AKHTER MABIA 20

Biagio di Callalta, 10 giugno 200…

Mio adorato ba,

ti ricordi che quando ero piccola mi prendevi per mano e mi portavi al mercato del nostro paese dove tutto era colorato di giallo e di bianco e immancabilmente mi dicevi: “ricordati, Mabia, che la farina di grano costa meno del riso e che con un chilo di riso compri due chili di farina bianca, ma ricordati anche che il riso può essere amaro o troppo nero.”

E io non capivo quello che dicevi e mi chiedevo in silenzio perché me lo ripetevi ogni volta che giravamo felici tra le bancarelle del mercato tra il giallo dell’holud e dei meloni e il bianco della farina e del riso.

Io non capivo perché ero tutta presa dalle tue mani che mi stringevano e dal passeggiare insieme a te in mezzo alla nostra gente: io ero la tua regina e tu eri il mio re.

Del riso e del grano, della farina bianca e del riso nero non capivo un bel niente e del resto non m’interessava un bel niente; io avevo soltanto bisogno di sognare il tuo amore per me e nella mia presunzione di bambina vanitosa io non ero la tua principessina ma ero la tua regina.

Nel tempo e con la lontananza ho capito cosa il mio baba voleva dirmi e con tanta insistenza e ogni volta che uscivamo.

Nel tempo e con la lontananza, mio dolcissimo baba, ho capito la parabola del tuo messaggio e ho recuperato nella mia memoria di bambina vanitosa le storie della tua vita, le storie della tua vita raccontate a volte con l’orgoglio dei poveri e forse con la negligenza dei delusi.

E allora ho rivisto appese alle pareti della nostra calda e modesta casa tutto il carico dei tuoi ricordi e delle tue idee.

Il mio baba da giovane era un nazionalista indipendentista, un aumilich, un autentico e sincero aumilich, un musulmano che amava il suo Dio e il suo paese, la sua fede e la sua libertà con lo stesso trasporto che il Corano suggerisce ancora oggi agli uomini di buona volontà e di pie intenzioni, i veri uomini di pace.

E in verità si legge nel Corano che Allah non cambia la realtà di un uomo e la realtà di un popolo fino a quando questo uomo e questo popolo non sono cambiati dentro di loro.

Bisogna ripulirsi dentro, bisogna essere puliti nel profondo del nostro cuore, mio caro baba, e non bisogna essere ipocriti come i sepolcri imbiancati, perché Allah ci guarda dentro e nel profondo del nostro cuore e non ci guarda in faccia o nella pancia.

Questo insegna il nostro Libro sacro, mio adorato baba, e a questi insegnamenti divini dobbiamo volgere sempre il nostro sguardo di poveri mortali, dobbiamo rivolgere le nostre domande di uomini ignoranti e dobbiamo affidare le nostre perplessità di figli del Provvidente.

Lui, il Grande e l’Onnipotente, ci ha voluti e ci vuole così, modesti e devoti.

Io so che il mio baba non è un ipocrita ed è sempre stato ed è ancora oggi un vero amante della libertà e un vero combattente della fede e della giustizia, un aumilich, un autentico aumilich e un pio musulmano che lascia maturare le sue idee con i suoi anni come i kadal che coltivava e coltiva ancora nel suo campo e che al momento giusto riempivano la nostra tavola e che ancora oggi riempiono la sua tavola anche senza la presenza della sua devota figlia.

Il mio baba non ha mai separato le fede dalla libertà, la fede dalla giustizia e per affermare questi valori religiosi ha anche combattuto contro i miscredenti.

Quanti infedeli ha ucciso il mio baba in battaglia ?

Tutti quelli che Allah ha voluto mettere sul suo cammino di credente e sulla Via della verità.

Quanti nemici ha ucciso il mio baba in battaglia ?

Tutti quelli che Allah ha voluto mettere sul suo cammino di credente e sulla Via della verità.

Il mio baba ha sempre amato e ama Allah e i Suoi doni, la giustizia e la libertà.

E io, la sua Mabia, sono come lui perché ho imparato da lui.

Il mio baba ogni quattro anni si reca a votare con il vestito nuovo e con tutto l’orgoglio di un musulmano che ha combattuto per la giustizia e per la libertà del suo paese e del suo popolo in nome di Allah.

Rivedo ancora al centro di una parete della nostra semplice casa il ritratto di Shekmogivor, la guida della nostra libertà e l’eroe della nostra indipendenza, l’uomo voluto da Allah per il nostro riscatto contro i nemici oppressori e contro i fratelli fuorviati, il generale di un fedele e prezioso combattente, il mio baba.

Rivedo il mio baba che prega per lui davanti alla sua fotografia e lo raccomanda alla pietà del Misericordioso perché entrambi hanno amato e amano Allah, la libertà e la giustizia e meritano il Giardino delle Delizie.

I nemici del mio baba sono stati da sempre gli Inglesi, miscredenti e crudeli, uomini senza Dio e senza pietà che adorano i falsi idoli e sottomettono i popoli senza avere alcun diritto.

I nemici del mio baba sono stati i Pakistani, i fratelli fuorviati che Iblis aveva accecato con l’illusione del potere e dello sfruttamento dei loro stessi fratelli, i musulmani infedeli che dovranno espiare le loro colpe perché Allah è Misericordioso, ma non dimentica neanche un dattero o un crine di cammello.

I nemici del mio baba sono stati l’Occidente e l’Oriente, gli uomini malvagi dell’Occidente e i fratelli cattivi del suo Oriente.

Il riso amaro e nero erano proprio i suoi fratelli pakistani e la farina bianca erano gli Inglesi, gli occidentali in genere e tutti quelli che mangiano il pane di grano.

Il mio baba pensa ancora che la gente dell’Islam è superiore per la fede che porta nel vero Dio e perché la gente dell’Islam ha sofferto la violenza degli stranieri e delle religioni imperfette.

L’amore in Allah ha ispirato il suo grande cuore e nel tempo la sua idea ha vinto.

“Ricordati, Mabia, che la farina di grano costa meno del riso e che con un chilo di riso compri due chili di farina bianca, ma ricordati anche che il riso può essere amaro o troppo nero.”

Allora, mio caro baba, dimmi perché oggi lasciamo il nostro paese e partiamo verso il lontano Occidente ?

Forse per sopravvivere, ma sicuramente per esserci e per vivere da musulmani anche in terra straniera.

In verità tutti gli uomini che hanno creduto in Allah e sono emigrati e hanno lottato con i loro beni e con le loro vite sulla Via del vero Dio saranno a suo tempo ammessi e premiati nel Giardino.

E tutti quelli che hanno dato loro asilo e soccorso, ebbene tutti questi sono alleati dei musulmani e Allah, da Buono e Premuroso Padre, vede e considera quello che essi hanno fatto e continuano a fare per i Suoi figli lontani.

La ricompensa del Misericordioso è per tutti e anche per quelli che aiutano nella bella e gioiosa Italia Mabia e Pervez.

Anche queste persone sono e saranno amiche del mio baba e soprattutto di Allah e per loro non mancheranno le preghiere nel cuore e nella bocca del mio baba, così come non mancano e non mancheranno nel mio cuore e nella mia bocca.

La mia preghiera è sempre provvida e il mio tappetino è sempre diretto verso Makka.

E’ anche vero che chi ama la sua terra, come il mio baba, non sente il bisogno di partire e non si lascia abbagliare dal denaro e dalla ricchezza, dal lusso e dalle comodità, dalle automobili e dai supermercati.

Chi ama la sua terra, come il mio baba, accetta la volontà di Allah e attende il Paradiso nel luogo dove il Misericordioso ha voluto che nascesse per onorarlo e per portargli testimonianza.

Il grano ti dà la farina bianca per fare il pane, ma il pane è sempre pane dappertutto e

anche se è condito con le olive o con i semi di papavero.

Il mio pane era quello dei musulmani, il rutì, quello schiacciato come una piadina, il pane senza lievito e senza sale che esaltava il gusto del pesce o della carne nei giorni della festa e dell’abbondanza.

Adesso che sembro a me stessa e agli altri di essere diventata ricca, il mio pane è sempre quello dei musulmani, il rutì, e non è quello dei miscredenti e degli infedeli, ma è sempre il pane della mia terra anche se fatto con quella farina bianca che mi permette di vivere con amore in un paese straniero e di lottare per un futuro migliore insieme a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà, quelle persone che non hanno pregiudizi da scaricare sul prossimo e frustrazioni da far pagare ai propri simili o tanto peggio ai propri fratelli.

E io, mio caro e dolce baba, ho iniziato la mia missione e la mia pacifica battaglia senza versare quel sangue umano che è sempre rosso sotto l’ingannevole colore della pelle di ognuno di noi, musulmani e cristiani, miscredenti e atei, politeisti e pagani.

L’odio non serve a nessuno, le guerre, ormai, sono inutili stragi e il fanatismo fa sventolare la propria bandiera soltanto sopra un cumulo di cadaveri.

