AKHTER MABIA 14

Kuwait, Al-Qurain, agun mash, 200…

Cara Mabia e cari Joshim e Pervez,

sono il vostro dula vai Joinal e vi saluto tutti e spero che voi stiate bene in Italia.

Anch’io in Kuwait sto bene anche se il mio pensiero va sempre a mia moglie Razia e ai miei figli Giorna e Massud che ho lasciato a casa in Bangladesh per il mio lavoro di autista in una ricca famiglia di petrolieri arabi.

Un mese fa ho telefonato al paese e ho parlato con tutti e mi hanno detto che stanno bene e così io ho chiesto come va a casa vostra e Razia mi ha detto che ma era tanto preoccupata per voi perché non riceveva lettere.

Noi che viviamo lontano dal nostro paese dobbiamo capire che per quelli che sono rimasti in paese è importante una lettera o una telefonata perché altrimenti loro si preoccupano.

Mabia tu sei la prima figlia e loro sono preoccupati per te e per Pervez.

Adesso vengo a chiedervi un grande favore.

Se avete qualche possibilità per me di venire in Italia, per me è meglio perché qui prendo pochi dollari e anche se lavoro anni e anni non riuscirò mai a fare niente, mentre ho sentito che in Italia si sta bene e si prendono tanti taka e si può fare qualcosa nel nostro paese.

Se vengo in Italia, porto mia moglie e i miei figli perché qua non posso portare la famiglia e sono costretto a restare sempre solo.

Ho scritto a Razia e mi ha detto di pregarvi di farmi venire in Italia e così io potrò lavorare e guadagnare e portare mia moglie e i miei figli perché io non voglio più stare da solo come un povero pellegrino.

Loro sono tanti preoccupati per me e per loro che sono lontani.

Ogni anno voglio tornare al paese, ma non posso perché non ho i dollari per pagare il viaggio; se vengo in Italia, invece, prima faccio i soldi e poi torno per sempre in Bangladesh e affitto un negozio o faccio qualcos’altro.

Voi siete fortunati perché potete vivere in Italia tutti insieme e stare bene con i taka.

Non è vero che in Kuwait ci sono tante ricchezze, invece ci sono tanti poveri e pochissimi ricchi e questi fanno quello che vogliono, ma se vuoi mangiare e mantenere la famiglia devi accettare e dire grazie e non puoi ribellarti altrimenti ti buttano in mezzo alla strada senza tante cortesie e senza tante finezze.

Mio fratello vuole venire in Kuwait e io ho detto al mio padrone se è possibile che viene lui al posto mio e così io vado via in un paese dove si guadagna di più perché lavoro soltanto io e nel mio paese devo mantenere non solo la mia famiglia, ma anche quella di mia madre e di mio padre.

Io devo lavorare per mantenere tutti ed è una fortuna che loro con un po’ dei miei dollari riescono a vivere bene per un mese in Bangladesh.

Mia ma non sta bene, lei soffre molto e per due volte è andata in ospedale a Dakka.

Dice che prima di morire vuole vedermi e forse nel mese di agosto io vado in Bangladesh per accontentarla, ma intanto spero tanto che non muoia perché altrimenti il mio dolore sarebbe inconsolabile per la grande perdita e per la colpa di averla lasciata sola a soffrire e a morire.

Ho detto al mio padrone che devo andare a trovare mia madre che sta male e lui ha detto che forse mi manderà e allora se venite anche voi ci vediamo tutti insieme nel nostro paese e faremo una grande festa e così ripartire sarà per tutti più facile.

Razia mi ha scritto che lei quasi sempre sta con i suoi genitori e che ai bambini piace il posto dove abitano perché possono giocare e stare con i loro nana vai che sono molto buoni.

Giorna va alla scuola elementare e Massud parla già bene e l’altro giorno l’ho sentito al telefono e mi ha detto: “ba, quando vieni a casa ?” e io mi sono commosso nel cuore e dopo ho anche pianto senza farmi capire da lui e da Razia che sono stato debole.

Io vi mando adesso questa lettera e voi fate come me e così io sono già agitato perché aspetto la vostra risposta e spero che mi scriverete presto.

Saluti per voi e ricordate che Allah aiuta pure voi e specialmente se aiutate me a venire in Italia, ma comunque è importante che il buon Allah non si dimentichi mai di me.

A voi tutti arrivano abbondanti e sostanziosi i saluti da parte del sempre vostro dula wai Joinal.

AKHTER MABIA 13

Savar, mag mash, 200…

Al mio caro Pervez auguri e baci dal suo lontano nana vai.

