CANTO DELL’AMORE PACATO

CANTO DELL’AMORE PACATO

in ricordo di Ilse Weber

Io senza te,

io non riesco a immaginarmi senza te,

ninna nanna, ninna nanna,

riposa bambino, riposa bambina,

numi numi, piccola mia,

numi numi, piccolo mio,

senza te è come morire,

come pensare di aver perso anche me,

gam qam chi elech,

chi atta immadi,

il papà ritornerà quando riappare la luna

e ti porterà un regalo,

ora la terra è silenziosa,

non un rumore nel tuo sonno,

perché io senza te sono una donna inutile,

una donna senza un perché,

io senza di te sono una mamma senza parole,

hemma hemma inahamuni,

gam gam gam chi elech,

calma e dolce è questa quiete,

perché io senza te sono una fiamma

che non scalda e non dà luce,

ninna nanna, ninna nanna,

riposa, riposa, numi numi,

io senza te sono una barca senza mare,

bebebe zalmavet

lo lo lo ira va,

perché io senza te rinnego l’amore,

uccido la vita mentre vivo

e canto il dolore quando soffro,

seivteha unishantezza

hemma hemma inahamuni,

immancabilmente la tristezza viene in cerca di me

e abita con me

e io ho paura di vivere senza te,

ninna nanna,

riposa, riposa,

numi numi,

ora la terra è silenziosa

e anche se andassi nella valle della profonda ombra,

non temerei male alcuno

perché tu sei sempre con me,

perché tu sei il mio appoggio,

il posto più sicuro per me

dove far riposare il mio capo stanco,

numi numi

gam qam chielech,

al tuo cospetto io mi sento tranquilla

e per certo dimorerò nella tua casa

per la lunghezza dei miei giorni,

chi atta immadi,

hemma hemma inahamuni.

Ah, che bei giorni!

I ricordi mi fanno sentire meno sola.

Ho tanta voglia,

tanta voglia di avervi con me,

le mie mani hanno bisogno di voi.

Ma oggi sono triste,

non ha niente da darmi la vita così com’è.

Eppure la vita esiste,

ma io ho paura di vivere senza te.

Gam qam chi elech,

chi atta immadi,

hemma hemma inahamuni.

Il giorno 27 del mese di gennaio, nell’anno 2020,

in Pieve di Soligo,

Salvatore Vallone pose per le mamme e i bambini ebrei e rom

che si avviarono cantando verso le camere a gas dei vili Nazisti

per iniziare il sonno dei Giusti e il sogno degli Innocenti.

LA CANDIDA

LA TRAMA DEL SOGNO

“Ero insieme a una mia ex collega, la prima persona con cui avevo legato anni fa sul mio primo posto di lavoro per il quale mi sono trasferita all’estero.

Ero sua ospite in una casa accogliente ma un po’ buia, ma c’era molta timidezza da parte mia e un po’ di disagio perché non ci vedevamo da tempo. Eravamo un po’ sconosciute.

Ero seduta per terra e parlavo con lei.

Mi giravo e vedevo dietro di me parte del mio corpo nudo: gambe e pube scoperto e con delle tracce di sporco, di bianco sulla vagina (candida).

Non era un bel vedere perché non mi piace la forma che ha anche nella realtà e nel sogno ero mortificata di quella svista. (non avere fatto attenzione ed espormi ed essere nuda).

Ma è come se la mia anima fosse una cosa a parte, un metro più in avanti mentre le mie gambe e parte del busto erano a me visibili dietro di me come un corpo morto.

La mia amica vedeva il corpo, ma sorvolava per non imbarazzarmi.

Dopo andavo in un bel bagno lussuoso con doccia e una grande vasca idromassaggio piena e funzionante.

Non avevo sapone per lavarmi e, sentendomi sporca e infetta dalla candida, decisi di non immergermi per rispetto.

La mia amica mi aveva fatto un regalo che dopo essere andata via ricordo di aver dimenticato sul tavolo da lei vivendo ciò con un sentimento di vergogna per la mia ingratitudine.

Era un capo d’abbigliamento nero in due parti che non avevo nemmeno dispiegato per vederlo perché confusa e presa dai pensieri e dall’imbarazzo.”

Reve

INTERPRETAZIONE

Ero insieme a una mia ex collega, la prima persona con cui avevo legato anni fa sul mio primo posto di lavoro per il quale mi sono trasferita all’estero.”

Reve non perde tempo e si mette in sogno subito in contatto con se stessa: la sua “ex collega” è una “traslazione” della sua persona e un’alleata importante e significativa per portare avanti le sue problematiche e i suoi conflitti nel sogno. Non si tratta di sdoppiamento, ma di “spostamento” e “traslazione”, è come portarsi un’amica a spasso o al bar per sentirsi più sicura, una complicità e una solidarietà, un’alleanza per l’appunto. La “ex collega” è l’immagine che Reve ha di se stessa nel recente passato. La nostra protagonista comincia subito a esporre i suoi vissuti e i suoi “fantasmi” e in particolare il tema depressivo del distacco affettivo, “mi sono trasferita all’estero”. Vuoi il primo lavoro, vuoi il trasferimento, insomma Reve è coraggiosa, ma la sua sensibilità segue a fatica gli eventi che apporta alla sua esistenza.

Questo è il primo bozzetto che Reve traccia di sé nel sogno.

Ero sua ospite in una casa accogliente ma un po’ buia, ma c’era molta timidezza da parte mia e un po’ di disagio perché non ci vedevamo da tempo. Eravamo un po’ sconosciute.”

