IL TERREMOTO

TRAMA DEL SOGNO

“Mi trovo all’ultimo piano di un palazzo in un condominio.

Guardo giù dal balcone e ho leggero un senso di vertigine.

Sotto vedo una città sott’acqua con la gente che cammina tranquilla e serena.

Rientro nella stanza e arriva un terremoto.

Il palazzo collassa, ma non mi succede niente.”

Gervasio

INTERPRETAZIONE

Procedo in maniera semplice e lineare, capoverso dopo capoverso.

Mi trovo all’ultimo piano di un palazzo in un condominio.”

Gervasio è un giovane uomo che socializza con facilità e con naturalezza. Vive in un palazzo e in un condominio dove, di certo, la gente non manca. Bene, per quanto riguarda il riconoscimento degli altri e la convivenza. Qualche perplessità si palesa per il fatto che Gervasio si trova all’ultimo piano di questo palazzo, la zona più alta del complesso edilizio che simbolicamente attesta del processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido”, il meccanismo che rende nobili e pure le cariche erotiche e sessuali proprio convertendole nella solidarietà e nel servizio verso il prossimo. Gervasio è un uomo che sublima la sua sessualità vivendo tra la gente, è un uomo buono e disponibile.

Guardo giù dal balcone e ho leggero un senso di vertigine.”

Gervasio tenta di coinvolgersi in maniera diversa e di servirsi del suo corpo in questo processo di riconoscimento della realtà nei suoi aspetti concreti e materiali. Si affaccia e prende coscienza della difficoltà che incontra nel sentirsi libero e non condizionato dalla tendenza a sublimare e di mettersi al servizio degli altri. La vertigine scatta nel momento in cui si percepisce la possibilità di allargare le proprie vedute e di concretizzare nuove visioni della realtà in cui si vive: la benefica vertigine della libertà. Gervasio si affaccia con titubanza verso un orizzonte sociale più intrigante e complesso e ha paura di abbandonare o di cambiare gli schemi culturali e i meccanismi psichici che lo hanno sempre accompagnato nella sua vita quotidiana.

Sotto vedo una città sott’acqua con la gente che cammina tranquilla e serena.”

Gervasio non è estraneo alla frequentazione di Venezia, magari è un abitante della meravigliosa città lagunare o è uno studente che, di tanto in tanto, s’imbatte nell’inquietante fenomeno meteorologico dell’acqua alta. Il sogno ha tutt’altra valenza interpretativa e i simboli ci dicono che Gervasio ha un forte legame psichico con la figura materna che trasporta pari pari nel desiderio di una vita sociale protetta e non insidiata dalle invidie e dalle competizioni. Si manifesta la ragione per cui Gervasio ha usato in prevalenza e coltivato il processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido”. Gervasio predilige la protezione sociale ed è alieno dall’isolamento e, per assolvere in pieno questo bisogno, si mette al servizio degli altri nelle forme più nobili come l’arrecare sollievo al suo prossimo al fine di essere accettato e non estromesso, per non essere relegato nella solitudine.

Rientro nella stanza e arriva un terremoto.”

La vertigine della presa di coscienza di potersi liberare dalle angustie psichiche legate alla tendenza a sacrificare la sua energia sessuale convertendola in servizio al prossimo per essere accettato, ebbene tale consapevolezza si manifesta simbolicamente nel “terremoto”, uno sconvolgimento psichico non distruttivo ma evolutivo, un benefico sconquasso psichico che permette di riformularsi e di usare i tanti meccanismi psichici di difesa che la Natura ha dato in dote all’essere umano sensibile al cambiamento e capace di adattarsi ai tempi e alle evenienze. E’ vero che Gervasio si ritira nella stanza ossia in se stesso, ma è altrettanto vero che si è esposto dal balcone e ha visto la città sott’acqua e la gente serena. Ma non basta perché, di poi ha percepito il terremoto, la possibilità della sua conversione migliorativa a una vita erotica e sessuale più coinvolgente senza ricorrere alle sublimazioni della sua libido.

Il palazzo collassa, ma non mi succede niente.”

Come volevasi dimostrare, Gervasio si libera dalle ultime resistenze al cambiamento dopo la presa di coscienza dell’uso eccessivo e univoco del processo di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido” e si lascia andare alla socializzazione tranquilla e serena in mezzo alla gente che protegge e favorisce le relazioni significative di cui Gervasio ha bisogno.

CONSIDERAZIONE

Il sogno di Gervasio nella sua linearità attesta del problema di un uomo che si serve della “sublimazione della libido” per non restare solo e per avere relazioni protettive. Il “terremoto” simbolicamente non è poi tanto disastroso come nella realtà e servirebbe di tanto in tanto nella nostra vita per riformulare i vissuti e i meccanismi psichici che usiamo in maniera costante e rigida. La “sublimazione della libido” è un processo molto utile per la formazione della società e della cultura, ma è nocivo per l’equilibrio psicosomatico se usato in eccesso, perché produce la frustrazione della vita erotica e della vitalità sessuale. La castità religiosa forzata è foriera di danni mentali e di malattie psicosomatiche che si riverberano su quella società che inizialmente si vuole beneficare e proteggere. Leggete a tal proposito il testo di Freud “Disagio della civiltà”.

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