Il vero scopo di qualsiasi religione è di unire gli uomini e non di dividerli.

La fede deve unire anche nella differenza delle religioni e deve redimere i senzadio almeno nell’amore verso il prossimo, nella partecipazione, nella collaborazione e nel servizio verso i più deboli per fare in modo che questi ultimi non esistano più sulla faccia della terra.

Muhammad ha insegnato proprio questo: amare il prossimo e soprattutto i più deboli.

So che questo progetto è ambizioso e che c’è ancora oggi tanta strada da fare e tanti ostacoli da superare, ma insieme agli altri il cammino sarà più spedito e più gioioso.

Per altri intendo non soltanto i fratelli musulmani, ma soprattutto quelli che non sono musulmani e che non potranno mai esserlo e che nonostante tutto non sono libertini e non sono debosciati.

Allah non vuole il disprezzo del tuo prossimo.

Ho conosciuto un senzadio, mio caro baba, e con lui ho parlato talmente tanto che mi sono legata e forse mi sono addirittura innamorata.

E’ un italiano e non capisco la mia attrazione nei suoi confronti, ma sono sicura che oggi non saprei rinunciare alla sua gentile persona e alla sua preziosa presenza anche se non è musulmano ed è un senzadio.

La giustizia, la libertà e la tolleranza sono oggi i valori che un buon musulmano deve portarsi addosso come la pelle e deve realizzare in questa vita insieme agli altri uomini di buona volontà.

I nemici siamo noi stessi quando pretendiamo di essere figli di Dio e ci chiudiamo agli altri con cui viviamo e da cui in un certo senso materiale dipendiamo.

La mia triste esperienza con Joshim e la mia permanenza in Italia non mi ha cambiata come figlia di Allah e non mi ha trasformata da donna onesta in una puttana e tanto meno in una miscredente infedele.

La mia esperienza di vita mi ha dato soltanto la possibilità di allargare gli orizzonti del mio cuore e della mia mente e mi ha permesso di riflettere alla luce dei fatti e senza alcun pregiudizio; e credimi, mio caro baba, che tutto questo non è poco.

Allah guarda misericordioso le mie prove e le mie sofferenze, ma guarda soprattutto la sincerità del mio cuore in qualsiasi cosa faccio, anche quando mastico un dattero o prego nel mese di Ramadan con il tappetino rivolto verso Makka.

Mio caro baba, non devo chiedere il tuo perdono per tutto l’amore che ti porto e non devo chiederti scusa per tutte le offese della mia precedente lettera perché in entrambi i casi è il sentimento profondo che nutro per te che mi ha scatenato questa reazione.

Io sono come te, io sono il tuo ritratto e ricordati che non puoi accusarmi di nulla, perché sei stato proprio tu e senza accorgerti a infilarmi dentro e con amore l’immagine che io ho di te nel mio cuore sin da quando ero la tua bella bambina, quella figlia da portare a spasso per il paese senza pregiudizio e con tutto l’orgoglio di un uomo musulmano e di un padre libero nella mente e nel cuore.

E allora non devi lamentarti se anch’io nella mia vita voglio essere una persona politicamente impegnata e innamorata delle sue idee e dei suoi progetti, ma è anche vero che non dimenticherò mai di essere una donna musulmana e sincera con il suo Dio.

Io non voglio essere una schiava e neanche un’eroina condannata a morte da un tribunale musulmano fatto di uomini mezzi iman e mezzi assassini.

Io non voglio essere uccisa come una puttana dalle pietre di un qualsiasi maschio autorizzato dalla legge a spaccarmi il cranio sotto un lenzuolo bianco in un tragico tiro al bersaglio che ridesta gli istinti più bestiali di un essere umano.

E ricordati che queste non sono mie fantasie, ma questa è la realtà e speriamo che al più presto diventi una realtà del passato.

E così Amina e Safira sono ancora vive perché noi, donne islamiche che viviamo in paesi democratici, abbiamo protestato e chiesto il loro intervento in nome dei diritti umani.

Queste sono le nuove e le nostre battaglie e si vincono senza spargere sangue in nome della democrazia e della civiltà e non in nome di un dio che non esiste.

Basta che tu alzi appena la testa e sopra il tuo paese trovi gli integralisti islamici dell’Afghanistan e se ti sposti un po’ a sinistra trovi i paesi arabi e africani dove si confonde ad arte e sulla pelle della povera gente la politica con la religione e dove Allah viene contrabbandato con Sadam Husayn o con il mullah Omar, con qualsiasi altro sanguinario dittatore o con qualsiasi altro folle ayatollah, con gli sceicchi del terrore ubriachi dei dollari del petrolio o con i fanatici talebani che pretendono di essere i successori di Muhammad.

Mio caro baba non vedi cosa succede in Iraq, in Nigeria, in Algeria, in Iran, in Libia ?

Ormai anche in Bangladesh è arrivata la televisione e puoi essere informato su tutto quello che succede nel mondo non dimenticando mai di non lasciarti suggestionare da quello che senti e di tenere per te l’ultimo giudizio.

Non vedi, mio caro baba, tutte le inutili guerre e le continue stragi che avvengono in Palestina e in Israele, in Cecenia e in India, in Pakistan e negli Stati uniti, in tutto il resto del mondo ?

E dimmi, mio caro baba, in tutte queste tragedie cosa c’entra Allah ?

Sono queste le guerre sante di un tempo ?

E chi sono i nuovi martiri ?

I suicidi del terrorismo o la povera gente che per caso si trova nel posto sbagliato al momento giusto ?

E quanti buoni fratelli musulmani sono rimasti sepolti insieme ad altri uomini fratelli sotto le torri gemelle di New York senza sapere perché sono stati assassinati proprio loro che erano nella giusta via ?

Allah non ha mai voluto queste infamie e chi le impone è soltanto un dittatore e un miscredente e per lui ci sarà soltanto la Fiamma eterna.

La guerra santa e il martirio non hanno senso di esistere in un mondo che è la casa comune di tutti gli uomini di buona volontà.

Io voglio vivere finalmente la mia vita con la massima libertà e con la massima giustizia e con la massima democrazia.

E allora, se ancora non lo hai capito, devi sapere che Mabia insieme a Safira, a Zibiba, ad Assia, a Jasmina, a Orzala, a Rubia, a Camira, ad Amina, ad Aisha, a Kadigia, a Malika, a Fatima, ad Halima e a mille e mille altre donne italiane, arabe, africane, sudamericane e del resto del mondo e di tutte le razze, ecco noi tutte insieme abbiamo fondato in Italia un’associazione per i diritti della donna musulmana.

Noi siamo le nuove combattenti sulla via di Allah e questa è la nostra battaglia, quella che non uccide, ma che salva e riscatta dalla schiavitù migliaia e migliaia di donne umiliate e sfruttate dalla violenza dei prepotenti, uomini che in un modo religioso e in un modo politico esercitano un potere ingiusto.

Noi non siamo sole in questa battaglia civile, ma siamo in buona compagnia di altre associazioni di donne e tutte insieme lottiamo per la nostra dignità e per i diritti della famiglia, per i valori della diversità e della tolleranza.

Al di là del velo che portiamo e della religione che professiamo niente ci divide e niente ci può dividere perché siamo convinte di essere dalla parte della giustizia.

E questo non è un nuovo fanatismo, mio caro baba, questa è la nostra presenza nel mondo e tra la gente, questa è la nostra battaglia senza martiri e senza sangue.

Non vogliamo più donne che si mettono incinte di tritolo e che si fanno saltare in aria per uccidere i nemici convinte che Allah lo vuole e sicure che riapriranno gli occhi nel Giardino delle Delizie e magari ancora al servizio degli uomini che in vita le hanno ingannate.

Queste donne, mio caro baba, sono ancora vittime delle menzogne dei maschi e del loro violento potere politico che le ha voluto e le vuole sempre ignoranti e schiave.

Noi musulmane non vogliamo essere donne ignoranti, donne martiri e donne suicide, noi vogliamo essere donne ricche di sangue da regalare ai propri figli, capaci di amare noi stesse e i nostri simili, degne di partorire tanti bambini con amore e senza odio e felici di donarli al proprio uomo con riconoscenza, vogliamo gustare la vita e ci opponiamo a ogni ingiustizia e a ogni violenza perpetrate sul nostro cuore e sulla nostra mente.

In quale surat del Corano Allah ha detto ai suoi fedeli di morire per la Sua causa uccidendosi per uccidere ?

Dove si trova nel Corano la giustificazione del suicidio in nome di Allah ?

Caro baba ti invito a trovare i versi del Corano e a comunicarmeli, perché io, che ho veramente studiato direttamente in arabo il nostro libro sacro, non li ho ancora trovati.

O forse sono gli sceicchi del terrore ubriachi di petrodollari e gli ayatollah dell’ingiustizia ubriachi della loro vanità a spingere i propri fratelli verso la morte per realizzare i loro progetti di odio e di guerra.

Noi donne islamiche abbiamo salvato le vite di Amina e di Safira perché non vogliamo donne e uomini martiri, non vogliamo guerre, vogliamo il riconoscimento dei diritti delle donne e vogliamo fare la volontà di Allah.