Allah ti aiuti e sia sempre con te che sei una giovane speranza del nostro domani e del nostro popolo, ma tu non fare mancare mai le tue preghiere al Misericordioso perché Lui è Onnipotente e conosce quello che c’è dentro il tuo giovane cuore e vede tutto quello che scegli di fare nella tua vita.

Non dimenticare mai che chi chiede aiuto al nostro Dio deve sempre dare prima di ricevere; avere non è mai garantito perché la fede basta a se stessa e non ha bisogno di un premio.

Il tuo nana vai è tanto preoccupato per te e per la tua ma da quando ha saputo che siete andati via dalla vostra casa e che adesso per fortuna siete ospiti nella casa della moglie del direttore.

In tanta disgrazia mi è di conforto sapere che non siete in mezzo alla strada in una terra straniera anche se generosa.

Allah ha già provveduto nel farvi trovare questa brava gente che capisce la vostra triste situazione e consola il vostro dolore.

Le mie preghiere sono state ascoltate dall’Onnipotente e devi dire al direttore e a sua moglie che io prego cinque volte al giorno rivolto verso Makka anche per loro e che, se il loro Dio non si chiama Allah, le grazie che io chiedo arrivano ugualmente perché, se un Dio è vero, non si tira mai indietro di fronte alla fede di qualsiasi persona che a Lui si affida.

Caro Pervez, devi convincere la tua ma a ritornare in Bangladesh dai nana vai e poi insieme risolveremo il vostro problema.

Io so che tu sei intelligente e tanto gentile con la tua ma specialmente in questo brutto periodo della sua vita e so che, quando lei piange, tu sai consolarla come un figlio grande e sai strapparle anche un sorriso.

Devi sapere che noi siamo tutti con voi e che non vi lasceremo mai soli nel bene e nel male e che faremo sempre e soltanto la volontà del Misericordioso; questa è la strada giusta, quella che porta nel nostro verde Giardino pieno d’acqua e per la vita eterna.

Ricordati che dopo hemonto arriva sempre bosmonto e che il buon tempo e il cattivo tempo non dura per tutto il tempo.

Se penso che un vecchio nana vai è costretto a chiedere al piccolo nipote di aiutare la sua ma, mi sento veramente incapace e sento che la distanza che ci separa è tanta e non si può annullare come nelle favole.

Cosa posso fare ?

Dimmi tu cosa possa fare io, un povero e addolorato nana vai, per voi e io lo farò; io ti assicuro che certamente lo farò soltanto se tu me lo dirai e me lo chiederai.

Pervez, ti raccomando di studiare e di comportarti bene con la tua ma, sii gentile con lei e così lei sarà contenta e almeno avrà una grande consolazione nella sua vita.

Ricordale sempre con il tuo comportamento che il suo Pervez è una grande ricchezza e che nessuno potrà mai portarle via un figlio maschio che la sostiene con il braccio e con la mente e con il cuore.

Comunque non preoccuparti di nulla perché il tuo nana vai sistemerà tutto ed è sempre di sentinella.

Sii contento e gentile con la ma e con calma io vedrò quello che è meglio fare per voi due affinché siate felici.

Ti raccomando di fare molta attenzione alle macchine quando cammini per la strada.

Ho sentito che hai imparato a scrivere in bengalese e allora mandami una lunga lettera e scrivimi tutto quello che è veramente successo.

Devi chiedere a ma se mi può telefonare e così io rimango tranquillo per un mese.

Se ma non scrive, ogni tanto scrivi tu una lettera al tuo nana vai e digli se la tua ma piange o è felice, perché tu sai che io non voglio che lei pianga e purtroppo in queste notti ho sognato che tua ma piange sempre e che non sta bene nel cuore e nella mente.

Se non riesci a scrivere una lunga lettera, scrivi soltanto che tu stai bene e anche ma sta bene e così anch’io sto bene quando ricevo la tua breve lettera.

Salutami tutti quelli che mi conoscono e i tuoi amici che non mi conoscono e devi dire loro che in Bangladesh hai un nana vai che ti vuole tanto bene e che impazzisce senza vederti e che l’amore è una grande grazia di Allah.

Dai un bacio a ma e dal tuo povero nana vai prendi tanti baci, tutti i baci che tu vuoi e di cui hai bisogno, mio piccolo e dolce Pervez, e che Allah sia sempre Provvidente verso i suoi figli più indifesi e coraggiosi.

Saluti al direttore e a sua moglie che tanto vi vogliono bene e ricordati di dire che io prego sempre anche per loro e che le grazie immancabilmente arriveranno da parte dell’Onnipotente e del Misericordioso perché Allah ascolta e non dimentica e non è un dio della domenica soltanto ma il Dio di tutti i giorni.

