AKHTER MABIA 12

Savar, srabon mash, 200…

Allah il Grande ti benedica e ti custodisca sempre e dappertutto.

Tu in queste disgrazie affidati a Lui senza chiedere nulla per te, ma per esprimere all’Onnipotente soltanto tutta la tua fede.

Cara figlia Mabia è il tuo baba che ti scrive con la speranza che almeno quando arriverà questa lettera tu e Pervez stiate bene.

Io non sto tanto bene da quando ho saputo che sei andata via di casa perché Joshim ti ha maltrattata, ti ha fatto perdere la bambina, ti ha picchiato con una sbarra di ferro e sei finita in ospedale con le costole rotte.

Mi dicevi che per tanti anni hai vissuto male con tuo marito Joshim e ti chiedo perché non hai mai detto niente al tuo povero baba.

Sono forse un estraneo o una persona qualsiasi che non ti vuole bene e non si preoccupa per te ?

Mi rendo perfettamente conto che per natura non sono espansivo e preferisco tenere tutto dentro di me, ma tu sei mia figlia e hai sbagliato a fare come me e a non dirmi il tuo dolore di essere lontana dalla tua famiglia e di non essere amata da chi ti ha portato via da me promettendoti una vita migliore e al posto di cure e di premure ti ha dato soltanto lacrime e violenze.

O forse tu hai pensato che io sono uno stupido e che non capisco niente ?

Hai ragione, io sono uno stupido, perché ti ho fatto sposare un debosciato libertino e un ignorante, un uomo senza fede e pronto a rinnegare Allah e le sue leggi in ogni angolo del mondo.

E allora siccome sono stato uno stupido, io mi merito tutto il dolore che provo adesso.

A ma ho preferito non dire niente perché tu sai com’è fatta tua ma.

Se lei viene a sapere che tu stai male e che hai le costole rotte, piange di giorno e di notte perché non riesce a sopportare il fatto che tu soffri e che sei lontana da lei.

Ti ricordi che quando andavamo a Dakka per comprare qualche vestito lei stava in pena finché non tornavamo a casa e si preoccupava per niente e anche le macchine che corrono in città la facevano soffrire.

Era sempre in pensiero per quello che ti poteva succedere e alla fine Allah ha voluto che tu andassi così lontano in un paese differente dal nostro come il giorno dalla notte e con un uomo indegno e violento.

Per lei è tanto duro sapere che tu stai male e se glielo dico sono sicuro che non si riprende più dalle sue strane malattie e per questo motivo non le ho detto ancora niente.

Mabia, se ti senti tanto male, torna al tuo paese e dalla tua famiglia e io vedrò cosa è giusto fare per te e per Pervez.

Mabia, se sei rimasta sola con tuo figlio, torna a casa tua dove sai che c’è e ci sarà sempre chi ti vuole bene e chi ti nutre: tutto quello che abbiamo lo divideremo e vedrai che non ci mancherà niente con l’aiuto di Allah.

Così ritorneremo a essere felici come quando il poco ci bastava e non cercavamo altro e tutto quello che era in più era tutto per chi aveva di meno.

Che bisogno c’era che tu partissi se avevamo le cose più belle della vita, la fede e l’amore.

Tu sai che il denaro si spende e finisce facendo contento Iblis e che solo il Misericordioso e gli affetti restano e non si consumano con il trascorrere del tempo, anzi aumentano.

Non riesco a pensare a quello che ti sta succedendo e per questo mi viene sempre da piangere, ma quello che mi distrugge dentro è l’impossibilità di fare qualcosa per te e per Pervez.

Ma di una cosa sono sicuro: finché io vivrò in questo mondo, non ti lascerò soffrire.

Tu, però, torna al tuo paese e dalla tua famiglia insieme a Pervez.

Non riesco a pensarti sola con il bambino e finché io vivo in questo mondo non ti lascerò soffrire in terra straniera.

Le mie figlie io le amo e Allah non me le ha date per farle morire in terra straniera o per farle picchiare dagli estranei.

Se non vuoi tornare da tuo marito, torna da noi e io farò tutto quello che è meglio fare per te e per Pervez.

Tu sei per me un pezzo di cuore, un pezzo di cuore che mi è stato strappato quando sei partita e mi hai lasciato solo e senza un pezzo di cuore.

Senza di te io non posso vivere e se sento che tu stai male, sto male anch’io.

Tu sei ancora e sarai sempre la mia graziosa principessina, tu sei la mia ragione di vivere e la cosa più bella e più dolce che mi resta al mondo.

