AKHTER MABIA 6

Savar, mag mash, 200…

A mia figlia Mabia giungono tanti saluti e tanti baci dal suo baba.

Il nostro Allah è Misericordioso e Provvidente, da Lui tutto ha inizio e in Lui tutto trova la sua giusta fine.

La Sua grazia è infinita e la Sua mente è onnisciente, Lui conosce il corso dei nostri eventi e segue i suoi figli devoti uno per uno e senza dimenticarli mai.

Cara Mabia abbi fede nel Giusto e nell’Onnipotente e affidati a Lui come quando eri piccola e pregavi nella nostra piccola moschea con devozione e con modestia.

Ho ricevuto la tua lettera e sono rimasto sorpreso soltanto in parte per quello che ti sta succedendo con tuo marito Joshim perché io avevo già capito che non era l’uomo giusto per te e che aveva un carattere prepotente come tutti i militari.

Penso che è tutta colpa mia e che sono stato stupido quando mi sono lasciato convincere dalla mia famiglia a dare in sposa la mia preziosa figlia a una persona che non mi convinceva.

Io non avevo una figlia in più da dare a un uomo falso che non è timorato di Allah e che usa le mani al posto del cervello e del cuore.

Questa settimana andrò a trovare la sua famiglia a Dakka e farò presente la situazione in cui ti trovi e le malvagità del loro stupido figlio.

Io sono sicuro che tu non hai mai sbagliato nei confronti di tuo marito e che gli sei stata sempre fedele con il cuore e premurosa con la mente, che ti sei sempre sottoposta al suo desiderio e che non gli hai fatto mai mancare niente, ma se tu hai sbagliato in qualche modo vorrei che me lo dicessi per poter capire meglio come stanno le cose tra te e tuo marito.

Ricordati sempre quali sono i tuoi doveri di moglie e i tuoi compiti di donna musulmana e non lasciarti abbagliare dalle luci del mondo in cui vivi e ricordati che la vera luce è quella del nostro Allah e i veri valori sono quelli del nostro Misericordioso.

Io sin da piccola ti ho insegnato come comportarti e sono sicuro che tu hai rispettato il patto del matrimonio, per cui devi resistere ed essere fedele e devota a tuo marito anche se lui non si comporta bene con te e ricordati che all’ingiustizia non si deve mai rispondere con un’altra ingiustizia.

E ricordati ancora che bisogna sempre fare la volontà di Allah anche quando la strada è in salita e i piedi soffrono tanto nel camminare.

Vedrò subito cosa si può fare per risolvere la questione nel migliore dei modi, ma intanto scriverò anche una lettera a Joshim per metterlo di fronte alle sue responsabilità e per ricordargli di portare fede al patto che ha contratto di fronte ad Allah quando ti ha scelta, ti ha voluta e ti ha sposata.

Tu, intanto, stai calma e non prendere nessuna decisione e sappi che, se ti trovi in questa situazione, è soltanto e solamente per colpa mia perché non sono stato al momento opportuno un padre previdente e un uomo esigente, ma ti prometto che adesso io cercherò di rimediare alla mia stupidità e sistemerò le cose nel migliore dei modi per te e per Pervez.

Mi raccomando di non fare colpi di testa e ti raccomando di pregare tanto in questo brutto momento della tua vita e vedrai che con l’aiuto di Allah tutto si ripara e ogni problema ritorna a prendere la sua giusta dimensione.

Scrivimi e dimmi sempre come vanno le cose perché io sono preoccupato e non mi rassegno a sapere che tu sei in terra straniera senza l’aiuto e il conforto del tuo baba e della tua famiglia.

La tua ma sta tanto male e dopo aver letto la tua lettera è peggiorata e allora io penso che la prossima volta non gliela farò leggere se la tua situazione è ancora brutta, ma se le cose tra te e Joshim si sistemeranno, come io spero, la metterò al corrente della buona notizia.

Perdonami sempre se involontariamente ho mancato in qualcosa nei tuoi confronti e tienimi stretto al tuo cuore con tutto l’affetto di una figlia generosa.

Il tuo arrabbiato e infelice ba.

Credimi !

E credimi sempre !