Per te ancora un forte abbraccio dal tuo stupido nana vai.

Credimi !

E credimi sempre !

AKHTER MABIA 12

Savar, srabon mash, 200…

Allah il Grande ti benedica e ti custodisca sempre e dappertutto.

Tu in queste disgrazie affidati a Lui senza chiedere nulla per te, ma per esprimere all’Onnipotente soltanto tutta la tua fede.

Cara figlia Mabia è il tuo baba che ti scrive con la speranza che almeno quando arriverà questa lettera tu e Pervez stiate bene.

Io non sto tanto bene da quando ho saputo che sei andata via di casa perché Joshim ti ha maltrattata, ti ha fatto perdere la bambina, ti ha picchiato con una sbarra di ferro e sei finita in ospedale con le costole rotte.

Mi dicevi che per tanti anni hai vissuto male con tuo marito Joshim e ti chiedo perché non hai mai detto niente al tuo povero baba.

Sono forse un estraneo o una persona qualsiasi che non ti vuole bene e non si preoccupa per te ?

Mi rendo perfettamente conto che per natura non sono espansivo e preferisco tenere tutto dentro di me, ma tu sei mia figlia e hai sbagliato a fare come me e a non dirmi il tuo dolore di essere lontana dalla tua famiglia e di non essere amata da chi ti ha portato via da me promettendoti una vita migliore e al posto di cure e di premure ti ha dato soltanto lacrime e violenze.

O forse tu hai pensato che io sono uno stupido e che non capisco niente ?

Hai ragione, io sono uno stupido, perché ti ho fatto sposare un debosciato libertino e un ignorante, un uomo senza fede e pronto a rinnegare Allah e le sue leggi in ogni angolo del mondo.

E allora siccome sono stato uno stupido, io mi merito tutto il dolore che provo adesso.

A ma ho preferito non dire niente perché tu sai com’è fatta tua ma.

Se lei viene a sapere che tu stai male e che hai le costole rotte, piange di giorno e di notte perché non riesce a sopportare il fatto che tu soffri e che sei lontana da lei.

Ti ricordi che quando andavamo a Dakka per comprare qualche vestito lei stava in pena finché non tornavamo a casa e si preoccupava per niente e anche le macchine che corrono in città la facevano soffrire.

Era sempre in pensiero per quello che ti poteva succedere e alla fine Allah ha voluto che tu andassi così lontano in un paese differente dal nostro come il giorno dalla notte e con un uomo indegno e violento.

Per lei è tanto duro sapere che tu stai male e se glielo dico sono sicuro che non si riprende più dalle sue strane malattie e per questo motivo non le ho detto ancora niente.

Mabia, se ti senti tanto male, torna al tuo paese e dalla tua famiglia e io vedrò cosa è giusto fare per te e per Pervez.

Mabia, se sei rimasta sola con tuo figlio, torna a casa tua dove sai che c’è e ci sarà sempre chi ti vuole bene e chi ti nutre: tutto quello che abbiamo lo divideremo e vedrai che non ci mancherà niente con l’aiuto di Allah.

Così ritorneremo a essere felici come quando il poco ci bastava e non cercavamo altro e tutto quello che era in più era tutto per chi aveva di meno.

Che bisogno c’era che tu partissi se avevamo le cose più belle della vita, la fede e l’amore.

Tu sai che il denaro si spende e finisce facendo contento Iblis e che solo il Misericordioso e gli affetti restano e non si consumano con il trascorrere del tempo, anzi aumentano.

Non riesco a pensare a quello che ti sta succedendo e per questo mi viene sempre da piangere, ma quello che mi distrugge dentro è l’impossibilità di fare qualcosa per te e per Pervez.

Ma di una cosa sono sicuro: finché io vivrò in questo mondo, non ti lascerò soffrire.

Tu, però, torna al tuo paese e dalla tua famiglia insieme a Pervez.

Non riesco a pensarti sola con il bambino e finché io vivo in questo mondo non ti lascerò soffrire in terra straniera.

Le mie figlie io le amo e Allah non me le ha date per farle morire in terra straniera o per farle picchiare dagli estranei.

Se non vuoi tornare da tuo marito, torna da noi e io farò tutto quello che è meglio fare per te e per Pervez.

Tu sei per me un pezzo di cuore, un pezzo di cuore che mi è stato strappato quando sei partita e mi hai lasciato solo e senza un pezzo di cuore.

Senza di te io non posso vivere e se sento che tu stai male, sto male anch’io.

Tu sei ancora e sarai sempre la mia graziosa principessina, tu sei la mia ragione di vivere e la cosa più bella e più dolce che mi resta al mondo.

