LA BORSA DI UNA DONNA

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Ho sognato di avere un appuntamento con due amiche in un caffè della mia città.

Arrivata in anticipo, mi rendo conto, vedendomi riflessa su una vetrina, che sono vestita con abbigliamento che di solito uso per dormire, ma non è un vero e proprio pigiama.

Decido di tornare a casa a cambiarmi, visto che ho tempo e vado verso l’auto (una BMW 5 che, nella realtà, ho venduto nel 2011).

Il tempo peggiora e apro l’ombrello.

Io riesco a ripararmi, ma nella mia borsa è entrata tanta acqua.

Ricordo vagamente dove è parcheggiata l’auto.

Passo sotto un portico di un condominio, convinta di trovare l’auto subito al di fuori di esso, ma non c’è.

Vado in un parcheggio lì vicino, dove entro anche in un giardino tappezzato di tessuto chiaro così come i cani, forse due levrieri, avvolti in questo tessuto (mi pare azzurrino) che li decora con un grande fiocco.

Torno indietro, ma non riesco a trovare la mia auto. Intanto la pioggia si fa sempre più intensa.”

Bernie

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Ogni sogno ha la sua chiave interpretativa. Se ben si considera la trama, si trova l’elemento dominante attorno al quale si snoda l’intreccio dei simboli, quel cardine attorno al quale girano gli eventi raccontati. Nel sogno di Bernie questo cardine è “nella mia borsa è entrata tanta acqua”. Il completamento del quadro e della psicodinamica è proprio la conclusione: “Torno indietro, ma non riesco a trovare la mia auto, nel frattempo la pioggia si fa sempre più intensa.”

Bernie ha ben confezionato il suo sogno immettendovi in maniera ordinata e corretta la sua esperienza di donna che s’imbatte nella maternità. E’ un sogno che elabora la “posizione psichica genitale” della protagonista senza vanagloria e senza struggimento, il desiderio e il rischio di una gravidanza in un periodo ben preciso della sua vita, quando era proprietaria di “(una BMW 5 che, nella realtà, ho venduto nel 2011).” La stessa Bernie con la sua precisazione colloca temporalmente i contenuti del suo sogno. Si tratta di un’esperienza vissuta nel 2011 dal suo corpo e dalla sua mente, dalla sua “auto” e dalla sua sensibilità, un vissuto ambivalente che ha bisogno di essere ripulito dai sensi di colpa, abbisogna di “catarsi”, come suggerisce la simbologia della pioggia che “si fa sempre più intensa”.

Il sogno di Bernie è ben formulato e ben raccontato, è ricco di simboli e di allegorie, quasi una favola moderna senza tante stranezze, ma con quel qualcosa in più che fa distinguere il sacro dal profano, il privato dal pubblico, il desiderio dal dolore.

Interpretarlo sarà compito gradito alla luce della compostezza simbolica ed emotiva, della linearità narrativa e sentimentale.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

Ho sognato di avere un appuntamento con due amiche in un caffè della mia città.”

Bernie esordisce con la sua vena relazionale e con il suo bisogno di gente, di persone a cui esibire il suo e con cui condividere l’altrui. Le “due amiche” rappresentano la parte relazionale migliore della protagonista, così come il “caffè” rievoca il luogo poetico e creativo dello scambio. La “mia città” è lo spazio protettivo d’investimento delle energie, un luogo ampio che denota la sicurezza con cui Bernie distribuisce e agisce le sue pulsioni sociali. A tutti gli effetti simbolici Bernie ha un incontro ravvicinato del suo tipo con se stessa. È in procinto di tirare fuori dal suo cilindro psichico l’oggetto magico che l’attrae e la cruccia.

Arrivata in anticipo, mi rendo conto, vedendomi riflessa su una vetrina, che sono vestita con abbigliamento che di solito uso per dormire, ma non è un vero e proprio pigiama.”

Bernie è ansiosa e ha la consapevolezza di esibire una “parte psichica” intima e privata secondo una modalità compatibile agli occhi degli altri, alla visione della gente, alla sensibilità della folla. Bernie ricorda un periodo della sua vita in cui si fidava e si affidava al prossimo con spigliatezza e con disinvoltura, un’età in cui le promesse del domani si coniugavano con i desideri e le aspettative aspiravano a concretizzarsi. Bernie si compiace di se sessa, ha coscienza di essere una bella donna e sfodera il suo narcisismo nell’immagine e nei modi di relazionarsi. Ricordo che ci sono dei luoghi, oltre che la casa, in cui è normale esibirsi in in un “quasi pigiama”.