Il Corano è la nostra religione e la vita civile internazionale ormai non vuole essere confusa con le leggi religiose.

Io sono una donna musulmana come il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi.

Lo sai, mio caro baba, a chi è stato dato dagli uomini giusti dell’Occidente il premio Nobel per la pace ?

Proprio a Shirin Ebadi, una donna musulmana dell’Iran, una donna che combatte per le riforme civili contro il potere ingiusto degli ayatollah, una donna che non vuole più che il Corano sia la difesa dei soprusi dei maschi.

Mio caro baba, ti ho detto tanto e ti ho detto troppo, ma non ti ho detto ancora tutto, ma stai tranquillo perché quello che ti devo ancora dire è sempre qualcosa di bello.

Se la tua figlia prediletta Mabia è diventata così, chiedilo a te stesso e nel profondo del tuo povero cuore troverai la risposta più vera e nella tua limpida mente troverai la giustificazione più logica e naturale.

Che Allah ti conservi ingenuo per i miei peccati più belli e inconfessabili, oltre che per la delizia del mio cuore e che il Misericordioso non abbia fretta di darti il premio che meriti, il premio degli uomini giusti e devoti nel nostro Giardino.

Per morire c’è sempre tempo per gli uomini di grande valore; adesso resto in attesa della tua rabbia di uomo testardo, ma sono convinta che dopo due giorni ritornerai ad essere soddisfatto di quella bambina che ti portavi a spasso per il mercato di Dakka e che un giorno ti sei lasciato sfuggire dalle mani per darle la possibilità di realizzare il suo sogno di libertà.

Credimi !

E non continuare a essere un brutto asino, perché altrimenti questa volta devo proprio e soltanto bastonarti !

E credi una volta per sempre alla tua devota Mabia.

Savar, mag mash, 200…

Dolce figlia Mabia,

“Mi rifugio nel Signore degli uomini,

Re degli uomini,

Dio degli uomini,

contro il male del sussurratore furtivo,

che soffia il male nei cuori degli uomini,

che venga dai demoni o dagli uomini.”

Con tanto amore e venerazione, credimi; il tuo baba.

AKHTER MABIA 19

San Biagio di Callalta, 30 aprile 200

Al mio caro baba arrivano tanti saluti e tanti baci da sua figlia Mabia.

Ho ricevuto la tua amara lettera e non so se essere dispiaciuta perché stai male o essere addolorata per le cose brutte che mi dici e per le minacce che mi fai.

Sicuramente sono molto confusa e quasi, mio caro baba, non ti riconosco più come quella bella persona che tu sei sempre stato per i miei occhi e per il mio cuore al tempo della nostra felicità.

Eppure nella mia confusione mi sento molto forte, sicura e decisa a fare le scelte giuste per difendermi dalla violenza degli altri, per rispettare le Leggi di Allah, per vivere con decoro la mia vita, per consentire a mio figlio Pervez di realizzarsi nel migliore dei modi e da buon musulmano, per concedere a me stessa la dignità di una persona che esiste in questo mondo e che è sicuramente passata da queste parti e che vuole lasciare una piccola traccia di questo suo essere esistita proprio in questo mondo e di essere passata proprio da queste parti.

E tutto questo lo voglio fare senza arrecare offesa a nessuno e in primo luogo al Misericordioso.

Però, prima di iniziare questa triste lettera, una lettera che non avrei mai voluto scrivere e soprattutto al mio baba, voglio pregare insieme a te per confermarti quanto sono devota a Colui che mi ha dato la possibilità della vita eterna e a Colui che mi ha dato la vita terrena, il mio Dio e il mio baba.

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

La lode appartiene al Allah, Signore dei mondi,

il Compassionevole, il Misericordioso,

Re del Giorno del Giudizio.

Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.

Guidaci sulla retta via,

la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né degli sviati.

Amin.

Caro ba, adesso posso cominciare a scriverti con il rispetto dovuto e con tutta la devozione di una figlia che sa riconoscere le sue nobili radici senza distruggere l’albero millenario della fede e senza mancare di riverenza nei confronti di un padre confuso e deluso.

Mio caro ba, io ho paura.

Tu devi capire soltanto questo e devi infilartelo nella testa dura che hai e non devi dimenticarlo mai più anche perché io non te lo ripeterò mai più: io ho paura di stare con Joshim per il semplice motivo che è stato e continua a essere una minaccia per la mia vita e per quella di mio figlio.

Io non sono andata via da mio marito per capriccio o per mancanza di rispetto o per umiliarlo o per le mille altre stupidaggini che tu mi dici e che la gente ignorante dice soltanto perché ha la bocca per parlare e non ha il cervello per pensare.

Io sono scappata da mio marito semplicemente perché avevo e ho paura che possa ancora fare del male a me e a Pervez.

Hai capito, mio caro ba ?

Joshim è un violento, ha tentato di uccidermi e ha ucciso la mia bambina.

Joshim è un assassino e io non posso riconoscerlo come l’uomo che mi vuole bene e che non può stare senza di me come va dicendo in giro ai suoi amici.

Joshim è un miscredente e non ha mai rispettato le leggi di Allah anche perché è un ignorante ed è cresciuto in mezzo alla campagna come una bestia.

Joshim si ubriacava, mangiava la carne di maiale, giocava d’azzardo, bestemmiava il dio dei cristiani, non ha mai fatto l’elemosina, usava la droga e perdeva la testa con tanta facilità al punto che anche il dottore dell’ospedale di Treviso ha detto che era mezzo pazzo.

Adesso, caro ba, dimmi come io e il mio bambino potevamo e possiamo stare insieme a un pazzo assassino.

Se non mi sai rispondere, allora vieni tu a curare la mia paura.

E invece di capire e di avere fiducia nella figlia, cosa fa il mio baba ?

Il mio baba prima mi capisce, poi non mi capisce perché si lascia convincere dalla gente ignorante di Savar, quelli che non sanno quello che dicono e aprono la bocca soltanto per dire stupidaggini.

Oppure devo pensare che il mio baba finge di non capire e mi provoca ?

E allora cosa mi scrive ?

Il mio baba mi ricatta nella maniera più spietata maltrattando ma e minacciando di ripudiarla se io non ritorno con il pazzo furioso di mio marito Joshim.

Ma cosa c’entra tutto questo e cosa significa ?

Io credo, caro ba, che tu sei malato e non capisci più niente, perciò devi affrettarti a fare il pellegrinaggio a Makka, perché, se continui così, sei sulla strada giusta del peccato e della miscredenza, proprio tu che sei sempre stato un esempio di fede e di onestà morale per il tuo paese e proprio tu che hai consultato tutti i molovì di Dakka per sapere se rientrava nella legge di Allah la possibilità che la moglie si separasse dal marito perché lui la maltrattava e la picchiava.

E sono sicura che non hai detto ai molovì che Joshim mi ha anche ucciso la bambina che portavo nella pancia buttandomi giù dalle scale.

Ma vergognati di dire e di fare certe cose, devi soltanto vergognarti ai miei occhi e agli occhi del Giusto e del Provvidente perché le tue esagerazioni sono diventate ingiustizie belle e buone e grandi peccati nei confronti di Allah.

Fortuna che Lui è un Perdonatore, ma soprattutto è molto comprensivo nei confronti degli imbecilli e molto paziente nei confronti dei presuntuosi.

E tu, caro baba, sei imbecille e presuntuoso perché hai pensato e pensi che tua figlia Mabia, quella donna che hai cresciuto con l’orgoglio di essere musulmana e che hai voluto che da piccola studiasse il Corano direttamente in lingua araba, da quando abita in Occidente, ha dimenticato tutti i tuoi buoni insegnamenti e che magari lascia il marito per un altro uomo o fa la puttana per gli italiani che hanno voglia di arare il campo di una donna esotica dalla pelle olivastra.

Ma cosa hai pensato e cosa pensi che io abbia dimenticato i tuoi insegnamenti e quelli di ma e che io non sia più credente perché mi sono lasciata abbagliare dall’oro dell’occidente.

Tu hai pensato per me quello che effettivamente è successo a Joshim.

E allora questi discorsi li devi fare a lui e non a me.

Adesso vengo al fochir e al molovì, ma più che altro vengo ai molovì di Savar e di Dakka perché sono stati fuorvianti come i miscredenti o non hanno capito come stava veramente la questione.

Il fochir è un pover’uomo costretto a combattere i gin maligni di Iblis e lasciamolo affaccendato in questo suo lavoro di purificazione dal male anche se a volte i gin maligni siamo noi stessi e non i demoni di Iblis.

E’ molto facile dare tutte le colpe a Iblis e ai suoi degni compari e non assumersi le proprie e giuste responsabilità, mio caro baba, dico che tante volte i figli di Allah dovrebbero essere più coscienti nei pensieri e coerenti nelle azioni senza scomodare il Provvidente e i suoi nemici nelle cose personali e quotidiane.