Quando Pervez è nato in questo mondo, io sono stato felice e adesso per me tutto è cambiato perché ho lasciato i miei tesori in mano a un selvaggio ignorante e a gente straniera.

Io ho sempre sentito dentro di me che non dovevo fidarmi di quella gente falsa e di quell’uomo dell’esercito che sotto la divisa pulita non aveva un cuore, ma soprattutto non dovevo fidarmi di un uomo senza fede e senza Dio.

Joshim si ubriaca e gioca d’azzardo perché la città e il denaro producono false illusioni negli uomini a metà, quelli che non distinguono il giorno dalla notte, gli uomini senza radici che non hanno rispetto di Allah, dei suoi figli e dei loro fratelli.

Io non lascerò soffrire Mabia e Pervez in terra straniera e lontani dalla loro vera terra e dalla loro vera casa, io non riesco a pensare che voi due siete soli in Italia, io non riesco a pensare a tutto questo e sono un povero baba, ma adesso tu, cara Mabia, devi pensarci bene e devi tornare in Bangladesh.

Domani vado a Dakka a casa della tua shashuri per parlare ancora di queste brutte cose, ma a tua ma non dico ancora niente per non farla piangere e morire di dolore.

Io non avevo mai pensato che la tua fortuna nella vita sarebbe stata questa, ma ho sempre pensato che tu sei parte della mia famiglia anche se sei lontana e specialmente per questo motivo ti devo amare di più e preoccuparmi per la tua salute.

Di notte non riesco più a dormire e mi sento tanto solo e ho tanta voglia di venire in Italia a prendervi e a portarvi via dopo avere spaccato la testa a Joshim per punizione, ma non posso fare questo passo e sono i gin maligni che mi fanno pensare così come se io fossi un piccolo dio.

Ieri tua madre ha saputo da tua sorella che mangi poco e mi ha chiesto cosa ti è successo; io ho risposto che non era niente e che eri solo stanca, ma lei ha capito che qualcosa non va e adesso mi chiede sempre se hai scritto e perché da tanto tempo non scrivi.

Se in questi giorni non riesci a mettere a posto il rapporto con tuo marito, torna in Bangladesh che sistemiamo insieme tutte le cose e per bene e per sempre.

Ascolta il tuo stupido baba, fai così che è meglio per tutti e, se non te la senti di tornare, rimani a casa della moglie del direttore.

Dai tanti saluti al direttore e a sua moglie e digli che io sono grato e riconoscente verso di loro e che recito sempre una preghiera ad Allah per loro perché hanno aiutato e aiutano te e Pervez.

La gente buona si trova dappertutto e non è necessario credere nello stesso Dio per essere umani e per capire le disgrazie degli altri.

Allah vede e provvede e non può essere diversamente perché il Misericordioso e anche Onnipotente.

Mabia, se riesci a telefonare, chiamami e così io sto tranquillo.

Ti mando tanti auguri e spero che Allah, il Grande, vi aiuti.

Oppure scrivimi una lettera e mi spieghi tutto quello che è successo e che sta succedendo.

Ho saputo che hai fatto anche fatica a mandare Pervez a scuola perché tuo marito non voleva e questo conferma che è un uomo ignorante: la violenza e l’ignoranza sono fratello e sorella.

Io sono contentissimo che Pervez studi e diventi un ingegnere, ma non deve dimenticare di studiare la nostra lingua e la nostra religione e di pregare ogni giorno rivolto verso Makka e di essere generoso con gli altri.

Allah non è contento di avere figli ingrati e tanto meno di perderli durante la vita per mancanza di fede.

Tu continua a farlo studiare e, se ci riesci, è bene per tutti, ma soprattutto è bene per lui che capirà anche il sacrificio di sua madre e ti sarà riconoscente per il resto della sua vita.

E poi se diventerà ingegnere potrà sempre venire in Bangladesh per mettere a posto i fiumi e per costruire le case con il cemento.

Quando esci stai attenta alla strada e alle macchine; mi rendo conto che anch’io ti raccomando le stesse cose di ma e vuol dire che, a furia di stare insieme, ci si influenza nel bene e nel male.

Se trovi un lavoro, ti prego di dirmelo e così io starò meglio e ti potrò anche consigliare su quello che devi fare.

Io ti dico un’altra volta che, se torni in Bangladesh, farò tutto quello che è bene per te e per tutti.

Spero che non cominci a lavorare e così torni da noi e fai contenti in un colpo solo la tua ma e il tuo baba.

Adesso ti saluta il tuo povero e infelice baba.

Credimi !

E credimi con tutto il cuore !