I simboli dicono che c’è ansia nell’arrivare “in anticipo”, che “mi rendo conto” è una funzione dell’Io e attesta di una presa di coscienza, così come alla “posizione psichica narcisistica” appartiene la consapevolezza di “vedendomi riflessa su una vetrina”. Ancora: il “vestita” condensa i modi di trasparire e di apparire, “l’abbigliamento che di solito uso per dormire” dice che si tratta di modalità psichiche molto personali e quasi intime che possono essere esibite perché non sono “un vero e proprio pigiama”.

Decido di tornare a casa a cambiarmi, visto che ho tempo e vado verso l’auto (una BMW 5 che, nella realtà, ho venduto nel 2011).”

Bernie precisa il tempo della trama rievocata nel sogno. Oltre alla normale “regressione” onirica, abbiamo una “regressione” temporale finalizzata a combinare in parole e in immagini le fila di un discorso già fatto e di un’esperienza già vissuta. Bernie torna indietro nel tempo e si veste dei panni di quel momento della sua vita e s’imbatte, non certo a caso, nella vita intima e sessuale di allora. Interessante è la precisazione vigile del tipo di macchina, “una BMW 5”, e dell’alienazione del bene, “ho venduto nel 2011”, come a dire che Bernie rispetto a quel tempo si è rinnovata nella sostanza e nei modi. Il viaggio a ritroso è iniziato e il sogno trova il materiale psichico da comporre in base alle intensità emotive che contiene. Non resta che seguirlo con diligenza e cortesia.

Analisi della simbologia: “decido” attesta della volitività dell’Io nel deliberare e letteralmente significa “taglio” i fronzoli e vado al sodo, “tornare a casa a cambiarmi” si traduce con “rientro in me stessa e rifletto sulla prossima esibizione delle mie “parti psichiche”, “visto” è una funzione valutativa dell’Io consapevole, ”ho tempo” si traduce “posso e ho potere” secondo una padronanza degli eventi che stanno per emergere, “l’auto” contiene l’apparato sessuale e genitale con i suoi automatismi neurovegetativi. “Vado verso” è il simbolo del principio della “intenzionalità della coscienza” scoperto da Brentano, del fatto che la psiche si dirige sempre verso un “oggetto” ben preciso. Bernie, infatti, sta sognando e spontaneamente e naturalmente si sta dirigendo verso una esperienza importante e formativa della sua vita.

Il tempo peggiora e apro l’ombrello.”

Il sogno si avvia verso la rievocazione di un qualcosa di pesante, per cui è opportuno, se non necessario, difendersi dalle tensioni e dalle emozioni connesse. Bernie si avvia verso il dolore e si tutela con la copertura della sua Mente e del suo Corpo, delle sue idee e delle sue sensazioni. Il breve quadretto è la precisa allegoria dei “meccanismi psichici di difesa” dall’angoscia che istruiamo quando l’equilibrio psicofisico può vacillare: la crisi può arrivare ed è tempo di difendersi dagli eccessi emotivi. Bernie si dispone all’equilibrio migliore possibile nelle condizioni date.

La simbologia attesta che “Il tempo peggiora” traduce l’insorgenza di forti emozioni, così come “apro l’ombrello” rappresenta i “meccanismi psichici di difesa” dall’angoscia. Il prosieguo del sogno ci dirà da cosa inizia a difendersi Bernie.

Io riesco a ripararmi, ma nella mia borsa è entrata tanta acqua.”

Bernie è sana e salva, è integra. Soltanto la sua “borsa” è in crisi. Componiamo i due elementi onirici nei simboli corrispondenti e viene fuori che Bernie ha vissuto un trauma nel suo grembo e nel suo apparato genitale. L’allegoria della gravidanza è perfettamente riprodotta in “nella mia borsa è entrata tanta acqua”. Il “processo primario” offre alla funzione onirica i meccanismi della “condensazione” e della “figurabilità” per rappresentare un dato psicofisico, la gravidanza per l’appunto.

Ma perché Bernie è tanto contrariata dal desiderio di gravidanza o dal fatto che è incinta?

Ma perché Bernie scinde il suo grembo dal resto del suo corpo?

Domande lecite, ma bisogna procedere con garbo per capire.