Mi ripeto e coordino per essere preciso. La “ex collega” è la stessa Reve in versione adolescenza e prima giovinezza, una stagione in cui la richiesta di affetti, “accogliente”, è dominante. Reve ha incontrato particolari difficoltà a essere consapevole di quello che le mancava, “un po’ buia”, pur tuttavia sapeva di essere timida e contrastata proprio perché la presa di coscienza non era limpida. Del resto, cosa si può pretendere dall’infanzia e dall’adolescenza? Le cose vanno così come Reve le ha vissute. Insomma, Reve era “un po’ sconosciuta” a se stessa. Preciso: Reve non ha problemi di relazione con gli altri per il momento, ma ha zone d’ombra in se stessa e proprio nella consapevolezza di sé. La bambina e l’adolescente non si sono ben evolute nella donna e qualche parte psicofisica non è stata gradita e ben assimilata, per cui Reve è costretta a viversi in maniera critica e conflittuale.

Questo è il secondo bozzetto.

Ero seduta per terra e parlavo con lei.”

Questo è l’incipit di quel dialogo con se stessa che porta buoni frutti anche se avviene con un certo ritardo. Reve parla con la sua bambina-adolescente alla pari e proprio in una situazione di disagio esistenziale come l’essere in terra straniera per motivi di lavoro, lontana da casa e dagli affetti primari e costituiti nel tempo. Questo isolamento introspettivo è oltremodo benefico e conferma che il distacco dagli affetti favorisce l’evoluzione psichica in quanto porta a un processo di crescita proprio attraverso la sofferenza della perdita apparente delle conquiste fatte nel passato. L’autonomia psichica abbisogna di pagare questo prezzo.

Brava Reve!

Mi giravo e vedevo dietro di me parte del mio corpo nudo: gambe e pube scoperto e con delle tracce di sporco, di bianco sulla vagina (candida).”

Il sogno, dopo un esordio civile di cordiale presentazione, va dentro il vissuto conflittuale e presenta un nucleo fantasmico apprezzabile. Nella sostanza Reve vive male il suo corpo e nello specifico gli organi genitali, oltretutto dicendo pudicamente, (tra parentesi), di soffrire dell’infezione vaginale denominata “candida”, un disturbo universale dell’universo maschile e femminile. Allora, coordino: Reve ha evoluto dall’infanzia e dall’adolescenza una sensibilità conflittuale e un pudore esagerato della nudità, non soltanto del suo corpo nudo, ma anche degli organi genitali con l’aggravante della ricorrente infezione fungina. Nel passato psicofisico di Reve sono presenti il valore del pudore in eccesso e legato anche al disagio personale e relazionale della “candidosi”. Questa patologia fastidiosa è vissuta da Reve in maniera decisamente negativa, sia dal punto di vista estetico e sia dal punto di vista relazionale. Aggiungerei che lo “sporco” dice nettamente di un organo sessuale, la vagina, particolarmente contrastato e colpevolizzato.

Il sogno di Reve denota una virtuosa “figurabilità” perché rappresenta in termini realistici e crudi il simbolismo psichico sotteso.

Non era un bel vedere perché non mi piace la forma che ha anche nella realtà e nel sogno ero mortificata di quella svista. (non avere fatto attenzione ed espormi ed essere nuda).”

Andiamo al dunque e poi arzigogoliamo. Reve conferma nel sogno di non vivere bene la sua vagina sia per la forma e sia per la ricorrente infezione fungina. Negli effetti psicologici Reve è cresciuta con la difficoltà di accettare la sua sessualità e il suo corpo. Reve ha vissuto un contrasto, degenerato in conflitto intrapsichico, sul suo essere femminile e sulla sua vita sessuale, non si è ben vissuta come bambina e di poi come donna, possibilmente ha incontrato difficoltà nell’identificazione al femminile nella figura materna, per cui l’identità psichica di donna è stata acquisita in maniera forzata e conflittuale. Non si tratta di complessi d’inferiorità e di inadeguatezza, bensì di travaglio nell’identificazione nella madre e nell’amare il corpo. La mancata educazione sessuale o la criminalizzata vita sessuale da parte dell’ambiente ha contribuito in questo risultato psiconevrotico. Reve adulta si vergogna a farsi vedere nuda e fa fatica a mostrarsi come “mammeta l’ha fatta”. La mancata accettazione della vagina per un inestetismo è soltanto uno “spostamento” nel corpo di un conflitto più ampio di ordine psicologico.

Tra realismo e riflessione si snodano i simboli della psicodinamica.

Ma è come se la mia anima fosse una cosa a parte, un metro più in avanti mentre le mie gambe e parte del busto erano a me visibili dietro di me come un corpo morto.”

Il sogno comincia a essere delicato in riguardo al conflitto psiconevrotico di una donna che si divide in due e rifiuta una parte psicofisica di sé, il corpo dal busto in giù con la sessualità, il corpo dalla cintola in su con le funzioni razionali dell’Io che Reve definisce “anima”, usando un termine squisitamente religioso o psicologico di scuola junghiana. Io traduco semplicemente in questo modo: “è come se la consapevolezza di essere donna fosse scissa dalla mia sessualità. Reve si scinde in una parte razionale, l’Io e le sue funzioni, e in una parte materiale pulsionale rifiutata, posposta e uccisa, gli organi sessuale e la vita sessuale. Di questa scissione e di questo delitto mostra consapevolezza. Si conferma che questa benedetta ragazza non ha saputo del tutto accettarsi come femmina e come donna.

La “figurabilità” onirica si esalta in questo capoverso con tinte horror e surreali: l’anima isolata e il mezzo busto inferiore morto.

La mia amica vedeva il corpo, ma sorvolava per non imbarazzarmi.”

