UN CIELO ROSA ANTICO

E’ una vera fortuna, uscire ed avere un parco di fronte casa.

L’ho sempre pensato ma, ora come ora, lo apprezzo sempre di più.

Uno degli svaghi ancora concessi a noi abitanti di Monaco di Baviera è di visitare un po’ di natura in solitudine, forse per accettarci che, nonostante tutto, sta fiorendo una frizzante e variopinta primavera.

Era però quel giorno, di cui voglio raccontare, più simile a un autunno. Il colore del cielo era tra l’azzurro chiaro ed il grigio e soffiava un vento che ricordava quello cantato dai poeti antichi, carico di significati.

Quel giorno ho percorso tutte le colline in salita e contro vento.

D’un tratto, ho ricordato uno degli ultimi giorni di libertà da quei pensieri che, adesso, sono ospiti indesiderati della nostra mente. Mi trovavo anche quel giorno lontano da sola, alla “Alte Pinakothek”, circondata dall’ingegno e dal delirio di splendidi artisti, conosciuti e non. Mi sono tornate in mente quelle tele romantiche che rappresentavano una natura nordica, dai colori per lo più cupi, con solo pochi sprazzi di luce che illuminavano qualche angolo di cielo. Il colore degli alberi sempre verdi era intenso, forse si preparava una tempesta, o forse no.

Ho sempre trovato quei quadri affascinanti, forse perché rappresentano una natura tanto distante da quella a cui sono abituata, fatta di zagare e fichi d’india. O forse perché mi sono sempre chiesta cosa vi fosse nell’animo dell’artista, quali inquietudini celasse il suo cuore, mentre spennellava un paesaggio che non poteva che esserne lo specchio. Quel giorno, tra il vento e il cielo grigio, forse ho compreso quelle inquietudini, quei timori.

Mi sono recata, infine, in un angolo che gli abitanti definiscono prodigioso: una distesa di alberi di ciliegio che provoca dimenticanza. Alzo lo sguardo e, su di me, vedo solo un cielo rosa antico.

Anche il vento si era calmato.

Bruna

Monaco di Baviera, domenica 29 del mese di marzo dell’anno 2020

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