LA “COSA” PARLA 2

SALVATORE VALLONE

LA COSA PARLA”

IL LINGUAGGIO DELL’INCONSCIO

dimensionesogno.com

Le ca parle.”

L’Inconscio è strutturato come un Linguaggio.”

Jacques Lacan

UN SOGNO IN PAROLE

Povero riccio schiacciato sull’asfalto della strada

che da Conegliano porta a Pieve di Soligo,

negligentemente intravisto pedalando un’austera “Stella veneta” da corsa,

tu permetti di tirare il fiato

e di riflettere sulla morte per oppressione.

Quanti bambini sono stati annientati dentro una grande stanza illuminata,

fatta a losanghe metalliche

come la repellente ragnatela di un enorme ragno,

come l’ambigua rete di un fanatico pescatore di uomini.

Quante donne sedute in estremo silenzio

stanno insieme a uomini seduti in estremo silenzio

tra le mura chiuse di una gabbia

dove la mano ricerca un buco da riempire o una maniglia da forzare.

Soltanto poche dita si possono offrire

a questa categoria di uomini inutili

e di donne affette dagli stessi lutti.

Qualcuno vuole anche innamorarsi

tra le sedie sparpagliate sullo sfondo uguale

di un’invisibile rete di losanghe

infilate dentro un odioso Centro di salute mentale a forma di manicomio.

Nessun si muova!

Una ragazza temeraria si avvicina al nulla e a nessuno senza parlare,

l’unica persona che curiosità muove e che apprezza gli exploits.

Comincia il rituale della visita psichiatrica

con il solito motto di merda sopra la testa.

Estote parati!”

A cosa?

Si può sapere, di grazia, a cosa si deve essere preparati prima di annegare

dal momento che l’acqua è arrivata soltanto al culo?

Tutti siamo pronti con il nostro bambino e con lo zaino sulle spalle

a visitare l’uguale e il monotono

senza pretendere che il capire insegni sempre qualcosa da evitare.

Niente.

Non ci si capisce.

Parliamo lingue diverse

ed allora è meglio prendere le distanze dagli uomini inetti

e dalle donne chiuse in gabbia

per avere una prospettiva migliore e più solenne.

Si corre sempre il rischio d’incasinarsi con false istruzioni

pur di fuggire dalle gabbie che noi stessi abbiamo costruito

per criticare quella categoria di persone

attratte dalla massa della luna nel cielo

durante le calde sere di mezza estate.

La conoscenza non è acquisire distanza!

Per veder meglio dentro di te

è preferibile regredire,

dal momento che progredire corrisponde a un’altra ottica,

l’ottica capitalistica

e tu non hai bisogno di accumulare,

l’ottica fascista

e tu non hai bisogno di dominare,

l´ottica comunista

e tu non hai bisogno di servire.

Meglio chiudere con un saggio “cave hominem”.

Cave hominem!”

Guardati dall’uomo o dall’animale inquinante!

Questi moniti non aiutano di certo a capire.

E allora bisogna essere conservatori o progressisti?

Io resto ancora fermo con il culo sopra un secchio

a chiedermi chi custodirà le tradizioni.

Se questa è la vita che attrae il tuo essere,

chi butterà via il passato,

quello che purtroppo o meno male non ritorna,

per abbracciare tutte le novità

e andare avanti

tagliando i ponti con tutto ciò che è stato?

No, grazie!

Sa,

caro signore,

io ho ricevuto un’educazione tradizionale

presso le intraprendenti suore orsoline

in un collegio dell’Immacolata concezione,

un luogo a metà tra una fredda chiesa e una calda officina.

Bisogna,

necesse est” stare al passo con i tempi e con il mondo.

Mondo, non correre”

gridò un bambino trafelato dalla prima fila di un cinema di periferia.

Mondo cane”

gridò un vecchio angosciato dall’ultima fila di un anonimo ospedale.

Nonostante l’affanno,

tu sei sempre costretto a comunicare con il fratello

che sta al posto del padre

o con la sorella che ti fa da madre.

I genitori?

I genitori sono soltanto figure,

come quelle geometriche,

che ti fanno sentire

tutta la solitudine di un senso di colpa

e tutta la stupidità di un piccolo idiota.

Come sarebbe facile chiudere il teorema dei tuoi conflitti edipici

con il salvifico “come volevasi dimostrare” del divino Pitagora.

IL DINIEGO

I MECCANISMI DI DIFESA DALL’ANGOSCIA

Come ci si può difendere dall’angoscia di morte?

In progressione spiego e adatto i processi e i meccanismi psichici di difesa gestiti dall’Io in riferimento alla drammatica contingenza che stiamo vivendo.

