LA QUINTA SETTIMANA

Riprendo il post precedente.

QUARTA SETTIMANA

Nella quarta settimana il Gruppo ricorre ai “meccanismi psichici di difesa” dall’angoscia paranoica e depressiva attraverso il rafforzamento dell’identità nazionale e il processo di “sublimazione” dell’angoscia nella conversione religiosa. E’ il momento di ricorrere ai capi carismatici del gruppo e di trovare una motivazione civile, politica e miracolosa alla risoluzione del contagio. Il Papa e il Presidente della Repubblica sono i Padri simbolici e costituiscono un rafforzamento notevole per il prosieguo del contenimento dell’angoscia. La restrizione nello spazio non ha più un valore protettivo, ma comincia a pesare nell’economia psichica e si presenta la sindrome ossessiva e fobica. Il Gruppo sente vanificate le sue aspettative e ha bisogno di esplodere beneficamente convertendo la frustrazione e la rabbia nell’azione e nella trasgressione. Qualora non intercorrono rafforzamenti psichici, delle forme di solidarietà e delle prospettive benefiche, il Gruppo reagirà con la disubbidienza perché vede vanificati i suoi sacrifici e la sua collaborazione a una situazione sanitaria ormai insostenibile. Alla frustrazione consegue aggressività.

QUINTA SETTIMANA

La Psicologia collettiva della quinta settimana di questa nostra sacra e civile clausura prospetta le seguenti psicodinamiche nella Nazione italiana così provata dai lutti e dalle restrizioni, dalle paure e dalle angosce, dalle privazioni sensoriali e affettive.

Dopo la comunicazione del Presidente del Consiglio di prorogare fino al 13 aprile, proprio nel giorno di pasquetta, il sistema delle restrizioni che tanto risultato ha dato e continua a dare a favore della salute pubblica e a conferma che la Scienza non è acqua fresca ma previsione e cura, si può descrivere la fenomenologia dei Gruppi familiari e del Gruppo nazionale secondo il parametro caro a Freud: la Psicologia della massa può essere assimilata alla Psicologia dell’individuo. Entrambe presentano una riduzione della funzione razionale e una sensibilità suggestiva.

La quinta settimana metterà a dura prova la tenuta psicologica del Gruppo a causa della persistente monotonia dell’ingiunzione politica e della conseguente ripetizione del pensiero e delle azioni. La ripetizione è vissuta come una coazione e questo è un meccanismo psichico che contraddistingue la psiconevrosi ossessiva e che degenerando induce pericolosi disturbi. I pensieri e le azioni quotidiani sono vissuti come ripetitivi e strutturano rituali nevrotici che servono ad esorcizzare l’angoscia sottesa della morte e legata al possibile fallimento dei sacrifici. Siamo alle porte della fobia, il principio di realtà vacilla, siamo in uno “stato limite”, in una situazione molto delicata che deve fermarsi alla conflittualità psiconevrotica. Il Gruppo accentua la tendenza all’ossessione, a macinare gli stessi pensieri e la paura della morte travalica nell’angoscia di morte per la reiterazione del modo di vivere e per la fissità del messaggio e del modo di ingiungerlo da parte del potere. Il quotidiano modo di vivere ha avuto inizialmente una parte positiva nel tranquillizzare il pensiero e l’azione della gente, ma a distanza di quattro settimane la ripetizione viene vissuta dal Gruppo come una “frustrazione” degli investimenti psicofisici. Il Potere rischia di essere poco credibile e la gente non si affida con la stessa intensità emotiva del passato. A frustrazione consegue necessariamente aggressività. Matura una carica conflittuale e una ricerca di soluzioni personali e non più collettive. Ogni individuo rischia di elaborare idee persecutorie e di diffidare per metodo.

PREVISIONE E PROGNOSI

La previsione dice che il Gruppo nella quinta settimana coltiverà la tendenza a regredire ricorrendo come terapia al serbatoio dell’affettività, manifesterà intolleranza, insofferenza e tendenza alla trasgressione. Chi deroga dalle norme prescritte mette in atto una forma di auto-terapia. Si sentirà nell’aria il rimprovero di non aver fatto il proprio dovere e di non aver collaborato. Correranno le accuse di inciviltà. La gente andrà spesso nei supermercati per gli approvvigionamenti e per uscire di casa. Per questi motivi urgono incentivazione e rafforzamento psicologici del Popolo da parte delle autorità e sarà anche il caso finalmente di sentire l’esperto di Psicologia sociale dell’emergenza. La necessità impone il 13 aprile di apportare novità degne di interesse per la gente, sempre benefiche e costruttive, magari allargando i cordoni della costrizione e della deprivazione in maniera di consentire alla gente di ripartire verso un nuovo traguardo e con una motivazione proiettata in prospettiva. Incentivare la Massa è necessario per evitare rifiuti e pulsioni socialmente pericolose. La gente non deve usare il meccanismo psichico di difesa dall’angoscia della “formazione reattiva” capovolgendo nell’opposto quello che sente e quello che le viene prescritto. Occorre maggiore fusione nel porgere la prossima ingiunzione, perché attraverso l’affettività la prescrizione diventa un messaggio e la “razionalizzazione” è più spedita. Il Presidente del Consiglio ha prospettato la seconda fase, la convivenza con il “coronavirus” e la possibile riapertura delle attività produttive necessarie alla ripresa economica. Sempre considerando la compatibilità con la salute pubblica, è opportuno un allentamento della morsa logistica con le necessarie cautele e le giuste difese. Dopo la fase eroica e poetica delle prime tre settimane si passa alla fase prosaica del lungo e progressivo ritorno alla normalità.

COSA DICONO I BAMBINI?

I bambini non chiedono soltanto di uscire da casa per giocare con i compagni, in questa quarta settimana i bambini regrediscono e accusano la noia e la paura di non essere abbastanza amati dai genitori. La frustrazione della forzata chiusura ha prodotto l’angoscia di perdita affettiva e la paura che questo stato di inanimazione non finisca. Allora chiedono protezione attraverso le dichiarazioni d’amore verso la mamma e il papà, le scuse e la richiesta di perdono per le disubbidienze giustificandole con un semplice e significativo “non ce la faccio più a stare chiuso in casa”. Le richieste affettive si mischiano ai bisogni di fusione corpo a corpo in obbedienza alle pulsioni psichiche regressive.

COSA CHIEDONO GLI ADULTI

Il Gruppo chiede nuove prospettive e una comunicazione del Presidente che non sia la nuda e cruda situazione epidemiologica con annesse soluzioni, chiede prospettive e un progetto minimo di evoluzione. Dopo le gratificazioni dell’inno nazionale e delle canzoni, dopo l’esaltazione del senso di appartenenza e la solidarietà, dopo la consapevolezza dello stato di eccezionalità, gli italiani chiedono che il Capo sia “genitale”, che il Capo sia una Madre nel donare qualcosa che induca movimento psichico e fisico, che prospetti l’inizio di un fiducioso cammino. Di certo non si aspettano la bastonata del “tutto resta come prima”. L’autorevolezza si deve coniugare con la necessità della virtù politica che tende al bene del popolo senza omettere l’apertura verso un dono che sa di premio. Da qui si possono trarre gli auspici per il futuro prossimo, come proponeva a suo tempo il Poeta per la nostra Patria.

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