LA PROCESSIONE DI SANTA LUCIA

TRAMA DEL SOGNO

Ho sognato di essere stata invitata dai miei cugini ad andare alla festa di Santa Lucia. Ho accettato l’invito e sono andata con loro. C’era tanta confusione, ma silenziosa e pacata come sempre.

Mi sono allontanata da loro e ho seguito la processione. Ho visto Santa Lucia, bella come sempre.

Era tutto controllato da tanti militari, sembrava un assetto di guerra, controllavano i tombini e le persone.

Ad un certo punto ad alcuni dei partecipanti, compresa me, ci hanno fatto uscire dalla processione e hanno voluto un attestato.

Io pensavo di averlo e invece no, ho detto che l’avrei portato dopo. Mi sono fermata in fondo a Via Piave e dietro di me c’era una camionetta di militari che controllavano la zona.

Ho continuato a camminare e ho visto che da un balcone, era lo studio di mio marito a Corso Umberto, c’era mio fratello Salvatore e gli ho chiesto di preparare anche per me questo attestato prima che la Santa passasse da quella strada.

Poi mi sono svegliata e non ricordo altro.”

Biby

INTERPRETAZIONE

Ho sognato di essere stata invitata dai miei cugini ad andare alla festa di Santa Lucia. Ho accettato l’invito e sono andata con loro. C’era tanta confusione, ma silenziosa e pacata come sempre.”

Biby è una donna amabile e socievole, religiosa e particolarmente devota alle tradizioni e alle cerimonie sacre. La festa di santa Lucia è l’occasione per mostrare anche la sua tendenza alla “sublimazione della libido”, un processo psichico di difesa che si attesta nel mettere al servizio del prossimo le proprie energie deprivandole della loro qualità sessuale. La disponibilità di Biby è infinita, così come l’apertura verso la gente conosciuta o anonima, quella “confusione silenziosa e pacata come sempre”. Biby descrive se stessa immettendosi tra gli altri e in particolare le aggrada l’attributo della pacatezza e il valore della modestia, alieno dalle esibizioni e dalle esternazioni narcisistiche. Biby è una donna di popolo che “sa di sé” e che trova negli altri la sua definizione e il suo completamento.

Mi sono allontanata da loro e ho seguito la processione. Ho visto Santa Lucia, bella come sempre.”

Si ripete il “come sempre”. La vita di Biby non subisce grandi scosse e non scorre in ambiti tortuosi e in modalità irruente. Biby ha una vita tranquilla che viaggia nella calma rassicurante della tradizione e secondo i ritmi cadenzati di una gradevole monotonia. Biby afferma la sua individualità e autonomia, pur restando in un ambito sociale anonimo e segue la ritualità religiosa e del quotidiano vivere. Biby impregna la sua vita del senso del sacro e non cambia i modi di essere e di esistere in questo contesto cultuale. Si immedesima nella figura della santa e condivide qualcosa di lei, la bellezza, che non è un fattore estetico e formale, ma è una dote sostanziale, un sentirsi dentro, una sensazione e un sentimento, una condivisione nel bene e nel male. Anche Biby, come santa Lucia, ha dentro il dolore e la gioia, il tragico martirio e la coscienza eletta. Questa è la decodificazione di “ho visto santa Lucia, bella come sempre”, una forma di identificazione a metà tra il sacro e il laico, una nobilitazione della vita corrente e della monotonia esistenziale. Biby è una donna pensosa e che pensa. Fin qui i bisogni profondi; vediamo il sogno dove si dirige.

Era tutto controllato da tanti militari, sembrava un assetto di guerra, controllavano i tombini e le persone.”