I simboli dicono che “riesco a ripararmi” attesta della difesa da un pericolo, così come la “borsa” coniuga il grembo femminile e la recettività sessuale, “è entrata” significa fecondazione, “tanta acqua” è simbolo del liquido amniotico e della maternità. Il meccanismo di difesa della “razionalizzazione” sta tutto perfettamente dentro a “riesco a ripararmi”. Bernie usa il cervello per non farsi male o per non cadere nelle spire di un’intensa “paura senza oggetto” come l’angoscia.

Ricordo vagamente dove è parcheggiata l’auto.”

Bernie ha subito una violenza, ma non una violenza violenta, una violenza legale come quelle domestiche e familiari che tantissimo contraddistinguono i nostri tempi e le relazioni tra un uomo e una donna. Il sogno dice chiaramente che Bernie ha subito un trauma genitale, possibilmente un ingravidamento che esulava dalla sua volontà e dalla sua programmazione. Bernie aveva ben considerato che facendo sesso poteva restare incinta, ma l’eiaculazione e la fecondazione sono avvenute a sua insaputa. Questa è una violenza domestica, ma non basta. Quando è successo il fatto, Bernie era impreparata, non c’era nel coito, non partecipava all’amplesso. Il suo organo sessuale non percepiva e non era in sintonia con il partner.

Vediamo i simboli.

Il “ricordo vagamente” attesta simbolicamente di uno stato sub-liminare della coscienza e di una caduta della vigilanza dell’Io. Quello che è auspicabile nell’amplesso sessuale per approdare all’orgasmo, non è quello che sta vivendo Bernie. Il sogno dice chiaramente di una sua assenza dalla dinamica e di un distacco dal quadro in movimento. “L’auto” rappresenta l’organo sessuale e l’automatismo neurovegetativo, “vagamente” è caduta della vigilanza, “parcheggiata” dice della collocazione e della partecipazione psicofisiche. Il tutto simbolico conferma quanto detto in precedenza.

Passo sotto un portico di un condominio, convinta di trovare l’auto subito al di fuori di esso, ma non c’è.”

Bernie è alla ricerca della sua identità sessuale femminile e istruisce le difese per non incorrere in altri traumi proprio collocandosi in mezzo alla gente. Bernie sa che la folla consente un rafforzamento della propria identità psichica, ma questa operazione, classica dopo un trauma, non funziona.

Vediamo i simboli. Il “portico” rappresenta una difesa psichica e una copertura relazionale. Il “condominio” condensa lo stare insieme e la convivenza sociale. “Convinta di trovare l’auto” attesta della ricerca d’identità psicofisica femminile. “Al di fuori di esso” si traduce senza smarrire la mia individualità. “Non c’è” è la vanificazione della ricerca.

La situazione di Bernie è contraddistinta da una leggera angoscia dell’indistinto e dell’indifferenziato. La donna cerca la sua femminilità e non la trova, per cui si sente nella terra di nessuno: una brutta sensazione.

Vado in un parcheggio lì vicino, dove entro anche in un giardino tappezzato di tessuto chiaro così come i cani, forse due levrieri, avvolti in questo tessuto (mi pare azzurrino) che li decora con un grande fiocco.”

Bernie aggiunge al suo sogno elementi che avvalorano l’interpretazione. “I cani”, avvolti nel tessuto azzurrino e decorati con un grande fiocco, parlano di natalità e chiariscono il suo vissuto di diventare madre. Bernie nel 2011 ha vissuto l’esperienza della maternità in maniera contrastata, rivede la realtà di allora e ne rivive le sensazioni. Questa “regressione” è terapeutica perché è funzionale al recupero di “parti di sé” che in passato Bernie non aveva potuto rielaborare. Il sogno oscilla tra il desiderio di maternità e la realtà di un’esperienza infausta. Il prosieguo chiarirà la vertenza.

I simboli dicono che il “parcheggio” è un’area di sosta per la macchina, un luogo di attesa intriso di intimità. Il “giardino” rappresenta la realtà psichica in atto e in versione bella e ovattata, “tappezzata di tessuto chiaro”. I “cani” indicano la dipendenza psichica. “Avvolti in questo tessuto” conferma la protezione affettiva. Il “fiocco” azzurro è indizio della nascita di due maschietti nella cultura e nei balconi delle case della gente.

Torno indietro, ma non riesco a trovare la mia auto. Intanto la pioggia si fa sempre più intensa.”