Allah è Misericordioso e Provvidente, ma nelle cose serie e importanti e non nelle sciocchezze degli uomini.

Joshim mi picchiava e i gin maligni non c’entrano niente, più che altro c’entrano e tanto l’alcool e la droga.

Di questo passo diremo che Allah è un Dio cattivo perché è responsabile dei gin maligni e perché non annienta Iblis e lo lascia andare in giro a fare del male ai suoi figli.

Ripeto, mio caro baba, Allah è un Dio serio e per bene, non può essere chiamato in causa nelle azioni che dipendono dalla tua volontà come l’avere fede in Lui o rispettare la propria moglie o amare i propri figli.

Adesso, caro baba, ti chiedo il permesso di prenderti per mano e di portarti a visitare il Corano sul nostro problema e, se mi segui con la necessaria umiltà, ti accorgerai che non c’è niente di scandaloso o peggio ancora di peccaminoso se marito e moglie si separano, perché Allah nella sua infinita preveggenza e nella sua immensa provvidenza ha previsto tutto e soprattutto senza alcuna condanna per la donna.

Se ben leggi e ben pensi, caro ba, nel mio caso è proprio Joshim che rischia di finire nella Fiamma eterna.

Io ho stretto il patto con Allah e ho giurato di non associargli altro dio, di non rubare, di non fornicare, di non uccidere i miei figli, di non commettere infamia con le mani e con i piedi, di non disobbedire, di non fare nulla che non sia conveniente, ho rispettato ciò che mi è stato affidato e gli impegni che ho preso, ho reso testimonianza sincera, ho curato le orazioni quotidiane, ho digiunato nel mese sacro di Ramadan, sono stata conforto per mio marito, mi sono sempre disposta sotto di lui per essere il campo da seminare quando non avevo il sangue e Allah ci ha dato in premio un figlio maschio che ho curato e curo come le pupille dei miei occhi.

Io non ho nessuna colpa e non ho commesso alcun peccato, io sono una buona donna musulmana, una donna che è stata umiliata e violentata da un uomo che si diceva musulmano e che in effetti si è dimostrato un miscredente, il peggiore dei miscredenti.

Cosa dice il Corano in questi casi ?

Cerco di spiegartelo con le stesse e semplici parole del nostro Libro sacro.

Se una donna teme di non essere amata da suo marito o addirittura di essere odiata, non ci sarà colpa alcuna se si accorderanno tra loro, perché l’accordo è la soluzione migliore in ogni caso di separazione e Allah nella sua generosità darà a entrambi i doni della sua abbondanza, perché Allah è immenso e saggio e la donna pura e casta non è per il miscredente.

Coloro che accusano le loro spose senza avere altri testimoni che se stessi, devono giurare in nome di Allah quattro volte e alla quinta volta devono invocare la maledizione su se stessi se hanno detto il falso.

Alla moglie deve essere risparmiata la punizione se lei attesta quattro volte in nome di Allah che non ha mentito e la quinta volta deve invocare l’ira e la punizione di Allah se non avrà detto la verità.

Ebbene, caro ba, io ho detto la verità, ho detto sempre e soltanto la verità, sono pronta ad attestare mille volte di fronte ad Allah la mia innocenza e sono pronta a invocare ancora mille volte l’ira e la punizione di Allah.

Io voglio restare quella che sono, una donna musulmana e quindi non voglio tirare in ballo contro Joshim i documenti dello stato italiano o le carte della polizia italiana.

Io seguo devotamente soltanto la Legge del Corano e per la mia Legge io sono in perfetta regola e non c’è molovì di Dakka o di Makka, tanto meno di Savar, che possa dimostrare il contrario, perché Allah è dalla mia parte e perché io sono sempre stata dalla parte di Allah.

E Allah tutto questo lo sa e non può punirmi in alcun modo, per cui qualsiasi giudizio di Dio io lo supererei senza alcun dubbio e con la massima certezza perché Allah è il Giusto e io sono nel giusto.

E, se qualche molovì mi condanna, io dico che questo avviene soltanto perché costui è un maschio e un ignorante, ma non certo perché costui conosce il Corano e applica la Legge di Allah.

Comunque, ricordati ba, che noi musulmani non abbiamo sacerdoti di nessun tipo a cui obbedire e che la nostra religione non concede poteri divini a uomini speciali, noi musulmani siamo tutti di Allah e soltanto di Allah e siamo direttamente di fronte a Lui e non abbiamo intermediari ed è giusto così perché questi possono essere ignoranti o interessati, pieni di pregiudizi e poco obiettivi, al servizio di Iblis e contro le Leggi di Allah.

La Legge di Allah è il Corano e allora io sono innocente e libera, io sono la parte offesa che deve essere difesa e il mio baba, che dice tanto di voler difendere sua figlia Mabia e suo nipote Pervez dalla violenza di Joshim, mi accusa di essere nel torto e mi invita a ritornare da mio marito perché la gente ignorante del suo paese fa tante chiacchiere e dice delle enormi stupidaggini e fa sentire a disagio proprio lui che era ed è un giusto e un uomo di giustizia.

Ma ancora non è finita, perché il mio ba addirittura passa alle minacce e mi dice che, se non ritorno da mio marito, ripudia la mia ma, si risposa con altre donne, si fa un’altra famiglia e possibilmente con tanti figli maschi, quelli che non gli ha saputo dare la povera ma perché lui ha ancora il seme, mentre ma è una donna vecchia che non ha più il sangue e quindi si può buttare in mezzo alla strada a chiedere l’elemosina visto che nessuno la vorrebbe come prostituta.

Una bella commedia o una bella tragedia, mio caro ba ?

Dobbiamo ridere o dobbiamo piangere, mio adorato ba ?

Io spero soltanto che Allah non abbia mai ascoltato queste tue malvagità e neanche letto nei tuoi pensieri crudeli, perché altrimenti la Geenna è pronta ad ingoiarti per l’eternità.

Altro che il Giardino delle Delizie !

Mio caro ba devi soltanto vergognarti e la vergogna non sarà mai abbastanza per assolvere il tuo peccato di violenza e di superbia.

Joshim non è il solo a essere violento, perché anche tu, mio caro ba, non sei da meno e allora devo pensare che questa malattia appartiene a tutti gli uomini musulmani e che ci deve essere una causa comune e che forse questa è l’interpretazione del Corano da parte dei maschi e dal loro punto di vista e a loro favore e contro le donne.

E’ vero che Allah conosce quello che ogni femmina nasconde, conosce la diminuizione degli uteri e il loro aumento e che ogni cosa ha la giusta misura presso di Lui, ma questo non significa che noi donne siamo delle botti da riempire e siamo soltanto uteri che servono per fare figli; anche noi femmine e donne siamo figlie di Allah.

Quindi, mio caro baba, non esiste scandalo se io mi separo da Joshim e ti prometto che non accuserò Joshim per tutto quello che ha fatto contro di me, contro mio figlio e contro la mia povera bambina.

Per la nostra Legge Joshim mi può anche ripudiare come se io fossi stata una moglie malvagia, può fare anche questo e lo faccia pure, purché mi lasci in pace una volta per tutte e perché le nostre strade si sono divise e non s’incontreranno mai più.

Io ho un figlio e devo lavorare per mantenerlo agli studi, devo stare bene e non posso stare male al pensiero di tutto quello che mi ha offeso e umiliato.

Mio caro baba, questa è la verità e non è la verità di una donna debosciata e infedele, questa è la verità di una moglie che ha sofferto mille volte per colpa di un marito ignorante e tutto il resto è menzogna e tu devi credere soltanto a tua figlia Mabia e a nessun altro, devi credere al tuo cuore perché il tuo sangue non mente e anche se noi apparteniamo soltanto al Misericordioso, i legami della famiglia sono importanti finché si è in vita.

Mi meraviglio, quindi, del tuo accanimento contro di me e contro ma, so che tu conosci bene il Corano e che pensavi con l’orgoglio del maschio ferito, ma io non ho nessuna intenzione di fare quello che tu mi chiedi e tanto meno di provare ancora una volta a stare con mio marito soltanto perché lui adesso dice di essersi pentito e di essere diventato un’altra persona.

Ma di cosa doveva pentirsi mio marito Joshim se non ha fatto alcun male ?

Come vedi, caro ba, qualcuno non ragiona e certamente non sono io, almeno in questo caso e questa volta non sono io.

Io non voglio tornare in Bangladesh per sistemare la questione e semplicemente perché per me la questione è stata risolta e quindi, ancora per me, la questione non esiste più.

Non ti nego che, ritornando in Bangladesh, ho tanta paura che mi succeda qualcosa di brutto e sono convinta che tu non sia più in grado di difendermi perché sei ormai vecchio e fuorviato e io non voglio essere sfregiata con il vetriolo da un delinquente che è stato pagato dai parenti di Joshim per punirmi ancora di quello che non ho mai fatto e per premiare ancora una volta l’ignoranza e la violenza di mio marito.

Nella mia vita adesso ci sono cose più importanti e devo portarle a termine come una brava madre e come una degna donna.