I bisogni profondi, di cui si diceva prima, sono controllati dall’istanza censoria e morale del “Super-Io”, “tanti militari” e in “assetto di guerra”. Le pulsioni e i bisogni sublimati di Biby hanno la tendenza a non sublimarsi del tutto e allora tentano di scappare da tutte le parti. Del resto, Biby appartiene alla Specie “homo sapiens”, per cui le sue deroghe sono comprensibili e pienamente giustificate. Si giustifica la necessità psichica da parte del “Super-Io” di controllare e censurare gli istinti sessuali e le relazioni elettive e significative: “i tombini e le persone”. Proprio per la loro connotazione e qualità, questi due elementi rappresentano simbolicamente i bisogni materiali, le istanze erotiche e sessuali, nonché il bisogno dell’altro. La “sublimazione della libido” non sempre funziona nel modo giusto ed ecco che interviene il “Super-Io” a richiamare al dovere e al senso di responsabilità sacrificando il corpo e i suoi bisogni. In questa repressione Biby a volte esagera, per cui si giustifica “l’assetto di guerra” in una “processione” sacra e con una santa Lucia in cui degnamente si è identificata per la condivisione di un dramma. Il prosieguo dell’interpretazione del sogno lo dirà con chiarezza.

Ad un certo punto ad alcuni dei partecipanti, compresa me, ci hanno fatto uscire dalla processione e hanno voluto un attestato.”

Biby ha già tirato fuori dalla tasca il suo “Super-Io”, “i militari in assetto di guerra”, adesso sente il bisogno di tirare fuori dalla tasca il suo “Io”, la coscienza di sé, l’auto-consapevolezza, “un attestato”. Quest’ultimo si riduce alla dignità di poter partecipare alla processione e di condividere con santa Lucia qualche tratto umano e psichico. Biby non è sola e in questa operazione di polizia si fa accompagnare, per lenire la tensione e continuare il sogno, da “alcuni dei partecipanti della processione” della serie popolare del “mal comune, mezzo gaudio”. Biby si sta chiedendo se la sua assimilazione e identificazione a santa Lucia ha una sua verità e correttezza o se invece è un abuso blasfemo di stampo mito-maniacale. Per questo motivo chiede al suo “Io”, “hanno voluto l’attestato”, di attestare la congruenza o il delirio di questa operazione psichica di condivisione e di identificazione. Biby chiede al suo “Io” di autenticare quello che il suo “Super-Io” ha censurato, ha messo in discussione. E’ una lotta e un braccio di ferro tra le due istanze psichiche “Io” e “Super-Io” sul tema seguente: “Biby è degna di santa Lucia o è una millantatrice di credito e va punita per eccesso di supponenza?”

E come la mettiamo con i suoi bisogni sessuali, i “tombini” e le relazioni sociali, le “persone”?

Chi vivrà vedrà e saprà di tanta combutta tra sé e sé da parte della nostra protagonista del sogno.

Io pensavo di averlo e invece no, ho detto che l’avrei portato dopo. Mi sono fermata in fondo a Via Piave e dietro di me c’era una camionetta di militari che controllavano la zona.”

Biby è più creativa di quanto pensa, ha più vissuti di quanto se ne accrediti, ha un “Io” che non sta dietro a tutte le sue produzioni psichiche, ne pensa una più del diavolo, elabora più di quanto riesce a immagazzinare, insomma Biby è ricca e prospera mentalmente e sa tirarsi fuori dagli impacci e dagli impicci. Adesso le tocca di mettere a posto la sua identità psichica e aggiornarla con i tratti della santità e del carisma per essere in linea con i tempi. La processione di santa Lucia le ha tirato fuori un vissuto partecipativo particolarmente devoto e sta controllando se l’equiparazione non è sacrilega. A tale necessità si fa tallonare dal suo “Super-Io” particolarmente attrezzato alla censura e, se è il caso, anche alla repressione. Biby è sull’orlo di una crisi di nervi e sta controllando la legittimità delle sue prerogative di accreditamento alla figura umana della santa protettrice della città di Siracusa, il cui corpo è ancora venerabile in Venezia presso la chiesa omonima nel sestriere di Cannaregio. Del resto, i santi sono elaborati dalla pietà umana proprio perché danno la possibilità ai fedeli di ritrovarsi nei tratti caratteristici e di migliorarsi. I caramba, i militari”, stanno controllando “la zona” e il Super-Io” è all’erta su questa operazione di possibile contrabbando dei dati tra Biby e la santa protettrice della vista e degli occhi, Lucia dal latino “lux”.