Ossia: io sapevo benissimo del mio conflitto in riguardo alla vagina e alla sessualità, ma ho tentato in parte di rimuovere, di non pensarci per non soffrire. “La mia amica” è Reve, la sua parte alleata su cui può scaricare le angosce e gli affanni, il corpo è il teatro del trauma e del conflitto, “sorvolava” è un meccanismo psichico di difesa dall’angoscia, “imbarazzarmi” è un disagio psichico relazionale. In tanta scissione psicofisica Reve istruisce i meccanismi del ridimensionamento del conflitto e tira a campare, fermo restando che quanto prima il suo “psicosoma” chiederà ragione della situazione in cui si trova. Va all’estero ed emerge il problema degli affetti, incontra un uomo da amare e deve rendere conto della sua sessualità e della sua “candida”. Insomma, la vita di Reve diventa tormentata e affannata per questi pesi psicosomatici che si porta addosso dalla sua infanzia e adolescenza e che la donna non ha saputo ben calibrare e razionalizzare con una poderosa presa di coscienza. Oltretutto la “candida” ha una componente psichica notevole e non si riduce soltanto a una volgare competizione politica tra batteri e funghi di opposte fazioni. La “candidosi” viene usata per astenersi dall’attività sessuale e dal coito nello specifico, per effettuare un’auto-castrazione e per evitare la relazione con i maschi. Il danno psicofisico è superiore di gran lunga rispetto al vantaggio e alla sindrome di momentanea convenienza.

Il bozzetto è di ordinaria amministrazione nei termini, ma forte nella simbologia sottesa.

Dopo andavo in un bel bagno lussuoso con doccia e una grande vasca idromassaggio piena e funzionante.”

Reve ha presentato in sogno a se stessa i sintomi e i conflitti, gran parte della causa del suo malessere psico-esistenziale. Ma ancora non basta, perché il “lavoro onirico” ha avviato dei processi psichici di riparazione del trauma e della conflittualità, della psiconevrosi di cui è portatrice Reve. Dalle stalle si viaggia vero le stelle, dalla miseria delle umane cose e dei conflitti più materiali Reve passa al “bel bagno lussuoso”, a una “parte psichica di sé” altolocata e ben sublimata dove, di certo, l’angoscia non è di casa semplicemente perché si è evoluta nel modo in cui Reve se l’è raccontato questo conflitto con il corpo e con la sessualità. Il “bel bagno lussuoso”, per l’appunto, rappresenta simbolicamente la sfera intima e privata della protagonista, pulsioni erotiche e sessuali comprese. Reve recupera e ripara il suo vestito, habitus o modus psichico, come la buona sarta del tempo andato e si libera anche dei sensi di colpa tramite la “doccia” e si riappropria della sua femminilità con “una grande vasca piena” che le restituisce anche l’erotismo delle carezze e della pelle, “idromassaggio funzionante”. Il processo di riparazione del “fantasma” e del trauma si manifesta nei meccanismo di difesa dall’angoscia della “formazione reattiva” e della “intellettualizzazione”: nobilita razionalmente un carico emotivo e converte un vissuto negativo in positivo. Fino a quando funzionano questi meccanismi conditi con la necessaria “rimozione” e qualche altro accessorio sempre difensivo, tutto va bene e l’equilibrio psicofisico si ripristina. La domanda che si pone a questo punto è la seguente: quanto dura?

La rappresentazione della psicodinamica trova gli oggetti giusti per attestare le capacità taumaturgiche della psiche mentre dorme e anche quando veglia. Una scena di pratica quotidiana è intessuta di una simbologia dinamica ampia e in poche parole si nascondono i vissuti e i “fantasmi” elaborati in tanto tempo.

Non avevo sapone per lavarmi e, sentendomi sporca e infetta dalla candida, decisi di non immergermi per rispetto.”

In circolazione ci sono nella psicodinamica in atto dei famigerati sensi di colpa che non si capisce bene da dove spuntano e a cosa si collegano, almeno fino a questo momento di svolgimento del sogno. “Lavarsi” è simbolicamente l’atto o il rito espiatorio dei sensi di colpa, il “sapone” è lo strumento terapeutico o il farmaco giusto per pulire e per lenire i morsi del sentirsi in colpa e l’angoscia dell’attesa della punizione. Quest’ultima è la psicodinamica generale della “crisi di panico”, ma nel caso di Reve non si trovano avvalli per questo tremendo disagio. La nostra eroina si sente in colpa, “sporca”, e addirittura “infetta” ossia si è già punita con la sua malattia, la simpatica e bonaria “candida”, molto antipatica e cattivella per la donna che la porta e per il maschio che se la prende. Non solo, ma Reve si crea anche il problema di comunicare i funghi dalla sua vagina al pene del partner, ma oltretutto si sente a disagio con questo carico d’infezione addosso. A livello reale la donna che ha la “candida”, la cura e si astiene dai rapporti sessuali, ci mette rimedio realistico, mentre a livello psichico la donna che ha la “candida” ci costruisce sopra tutto un pistolotto psichico sulla sua igiene personale e sul giudizio che può dare la gente: il tutto seguendo una vena persecutoria, un tratto paranoico che tutti elaboriamo nella nostra formazione psichica evolutiva sin dai primi anni di vita e che nel tempo rischia di essere ripreso ed esaltato. “Decisi di non immergermi più per rispetto”: rinuncio alla mia sessualità e femminilità per non infettare il mio partner, frustro le mie pulsioni erotiche per non coinvolgermi con i maschi. L’educazione bigotta dei genitori e l’educazione religiosa terroristica delle suore e dei preti contribuiscono a fomentare il senso di colpa e a renderlo fortemente nevrotico o conflittuale. Si aggiunga, di poi, la formazione dei “fantasmi” personali costruiti dalla stessa Reve e il gioco si complica o diventa più interessante. Ripeto: la “candida” è un pretesto per non coinvolgersi e le problematiche sono ben altre, ma di queste il sogno ancora non dice espressamente come ha fatto per le altre.

In una scena di banale realtà il “lavoro onirico” immette una psicodinamica complessa e umanissima. Semplici parole per dire tutt’altro che un rituale quotidiano e una precauzione igienica.

La mia amica mi aveva fatto un regalo che dopo essere andata via ricordo di aver dimenticato sul tavolo da lei, vivendo ciò con un sentimento di vergogna per la mia ingratitudine.”

