LA REAZIONE PARANOICA

Gentile dottor Vallone,

la mia vicina di casa mi guarda con diffidenza e non mi parla neanche da due metri. E dire che eravamo amiche e che spesso prendevamo il caffè. Capisco che siamo in quarantena, ma questo comportamento mi sembra esagerato. Mi dica qualcosa, per favore.

Ornella

Carissima Ornella,

ognuno reagisce alla drammatica evenienza in corso secondo la sua formazione e la sua organizzazione psichiche. Non potrebbe essere diversamente perché dal sacco si può tirare fuori soltanto quello che abbiamo messo dentro durante l’evoluzione. Ti puoi nascondere e camuffare fino a un certo punto, alla fine verrà fuori la tua natura psichica, il come hai fatto nascere e formato la tua struttura psichica. Niente di rigido, ma tutto in evoluzione. Niente di patologico, ma tutto da tenere sempre sotto controllo tramite una buona e costante “razionalizzazione”. La pulizia del camino si fa attraverso la cura della “parola” e quest’ultima deve sempre avere un “significato” logico per tutti e un “significante” per chi la traduce in energia, il personale vissuto. La tua amica al momento è in paranoia, non quella pesante di cui parlano i dizionari di Psichiatria, quella leggera e fastidiosa che affiora quando il nucleo psichico antico, che dormiva nel Profondo, viene risvegliato da uno stimolo occasionale.

E quale e quanto stimolo abbiamo in questo momento tutti quanti!

Siamo tutti in reazione ai nostri nuclei psichici pregressi, per cui devi capire che questa donna si sta difendendo vivendoti come una persona pericolosa, diffidando della tua integrità fisica, temendoti come una minaccia per la sua vita e per la sua sopravvivenza. Il suo “fantasma di morte” è stato disturbato e la sua “organizzazione psichica”, a prevalenza “anale”, ha tirato fuori la difesa paranoica dell’aggressività sia nella valenza attiva e sia nella valenza passiva: io ti perseguito, tu mi perseguiti. La tua vicina proietta su di te la sua tendenza a difendersi dall’angoscia del “coronavirus” attraverso l’aggressione da esternare o da subire, verso gli altri e verso se stessa: tu sei infetta e tu m’infetti. Se la stimolazione del nucleo paranoico ha scatenato l’angoscia del “fantasma di morte”, incamerato rozzamente sin dal primo anno di vita e successivamente elaborato in maniera fine e sottile, il meccanismo psichico di difesa, sempre dall’angoscia, che la tua vicina di casa sta usando è la “formazione reattiva”, la conversione di un affetto positivo in negativo: la solidarietà amicale in un sentimento persecutorio. Devi capire che la signora è in fase fortemente reattiva perché la normale paura è tralignata nell’angoscia e l’elaborazione mentale del quadro è stata la paranoia e le difese adatte a questa sua convinzione. Tu sei diventata l’untore da cui bisogna stare alla larga, almeno per il momento. Di poi si vedrà quale evoluzione darà a questo vissuto persecutorio e quale meccanismo psichico di difesa userà, per cui stai serena e cerca di capire la psicodinamica in cui ti sei trovata tuo malgrado e soprattutto cerca di capire che puoi aiutarla con la comprensione e l’attesa. La “razionalizzazione” è necessaria per mantenere integra e limpida la “coscienza di sé”. A questo obiettivo tutti dobbiamo tendere in primo luogo, di poi ci sarà tempo per recuperare il trauma e ricostituire le relazioni d’amicizia.

Intanto ci teniamo tutti alla larga, che è meglio.

E tutti in casa, che è ancora “più” meglio.

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