KRISCRI

E’ polvere di stella antica,

frammento intergalattico dell’universo infame,

venuta a cresimare la materia magna e picciola.

Kriscri è caduta da un cielo antico e ancora bruto

a portare virtute e canoscenza,

a donare i mille volti dei suoi tanti occhi,

le mille smorfie dei suoi atomi unici e asociali.

E’ Gorgone e Afrodite,

è Athena e Ares.

Ora traluce in Grecia

e ora straspare in Europa,

di tanto in tanto ammicca e cincischia tra i cafoni

e allora vedi che è francese come la spingola napoletana,

come la Juliette e come la Edith,

in specie quando gorgoglia il nasino all’insù,

un estro tracotante di quel Bello

che sovrabbonda nella boccuccia di rosa canina,

che contempli tra le aiuole armoniose delle città di mare.



Salvatore Vallone



Hàrah Làgin, 02, 07, 2024

UN SIRTAKI

Un sirtaki,

lo balliamo un sirtaki?

Ho cento vestiti d’organza nell’armadio

che attendono un ballo,

non dirmi di no,

non ora.

Ho camminato a lungo per le stesse strade,

ho pensato a noi due

mentre le percorrevo passo dopo passo,

salite e discese,

fiato che si spegne e ritorna,

ritmo,

vita immediata,

morte infinita.

Cosa ci facciamo così lontani?

Voglio stare seduta su un tronco secco di un albero

a guardarti mentre inventi intrecci disarmanti,

voglio crescere dal fuori al dentro come gli amanti.

Coltivami,

abbi pazienza.

Rinasco come l’erba selvatica,

come le rose che buttano i fiori

senza sapere che ci vorranno cinquant’anni

per capire che un fiore è un fiore,

un fiore,

un fiore.



Sabina



Trento 10, 02, 2024