La difesa della “regressione” non è bastata e non è servita ad attenuare il dolore della maternità contrastata o mancata, del desiderio inappagato o della imposizione subita. Bernie è ai ferri corti con la sua “femmina”, più che con la sua “femminilità”. Non riesce a ritrovarsi nella vita e nella vitalità sessuale. Per il momento l’unica operazione psichica possibile e salutare è quella di alleviare i sensi di colpa, di operare una “catarsi” delle pendenze psichiche a suo carico, di tutto quel materiale che rimprovera a se stessa e alla sua immaturità nel sapersi affermare e imporre.

I simboli attestano di una marcia indietro in “torno indietro” e di una revisione del materiale psichico emerso, di un’incapacità a ritrovarsi a livello sessuale e di un bisogno di riformularsi per andare avanti nella sua vita: “non riesco a trovare la mia auto”. La “pioggia” lava i sensi di colpa che inevitabilmente arrivano e inesorabilmente infieriscono sul problema o sul trauma. “Sempre più intensa” esprime l’intensità del cumulo di colpe da espiare. In ogni caso l’effetto “pioggia” è decisamente salutare e lascia ben sperare per un’efficace presa di coscienza e una robusta ripresa della “razionalizzazione” dei vissuti. Al di là di tutti i traumi e i dolori, si può tranquillamente affermare che l’anno 2011 non è stato fausto per la protagonista del sogno. In questo non si è lontani dal vero.

Nota finale: il sogno di Bernie si chiude con l’effetto psicoterapeutico in atto e in prosieguo e riconferma, qualora ce ne fosse bisogno, quanto il sognare sia benefico e salutare per la nostra vita corrente.

PSICODINAMICA

Il sogno di Bernie svolge in maniera pacata la psicodinamica della maternità contrastata, elabora la “posizione psichica genitale” e si colloca temporalmente in un’esperienza vissuta nel 2011 dal suo corpo e dalla sua mente. Il vissuto viene ripulito dai sensi di colpa da una “catarsi” ben simboleggiata dalla pioggia “sempre più intensa”.

ULTERIORI RILIEVI METODOLOGICI

Dei “simboli” si è ampiamente detto. Il sogno di Bernie ne contiene tantissimi. Degni di nota sono i seguenti: “caffè”, “vetrina”, “abbigliamento”, “auto”, “ombrello”, “borsa”, “acqua”, “auto”, “portico”, “pioggia”.

Non si sono evidenziati “archetipi” o simboli universali in maniera conclamata. La maternità è risolta da Bernie come esperienza personale.

Il sogno di Bernie richiama il “fantasma” dell’identità sessuale in riferimento alla maternità.

Sono presenti le seguenti istanze psichiche: l’Io vigilante e razionale in “vedendomi” e in “mi rendo conto” e in “visto” e in “decido”, l’Es o rappresentazione delle pulsioni in “nella mia borsa è entrata tanta acqua. Ricordo vagamente dove è parcheggiata l’auto”. Il “Super-Io” o istanza psichica censoria e limitante non è presente.

Il sogno di Bernie presenta la “posizione psichica fallico-narcisistica” in “riflessa su una vetrina” e la “posizione psichica genitale” in “nella mia borsa è entrata tanta acqua.”

Bernie usa nel sogno i seguenti “meccanismi psichici di difesa”: la “condensazione” in “caffè” e in “abbigliamento” e in “pioggia” e in “borsa” e in altro, lo “spostamento” in “auto” e in “cani”, la “figurabilità” in “Il tempo peggiora e apro l’ombrello” e in “nella mia borsa è entrata tanta acqua”, la “razionalizzazione” in “riesco a ripararmi”. Il processo psichico di difesa della della “regressione” è manifesto in “Vado in un parcheggio” e in “torno indietro”, oltre che nei limiti della funzione onirica.

Il sogno di Bernie manifesta un tratto “genitale” all’interno di una “organizzazione psichica reattiva” a metà tra il “fallico-narcisistica” e il “genitale”.

Le “figure retoriche” elaborate da Bernie nel suo sogno sono la “metafora” o relazione di somiglianza in “pigiama” e in “casa” e in “ombrello” e in “borsa” e in “portico” e in “pioggia”, la “metonimia” o nesso logico in “auto” e in “acqua”. Ricordo le allegorie della gravidanza in “nella mia borsa è entrata tanta acqua” e dei meccanismi psichici di difesa dall’angoscia in “Il tempo peggiora e apro l’ombrello”.