Nella mia vita ci sono degli appuntamenti importantissimi a cui non posso mancare.

Caro baba, prega !

Non ti resta che pregare !

Io ti chiedo di essere umile e di accettare il consiglio di tua figlia Mabia.

Prega, perché sei nell’errore e poi ricordati che i figli non sono tuoi, ma di Allah e che loro hanno il dovere di rendere conto delle loro opere soltanto all’Onnipotente nel Giorno del Giudizio quando ci sarà per i buoni il Giardino delle Delizie e per i malvagi la Fiamma ardente.

Ricordati che tutto appartiene ad Allah ed è Lui che concede figli maschi e femmine a chi vuole, è Lui che rende sterile chi vuole, è Lui che dispone la quantità e la qualità degli uteri da mettere a disposizione per i maschi, per cui ricordati sempre che i figli non sono dei genitori e allora io ho il diritto di fare quello che voglio e di rispondere soltanto a Lui di quello che ho fatto.

Io sono nel giusto e non sono tra i perdenti, mentre tu in questo momento sei tra gli ignoranti che confondono le cose sacre con le cose umane.

E allora vai a purificarti, prega e chiedi perdono per i tuoi errori.

Tu vuoi ripudiare ma, una donna che non ha più il sangue del mestruo, ma non puoi farlo perché lei non ha commesso alcuna indecenza e anche se tu non la vuoi più devi tenerla con te e non scacciarla e gettarla in mezzo alla strada a chiedere l’elemosina dopo tutto quello che ha fatto per te.

Anche questa è la Legge di Allah e tu l’hai dimenticata.

Comunque devi sapere che io non permetterò mai che la mia ma faccia questa brutta fine, perché io la porterò con me in Italia e finalmente la mia povera ma avrà una vita degna di una donna musulmana libera e capirà che ha inutilmente sofferto per un uomo ingiusto e per una brutta bestia come te.

Io so che tu mi vuoi ricattare e che le cattiverie che dici non escono dal profondo del tuo cuore, ma stai sbagliando anche in questo e ancora una volta perché io non posso, ti ripeto io non posso, non ti ho detto che non voglio, tornare indietro.

Io non posso tornare indietro.

La separazione da Joshim non è un mio capriccio, ma è una necessità per sopravvivere e per cominciare finalmente a vivere da musulmana e senza sofferenze inutili.

Io sono nel giusto e sono andata via da lui perché non era un musulmano e perché era un pazzo e un ignorante.

Adesso ho finito di scrivere tutto quello che pensavo e che volevo dirti.

Sappi che sono molto arrabbiata con te, ma non sono delusa semplicemente perché io so che sei stato e sarai sempre il primo grande amore della mia vita e quindi sono costretta dal mio cuore ad amare il mio asino con tutti i suoi difetti.

Che Allah illumini il mio caro baba e bastoni il mio testardo asino e che non si possa mai dimenticare del grande bisogno che io ho nella mia vita della Sua Clemenza e della Sua Provvidenza.

Ricevi tanti baci e tanto amore da tua figlia Mabia.

Credimi !

AKHTER MABIA 18

Savar, ashar mash, 200…

Cara Mabia,

le tue sorelle Jasmina e Rita ti scrivono con tanta preoccupazione per informarti di quello che sta succedendo nella nostra famiglia dopo che è scoppiata la prima bomba del fatto che tuo marito Joshim picchiava te e maltrattava il piccolo Pervez e dopo la seconda bomba che tu sei andata via da tuo marito e con tuo figlio a vivere nella casa della moglie del direttore.

Subito baba si è tanto arrabbiato con suo fratello maggiore Massud, quello che a suo tempo ha voluto il tuo matrimonio con Joshim e ha insistito tanto perché si facesse; poi baba è andato a Dakka dai genitori di Joshim per accusare il loro figlio di essere un debosciato che non ha timore di Allah e delle sue leggi e di essere un uomo ignorante di campagna e vissuto in mezzo alle scimmie e ai serpenti.

In quel periodo baba era tanto preoccupato per te e per Pervez e si chiudeva nella stanza a piangere per tutto il giorno e stava sempre zitto e non parlava mai con nessuno e non usciva più di casa.

Se qualcuno lo cercava per qualche affare, gli faceva dire da ma che stava male o che aveva i vermi nello stomaco e non poteva muoversi perché doveva andare sempre di corpo.

Poi ha parlato con il fochir e con il molovì di Savar e poi è anche andato dal molovì più importante di Dakka ed è tornato tanto arrabbiato con te dicendo che avevi fatto una cosa che la nostra Legge non permetteva e che Allah non ti avrebbe mai perdonato: tu, femmina e moglie, avevi lasciato Joshim, maschio e marito.

Questo è il grande reato che ti condanna alla lapidazione e questo è il grande peccato che ti condanna alla Fiamma ardente.

Naturalmente scherzo, ma tu devi sapere che non scherzo poi tanto perché in qualche paese islamico dell’Africa e dell’Asia si usa così e si fa così con le povere donne che tradiscono il marito, le donne adultere tanto per capirci.

Allora baba invece di stare zitto e di piangere, ha cominciato a gridare con tutti e a maltrattare ma e a farla soffrire minacciando di lasciarla e di ripudiarla e dicendogliene di tutti i colori e in particolare che non era stata una buona madre con te perché non ti aveva educato all’obbedienza verso il marito e che aveva fatto di te una persona piena di idee strane nella testa e poi, come al solito, l’ha accusata di non avergli saputo dare un figlio maschio, un figlio che l’avrebbe mantenuto nella vecchiaia e che anche in questa grave circostanza avrebbe potuto aiutarlo a risolvere il problema.

Si è lamentato ancora che ha altre due figlie femmine da sposare e che nessuno le chiederà in moglie perché la nostra famiglia non è ben vista in paese dopo quello che tu hai combinato con Joshim, ha detto che hai reso ridicolo tuo marito agli occhi della nostra gente e io aggiungo che tu hai dimostrato che una donna può essere più forte e più capace di un uomo.

Cara Mabia, una cosa ti diciamo subito io e Rita: noi siamo dalla tua parte e ti appoggiamo anche se non possiamo parlare in casa perché ba è diventato una bestia ed è irriconoscibile ed è tanto arrabbiato con te, con ma e con noi due per il fatto che siamo femmine e nessuno ci chiede in moglie.

Io e Rita ti diciamo anche che siamo contente che nessuno ci chiede in moglie perché questa è una fortuna e noi non vogliamo sposarci con un uomo che ti compra come una capra e che poi fa di te quello che vuole, mentre tu non puoi dire e fare nulla.

Tu ricordi quello che succede nel nostro paese alle donne che non si sottomettono alla volontà di chi le chiede in moglie o del marito ?

Ti ricordi che queste donne sono sfregiate nel viso e nel corpo con l’acido, in modo che per tutta la vita si portano dietro i segni di questa disobbedienza e di questo rifiuto ?

E non devi pensare che le cose oggi sono cambiate nel nostro paese, anche se al governo adesso sembra che vogliono fare le leggi a favore delle donne dopo tutto quello che si vede in televisione e che succede nel resto del mondo dove la donna gode gli stessi diritti degli uomini.

Ancora però nel nostro paese non è successo niente di tutto questo e siamo lontani dal traguardo e io dico che siamo lontani dalla civiltà degli altri popoli a causa di questa nostra religione che non è cambiata dai tempi di Muhammad.

I vecchi del villaggio dicono che noi siamo un popolo speciale perché abbiamo un Dio che ci ha scelto, un Profeta che ci ha detto quale era la volontà di Allah e perché abbiamo la religione perfetta, la migliore rispetto a tutte le altre.

Dicono ancora che soltanto per noi musulmani è preparato un bel Giardino delle Delizie nell’altra vita e per l’eternità.

Anche le donne vecchie e le donne sposate dicono la stessa cosa e dicono anche che le donne dell’occidente sono tutte prostitute e libertine, che non hanno la legge di Dio, ma soltanto la legge del denaro e della sozzura.

Per loro tutta la gente del mondo che non è musulmana è condannata al Fuoco eterno perché non ha la fede e segue altri dei che non sono veri e che sono delle invenzioni superstiziose.

Ma intanto noi donne musulmane siamo schiave e stiamo in questo mondo a soffrire la fame e a morire di parto, noi donne musulmane non abbiamo alcun diritto e siamo degli oggetti al servizio dei maschi e questi fanno di noi quello che vogliono perché la religione è tutta dalla loro parte e li difende in tutto e per tutto e gli permette anche di sfregiare la donna che li ha rifiutati con l’acido o addirittura di uccidere la propria moglie con le pietre se non è stata fedele e di farla colpire anche dagli altri maschi.

Questa è una religione tutta per loro e sembra che se la siano fatta su misura e del resto Muhammad era un uomo, ma la cosa più grave è il fatto che non c’è mai stato nessun progresso, non dico nella nostra religione ma almeno nella nostra Legge in base ai tempi che passano e alle nuove esigenze della gente; non c’è stata nessuna novità nella nostra società e tutto è rimasto così com’era stato fissato nella notte dei tempi.

