TANTA VOGLIA D’INNAMORARSI

TRAMA DEL SOGNO

“Avevo l’immagine del mio ex.

Dopo si è presentato un tatuatore.

Mi parla e decidiamo un tatuaggio.

Voglio provare un altro tatuatore.

I colori del nuovo tatuaggio sono rossi, turchesi e neri, ma la forma non la ricordo.

Poi mi trovo in macchina.

Qualcuno mi segue e io dallo specchietto non vedo perché è appannato.

Comunque non ho paura e continuo tranquilla.

La strada è dritta.”

Questo è il sogno di Miky.

INTERPRETAZIONE DEL SOGNO

Avevo l’immagine del mio ex.”

La “imago”, immagine, è la rappresentazione emotiva elaborata dai “processi primari”, dalla Logica della prima infanzia, è il “fantasma” di Melanie Klein formato dalle modalità psichiche neurovegetative del neonato fatte di senso e di “organizzazione primaria” dei dati: la “posizione schizo-paranoide” e la “posizione depressiva” del primo anno di vita. Durante la prima scindo la “imago” o fantasma in buono e cattivo, durante la seconda espio il senso di colpa e mi sento perseguitato dalla parte cattiva che ho espulso da me e proiettato in altro oggetto. Insomma la “immagine”, di cui scrive Miky, non è una semplice “cosa” alla Lacan buttata là tanto per parlare e per comunicare. La “parola immagine” ha una lunghissima storia filosofica e un ammasso di sensi e di significati, la “parola immagine” è un segno, “signum” latino, gravido di etimologie profonde che l’uomo ha immesso, è una “insegna” dell’esercito umano dietro la quale corrono e si ritrovano da sempre i soldati di tutto il mondo e non soltanto quelli romani.

Miky ha usato una “parola” gravida di storia e di creatività, una “parola” poetica e prosaica, scientifica e tecnica, per dirsi in sogno che stava pensando al suo “ex” innamorato con una modalità affettiva ed emotiva, sensoriale e sensuale, “libidica” per dirla all’ingrosso. Non lo stava sognando e rievocando secondo i procedimenti della Logica di Aristotele, lo stava ricordando secondo i canoni del registro neurovegetativo, emotivo e sentimentale. Di sicuro è questa la maniera giusta e degna di imprimersi nella memoria e di lasciarsi ricordare da parte di un qualsiasi uomo che si relaziona amorosamente con una donna, “il mio ex”. Dico meglio: questa è la maniera migliore di vivere le proprie storie d’amore, di sesso e di varia umanità da parte di una donna autonoma e libera da pregiudizi e cianfrusaglie morali.

Un altro commento cade a fagiolo per tutte le persone curiose. Quando si sogna il proprio “ex”, il primo significato esige una relazione emotivamente in sospeso e un discorso ancora in via di composizione e di sistemazione. In ogni caso una propria storia sentimentale non si riduce a una definitiva e fredda “razionalizzazione”, semplicemente perché resta un sottofondo emotivo nel bene e nel male.

Tornando al sogno, Miky rievoca la storia d’amore, di sesso e di varia umanità che ha vissuto con un uomo in cui ha sospeso gli investimenti psichici evidenti, ma su cui non ha interrotto gli investimenti psichici interiori. Non avendo rimosso tutto e adeguatamente, resta sempre in Miky qualcosa di insoluto e di ritornante nell’aura dorata dei sentimenti e nell’ampio spettro delle sensazioni apparentemente sospese.

Ogni storia d’amore non si chiude mai abbastanza e del tutto. Per questo motivo ritorna sui suoi passi e presenta nuovi interessi nei momenti di crisi psico-esistenziale.

Dopo si è presentato un tatuatore.”

Ecco cosa è rimasto insoluto e parzialmente sospeso in Miky: la “libido epiteliale” con tutti i suoi risvolti erotici ed affettivi. Miky rievoca in sogno la parte tenera del suo “ex”, l’uomo che la accarezzava e la erotizzava con le sue carezze. Le manca il “tatuatore”, l’uomo anonimo che rievoca l’ex per connotazione emotiva e che lavora la sua donna sulla pelle, una parte del corpo dotata di forte sensibilità e sensorialità. All’immagine emotiva e affettiva dell’ex è subentrata la precipua proprietà erotica nei vissuti di Miky dell’uomo, colui che s’imprimeva nella sua pelle e s’imprimeva nel suo vissuto erotico. Ricordo che Miky “sposta” nel “tatuatore” il suo ex per continuare a dormire e per non trovarselo faccia a faccia con la possibilità di un risveglio che inevitabilmente disturba il sonno. Ricordiamo che il sogno è il “guardiano del sonno” e che l’insonnia è in prevalenza un pesante disturbo psicosomatico, oltretutto pericoloso per lo sconquasso neurovegetativo che si porta addosso e dietro.