La “diagnosi” dice di una maternità contrastata e di un possibile trauma al riguardo e con recupero dell’identità sessuale femminile.

La “prognosi impone a Bernie di tenere sempre sotto controllo la pulsione alla maternità tramite la “razionalizzazione” e di investire in maniera efficace le energie nell’amor proprio e nel gusto intenso delle proprie azioni e della propria vita.

Il “rischio psicopatologico” si attesta in un “ritorno del rimosso” e in una conversione del contrasto e del trauma in un sintomo psiconevrotico con caduta della qualità della vita e dell’umore.

Il “grado di purezza” del sogno di Bernie è “buono” in quanto la simbologia è vasta e combinata in maniera consequenziale.

La “causa scatenante” del sogno di Bernie può essere un semplice ricordo o una libera associazione.

La “qualità” del sogno di Bernie è il movimento nello spazio.

Il sogno di Bernie può essere stato elaborato durante la seconda fase del sonno REM.

Il “fattore allucinatorio” si attesta nel senso della “vista” in “vedendomi riflessa”, ma soprattutto nel movimento in “arrivata” e in “tornare” e in “passo” e in “vado” e in “entro” e in “torno indietro”.

Il “grado di attendibilità” dell’interpretazione del sogno di Bernie è “buono”. La presenza di tanti simboli ha trovato la giusta interazione.

DOMANDE & RISPOSTE

L’interpretazione del sogno di Bernie è stata sottoposta alla riflessione di una lettrice anonima che di mestiere fa l’avvocato. Sono emerse le seguenti domande e sono conseguite le seguenti risposte.

Domanda

Come immagina Bernie?

Risposta

Bernie è una persona compatta che vive tra la bellezza e l’altruismo.

Domanda

Lei ha fatto riferimento alla violenza domestica sulle donne. Mi spiega meglio?

Risposta

Le violenze sulle donne e sui minori avvengono per il novanta e passa per cento entro le mura domestiche e sono di vario tipo e di varia qualità. E’ violenza psichica dire al proprio figlio che è un cretino ed è violenza fisica dargli una sberla. Ma le due violenze, purtroppo, non sono separabili perché non esiste una violenza nel corpo che non si riverberi nella psiche e viceversa. E’ violenza psichica la prevaricazione tra moglie e marito ed è violenza fisica qualsiasi offesa al corpo. Vale quanto ho detto prima. Tralascio la violenza omicida che colpisce l’universo femminile in questo periodo. Aggiungo che dentro l’alcova spesso si consumano illegalità inaudite e violenze sottili. Nel sogno di Bernie ci può essere una violenza da parte del partner nel rischio di gravidanza causato da un atto inconsulto e deliberatamente personale. Spesso la donna non viene consultata sull’esito finale del coito e viene vissuta culturalmente alla mercé del maschio e trattata come l’oggetto di scarico della sua “libido” e della sua volontà di potenza. Riporto un dato statistico su questo insano costume in Africa, ma la questione è internazionale. Una donna nigeriana partorisce cinque o sei figli se non muore di parto. La relazione tra natalità e produzione dei beni di sopravvivenza è tragica. La prima viaggia in progressione geometrica, la seconda in progressione aritmetica, (moltiplicando o addizionando), per cui la selezione naturale, che è già tremenda con l’alta soglia della mortalità infantile, è inevitabile per mancanza di cibo. Le organizzazioni internazionali stanno insegnando alle donne i metodi contraccettivi, ma devono insegnare soprattutto agli uomini a non disperdere il seme in qualsiasi anfratto. L’invasione del vecchio continente da parte di questa gente è una fuga naturale verso la vita e non si può risolvere con leggi repressive, bensì con politiche di educazione e di sostegno a lungo termine.

Domanda

Sono pienamente d’accordo e aggiungerei che il quadro delle violenze va rivisto dal legislatore e che i codici devono essere aggiornati nei tanti modi di arrecare danno al prossimo. In sostanza, se il mio uomo eiacula nella mia vagina senza il mio consenso, questa è una violenza e soprattutto in prospettiva di una gravidanza indesiderata e di tutto quello che comporta nell’esistenza di una donna. Non a caso le femministe gridavano nel mitico “sessantotto” che “l’utero è mio e me lo gestisco io”. Si riferivano soprattutto al diritto all’aborto e all’uso di contraccettivi.