Spero che Allah non mi abbia ascoltata e che conosca soltanto l’arabo e non sappia leggere il bengalese perché quello che ho detto è veramente un grande peccato, ma è anche quello che io penso e spero che sia Jasmina a pensarlo e che non sia Iblis a farmelo pensare.

Ritorniamo a baba, ai fatti di casa nostra e ai guai che già abbiamo e che sono tanti.

Adesso baba è convinto che tu sia in grande colpa e in grande peccato e scarica la sua rabbia contro ma, minaccia di ripudiarla e di metterla in mezzo alla strada, proprio adesso che è vecchia e non ha più il sangue per darlo a un altro marito, proprio adesso che non potrebbe neanche vivere facendo la prostituta e dovrebbe soltanto vivere chiedendo l’elemosina in mezzo alla strada.

Un’altra cosa ti diciamo subito io e Rita ed è quella che noi difendiamo ma e non la lasceremo mai sola e abbandonata e che siamo contro baba e che faremo di tutto perché le cose vadano bene, anche se è molto difficile perché con le bestie non si può ragionare ma si deve usare soltanto il bastone.

Ma noi purtroppo siamo femmine e il bastone non l’abbiamo neanche in casa per pulire il pavimento con lo straccio.

Una terza cosa ti diciamo io e Rita ed è quella che noi abbiamo pensato di venire in Italia da te portandoci dietro ma nel caso maledetto che baba la ripudia, perché non c’è nessuna ragione per noi di restare in questo paese che non ci piace più e che forse non ci è mai piaciuto e specialmente da quando è arrivata la televisione che ci ha aperto gli occhi facendoci vedere tutto il resto del mondo com’è e come vive e soprattutto come sono e come vivono le donne del resto del mondo, quelle che hanno un destino migliore rispetto a noi e hanno quei diritti che noi donne musulmane dobbiamo ancora avere anche se ci dicono che dobbiamo essere fiere di essere musulmane.

Ma io mi chiedo: di che cosa dobbiamo essere ancora fiere noi donne musulmane che viviamo nella miseria e nel pericolo di essere ammazzate ?

Noi donne musulmane non vogliamo più vivere come bestie selvagge e vogliamo contare qualcosa nella nostra società, quello che è giusto non quello che è in più.

Noi donne musulmane vogliamo fare la nostra vita senza essere offese, maltrattate, sfregiate o uccise dai maschi o dai mariti e non vogliamo più morire prima dei nostri giorni o di parto o di febbre.

Noi donne musulmane vogliamo il progresso in ogni senso, quello che fa soltanto bene a tutti e senza alcuna distinzione di sesso e di razza e di religione e di politica.

E allora, cara Mabia, io e Rita, se le cose vanno male nella nostra famiglia perché ba fa il pazzo, prendiamo ma e veniamo da te in Italia e tu ci sistemi piano piano con un lavoro e così rifacciamo la famiglia a San Biagio di Callalta e non a Savar, mentre il testardo di baba resterà qua e si potrà sposare tutte quelle donne stupide che lui vuole e speriamo che gli diano finalmente un figlio maschio e così la finisce di lamentarsi e di accusare ma di non averglielo saputo dare.

Ma due cose sono certe se succede tutto questo: baba è un povero pazzo e per noi questo suo eventuale figlio non sarà mai nostro fratello perché la nostra famiglia siamo e saremo sempre ma, Rita, Jasmina, Mabia e Pervez.

Cara Mabia cosa pensi di questo nostro bel progetto ?

Pensa saremo tutte nuovamente unite e felici e soprattutto faremo una bella vita senza sofferenze e minacce, senza fame e povertà, senza uomini malvagi di cui avere paura.

Finalmente saremo insieme in un paese come l’Italia dove gli uomini sono gentili e cortesi con le donne e le cercano per fare l’amore con tanta passione e le fanno sentire importanti e orgogliose nel cuore e nel corpo.

Finalmente saremo in un paese come l’Italia dove soprattutto ci sono gli stessi diritti per i maschi e per le femmine e dove c’è quel lavoro che ti rende libera e quei taka che ti permettono di non dipendere più da nessuno e di comprarti quello che vuoi senza chiedere l’elemosina ai tuoi genitori per sentirti ogni volta dire da ba che non lui non ha taka da buttare via per le sciocchezze delle donne.

Noi donne musulmane vogliamo vivere bene in questa vita e poi, dopo la morte, sarà quel che sarà, ma almeno saremo vissute bene in questa vita e avremo deciso da sole quello che vogliamo fare della nostra vita.

Cara Mabia, io e Rita siamo felici di questo progetto e ci sembra un sogno, ma uno di quei sogni che si può realizzare perché si fa di giorno e con gli occhi aperti.

Adesso tocca a te informarti per fare il richiamo e per farci venire in Italia insieme a ma.

Se ci vuoi veramente bene, non potrai fare diversamente al pensiero che noi siamo qui abbandonate anche da baba e siamo in pericolo di vita.

Ti salutano le tue graziose sorelle Rita e Jasmina, che dalla gioia ormai non stanno più dentro la pelle e che tanto sperano in te perché soltanto tu puoi realizzare i loro sogni e i loro desideri.

AKHTER MABIA 17

Savar, ashar mash, 200…

Mia cara figlia Mabia,

è il tuo infelice baba che ti scrive e ti saluta nel provvidente segno di Allah, il Misericordioso e il Perdonatore e nella speranza che la luce della fede illumini sempre di più il buio che incontri nel cammino della tua vita. Ricordati sempre che noi non siamo di noi stessi o dei nostri genitori o dei nostri mariti o delle nostre mogli o dei nostri figli o dello stato o di nessun altro oggetto visibile, noi siamo di Dio, l’Invisibile, e a Lui, soltanto a Lui, dobbiamo rendere conto con tutta la sincerità del nostro cuore e senza poter mentire delle nostre azioni, perché Egli ci vede e vede tutto quello che facciamo e lo ricorda e lo tira fuori nel momento del Giudizio finale quando per noi ci sarà il Giardino o la Geenna, la Delizia o la Fiamma.

Prega insieme a me, figlia mia, affinché le parole della mia lettera non giungano offensive alle tue orecchie e dure al tuo cuore, in maniera che tu ti senta sempre in buona armonia con la volontà del tuo Grande Dio e con i consigli del tuo povero baba.

Recita la Scrittura: “In none di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

Dì: Egli, Dio è Uno, Dio è l’Assoluto.

Non generò, né fu generato e nessuno è pari a Lui.

Io mi rifugio nel Signore dell’alba nascente, contro il male che ha creato e contro il male della notte buia che si estende e contro il male delle soffianti sui nodi e contro il male dell’invidioso che invidia.

Io mi rifugio nel Signore degli uomini, Re degli uomini, Dio degli uomini contro il male del sussurratore furtivo, che sussurra il male nei cuori degli uomini, dal male dei demoni o degli uomini.”

Allah è Grande e il Suo rifugio è immenso e sia sempre fatta la Sua volontà.

Allah è Grande e il Suo ristoro è infinito e sia sempre fatta la Sua volontà.

Adesso mi sento più sereno e posso cominciare a scrivere con animo giusto e devoto in maniera che tu possa leggere la mia lettera con animo pio e benevolo.

Io spero che tu e Pervez stiate bene nella casa della moglie del direttore e di questo sono felice e ringrazio il Magnanime che ha provveduto a farvi incontrare queste buone persone in un brutto momento della vostra vita.

Cara e dolce figlia Mabia, graziosa creatura del mio vecchio e malato cuore, luce dei miei occhi ormai vicini a spegnersi, tu sai che dopo hemonto arriva sempre bosmonto e dopo bosmonto arriva sempre grismo, tu sai che dopo questa vita terrena per noi giusti è preparato il premio della fede nei Giardini di Allah, tu sai che non dobbiamo allearci con gli infedeli perché il nostro Dio è adirato con tutti quelli che non hanno la speranza dell’altra vita e il dono di rivedere la gente dei sepolcri.

Ti penso sempre e non so più cosa pensare di te e di pensiero in pensiero non riesco a distinguere le cose giuste da quelle sbagliate e il mio cervello diventa bollente e comincia a sentire il forte dolore di non averti vicina per poterti consigliare e per poterti amare come la cosa più bella che ho al mondo e che mi è stata ingiustamente tolta.

Penso le cose belle e penso le cose brutte, ma in questi continui pensieri viene sempre fuori tutto il bene che ti voglio e tutto l’amore che nutro per te.

Vorrei dirteli tutti questi miei pensieri, specialmente quelli brutti, vorrei dirtele tutte queste emozioni belle e brutte, ma non ho il coraggio di farlo perché penso di offendere il tuo orgoglio e di scatenare il tuo risentimento.