Traduco in termini veri e semplici.

A volte mi sono anche voluta bene e non mi sono fatta tante paturnie per questi problemi reali di ordine infettivo, classici di tutte le donne e con sede elettiva nella vagina. Mi ero regalata la soluzione della questione attraverso una buona “razionalizzazione” dell’evento occasionale e una realistica reazione ai disagi delle relazioni erotiche e sessuali con i maschi, ma spesso rimuovo le cause di questi miei disagi psicofisici e ripiombo nei sintomi e nelle difficoltà di relazione e mi astengo dal coinvolgimento erotico e sessuale e forse perché non mi piace la forma della mia vagina o della grandi labbra o delle piccole labbra.

Che non dipenda questo conflitto nevrotico dall’inestetismo addotto all’inizio del sogno?

E perché no, ma non è così. La partita si rigioca sul “sentimento di vergogna per la mia ingratitudine”.

Cosa vuol dire?

Reve deve volersi bene molto di più di quanto fa adesso, deve crescere nell’autostima e nell’orgoglio sano di chi si stima come essere unico e irripetibile. Reve è ingrata a se stessa e con se stessa e deve recuperare e dare voce a quella parte di sé, “l’amica”, che le dice le cose giuste e le regala la sua femminilità, ma lei non la deve dimenticare sul tavolo con spocchia boriosa di persona che va avanti lo stesso anche se accusa dei disagi. Ritorni paradossalmente umile e commuti l’intensità degli inutili sensi di colpa in forza attiva volta agli investimenti psichici di ordine affettivo, erotico e sessuale, la commuti in amor proprio e in “amor fati”, amore del proprio destino di donna, con “candida” e senza “candida”. Ma ancora la psicodinamica non si è conclusa e la curiosità spinge a disoccultare quel materiale che il sogno vuole disvelare, quello che Reve dormiente sa e che vuole comunicare alla Reve sveglia al fine di acquisire la salvifica auto-consapevolezza, la “coscienza di sé” che fornisce il “sapore di sé” e della propria storia psichica formativa ed evolutiva, della propria “organizzazione psichica reattiva”.

Questo è il massimo dell’amor proprio, cara Reve.

Era un capo d’abbigliamento nero in due parti che non avevo nemmeno dispiegato per vederlo perché confusa e presa dai pensieri e dall’imbarazzo.”

E ti pareva?

Era un bel capo di biancheria intima, oltretutto sexy nel suo colore nero. Reve si regala in sogno un completino da notte di capodanno, colore escluso ma effetto erotico incluso nel colore nero, ma non lo usa, non lo dispiega a se stessa, non se lo giustifica, lo lascia nel cassetto. In ogni caso lo desidera anche se non se lo compra. Insomma, Reve è concentrata mentalmente sulla sua vagina, ossessionata sull’inestetismo del suo organo sessuale, angosciata dalla sua vita sessuale, preoccupata dalla candidosi e di trasmetterla al suo partner, Reve è “confusa e presa dai pensieri e dall’imbarazzo”. Tutto torna e la conclusione del sogno offre il quadro completo della psicodinamica conflittuale di questa donna sull’orlo di una crisi di nervi. Il quadro psichico è completo e la soluzione in atto è appena accennata in questo ultimo capoverso: prendere coscienza “del capo di abbigliamento nero in due parti” e di quello che copre, specialmente la parte che copre dalla cintola in giù, razionalizzare, “dispiegarlo” e “vederlo”, al fine di superare la confusione e l’imbarazzo, accettare quella che per lei è un’imperfezione delle grandi labbra e caricarsi di tutto “l’amor fati” possibile e immaginabile. Una pasticca di amor proprio al mattino e una alla sera non guastano per niente.

La biancheria intima contiene l’essenza del desiderio di Reve di essere una donna gradevole ed erotica, di relazionarsi con il maschio in maniera seduttiva, di abbandonarsi alla vitalità sessuale. Importante è riconoscere la biancheria intima e la marca preferita, la sola e l’unica firmata “Reve”.

L’inestetismo?

Piacerà al suo uomo, è un dato oggettivo di distinzione dalla massa e dalla massificazione che impone a modificare il detto popolare che “la patata è sempre la stessa”.

Aggiungo qualcosa sulla candidosi. L’incidenza psichica esiste, ma l’infezione fungina dipende soprattutto da una caduta delle difese immunitarie e da una alimentazione insufficiente e inadeguata. Il resto lo fa la psiche. Degno di nota è il rilievo clinico che vuole la candidosi nelle donne che hanno maturato nel corso della loro formazione evolutiva conflitti di un certo spessore nella costellazione sessuale, “in primis” la contrastata accettazione della loro sessualità per la mancata identificazione nella figura materna e con una lacuna critica nell’identità femminile. Sono tratti caratteristici che l’universo femminile deve cavalcare come fiori all’occhiello e individuazioni specifiche: “io sono Reve” e non sono tutte le altre.

Di poi, la consapevolezza farà il resto.

Un ultimo rilievo sul meccanismo onirico usato in prevalenza da Reve, la “figurabilità”. Siamo poeti in sogno e non ne siamo coscienti perché agiamo in sonno quando la soglia di vigilanza è assente o molto bassa. Eppure le migliori liriche le scriviamo ogni notte nel nostro intimo e siamo “criatori” come sosteneva Vico quando usiamo la Fantasia da svegli, di notte quando usiamo i “processi primari”.

NOTA TEORICA

Dal momento che il “lavoro onirico” trasforma le rappresentazioni inconsapevoli e i desideri rimossi in allucinazioni sensoriali, prevalentemente visive e uditive, prendiamo in considerazione a questo punto il meccanismo della “figurabilità”, deputato proprio alla traduzione in immagine dei contenuti che formano la trama del sogno.