Mi parla e decidiamo un tatuaggio.”

Questo è il classico e costante “ritorno dell’ex” con coito annesso e connesso. Tante coppie si ritrovano dopo la rottura della relazione per sperimentare una “intesa” cordiale ed erotica, un riallacciamento possibile delle cinture e del ritorno possibile alla praticabilità del rapporto a due. In questo titanico tentativo la sessualità è il veicolo di trasmissione dei sentimenti e il raccordo giusto per comprovare una ripresa o un distacco. Nulla di definitivo esiste nel mondo degli uomini e delle donne in età di matrimonio civile o religioso, in età di “libido genitale”. Miky e il suo ex hanno un rigurgito erotico e tagliano la testa al toro, “decidiamo”, ritrovandosi in esorcismo alla dolorosa nostalgia e per recuperare quanto meno un momento di piacevolezza e di appagamento del desiderio. Dopo essersi regalati le parole per dirlo, “mi parla”, si passa al tatuaggio, a imprimere sulla pelle il marchio di gloria o di infamia. Il tutto dipende dal vissuto successivo all’happening. I dati del sogno dicono in sintesi che Miky e il suo “ex” si sono ritrovati per riprovarci e riprendere la storia o per ritrovarsi e vivere l’attimo, il “momentum” o meglio il “diem”, fuori dal tempo e dalla storia, come era solito poetizzare il furbetto Quinto Orazio Flacco nelle sue rievocazioni in esorcismo all’angoscia di morte.

Voglio provare un altro tatuatore.”

Miky è una donna oltremodo libera, non libertina. E’ una donna padrona del suo corpo, per cui dispone a chi affidarlo per un nuovo tatuaggio, per una nuova impressione sulla carne, per un nuovo marchio di proprietà, per una nuova esperienza umana e sessuale. Il termine “provare” attesta del potere che Miky esercita sugli uomini almeno nei suoi vissuti e del pragmatismo con cui vive le relazioni. Niente di strumentale e di prevaricatore, ma sicuramente la parola “provare” indica l’efficienza materiale e la carnalità del processo di conoscenza. Niente di sublimato c’è nell’atto del “provare” e nessun riferimento al detto antico “chi non risica non rosica”. Il corpo e le sue sensazioni sono l’oggetto indiscusso del bisogno psicofisico di Miky in questa sua personalissima ricerca dell’uomo giusto.

I colori del nuovo tatuaggio sono rossi, turchesi e neri, ma la forma non la ricordo.”

Ogni uomo, ex o non ex, ha le sue caratteristiche psicofisiche, ogni uomo ha i suoi tratti caratteriali, ogni uomo di Miky presenta una diversità che si colora di originalità. L’imprimatur impartito al nuovo entrato, “i colori del nuovo tatuaggio”, è un mix di chiara eccitazione e di oscuro fascino. Miky ricorda le sensazioni e le emozioni provate e non ricorda il corpo e le fattezze del nuovo arrivato sotto le sue grinfie di donna fatale che è alla ricerca della nuova preda, più che della persona giusta con cui avviare un discorso “genitale” e uno scambio di omonima “libido”. Si conferma l’autonomia erotica e sessuale di Miky e la sua dipendenza dal tatuatore e dal tatuaggio per la completezza dell’operazione psicofisica. Traspare un tratto “narcisistico” che mette in minoranza il tratto “genitale” della condivisione e della donazione a favore del godimento solipsistico in compagnia. Si conferma la libertà della donna che esercita il suo fascino nelle relazioni con i suoi uomini e appaga i suoi bisogni erotici e sessuali senza inibizioni e con cognizione di causa e di potere.

Poi mi trovo in macchina.”

Il sogno non è finito e continua l’esibizione della carta d’identità psichica di Miky, lo svelamento delle sue inclinazioni e delle sue pulsioni. Miky è sempre interessata alla sua sessualità e questa volta in maniera individuale e senza il tatuatore e tanto meno l’ex e gli ex. Miky “si trova in macchina”, è alle prese con la sua femmina, con la forza dei suoi istinti. Prima la pelle rappresentava la “libido”, adesso tocca agli organi sessuali, la “libido genitale” nel suo variegato complesso, ma sempre in funzione idolatrica da parte di una Miky in piena eccitazione seduttiva. La donna “sa di sé” e del suo corpo, nonché del potere seduttivo che ha ampiamente trattato in precedenza. Vediamo la seduzione dove va a parare, se trova l’oggetto giusto o se è fine a se stessa, se serve soltanto per rafforzamento narcisistico, per il gusto della conferma di essere bella, attraente e disinibita.