Se mi prometti, però, che non ti arrabbi, io comincio a scriverli i miei pensieri, ma se ti sentirai offesa, devi promettermi che mi scriverai lo stesso e che non mi lascerai senza tue notizie perché per me sarebbe come morire prima del mio tempo e senza avere Allah nel mio cuore.

Cara Mabia, io so che tu sei una brava donna e che sei stata una moglie devota, io so quello che ti ho insegnato e le buone cose che ti ho dato, ma a volte penso che hai rischiato di farti abbagliare dalle false luci dell’occidente, dalle mode indecenti e dalla mentalità sbagliata delle donne italiane che amano il lusso e la libertà e non si tirano indietro di fronte alla fornicazione senza essere prostitute.

Forse abitando in Italia e senza accorgertene tu sei stata affascinata da nuovi modi di vivere, da nuovi modi di sentire, da nuovi modi di pensare e così il tuo giovane cuore ha messo da parte le sue tradizioni e i suoi costumi e li ha sostituiti con quelli corrotti delle donne italiane.

Ricordati che Iblis ha tentato anche Muhammad e a volte penso che Iblis ti abbia stregato con i suoi gin maligni e ti abbia indotto a legarti a un altro uomo, sicuramente uno debosciato e un libertino, un infedele associatore di tanti dei, un uomo che non ti ha scelto con devozione e che non ti ha portato il dono nuziale, ma un uomo che ti ha preso senza fare alcun patto e soltanto per il gusto maledetto della fornicazione.

Iblis, ricordati Mabia, è capace di tutto questo e di ben altro e di peggiore e io non mi meraviglierei che il fochir trovasse su di te e attorno a te tantissimi gin maligni che ti fanno pensare e vedere quello che non c’è e che ti spingono verso il peccato della fornicazione.

Ma questo io lo dico, ma non lo credo, forse lo temo soltanto o l’ho sentito dalla bocca maligna di qualche parente di Joshim e poi il fochir in Italia non c’è e il suo collega si chiama dottore e non crede ai gin maligni, ma alle infezioni del sangue.

Voglio dire ancora e senza alcuna offesa per te che io penso anche che le donne dell’occidente possano essere per te un grande pericolo e un grande turbamento, ma tu non devi dimenticare che sei ancora una donna giovane e allora non ti confondere mai con loro che sono troppo libertine e amano la parità con gli uomini, quella uguaglianza che nella nostra religione non è concessa alle donne, ma non per cattiveria, ma perché non serve un bel niente alle donne essere uguali agli uomini e perché la Legge di Allah dice chiaramente che la donna deve essere sottoposta al proprio marito e amin.

Amin vuol dire, tu lo sai benissimo, che tutto il resto non si discute perché non esiste, almeno per noi musulmani tutto il resto non esiste e, se esiste, è inutile, ma non devi dimenticare, cara Mabia, che la nostra religione è perfetta e che le altre religioni, invece, sono imperfette.

Tutto il resto è peccato di fornicazione e prostituzione, miscredenza bella e buona, e per questo modo di vivere e di sentire il Misericordioso non ha promesso alcun Giardino delle Delizie, ma la Fiamma eterna e cocente.

Per quanto riguarda l’adulterio, cara Mabia, tu sai che noi musulmani siamo molto precisi e crudeli in questi casi e che in altri paesi l’adulterio è punito addirittura con il giudizio delle pietre e la sentenza di Allah e che soltanto se la donna sopravvive alla lapidazione è considerata innocente.

Io sono sicuro che tu sei una donna sempre fedele ad Allah e al tuo uomo, per cui adesso cerchiamo di stare tranquilli e di ragionare senza cattivi pensieri su quello che è successo e vedrai che troveremo insieme la soluzione migliore secondo la nostra giustizia religiosa.

Tu hai abbandonato tuo marito Joshim perché lui ti picchiava e perché lui faceva tanto male anche al piccolo Pervez; questa è la prima verità e io sono tremendamente arrabbiato con Joshim e l’ho incolpato di fronte ad Allah e di fronte ai suoi genitori per essere stato un debosciato e un infedele.

Cara Mabia, io capisco la tua reazione di andare via da lui e di difendere la vita tua e quella di tuo figlio, ma io ho parlato con il molovì e anche lui ha capito il tuo comportamento, ma non lo ha giustificato e ha detto che tu, dopo che il pericolo è passato, devi ritornare a casa tua perché tu sei la moglie di Joshim e appartieni a tuo marito.

Io come tuo baba ti posso capire e ti capisco, ma anch’io, dopo che mi è passata la rabbia e pensandoci bene e dopo aver tanto pregato, non riesco a giustificare il tuo comportamento e non riesco a capire la tua scelta di lasciare tuo marito.

Joshim ha telefonato ai suoi genitori e ha detto che non ti ha fatto tutto quel male di cui tu lo hai accusato, che la bambina è morta per natura e che lui non ti ha buttato giù per le scale e che sei caduta per un incidente e che tu lo hai voluto accusare perché sei una donna infedele e forse ti sei innamorata di un altro uomo italiano e che sei andata ad abitare a casa del direttore e che tutto questo non va assolutamente bene per una donna e una moglie musulmana.

Joshim dice che ha sempre pregato e che ha sempre fatto l’elemosina, che non ha mai bevuto alcolici e mangiato carne di maiale e che non ha mai giocato d’azzardo, che non ha mai conosciuto altra donna al di là di sua moglie e lui continua a dire che, se ha sbagliato in qualcosa non si è accorto e che adesso si è pentito ed è diventato veramente buono perché ha capito i tesori che ha perduto, sua moglie Mabia e suo figlio Pervez, e vuole vivere una vita d’amore verso i suoi cari senza dimenticarsi mai di Allah e delle sue Leggi.

Joshim ha parlato al telefono con il molovì e gli ha ancora detto che lui è un figlio devoto verso i genitori e che ogni mese, da quando è partito, ha mandato loro i taka che servivano per vivere e che Allah sa tutto questo e lo premierà nel Giardino delle Delizie perché questa è la verità e ci sono anche le ricevute dell’ufficio della posta che confermano che non è un figlio debosciato e che ha ubbidito alla legge di Allah senza alcuna ombra di dubbio.

E allora, cara Mabia, chi racconta le bugie ?

Dimmi, cara Mabia, chi racconta le menzogne ?

E allora, cara Mabia, tu devi dire al tuo povero baba qual’è la verità.

Joshim ha detto ancora al molovì che tu lasciandolo hai messo in ridicolo la sua dignità di uomo musulmano di fronte ai suoi amici in Italia e che tutti ridono di lui perché è stato un debole e si è fatto lasciare da sua moglie e che è un incapace perché non sa tenere con sé una donna proprio perché non l’ha bastonata abbastanza come fanno loro con le loro mogli.

Ma devi sapere che anche le loro mogli sono contro di te e ti disprezzano perché hai dimenticato le tue radici e le nostre leggi e perché ti sei fatta tutta italiana e non porti più neanche i nostri abiti e lo shari.

Sarà la verità ?

Questa è la verità che Joshim continua a ripetere a tutti per posta e per telefono e i suoi genitori l’hanno detta a tutti i conoscenti di Savar e di Dakka e tutto il paese è ormai dalla sua parte e condanna te perché lo hai abbandonato e lo hai offeso lasciandolo solo e andando ad abitare in una casa dove c’è un altro uomo, un uomo italiano che non è musulmano.

Cosa devo dirti ancora ?

Ricordati, mia graziosa e dolce figlia Mabia, che tu sei e resterai sempre una donna musulmana e che sei e resterai sempre una donna sposata con un musulmano, una donna islamica che vive e lavora in Italia, ma che nel profondo del suo cuore recita ogni giorno le sue preghiere, fa l’elemosina con devozione, digiuna nel mese di Ramadan, fa la volontà dell’Onnipotente e che prima o poi farà il pellegrinaggio a Makka.

Ricordati una volta per tutte, se lo hai dimenticato, che tuo marito può ripudiarti con il giusto compenso e la giusta benevolenza e che lui può avere anche altre donne, se lo vuole, ma ricordati che tu non puoi lasciarlo senza cadere in un grande peccato agli occhi di Allah e dei tuoi fratelli musulmani.

Adesso Joshim vuole tornare da te e da suo figlio e tu devi dargli la possibilità di riprovare e così dice anche il molovì e forse anch’io comincio a pensare che sia giusto così.

Tu per la legge italiana puoi chiedere il divorzio, ma la legge italiana non c’entra niente con la legge islamica, perché la nostra Legge è la nostra religione, quella di Allah, mentre in Italia i cristiani non sono la legge.

E poi i cristiani, non dimenticarlo mai cara Mabia, sono imperfetti e associatori e quindi libertini e debosciati e alla fine dei tempi e nel Giorno del Giudizio per loro ci sarà soltanto la Brace ardente della Geenna.

Cara Mabia, tu sai che io a Savar sono un uomo di giustizia e amministro il bene e il male secondo la nostra religione e la nostra cultura, per cui devi capire che in questa situazione mi trovo in un grande tormento fatto di disagio e di imbarazzo, perché la gente parla male di me e mi prende addirittura in giro dicendo che io non posso risolvere i problemi degli altri perché non so risolvere i miei problemi e dice ancora, insultandomi, che io predico bene e opero male e che per mia figlia applico una legge diversa da quella di Allah, una legge che mi sono inventato io e che non corrisponde alla volontà dell’Onnipotente.