Risulta determinante mettere in rilievo due aspetti: in primo luogo la selezione operata tra le diverse immagini che traducono una rappresentazione inconsapevole e che meglio si prestano alla sua espressione visiva, in secondo luogo la tendenza a operare spostamenti da un concetto astratto a un’immagine concreta.

Freud afferma che nell’attività primaria della “figurabilità” viene richiamato un aspetto arcaico e filogenetico del pensiero e del linguaggio umani.

In origine il pensiero e le parole avevano un significato concreto: essi si traducevano in fatti reali e oggetti sperimentabili; soltanto in seguito all’evoluzione culturale hanno assunto un significato e un contenuto astratti.

LO SPLENDIDO VIKINGO

TRAMA DEL SOGNO

“Rientro a casa e faccio per spingere la porta e mi accorgo che manca il maniglione. E’ stato divelto.

Il primo pensiero è che siano entrati i ladri. Realizzo anche che non mi trovo nella casa attuale ma nel mio precedente alloggio.

Mi chiedo se è il caso di chiudere la porta perché poi potrei restare bloccata e non riuscire ad aprirla, ma mi accorgo che la chiave funziona, per cui la chiudo.

Entro nelle stanze per vedere se trovo il ladro, comincio ad aprire gli armadi per vedere se è nascosto lì dentro, tutti armadi bianchi e all’interno non sono disordinati. Mi compiaccio che sto migliorando nel mio tenere ordinata la casa.

Chiudo l’anta di un armadio, mi giro e vedo disteso nel letto uno splendido vikingo completamente nudo con le parti intime coperte dal lenzuolo, fisico da fotomodello, capelli biondi e lunghi, che sta dormendo. O fa finta?

Mi avvicino e d’istinto gli salto a cavalcioni e lo sveglio accarezzandogli il petto. E’ bello come il sole.

E se fosse pericoloso? Se dopo l’atto sessuale mi uccide? Magari la sua bellezza nasconde una trappola?

Mi sveglio.”

Marianto

INTERPRETAZIONE

Rientro a casa e faccio per spingere la porta e mi accorgo che manca il maniglione. E’ stato divelto.”

Marianto riflette su se stessa, introversione, e prende coscienza di una sua personale castrazione: le manca il potere fallico maschile. Del resto, Marianto è una donna e deve esaltare e relazionare la sua femminilità e non di certo la sua virilità. Al massimo sarà seguace di Afrodite, ma è bene che perda o ridimensioni la sua parte psichica maschile. Spesso le evenienze della vita portano le donne a maschilizzarsi in assenza di un uomo o in compagnia di un uomo inetto, ma Marianto, guardandosi dentro, si scopre più femmina di prima, più recettiva e più convinta del suo potere di donna. Il “maniglione divelto” dà l’entità e la modalità della perdita.

Il primo pensiero è che siano entrati i ladri. Realizzo anche che non mi trovo nella casa attuale ma nel mio precedente alloggio.”

Marianto si analizza e individua la sua castrazione e la colloca nella struttura psichica precedente, meglio, Marianto ha superato con una degna presa di coscienza l’angoscia di castrazione maturata in precedenza e adesso è libera di giostrarsi nella sua vita con tutto il carico del suo potere femminile. Marianto ha fatto conversione sulla sua organizzazione psichica e si è evoluta, “nella casa attuale”, abbandonando gli inutili attrezzi e le sovrastrutture della posizione fallica del “precedente alloggio”. I ladri rappresentano simbolicamente gli agenti che operano la castrazione, perché portano via sempre qualcosa di intimo e privato, tant’è vero che le persone che subiscono un furto in casa sono traumatizzate, più che dalla perdita dei beni di valore mercenario, dal senso di violazione, quasi una violenza carnale, della propria intimità.

Mi chiedo se è il caso di chiudere la porta perché poi potrei restare bloccata e non riuscire ad aprirla, ma mi accorgo che la chiave funziona, per cui la chiudo.”

Marianto si preoccupa di non isolarsi e di restare sola per la paura di trovarsi senza gli strumenti relazionali che ha usato nel passato. Questa sua nuova veste altamente femminile le sta bene, ma è nuova e in rodaggio. In ogni caso qualche potere bisogna tenerlo anche per la giusta difesa dall’invadenza altrui. Introspezione sì, ma con giudizio. Marianto non vuole chiudersi in sé nel culto della sua verginità, ma vuole uscire nel mondo e avere la chiave giusta per non essere sopraffatta e per non incorrere in pericoli sociali. Soprattutto non vuole bloccarsi a tutti i livelli, sessuale compreso, vuole relazionarsi con tante chances in più e proprio quelle femminili abbandonando le pulsioni a difendersi in eccesso e a rifiutare i contatti sociali e le relazioni intime. Marianto sa entrare e uscire da sé, ha buona confidenza con i suoi meccanismi e processi psichici di difesa, ha una buona “coscienza di sé”.

Entro nelle stanze per vedere se trovo il ladro, comincio ad aprire gli armadi per vedere se è nascosto lì dentro, tutti armadi bianchi e all’interno non sono disordinati. Mi compiaccio che sto migliorando nel mio tenere ordinata la casa.”

Marianto è proprio decisa a cambiare il suo essere nel mondo e a vincere le sue ultime resistenze alla presa di coscienza, per poi esplodere nelle nuove e attraenti vesti di donna al femminile. E’ diventata una brava donna di casa, una buona padrona della sua casa e giustamente si compiace delle sue evoluzioni e soprattutto di essere consapevole delle nuove potenzialità da investire nel mercato sociale proprio adesso che la castrazione e la mascolinità sono in archivio. Marianto ha fatto un percorso analitico di auto-consapevolezza.

Chiudo l’anta di un armadio, mi giro e vedo disteso nel letto uno splendido vikingo completamente nudo con le parti intime coperte dal lenzuolo, fisico da fotomodello, capelli biondi e lunghi, che sta dormendo. O fa finta?”