Qualcuno mi segue e io dallo specchietto non vedo perché è appannato.”

E ti pareva?

Miky è una narcisista, ma non sa fare a meno degli uomini, dei maschi che appetisce e di cui in sogno si fa appetire. Pensate che si fa seguire da un anonimo “qualcuno” che non desta paura o impressione perché è come da quel copione che dall’inizio si sta snodando nel sogno di Miky. Il desiderio di sedurre e di essere sedotta è una questione vitale per una donna che non è in debito di “libido” e che è in cerca di relazioni eccitanti e vitalistiche a diversi livelli. Il sogno conferma l’auto-gratificazione e la continua tensione nel costruire scenari “appannati”, nella chiara allusione al lasciarsi andare, alla caduta della vigilanza razionale a favore di un’aura crepuscolare che fa tanto bene al moto e al respiro dei sensi. Lo “specchietto” è simbolo di un surrogato di coscienza, una consapevolezza riflessa e non rivolta all’oggetto in sé. “Non vedo” è l’affermazione che in certe circostanza non si può e non si deve ragionare. “Appannato” è il termine giusto per figurare l’obnubilamento erotico del corteggiamento nella duplice versione di lei che procede e di lui che la segue. Queste sono le coordinate simboliche dell’allegoria della seduzione.

Comunque non ho paura e continuo tranquilla.”

Si è capito da tempo che Miky è una donna affermativa e impavida, ma persiste il bisogno di rafforzare l’immagine dell’autonomia e del “fare legge a se stessa”. Miky ha una buona “coscienza di sé” che le consente di procedere nella vita senza patemi d’animo e incertezze esistenziali, “tranquilla”. Non è certo una forma di “atarassia” e tanto meno di pace dei sensi, tutt’altro! Miky sa ben gestire e gestirsi nelle relazioni amorose, soprattutto sessuali, che le aggradano e che la trovano “arbiter elegantiarum” e abile dispensatrice delle sue bellezze al momento opportuno secondo riti che la donna ha meditato e maturato in vista del raggiungimento di un traguardo di vera completezza. L’autonomia e la libertà si fondono in questa ammissione simbolica di Miky: la paura non abita da Miky e la tranquillità è una forma di sicurezza.

La strada è dritta.”

Oltre che “sapere di sé” e dell’altro, Miky è una donna navigata e vissuta. Possiede l’esperienza giusta che le concede di affermare con cognizione di causa che la sua vita e la sua esistenza vanno verso un traguardo ben chiaro e senza tanti intoppi. La sicurezza è anche speditezza nel cammino della vita. “La strada dritta” conferma la buona visione mentale degli eventi che Miky vuole concretizzare e delle scelte che vuole fare. Poche idee ma chiare, direbbe il solito maligno, ma nel caso di Miky questa cattiveria non ha motivo di essere, semplicemente perché le sue conquiste psichiche sono frutto di esperienza e per vivere alla grande ci vuole anche coraggio e coinvolgimento. Merito al merito. Pur tuttavia, il sogno di Miky attesta del grande desiderio di innamorarsi senza perdere l’autonomia e la libertà di donna emancipata.

Per questo sottofondo psichico universale ho dato al sogno il titolo di “tanta voglia d’innamorarsi”, mettendo in rilievo il bisogno della donna di passare dalla “posizione fallico-narcisistica” alla “posizione genitale”, dalla gestione del potere femminile alla condivisione dei sensi e dei sentimenti, dall’individualismo esasperato a una relazione matura che contempla la solidarietà e la cura dell’altro, oltre e in primo luogo di se stessa. Miky è una donna che cerca, Miky è una donna che sta cercando quella “parte di sé” che si apre alle persone e al mondo senza il bisogno di avere un ruolo e di esercitare una funzione, la disposizione “genitale”, la migliore formulazione del sentimento d’amore presente oggi sul mercato linguistico e soprattutto umano.

Insisto e invito ad approfondire il concetto psicoanalitico di “Genitalità” e suggerisco la lettura del libro di Franco Fornari “Genitalità e Cultura” proprio per capire come il concetto di “Maternità” si sposa con il concetto di “Paternità”, almeno nei primordi psicofisici dell’Umanità senza scissioni e limitazioni a ruoli naturali e culturali definiti e ristretti all’ambito biologico.

Ricordo che quando si parla d’amore, non si può assolutamente prescindere dalla “Genitalità”, dal partorire qualcosa per l’Altro a prescindere dal sesso fisiologico.

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