Mi sento deriso quando vado in giro e per questo motivo non esco più di casa, mi sento umiliato e non riesco più a mangiare e sono diventato più magro di prima.

Anche la tua ma, poverina, non sta bene e non esce più di casa per non essere derisa dalle donne stupide del paese, quelle che non hanno il cervello neanche per riempire la testa di qualcosa e poterla reggere sopra il collo.

Il fochir mi ha tirato via i gin maligni e mi ha dato uno sciroppo di puishac da prendere tre volte al giorno e una dose abbondante di palonshac da prendere al mattino appena sveglio per tirarmi su, ma io non riesco più a dormire e quindi non capisco quando lo devo prendere.

Quando sto male mi tremano le braccia e le gambe come se fossi attaccato al palo della corrente elettrica di Dakka.

In questa situazione l’unica cosa che mi libera il cuore e mi scarica lo stomaco è il pianto, ma io sono un uomo e non posso piangere perché il pianto è delle donne stupide e io non sono una donna e non dovrei essere neanche uno stupido.

Ti ho già detto che mi sono consultato con il molovì del nostro paese e ho incontrato a Dakka anche il molovì della Moschea e quest’ultimo mi ha detto ancora una volta che la nostra religione impone la sottomissione della donna al maschio e più che mai e in particolare della moglie al marito.

Mi ha anche letto i versi delle Surat del Corano, quelli che dicono, appunto per il tuo caso, che se qualcuna delle vostre spose fugge verso gli infedeli, quando avete la meglio su di loro, dovete punirle perché hanno peccato.

Mi ha ricordato la necessità di rispettare i patti e gli impegni che sono stati contratti nel momento del matrimonio, perché questa è anche la condizione per entrare nei Giardini di Allah dopo la morte.

Il molovì di Dakka mi ha detto che la donna è nata da un uomo e che Allah l’ha creata come la compagna dell’uomo e che la femmina è stata tratta dal maschio ed è stata fatta per il maschio.

Cara Mabia, devi sapere che il molovì di Dakka è un uomo quasi cieco perché ha studiato molto e conosce il mondo perché ha viaggiato in tanti paesi occidentali e ha detto che anche i cristiani non hanno il divorzio e che anche le donne cristiane stanno sotto il marito nel bene e nel male e che sono al suo servizio fino alla morte.

Anche se la loro religione è imperfetta, almeno in questo caso, ha detto ancora il molovì di Dakka, i cristiani sono d’accordo con i musulmani.

Il molovì di Dakka dice ancora che i cristiani in Italia sono ipocriti e non credono in nessun dio perché entrano in chiesa per pregare e quando escono bestemmiano il loro dio, non seguono i comandamenti di Mosè, mangiano per tutto l’anno la carne di maiale, si ubriacano con gli alcolici e si bruciano il cervello con le droghe, giocano d’azzardo e sono fornicatori perché le loro donne sono libertine e vanno con gli uomini che non sono i loro mariti, ma sono i mariti delle altre donne che, come ti dicevo prima, sono libertine.

E’ tutto un giro di corruzione e di peccato, mia cara figlia Mabia, è tutto un mondo dove regna Iblis con i suoi gin maligni e dove si diverte alla grande.

Tu sei una donna islamica e devi stare molto attenta a non cadere in tentazione perché sei nella terra dove domina Iblis e devi sapere che Iblis, quando ti prende, non perdona, ma ti rovina soltanto.

Tu devi capire, cara Mabia mi ripeto ancora una volta non perché sono stupido ma per fartelo entrare nel cervello e soprattutto nel cuore, che non puoi separarti e non puoi divorziare perché da noi non è come in Italia che c’è il divorzio e così è possibile che il marito e la moglie rompano la coppia e uccidano la famiglia senza scandalo e senza colpa, da noi è in vigore la sola e la vera Legge, quella che Allah ha rivelato a Muhammad e che è stata scritta nel Corano e questa Legge dice che tu Mabia non puoi lasciare tuo marito Joshim.

Quanto mi sento male nel dirti queste cose e sapendo che effettivamente Joshim ti ha umiliato, ti ha picchiato, ti ha ucciso la bambina, ti ha mandato in ospedale, ha maltrattato Pervez e mi fermo qui con l’elenco dei suoi peccati perché io non voglio sostituirmi al Misericordioso, altrimenti anche per me si prepara la Fiamma ardente.

Eppure devo dirti queste cose perché, prima di essere le nostre leggi, sono la nostra religione, l’Islam di Allah.

Forse è vero che, rispetto agli altri paesi del mondo, in Bangladesh la donna ha pochi diritti e molti doveri, ma questa è la volontà di Allah e da noi viene prima la religione e poi la legge e la legge deve essere conforme alla religione, mentre dove tu abiti, Mabia, c’è soltanto la legge degli uomini e le religioni sono tante e tutte imperfette e poi c’è Iblis che regna e corrompe anche i nostri figli migliori, quelli che hanno lasciato il loro paese e si sono trasferiti per essere sfruttati al prezzo di una ciotola di riso in più.

E allora tu devi ritornare da tuo marito per dare l’ultima prova di buona volontà e di rispetto delle nostre leggi e anche perché Joshim ha promesso che farà il buono e che si comporterà come un vero figlio di Allah nei confronti della moglie e del figlio.

Così ha detto anche al molovì di Dakka quando gli ha parlato per telefono.

E io chi sono e cosa posso dire ancora ?

E io chi sono e cosa posso fare ancora ?

Io sono un povero padre che non capisce se ubbidire alla legge del sangue e difendere la figlia uccidendo quel porco di Joshim o se ubbidire alle Leggi di Allah e condannare sua figlia e il suo sangue.

Io chi sono ?

Io sono un povero uomo che soffre tantissimo e impazzisce lentamente e che vuole soltanto morire perché il dolore e il conflitto sono grandi, tanto grandi, troppo grandi per le poche forze che sono rimaste in questo scheletro.

Vorrei, pur tuttavia, ancora dirti di non confonderti con le donne italiane che divorziano e sono lontane da dio, che sono impure e imperfette, vorrei dirti di non essere come loro e di non imitarle soltanto perché lo penso veramente e vorrei che tu ti mantenessi islamica anche nella cura dei piedi e delle mani.

E’ vero che da noi anche se una donna viene sfregiata non si cerca il colpevole.

E’ vero che c’è questa violenza e che non viene punita, ma a te questo ancora non è successo perché sei stata una donna sempre devota e buona, ma adesso tu devi tornare da tuo marito e lo devi fare soltanto per Allah e non per Pervez o per il molovì, non per il tuo baba e la tua ma, soltanto per Allah, perché questa è la Sua Legge e la Sua volontà.

Allora ti prego di avere giudizio e di fare questa prova perché è giusta ed è quella che ti ha insegnato anche la tua famiglia.

Tu sai che io ti ho voluto bene come una figlia speciale e preziosa, tu sai e ricordi quanto sono stato e sono orgoglioso di te, ma io non ti ho confuso con i miei desideri di avere un figlio maschio e ho sempre voluto che tu fossi una brava femmina e una brava moglie e non un maschio ribelle e prepotente.

Anche se hai sofferto e Joshim è in torto, ti prego, fai una prova per Allah e di questo tuo pio gesto saranno contenti anche baba, ma e Pervez, un bambino che ha bisogno sempre di suo padre anche se è un uomo cattivo come i gin di Iblis.

Cosa diresti, cara Mabia, se io ripudiassi la tua ma e la lasciassi al suo destino ?

Io posso farlo perché sono il marito e ma non può farlo perché è la moglie.

A questo punto cosa penseresti di me se ti dicessi che, se non torni da tuo marito per riprovare a viverci insieme, io lascio tua madre e mi prendo un’altra donna e un’altra donna ancora e tutte quelle che la nostra legge mi permette ?

Forse penseresti che sono uno stupido e un debosciato o che mi sono fumato il cervello con l’oppio, ma io non sono tutto questo che tu pensi, perché io ho soltanto ubbidito e rispettato la legge di Allah.

Questa è la volontà di Allah e questa è la nostra religione e la nostra Legge, la Legge del Corano, quella che nel mese di Ramadan Allah ha dato a Muhammad e che il nostro profeta ha rivelato in tutto e per tutto a noi musulmani senza dimenticare niente, neanche un’unghia di cammello o un nocciolo di dattero e Muhammad è stato chiaro e chi non vuole capire e ubbidire è soltanto un miscredente e un associatore di divinità.

A questo punto io chiudo la lettera e ti dico soltanto che mi sento impazzire e ti prego di fare quello che ti ho detto e amin.

Ti bacio con il vero cuore di un uomo credente e di un padre affettuoso.

Credimi !

Il tuo baba.

E credimi sempre !