Quando Pervez è nato in questo mondo, io sono stato felice e adesso per me tutto è cambiato perché ho lasciato i miei tesori in mano a un selvaggio ignorante e a gente straniera.

Io ho sempre sentito dentro di me che non dovevo fidarmi di quella gente falsa e di quell’uomo dell’esercito che sotto la divisa pulita non aveva un cuore, ma soprattutto non dovevo fidarmi di un uomo senza fede e senza Dio.

Joshim si ubriaca e gioca d’azzardo perché la città e il denaro producono false illusioni negli uomini a metà, quelli che non distinguono il giorno dalla notte, gli uomini senza radici che non hanno rispetto di Allah, dei suoi figli e dei loro fratelli.

Io non lascerò soffrire Mabia e Pervez in terra straniera e lontani dalla loro vera terra e dalla loro vera casa, io non riesco a pensare che voi due siete soli in Italia, io non riesco a pensare a tutto questo e sono un povero baba, ma adesso tu, cara Mabia, devi pensarci bene e devi tornare in Bangladesh.

Domani vado a Dakka a casa della tua shashuri per parlare ancora di queste brutte cose, ma a tua ma non dico ancora niente per non farla piangere e morire di dolore.

Io non avevo mai pensato che la tua fortuna nella vita sarebbe stata questa, ma ho sempre pensato che tu sei parte della mia famiglia anche se sei lontana e specialmente per questo motivo ti devo amare di più e preoccuparmi per la tua salute.

Di notte non riesco più a dormire e mi sento tanto solo e ho tanta voglia di venire in Italia a prendervi e a portarvi via dopo avere spaccato la testa a Joshim per punizione, ma non posso fare questo passo e sono i gin maligni che mi fanno pensare così come se io fossi un piccolo dio.

Ieri tua madre ha saputo da tua sorella che mangi poco e mi ha chiesto cosa ti è successo; io ho risposto che non era niente e che eri solo stanca, ma lei ha capito che qualcosa non va e adesso mi chiede sempre se hai scritto e perché da tanto tempo non scrivi.

Se in questi giorni non riesci a mettere a posto il rapporto con tuo marito, torna in Bangladesh che sistemiamo insieme tutte le cose e per bene e per sempre.

Ascolta il tuo stupido baba, fai così che è meglio per tutti e, se non te la senti di tornare, rimani a casa della moglie del direttore.

Dai tanti saluti al direttore e a sua moglie e digli che io sono grato e riconoscente verso di loro e che recito sempre una preghiera ad Allah per loro perché hanno aiutato e aiutano te e Pervez.

La gente buona si trova dappertutto e non è necessario credere nello stesso Dio per essere umani e per capire le disgrazie degli altri.

Allah vede e provvede e non può essere diversamente perché il Misericordioso e anche Onnipotente.

Mabia, se riesci a telefonare, chiamami e così io sto tranquillo.

Ti mando tanti auguri e spero che Allah, il Grande, vi aiuti.

Oppure scrivimi una lettera e mi spieghi tutto quello che è successo e che sta succedendo.

Ho saputo che hai fatto anche fatica a mandare Pervez a scuola perché tuo marito non voleva e questo conferma che è un uomo ignorante: la violenza e l’ignoranza sono fratello e sorella.

Io sono contentissimo che Pervez studi e diventi un ingegnere, ma non deve dimenticare di studiare la nostra lingua e la nostra religione e di pregare ogni giorno rivolto verso Makka e di essere generoso con gli altri.

Allah non è contento di avere figli ingrati e tanto meno di perderli durante la vita per mancanza di fede.

Tu continua a farlo studiare e, se ci riesci, è bene per tutti, ma soprattutto è bene per lui che capirà anche il sacrificio di sua madre e ti sarà riconoscente per il resto della sua vita.

E poi se diventerà ingegnere potrà sempre venire in Bangladesh per mettere a posto i fiumi e per costruire le case con il cemento.

Quando esci stai attenta alla strada e alle macchine; mi rendo conto che anch’io ti raccomando le stesse cose di ma e vuol dire che, a furia di stare insieme, ci si influenza nel bene e nel male.

Se trovi un lavoro, ti prego di dirmelo e così io starò meglio e ti potrò anche consigliare su quello che devi fare.

Io ti dico un’altra volta che, se torni in Bangladesh, farò tutto quello che è bene per te e per tutti.

Spero che non cominci a lavorare e così torni da noi e fai contenti in un colpo solo la tua ma e il tuo baba.

Adesso ti saluta il tuo povero e infelice baba.

Credimi !

E credimi con tutto il cuore !

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