Ecco in quale dimensione Marianto ha operato le sue conquiste, la relazione sessuale con i maschi e l’erotismo. Ha operato una disinibizione erotica e sessuale proprio liberandosi delle sovrastrutture difensive della “castrazione” dalle residue ferite narcisistiche. Adesso il suo desiderio e la sua iniziativa non hanno più blocchi e Marianto si può esternare secondo le coordinate di una seduzione infinita e di un’attrazione estetica. Il culto della Bellezza si associa, infatti, con la delicatezza dell’approccio. Marianto vuole per sé uomini belli e particolarmente avvenenti, come gli splendidi vikinghi completamente nudi e ammiccanti nella copertura degli attributi sessuali. La seduzione e il desiderio aumentano di fronte all’assenza di volgarità oscena. Marianto non offende minimamente il suo senso del pudore, anzi lo esalta attraverso un’operazione di avvolgimento con il drappo, come nelle migliori opere sacre e profane. Sicuramente la sessualità di Marianto non sta dormendo, di certo dormiva in passato, se adesso si permette il lusso di avere per sé nel suo letto un uomo bello e possente. E’ finita l’età della quiescenza e si può passare alla disinibizione di una relazione sessuale in piena autonomia e in pieno potere. La finzione aggiunge benzina sul fuoco della passione.

Mi avvicino e d’istinto gli salto a cavalcioni e lo sveglio accarezzandogli il petto. E’ bello come il sole.”

Marianto è disinibita e desiderosa di appagare la sua “libido” erotica e genitale. L’iniziativa non manca e l’aggressività del desiderio è di buona qualità perché si coniuga tra pelle e culto estetico. Il salto a cavalcioni attesta del potere sul maschio e della consapevolezza della sua femminilità, nonché della posizione sessuale privilegiata per avere l’orgasmo con facilità. La carezza sul petto attesta di una connotazione affettiva che non deve mancare in tanta eccitazione sessuale. Potere e piacere hanno trovato la loro giusta combinazione e coniugazione. Marianto sveglia il bel vikingo, ma in effetti è lei che si è svegliata da un torpore legato ad atteggiamenti di potere sul maschio che non le portavano alcun vantaggio, tutt’altro, la ostacolavano nella giusta espressione dei suoi bisogni e dei suoi istinti.

E se fosse pericoloso? Se dopo l’atto sessuale mi uccide? Magari la sua bellezza nasconde una trappola?”

Ecco i timori del passato che riemergono come le ultime resistenze al cambiamento e alla presa di coscienza delle ultime conquiste evolutive. Un maschio pericoloso? Un maschio violento? Un maschio assassino? Sono tutti temi tremendamente attuali nella quotidianità storica e culturale, ma in questo caso contengono le ultime paure di Marianto, le ultime resistenze al cambiamento a favore della vecchia modalità di approccio basata su un potere effimero sul maschio tramite la fallicità di un respingimento. Marianto passa dalla trappola erotica e seduttiva alla trappola malefica e violenta senza colpo ferire e con assoluta naturalezza, a confermare l’ambivalenza del vissuto antico nei riguardi del maschio e in attesa di strutturare le nuove modalità e le nuove conquiste, dal momento che la sua femminilità esige la presenza di un uomo dalle tre B, buono, bello e bono.

Congratulazioni e auguri!

L’ALDILA’ E LA PSORIASI

LA LETTERA E IL SOGNO

“Stanotte ho sognato che incontravo mio cugino, che è mancato poco più di un anno fa, per strada (vicino al posto dove un tempo c’era la casa della mia infanzia).

Ci siamo abbracciati con molto affetto ed io ho provato una gioia e una sensazione di serenità indescrivibile tanto da svegliarmi e pensare, sull’onda dell’emozione del sogno, che nell’aldilà si deve stare davvero bene.

Mi sono riaddormentata e ho sognato un signore russo di nome Vladimir conosciuto in vacanza che mi ha toccato la fronte e mi ha detto: “Come mai non ti è ancora sparita la psoriasi?!”

Nel sogno la sua statura fisica era notevolmente alta.”

Aldito

L’INTERPRETAZIONE

Stanotte ho sognato che incontravo mio cugino, che è mancato poco più di un anno fa, per strada (vicino al posto dove un tempo c’era la casa della mia infanzia).”

Aldito è una donna matura e ha subito un lutto particolarmente significativo, la morte del cugino a cui era particolarmente legata perché con lui aveva trascorso il periodo dell’infanzia, il tempo in cui le sovrastrutture psichiche e culturali si superano senza grandi difficoltà in grazie alla Fantasia creativa.

Il cugino è morto per strada in una situazione improvvisa e improvvida, ma Aldito coglie gli affetti e istruisce una psicodinamica sentimentale in tanta solitudine.

In ogni caso Aldito sogna una persona defunta e mette anche in discussione i suoi sensi di colpa e successivamente il suo “fantasma” depressivo di perdita come da copione universale, come succede a tutti gli uomini di questa terra, compresi i politici e i giornalisti.

Ci siamo abbracciati con molto affetto ed io ho provato una gioia e una sensazione di serenità indescrivibile tanto da svegliarmi e pensare, sull’onda dell’emozione del sogno, che nell’aldilà si deve stare davvero bene.”

Aldito, come si diceva, ha un buon vissuto nei riguardi del cugino e ha anche bisogno di dare una risposta alla sua angoscia di morte e alla possibilità di una vita futura dopo il decesso. L’entità e la qualità dell’abbraccio con il cugino hanno ridestato la questione metafisica del “post mortem” e Aldito ha formulato la sua tesi legandola alle sensazioni e alle emozioni: la serenità e la riflessione.

L’Aldilà è proprio quella zona metapsichica e metafisica tanto decantata dalle Religioni e dalla Filosofia, nonché tanto curata dalla Psicoanalisi.