Ho continuato a camminare e ho visto che da un balcone, era lo studio di mio marito a Corso Umberto, c’era mio fratello Salvatore e gli ho chiesto di preparare anche per me questo attestato prima che la Santa passasse da quella strada.”

Biby procede nel cammino della sua vita e ha la consapevolezza che può avere questo benedetto attestato di buona condotta e lo chiede al fratello per non chiederlo al marito, il diretto interessato di questa drammatica ma pacata psicodinamica. In sostanza Biby ha perso il marito, ma non è rimasta sola perché è circondata dai parenti e dalla gente che le vuol bene. Lei stessa è una donna ricca di emozioni e di sensazioni vitali, socievole, gradevole e affabile, per cui speso si chiede quanto degna è la sua sopravvivenza al marito e quanto degna è del marito, questa figura che entra in punta di piedi alla fine nella scena onirica a chiarire tutto il quadro. L’identificazione con santa Lucia è possibile qualora il Super-Io opera le giuste censure rispetto all’Io e più che mai all’Es che presenta bisogni e pulsioni, slanci amorosi e slanci di investimento di “libido”. Del resto, chi sopravvive al coniuge tanto amato deve pur vivere con le proprie sofferenze e con la colpa del sopravvissuto, ma anche con l’appagamento dei bisogni del corpo e della mente, gli affetti e il piacere. Questa è la lotta tra le esigenze psicofisiche in una donna che continua a vivere portando onore alla memoria del marito defunto. Passerà la processione di santa Lucia da corso Umberto e troverà Biby sul marciapiede a onorare con devozione la santa che di sofferenze ne ha subite nella sua vita e che ancora rappresenta simbolicamente la fedeltà al suo Dio, come Biby al suo uomo.

Poi mi sono svegliata e non ricordo altro.”

In effetti il sogno si era concluso con questo accomodamento diplomatico tramite il fratello Salvatore per un giudizio benevolo e rispettoso della sorella, nonostante sia stata chiamata a una sofferenza anticipata nella sua vita di coppia e nella sua famiglia.

Non c’era altro da ricordare, perché quello che ha sognato Biby, scatenato dai festeggiamenti della santa protettrice della sua città, è completo ed esauriente. Bisognava soltanto decodificarlo per capirlo.

Nulla da aggiungere anche da parte mia, se non l’auspicio per Biby di giorni sereni e vissuti alla grande con un bell’Io e con un Super-Io da tenere sotto controllo e da ridimensionare quando esagera.

La sopravvivenza non è una colpa e tanto meno un peccato mortale.

IL TERREMOTO

TRAMA DEL SOGNO

“Mi trovo all’ultimo piano di un palazzo in un condominio.

Guardo giù dal balcone e ho leggero un senso di vertigine.

Sotto vedo una città sott’acqua con la gente che cammina tranquilla e serena.

Rientro nella stanza e arriva un terremoto.

Il palazzo collassa, ma non mi succede niente.”

Gervasio

INTERPRETAZIONE

Procedo in maniera semplice e lineare, capoverso dopo capoverso.

Mi trovo all’ultimo piano di un palazzo in un condominio.”

Gervasio è un giovane uomo che socializza con facilità e con naturalezza. Vive in un palazzo e in un condominio dove, di certo, la gente non manca. Bene, per quanto riguarda il riconoscimento degli altri e la convivenza. Qualche perplessità si palesa per il fatto che Gervasio si trova all’ultimo piano di questo palazzo, la zona più alta del complesso edilizio che simbolicamente attesta del processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido”, il meccanismo che rende nobili e pure le cariche erotiche e sessuali proprio convertendole nella solidarietà e nel servizio verso il prossimo. Gervasio è un uomo che sublima la sua sessualità vivendo tra la gente, è un uomo buono e disponibile.