Risposta

La rivoluzione culturale del “sessantotto” è stata uno spartiacque tra il passato fascista e il rinnovamento liberale. Non si sono mai valutati abbastanza i benefici effetti che essa ha prodotto nella mentalità della gente. Al di là delle degenerazioni terroristiche, il movimento mondiale del “sessantotto” ha visto l’alleanza tra operai e studenti e ha contribuito a demolire le monolitiche certezze e strutture del passato.

Domanda

Tornando a Bernie, l’anno 2011 è stato un brutto periodo della sua vita.

Risposta

Il 2011 è stato un momento di transizione tra la donna ancora adolescente nella mentalità e la donna che si impegnava socialmente con una convivenza o con un matrimonio e che portava in evoluzione le sue potenzialità. Credo che sia stato un anno formativo e di svolta. Ogni male non viene per nuocere. Tutto si evolve e non si può restringere in categorie morali.

Domanda

In quale luogo si può indossare il pigiama senza stridore?

Risposta

In ospedale non fa alcuno stridore. Forse Bernie ha rievocato questo tipo di esperienza. Spesso nei sogni ricorrono queste situazioni di grande preoccupazione e il sognarle ha un effetto psicoterapeutico doppio: scarica le tensioni congelate e, se il sogno viene interpretato e capito, aiuta la “razionalizzazione” del trauma.

Domanda

Interessante, ma ci vuole uno specialista del sogno per farlo funzionare al cento per cento, uno come lei che ci sa fare nel settore. Appartiene a una scuola o ha fondato una scuola per caso?

Risposta

Risposte negative: non appartengo a niente e a nessuno, non potrei essere fondatore di alcunché semplicemente perché i fondamenti teorici della mia modalità interpretativa non sono miei. Io ho rielaborato parte del “Sapere” psicoanalitico in riferimento al sogno e l’ho applicato secondo una griglia che, nello spazio di tre anni e soprattutto grazie al contributo dei marinai che mi hanno mandato i loro sogni, ho approfondito e aggiustato al meglio. Niente di originale nel mio lavoro, tutto è stato detto. Io sono un eclettico che ha messo insieme, sempre in riguardo al fenomeno onirico, un quadro teorico e pratico che era congeniale alla mia formazione.

Domanda

Mi racconta qualcosa della sua formazione?

Risposta

Negli anni settanta, quando la facoltà di Psicologia sfornava i primi psicologi, eravamo un pugno di amici che studiavano a Milano l’ipnositerapia e l’ipnosi fantasmatica con il benamato Giammario Balzarini, il fondatore della prima scuola di psicoterapia psicologica in quel di Cremona. Ci siamo ritrovati per quattro indimenticabili e proficui anni e ci siamo formati sui fantasmi e sul loro significato: Analisi immaginativa. Il resto è venuto da sé. Giammario ci ha lasciati, ma i suoi allievi hanno portato avanti la scuola. In quel periodo ho avuto la possibilità di avere come docenti psicoanalisti del calibro di Carlo Ravasini e Diego Napolitani, nonché la Mirella Novelli Curi che oltre a sapere le teorie, sapeva anche insegnare da dio.

Domanda

Il suo lavoro sul blog è assolutamente gratuito?

Risposta

Assolutamente e, come ho scritto, io restituisco tutto quello che ho ricevuto dalla gente in termini di conoscenze della psiche. Posso affermare che tra la pratica e la grammatica, tra le teorie psicologiche e la psicoterapia io preferisco la seconda e semplicemente perché ho imparato sul campo tutto quello che non c’era sui libri o che non avevo letto.

Domanda

So che si definisce poeta contadino.

Risposta

Io sono fondamentalmente contadino e coltivo i miei alberi in Sicilia durante la buona stagione. D’inverno torno nel laborioso e civile Veneto che mi ha ospitato dal 1973. In tutte le stagioni e ogni sabato immancabilmente pubblico un articolo sul blog. Attualmente gli archivi contengono 215 interpretazioni di sogni che dimostrano anche l’evoluzione della teoria e della pratica. Più che poeta, sono uno scrittore di cose psicologiche.

Domanda

Quale canzone ha scelto per il sogno di Bernie?

Risposta

La scelta è obbligata: “la borsa di una donna” cantata dalla voce originale di Noemi. Il testo è particolarmente bello nella sua semplicità ed è scritto a più mani da uomini. Non mi dilungo e ve lo propongo. Alla prossima e grazie mille e ancora mille.