NOSTALGIA

E’ morta una stella lontano.

Si è spenta una luce lontano,

accesa in un tempo lontano.

Una luce arriva oggi dal passato,

una luce di polvere nella polvere,

pulvis in pulvere,

lumen ex lumine.

Un libro contiene la vita e la morte,

l’Ecclesiaste contiene l’esperienza traumatica della perdita.

Cosa mi succede,

adesso,

soltanto perché ti ho profondamente amato?

Si spalanca un vuoto

e attendo una fatica gradevole

per ritornare a vivere,

per perdermi insieme a chi ho perduto.

Lutto e nostalgia sono grimaldelli

per restare vicini senza dolore

mentre m’inghiotte il passato.

mentre si esalta il futuro,

il progetto,

l’intraprendenza.

Il lutto e la nostalgia hanno lo sguardo rivolto all’indietro,

sono le risorse per essere capaci

di non smettere mai di nascere.



Salvatore Vallone



Harah Lagin, 04, 03, 2024



SETTEMBRE

Settembre, andiamo, è tempo di migrare.

Quindi vieni all’Adriatico selvaggio?

Qua tutto è verde,

sai che non mento.

L’isteria è femmina per eccellenza e per etimo,

tu ne conosci mille

e ancora mille di donne perse tra pastiglie viola,

ma io sono io,

la tua margherita selvatica,

innamorata sempre,

sempre di te,

ombra in assenza,

magna nominis umbra,

volta a volta benigno o avverso.

Fernando mio,

caro ragazzo,

nuovo come un vento fresco di agosto,

io ci sarò.

Tu lo sai questo,

sai che mordo il futuro

che si avvera

e sai che non mi ritroverai nelle pagine

di un prontuario di cura delle anime di un pazzo.

Va tutto a ramengo,

tu ed io col resto,

non ci salveranno le parole,

né i versi.

Ti aspetterò

e vedremo chi saprà arrivare puntuale alla stazione

e aprire la camicia e dire:

“Spara al cuore”.

Sabina

Trento, 11, 08, 2022


FIORI ROSSI CHE SEMBRANO FRAGOLE

Il tagliente filo dell’incertezza in ogni tua parola.

Cosa leggo non lo so,

invento significati,

mentre tu dondoli sull’altalena:

vicino,

lontano,

di nuovo vicino,

ancora lontano.

Mani di adulto ti spingono in alto.

Di chi saranno mai,

quale evanescenza le ha avvolte?

Il mio sguardo è di troppo,

troppi pensieri,

arzigogoli per vincere i giorni che mi sottraggono il tempo;

respiro l’aria nei suoi immutabili ritorni,

lo splendore della natura mi sovrasta col suo talento irraggiungibile.

Tu,

il magnetismo della tua mente complessa,

così pericolosa.

Un legame,

nessuna briglia,

cavalieri temerari nel viaggio periglioso.

Ma i desideri mangiano carne umana,

non è facile avere sempre vent’anni.

Ho lasciato libere le colombe,

il futuro non è più intatto.

Non dimentico.

Sabina

Trento 20, 11, 2021

MASSIMA ALTEZZA NELL’EMISFERO NORD

Lasciami dire del nido dei merli in mezzo all’edera,

del malvone sgraziato ancora nudo,

senza memoria alcuna del suo fiore,

di quello che già c’è e di ciò che non c’è ancora,

del lauro selvatico che da solo sembra una foresta sconfinata,

del muro a secco pieno di bestiole,

del chiasso di cicale sfaccendate,

dei grilli sempre in frac dentro all’estate.

Lasciami dire delle albe illuminate

che spostano il mio senso del presente

quel tanto che io possa immaginare un tempo

senza coda nel passato e senza muso di cane sul futuro.

Lasciami dire che ho pensato tanto senza pensare a niente,

ma solo per tenerti nella mente

mentre spargevo semi alla carlona

dentro un pezzo di prato sgangherato,

così,

per fare qualcosa di importante.

E avevo torto.

E avevo ragione.

Sabina

Trento, 20, giugno, 2021