Guardo giù dal balcone e ho leggero un senso di vertigine.”

Gervasio tenta di coinvolgersi in maniera diversa e di servirsi del suo corpo in questo processo di riconoscimento della realtà nei suoi aspetti concreti e materiali. Si affaccia e prende coscienza della difficoltà che incontra nel sentirsi libero e non condizionato dalla tendenza a sublimare e di mettersi al servizio degli altri. La vertigine scatta nel momento in cui si percepisce la possibilità di allargare le proprie vedute e di concretizzare nuove visioni della realtà in cui si vive: la benefica vertigine della libertà. Gervasio si affaccia con titubanza verso un orizzonte sociale più intrigante e complesso e ha paura di abbandonare o di cambiare gli schemi culturali e i meccanismi psichici che lo hanno sempre accompagnato nella sua vita quotidiana.

Sotto vedo una città sott’acqua con la gente che cammina tranquilla e serena.”

Gervasio non è estraneo alla frequentazione di Venezia, magari è un abitante della meravigliosa città lagunare o è uno studente che, di tanto in tanto, s’imbatte nell’inquietante fenomeno meteorologico dell’acqua alta. Il sogno ha tutt’altra valenza interpretativa e i simboli ci dicono che Gervasio ha un forte legame psichico con la figura materna che trasporta pari pari nel desiderio di una vita sociale protetta e non insidiata dalle invidie e dalle competizioni. Si manifesta la ragione per cui Gervasio ha usato in prevalenza e coltivato il processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido”. Gervasio predilige la protezione sociale ed è alieno dall’isolamento e, per assolvere in pieno questo bisogno, si mette al servizio degli altri nelle forme più nobili come l’arrecare sollievo al suo prossimo al fine di essere accettato e non estromesso, per non essere relegato nella solitudine.

Rientro nella stanza e arriva un terremoto.”

La vertigine della presa di coscienza di potersi liberare dalle angustie psichiche legate alla tendenza a sacrificare la sua energia sessuale convertendola in servizio al prossimo per essere accettato, ebbene tale consapevolezza si manifesta simbolicamente nel “terremoto”, uno sconvolgimento psichico non distruttivo ma evolutivo, un benefico sconquasso psichico che permette di riformularsi e di usare i tanti meccanismi psichici di difesa che la Natura ha dato in dote all’essere umano sensibile al cambiamento e capace di adattarsi ai tempi e alle evenienze. E’ vero che Gervasio si ritira nella stanza ossia in se stesso, ma è altrettanto vero che si è esposto dal balcone e ha visto la città sott’acqua e la gente serena. Ma non basta perché, di poi ha percepito il terremoto, la possibilità della sua conversione migliorativa a una vita erotica e sessuale più coinvolgente senza ricorrere alle sublimazioni della sua libido.

Il palazzo collassa, ma non mi succede niente.”

Come volevasi dimostrare, Gervasio si libera dalle ultime resistenze al cambiamento dopo la presa di coscienza dell’uso eccessivo e univoco del processo di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido” e si lascia andare alla socializzazione tranquilla e serena in mezzo alla gente che protegge e favorisce le relazioni significative di cui Gervasio ha bisogno.

CONSIDERAZIONE

Il sogno di Gervasio nella sua linearità attesta del problema di un uomo che si serve della “sublimazione della libido” per non restare solo e per avere relazioni protettive. Il “terremoto” simbolicamente non è poi tanto disastroso come nella realtà e servirebbe di tanto in tanto nella nostra vita per riformulare i vissuti e i meccanismi psichici che usiamo in maniera costante e rigida. La “sublimazione della libido” è un processo molto utile per la formazione della società e della cultura, ma è nocivo per l’equilibrio psicosomatico se usato in eccesso, perché produce la frustrazione della vita erotica e della vitalità sessuale. La castità religiosa forzata è foriera di danni mentali e di malattie psicosomatiche che si riverberano su quella società che inizialmente si vuole beneficare e proteggere. Leggete a tal proposito il testo di Freud “Disagio della civiltà”.