezzi di carne di pollo.
Carmela si arrabbia perché lei aveva lasciato il contenitore sopra il tavolo e non sa chi è stato il cretino che l’ha messo in frigo.”

Cambio registro: sarò sintetico, chiaro, esauriente per quel che è possibile.
Carmela “apre”. Carmela si dispone alla presa di coscienza di un trauma o di un fantasma, in ogni caso di un vissuto rimosso estremamente personale e intimo. “Aprire” equivale simbolicamente a una riduzione delle “resistenze”, a una caduta del materiale psichico che si oppone all’autocoscienza in difesa dell’equilibrio psicofisico corrispondente e in atto, un equilibrio, pur tuttavia, non stabile e non autentico. “Aprire” attesta simbolicamente di un uso moderato del meccanismo principe di difesa della “rimozione”.
Il “frigo” rappresenta un “fantasma di morte” in relazione specifica al grembo materno: la “parte negativa dell’utero”, il potere mortifero dell’archetipo “Madre”, la “parte negativa dell’universo femminile” degnamente rappresentata nei miti e nelle leggende dalle Moire, da Lilith, dalle Furie, dalle Sirene, dalle Streghe e compagnia similar cantante.
Il “contenitore” condensa gli organi genitali femminili e nello specifico la vagina. Gli attributi di “plastica” e di “morbido” accentuano le caratteristiche carnali, mentre il “brodo” attesta la lubrificazione collegata all’eccitazione erotica e gestita dal sistema neurovegetativo. Il sogno di Carmela esordisce proponendo intimità femminili: la mestruazione? Un fantasma sessuale? Un’inibizione erotica? Un trauma abortivo? Procediamo.
“Il contenitore perde”, ha delle perdite e insieme al liquido escono anche pezzi di carne di pollo”. Ecco il “contenuto latente” del sogno: il “liquido” può essere il sangue mestruale, l’”uscire” è un parto liberatorio e una catarsi dell’angoscia, “pezzi di carne” si collegano a fantasie sul tema e sviluppate nell’infanzia o nell’adolescenza in chiara assenza di un’adeguata educazione sessuale, il “pollo” è la traslazione di un contenuto concreto come un grumo di sangue o un feto o qualsiasi parte organica come un fibroma o altro di simil natura. Il “pollo” è un cadavere familiare presente e gradito nelle mense di ogni famiglia: tutta colpa dei golosi! Carmela lo usa in sogno per questa valenza culinaria collettiva.
“Carmela si arrabbia”. La “rabbia” di Carmela attesta della sua contrarietà al vissuto traumatico che sta sviluppando in sogno: una “conversione nell’opposto” dell’angoscia per qualcosa di brutto che non ha accettato e per un fantasma che non ha adeguatamente razionalizzato. Il “tavolo” dove stava il contenitore rievoca una sala operatoria con un letto chirurgico prima dell’intervento. Il sogno offre i mezzi idonei per non andare sul traumatico, ma non si esime dal dire la verità anche se in maniera camuffata. Carmela deve aver subito un intervento chirurgico di un certo rilievo, quanto meno conosce i travagli del parto. Il suo corpo e il suo apparato sessuale erano intatti all’inizio dell’intervento, ma qualcuno a sua insaputa l’ha manomesso e ha danneggiato il contenitore. Anestesia chimica o rimozione psichica? Trauma realmente vissuto o fantasma di morte? Trattasi sempre di realtà psichiche “realissime” e profondamente vissute.
“Carmela si arrabbia perché lei aveva lasciato il contenitore sopra il tavolo e non sa chi è stato il cretino che l’ha messo in frigo.”
A proposito di “cretino” si rileva lo “spostamento” della parte psichica indifesa di Carmela che non ha saputo o potuto difendersi dall’aggressività dello stato fisico o della situazione psicologica in cui si trovava.
Questo sogno può essere utilmente elaborato da un’adolescente che si avvia alla pubertà e che riceve rudimenti di educazione sessuale, sempre da un’adolescente che subisce una visita specialistica ginecologica, da una donna che ha vissuto un intervento chirurgico o comunque una manipolazione agli organi genitali, da una donna che ha subito o immaginato un’interruzione di gravidanza naturale o volontaria, da una donna in menopausa e alle prese con la terza fase della sua vita sessuale. Il tema può anche essere elaborato da un maschio di qualsiasi età o per trauma indiretto o per fantasie sull’universo femminile o per attestare simbolicamente di un suo specifico fantasma.
La prognosi impone a Carmela di portare a compimento la presa di coscienza del fantasma o del trauma e di considerarlo in maniera adeguata come una necessità biologica e non come una manipolazione o tanto peggio una mutilazione del suo corpo. Si esclude il pericoloso “fantasma di frammentazione”.
Il rischio psicopatologico si attesta in una “psiconevrosi d’angoscia” di stampo “fobico-ossessivo” con le classiche somatizzazioni del timor panico.
Riflessioni metodologiche: non si rifletterà mai abbastanza sui traumi che il corpo delle donne subisce beneficamente o malignamente nel corso della vita. Si passa dalla meraviglia biologica che costruisce la vita, la gravidanza, alla realizzazione dolorosa dell’istinto materno, il parto. Si tratta di un corpo che incarna Eros e Thanatos, l’origine e l’amore della Specie, il distacco e la necessità dell’autonomia vitale, la fine e l’ineluttabilità del “nulla eterno”. Altro non so aggiungere, ma il sogno di Carmela dice tanto di più e merita la nobile arte di un poeta popolare per ricevere soltanto un’introduzione al tema “il corpo di una donna”. Nel frattempo si può ascoltare attentamente come approccio all’universo psicofisico femminile la canzone, in apparenza leggera, “la borsa di una donna” nella suggestiva interpretazione della cantante e autrice Noemi. E non è poco.