INVOCAZIONE

O Sogno,

o Essere che illudi con la tua Realtà,

svelami il tuo inganno,

dimmi la tua verità!

O Sogno,

fa’ che io sappia di sognare sognando,

per desiderarti con la lucidità del mio delirio,

per capire finalmente che non sei vanità,

vanitas vanitatum inter vanitates,

per sapere che non sei la Realtà che mi contiene nella veglia,

per sentire che tu sei la Vita che si specchia nella Morte,

per avvertire con animo perturbato e commosso

che tu sei la Morte che si specchia nella Vita.

O sogno lucido,

tu che dissipi l’illusione della Realtà,

fammi consapevole,

illuminami,

liberami dalla gioia e dal dolore,

sciogli il mio piacere e la mia sofferenza,

nobilita la mia paura del distacco.

Liberami, o Liberatore!

Illuminami, o Illuminato!

Risvegliami, o Risvegliato!

Mentre sono vivo nell’inganno,

destami in questa Realtà

che Maya ha avvolto nel suo velo multicolore

a che l’uom più oltre non si metta

e infin che il mar fu sovra lui richiuso.

Che sia veramente risveglio il mio bodhi!

Che sia veramente illuminazione il mio bodhi!

Che io possa dire semplicemente

che sono sveglio come Colui che a suo tempo si è risvegliato,

come Colui che è ancora sveglio,

il Risvegliato.

Fa’ che io dica a me stesso che non sono un uomo,

non sono un dio,

sono semplicemente sveglio.

Il sogno lucido mi attizza,

mi lascia meditare,

mi apre una coscienza superiore,

l’alta verità che si nasconde dentro il fenomeno,

dentro ciò che appare e che non è l’essenza,

dentro l’assenza dell’aletheia,

in tutto ciò che è visibile e che non è il noumeno.

Quando il mio corpo dorme,

il mio karma è sveglio.

Fa’ che io riconosca i miei sogni

e trasformi l’illusione in compassionevole lumi-nosità:

cum patior,

lux,

lumen,

nous.

Non voglio giacere nell’ignoranza di un cadavere.

Non voglio dormire come un essere animato.

Voglio vivere nel sonno la Realtà del sogno.

Quando albeggerà la mia sostanza onirica,

quando lieviteranno il mio spirito e il mio corpo,

vedrò le profondità della mia mente,

affronterò la mia vivente sofferenza.

Sarò lucido in una vita lucida

e anche nella veglia sarò libero dai limiti:

la gioia e la paura,

l’esaltazione e l’angoscia,

la salute e il dolore,

l’ingenuità e la delusione.

Finalmente sarò libero dal Bene e dal Male.

Finalmente sarò pronto alla Compassione.

Finalmente sarò il mio Bodhi.

Amin

Salvatore Vallone

Carancino di Belvedere, 8, 12, 2020

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