Il sogno di Aldito è apparentemente bello e leggero, ha un suo spessore e si formula in questa consistenza proprio perché la “razionalizzazione del lutto” del cugino e del “fantasma di morte” personale hanno ricevuto un buon trattamento psichico e mentale, una “catarsi”, una purificazione dalle angosce inutili.

Mi sono riaddormentata e ho sognato un signore russo di nome Vladimir conosciuto in vacanza che mi ha toccato la fronte e mi ha detto: “Come mai non ti è ancora sparita la psoriasi?!”

Dopo il cugino arriva il ricordo del signore russo, Vladimir, un altro uomo che ricorda ad Aldito della sua psoriasi, come se ci fosse un legame tra la morte del cugino, la razionalizzazione del lutto, la convinzione di un Aldilà benefico e la volgare e profana psoriasi.

Cosa c’entra un disturbo psicosomatico della pelle con i temi suddetti?

Semplice!

Aldito mette un nesso psichico nell’eziologia o genesi della sua psoriasi e la lega a una esperienza di morte vissuta nell’infanzia.

Il sogno non ha soltanto capacità taumaturgiche, ma possiede anche una valenza diagnostica che indica le cause e induce alla ricerca degli eventi al fine di una buona razionalizzazione, la “fronte”. Vladimir è stato vissuto come una persona che sa e che s’intende, non è un uomo qualsiasi, è quella parte psichica di Aldito che ha le sue verità da non svendere e da tenere in serbo con grande considerazione. Per questo motivo

Nel sogno la sua statura fisica era notevolmente alta.”

Tutti abbiamo le nostre verità e le nostre convinzioni legate alla nostra infanzia, quando il nostro cervello e la nostra psiche erano libere dai condizionamenti e dalle coartazioni dell’età adulta.

Questo è il contenuto psichico del sogno di Aldito.

Ricordo che la psoriasi rientra tra le malattie cosiddette psicosomatiche, come gran parte delle malattie della pelle, ed è lo sviluppo di una psicodinamica erotica e sessuale. Da un decennio è stata presa in grande considerazione dalla scienza medica l’intolleranza alimentare. La pelle resta per la Psicoanalisi il teatro più importante in cui agisce e si esibisce la “Libido”, l’energia vitale.

IL CASOLARE DI CHINA

LA LETTERA E IL SOGNO

Buongiorno Dottore,

mi avvalgo ancora del Suo aiuto per cercare di comprendere ed avere qualche spunto in ordine ad un sogno fatto la scorsa notte, che ha scatenato in me emozioni e domande.

Nel sogno ho appena comprato una nuova casa, una sorta di casolare di campagna molto vecchio che voglio ristrutturare col mio compagno per spostare la nostra famigliola.

La casa mi soddisfa, ma il giardino è avvilente: una specie di campo spoglio ed arido, con qualche alberello striminzito, arbusti secchi ed erba bruciata dal sole ed adesso (il sogno è in autunno) mezza marcita dalla pioggia.

Al che, senza troppo pensarci su, inizio a girare attorno al giardino alzando le braccia, ed al mio passaggio, man mano che lo percorro, il giardino, il cui colore prevalente è il grigio-marrone, si illumina di luce e colori, si riempie di verde, di piante fiorite ed al centro trionfa un piccolo ma rigoglioso albero coi frutti rossi (potrebbero essere mele o pesche, perché i frutti sono grossi).

Ora nel sogno sono contenta, stupita e soddisfatta.

Ma mi sono svegliata domandandomi: perché non ho usato la mia “magia” anche per la casa da ristrutturare? Nel sogno sembrava scontato che per essa la mia magia non potesse essere applicata, e la cosa in ogni caso non mi arrecava disturbo alcuno. Ma da sveglia invece mi è sembrato di aver perso un’occasione!

Grazie molte se vorrà aiutarmi, intanto Le auguro un buon lavoro

La saluto cordialmente

China


Dottore buongiorno, sono sempre China.

Dimenticavo di dirle, e ci tengo molto, che l’interpretazione che ha dato del mio precedente sogno è stata incredibilmente aderente con le mie caratteristiche e la mia situazione; sono rimasta quasi stupita di quanto abbia colto nel segno in svariati aspetti del mio carattere e della mia personalità.
Ho quindi avuto modo di trarre beneficio dalla sua interpretazione perché mi ha fornito molti spunti per riflettere su di me e, se possibile, lavorare per stare meglio.
E di questo La ringrazio.
Un cordiale saluto da China

LA RISPOSTA E L’INTERPRETAZIONE

Nel sogno ho appena comprato una nuova casa, una sorta di casolare di campagna molto vecchio che voglio ristrutturare col mio compagno per spostare la nostra famigliola.”

China è la sua storia e la sua formazione. China si è organizzata a livello psichico nel corso della sua evoluzione organica e ha costruito “una sorta di casolare di campagna molto vecchio”, la sua “nuova casa” che equivale a una presa di coscienza della sua personalità e della sua persona, della sua unica e irripetibile unità “psiche-soma”. China si è accompagnata a un uomo e ha formato con lui “la nostra famigliola”, ha evoluto la sua organizzazione psichica di donna in moglie e in madre. China ha fatto tutte le cose giuste e non ha perso una tappa, si è migliorata, nonostante le crisi che immancabilmente occorrono e soccorrono nel tragitto dell’esistere e del vivere.

La casa mi soddisfa, ma il giardino è avvilente: una specie di campo spoglio ed arido, con qualche alberello striminzito, arbusti secchi ed erba bruciata dal sole ed adesso (il sogno è in autunno) mezza marcita dalla pioggia.”