IL DINIEGO

Il “diniego” è un meccanismo primario di difesa dall’angoscia di morte che si elabora e sperimenta nei primi anni di vita con la celebre espressione “oh no!” e che si porta avanti nel tempo e nell’età adulta quando uno stimolo forte innesca una carica d’angoscia che induce al rifiuto e alla negazione della realtà semplicemente perché risulta ingestibile dal sistema economico della Psiche. Il processo magico dell’egocentrismo del bambino è il seguente: “se non riconosco il fatto, non è successo”. Il mancato riconoscimento di una realtà di fatto si serve del “diniego” per non vivere l’angoscia collegata: il lutto negato, il trauma negato, l’episodio negato, la malattia negata e quant’altro di negativo capita nella vita ordinaria. Spesso in una situazione di grave crisi e di emergenza si reagisce emotivamente con la negazione che la propria sopravvivenza è a rischio. L’eroismo è un “diniego” volto al positivo, sublimato. Negare una malattia e non curarsi rappresenta la parte negativa di questo meccanismo primario di difesa. Negare la violenza subita, l’alcolismo in atto, il disagio psichico, le molestie sessuali in corso, la caduta della vitalità, la vecchiaia, la mancata accettazione di questi umani fenomeni subisce l’azione improvvida e pericolosa del meccanismo psichico di difesa del “diniego”. Nelle difese più mature è spesso presente una forma del “diniego”, come ad esempio nella giustificazione consolatoria del “nondum matura est” di cui diceva la volpe riferendosi all’uva troppo in alto per essere raccolta e mangiata. La persona respinta amorosamente si convince che il suo sentimento e il suo valore non erano meritati: una forma di “diniego” della realtà di fatto. In questi casi manca la “razionalizzazione” matura. Il meccanismo psichico di difesa della “formazione reattiva” fa uso del “diniego”, ad esempio, nel convertire il sentimento d’amore nel suo opposto, il sentimento dell’odio, proprio negando il sentimento da cui si dipende.

Nella Psicopatologia la “maniacalità” è legata al “diniego” proprio perché in uno stato di eccitazione smodata la persona nega la realtà sia essa fisica, morale, finanziaria, sanitaria e altro. La “maniacalità” rende insignificanti i limiti della realtà. Il “diniego” è la difesa principale che porta alla ciclotimia e alla sindrome bipolare: stati d’umore alternati che vanno dal depressivo al maniacale. Le persone che oscillano tra la depressione e l’eccitazione hanno capacità notevoli di intrattenere e divertire il pubblico, sono ottimi attori, hanno facilità di parola, destano simpatia, hanno quel fascino maniacale che preoccupa soltanto per l’uso eccessivo del meccanismo psichico di difesa del “diniego” della natura depressiva di base. Questo è il prezzo psicologico pagato per commutare un nucleo depressivo in un nucleo maniacale. Il re dei pagliacci si porta dentro un’angoscia di perdita che risolve con il “diniego”. Si conferma il difetto della “razionalizzazione”, il meccanismo di difesa che ripristina la lucidità della “coscienza di sé”.

Nella nostra attualità drammatica negare l’esistenza del “coronavirus” e degli effetti altamente nocivi della sua azione, significa usare il meccanismo del “diniego”, rappresenta un andare contro l’evidenza dei fatti e della realtà in atto. Negare la presenza e l’azione del “coronavirus” è una forma di demenza e di alienazione che comporta grossi guasti individuali e collettivi. Questa pazzia è spesso tollerata nel mondo civile e la gente non reagisce in maniera drastica a certe affermazioni ed espressioni di gruppi umani altamente suggestionabili che esibiscono le loro dissennate dottrine anche in pubbliche manifestazioni. Ad esempio, il “negazionismo”, il negare eventi storici reali ed evidenti come l’Olocausto, è un delirio schizofrenico molto pericoloso per chi lo elabora e soprattutto per chi lo ascolta a causa della sua suggestiva iperbolicità. Le masse e le folle spesso corrono dietro i messaggi deliranti dei dissennati di turno che negano la realtà dei fatti. Nella drammatica contingenza la corrente di pensiero che tende a ridurre l’azione patologica del “coronavirus” si serve del meccanismo del “diniego” per fini di manipolazione politica delle masse attraverso la “maniacalità”, la formazione di uno stato di eccitazione nella gente, o per fini di protagonismo narcisistico e socialmente pericoloso, la propaganda e la candidatura a leader. La “razionalizzazione” e il “principio di realtà”, su cui si basa l’Io vigilante, escludono qualsiasi intervento del meccanismo del “diniego”. Conviene esagerare l’azione della Ragione, piuttosto che mettere in minimo dubbio la verità di fatto, così come conviene rafforzare la paura del contagio, senza renderla iperbolica, per avere dalla massa la risposta giusta e auspicata: “restate a casa”. Ancora: il “diniego” parziale si attesta nella difesa dall’angoscia attraverso il “controllo onnipotente”, la sicumera esibita di fronte al rischio di contagio e l’improvvida affermazione della propria incolumità. Tante persone reagiscono all’angoscia di morte con il potere sulla realtà e la convinzione di poter gestire i fatti secondo il proprio intendimento. Anche questa è una forma frequente di delirio ben visibile nelle manifestazioni umane individuali e sociali. Esempio: alcuni gruppi religiosi professano l’elezione e la protezione del loro dio.