China è contenta della sua formazione psichica, del suo modo di essere e di esistere, ma sa che qualcosa non gira bene nelle sue relazioni e, per la precisione, nelle sue propensioni sociali. Meglio: China è veramente preoccupata per la sua sfera affettiva e per le modalità di prendere contatto con la gente e di relazionarsi con le persone che sente affini. Non si lascia andare nelle relazioni e investe poca “libido”, quella necessaria a vivere in gruppo e a distribuire parole e discorsi. Questo è un dato psichico di un certo rilievo. China è consapevole che nella sua formazione psichica qualcosa è andato storto per quanto riguarda la tendenza e la spinta a esporsi. Complessi d’inferiorità e di inadeguatezza hanno bloccato la bambina e si sono riverberati nella donna. Tutto questo China lo sa.

Al che, senza troppo pensarci su, inizio a girare attorno al giardino alzando le braccia, ed al mio passaggio, man mano che lo percorro, il giardino, il cui colore prevalente è il grigio-marrone, si illumina di luce e colori, si riempie di verde, di piante fiorite ed al centro trionfa un piccolo ma rigoglioso albero coi frutti rossi (potrebbero essere mele o pesche, perché i frutti sono grossi).”

China sa che si deve dare da fare per superare questi scogli e per virare di gran carriera verso le relazioni più impegnative e significative. E allora converte il grigiore del suo modo di porsi nelle relazioni in disposizione gioiosa e coinvolgente con tutte le modalità cromatiche che sono implicite in un’apertura eccitante, ricca di emozioni e di sensazioni. Anche la dimensione affettiva si è sbloccata e China ha preso coscienza del suo valore come persona e soprattutto come donna. La luce dell’Io invade l’oscurità dei meandri profondi.

Ora nel sogno sono contenta, stupita e soddisfatta.”

Come volevasi dimostrare. Contenta si sposa con soddisfatta e simboleggiano la pienezza psicofisica di China. Stupita si traduce fortemente preda delle sue emozioni e sensazioni.

Ma mi sono svegliata domandandomi: perché non ho usato la mia “magia” anche per la casa da ristrutturare? Nel sogno sembrava scontato che per essa la mia magia non potesse essere applicata, e la cosa in ogni caso non mi arrecava disturbo alcuno. Ma da sveglia invece mi è sembrato di aver perso un’occasione!”

Ogni cosa a suo tempo e il suo tempo a ogni cosa. Era necessaria la maturazione di una presa di coscienza e, quando si è presentata, ha dato i suoi frutti. China si è aiutata da sola o si è fatta aiutare?

Dimenticavo di dirle, e ci tengo molto, che l’interpretazione che ha dato del mio precedente sogno è stata incredibilmente aderente con le mie caratteristiche e la mia situazione; sono rimasta quasi stupita di quanto abbia colto nel segno in svariati aspetti del mio carattere e della mia personalità.
Ho quindi avuto modo di trarre beneficio dalla sua interpretazione perché mi ha fornito molti spunti per riflettere su di me e, se possibile, lavorare per stare meglio.”

China ha tratto benefici dalle prese di coscienza salvifiche ed evolutive e si è disposta ad abbandonare le resistenze che impediscono l’afflusso delle rimozioni e, di conseguenza, la consapevolezza e il senso di sé. Non è facile e non è da tutti abbandonare il sicuro, anche se sofferto, per entrare nel mondo degli spiriti sepolti nel nostro dimenticatoio e dei fantasmi che ballano di notte nei nostri castelli in Scozia. China ha ottenuto quello che necessariamente doveva conseguire alla sua buona disposizione di modificarsi attraverso la conquista dell’autocoscienza socratica: “conosci te stesso”. Uno stimolo val bene un progresso, ma soltanto se le resistenze non resistono. E il tutto va fatto sempre con giudizio per non scompensarsi.

Ma mi sono svegliata domandandomi: perché non ho usato la mia “magia” anche per la casa da ristrutturare? Nel sogno sembrava scontato che per essa la mia magia non potesse essere applicata, e la cosa in ogni caso non mi arrecava disturbo alcuno. Ma da sveglia invece mi è sembrato di aver perso un’occasione!”

La magia non è altro che la nostra disposizione a seguire la Fantasia e a usare i “processi primari”, meglio i meccanismi psichici del sogno e della veglia. La magia è la caduta della Ragione e l’avvento coraggioso del Linguaggio dimenticato in una con l’emozione che accompagna il nostro mondo bambino e le nostre sensazioni arcaiche, quel materiale psicofisico che nell’infanzia ci ha nutrito e sostenuto. China non poteva usare la sua Magia perché le resistenze impedivano l’uso dei processi primari e l’afflusso dalla dimensione profonda del materiale psichico rimosso. La sua evoluzione ha approfittato degli stimoli in atto e si è diretta verso l’acquisizione del materiale psichico alienato nella dimensione subcosciente. Non bisogna essere mai violenti con se stessi in primo luogo, è necessario sempre rispettarsi e non buttarsi come i kamikaze verso l’ignoto e il pericolo.

Ultimo rilievo: China ha sognato com’era e com’è, ha saltato le tappe e le classificazioni del Tempo e ha potuto fare questa operazione senza traumi solamente perché ha preso confidenza con se stessa e perché si piace, oltre che si accetta.

NOTIZIE DA dimensionesogno.com

Inizia una nuova fase nell’interpretazione dei sogni e nella discussione dei quesiti, la fase descrittiva e narrativa. Dopo tanta teorizzazione sul fenomeno del sogno ho trovato la mia dimensione popolare e popolana, quella che mi mi sono sempre portato addosso come un marchio di fabbrica e d’infamia. La chiarezza è una virtù e la teoria la lasciamo a chi ha bisogno di emergere nel mondo delle vanità che ci assilla nelle comunicazioni. Questa sarà la nuova linea del blog, semplicemente perché altrimenti ho già fatto e non voglio continuare a fare.

Cordialmente

Salvatore Vallone

in Pieve di Soligo, nel mese di Gennaio dell’anno 2020