AKTHER MABIA 5

San Biagio di Callalta, 24 maggio 200…

Carissimi ma e ba,

finalmente trovo il coraggio di scrivervi.

Avevo bisogno di tanto coraggio per dirvi le cose brutte che mi sono successe in questi ultimi otto mesi.

Mi sono chiesta se era giusto dirle ai genitori e dare loro inevitabilmente un forte dolore, ma alla fine, dopo le vostre insistenze e le tante preoccupazioni, mi sono decisa di comunicarvi le mie disgrazie.

Voi volevate una mia lettera per stare bene e io invece vi scrivo una lettera per farvi star male ancora di più di quello che già patite per la mia lontananza.

Caro ba, la fede in Allah è tanta e le mie preghiere non mancano ogni giorno al nostro Dio Misericordioso, ma purtroppo il dolore resta perché questo è il mio destino e questa è la volontà dell’Onnipotente.

Del resto noi non apparteniamo a noi stessi o al nostro sangue, ma soltanto e solamente al nostro Buon Allah, l’Unico e il Giusto, l’Inizio e la Fine.

Sapeste quante volte al giorno, recitando le preghiere, mi ripeto amin e ancora amin e ancora una volta amin per trovare la forza di sopportare le violenze e per continuare a vivere.

Cara ma, sono d’accordo con te quando mi scrivi che purtroppo la vita non è poi tanta bella anche se si vive in Italia con tanti taka in tasca e quando manca l’amore e il rispetto verso la moglie da parte del marito.

Ma anche i taka alla fine non sono tanti e tanto meno quelli giusti, quelli che servono per vivere decorosamente, perché i taka della nostra felicità sono andati in malora o sono finiti dentro le tasche bucate degli altri.

Joshim ormai da tanto tempo non è più quell’uomo gentile e onesto che si era presentato a casa nostra con i suoi genitori per chiedermi in moglie; nel tempo è diventato quell’uomo strano che tu, caro ba, non mi volevi dare perché non ti convinceva.

E adesso non posso riconoscere che avevi ragione, una sacrosanta ragione.

Joshim mi maltratta in ogni modo e sicuramente non sta bene, ma io soffro più di lui perché sono trattata come una bestia e tutto questo nonostante il fatto che gli abbia dato un figlio maschio come era nei suoi desideri e come è nei desideri di ogni uomo della nostra terra, nonostante il fatto che l’abbia seguito all’estero e l’abbia sempre servito con devozione e riconoscenza.

Pervez è un bambino buono e adorabile, ma ha un padre cattivo che si comporta molto male e non si prende minimamente cura di lui.

Con le lamentele e le disgrazie mi fermo qui e spero che voi capirete leggendo tra le righe anche quello che non vi ho scritto.

Voglio dirvi ancora che le legnate sono come il riso che mangiamo ogni giorno, non mi mancano né al mattino e neanche alla sera.

Quanto prima manderò le scarpe per le mie sorelle e tante altre cose che vi fanno comodo in Bangladesh e che in Italia costano poco e sono di buona qualità.

Appena qualcuno ritorna nel nostro paese vi manderò un bel pacco e così sarete tutti contenti e io potrò dire a me stessa di aver fatto qualcosa per voi che meritate tanto bene, ma tanto di quel bene che non mi basterebbe una vita per ricompensarvi.

Per quanto riguarda me e Pervez non ci sono possibilità di tornare in Bangladesh durante le ferie perché il viaggio costa moltissimo e non è colpa mia se il nostro Buon Dio ha voluto che la mia terra fosse così lontana dall’Italia e mio marito tanto stupido.

Come vedete la minestra è ben condita e le sorprese non mancheranno per migliorarne il gusto, ma voi state tranquilli perché io me la so cavare da sola in queste brutte situazioni e di questa capacità devo ringraziare baba che mi ha insegnato a essere forte come un maschio e intelligente più di un maschio, proprio lui che voleva da sempre un figlio maschio e ha infilato la mentalità giusta nel mio corpo di donna.

Grazie ba, anche di questo ti sono grata.

Vi scriverò ancora, di più e al più presto.

La medicina amara è meglio prenderla a piccole dosi.

Per il momento vi bacia con affetto, devozione e riconoscenza la vostra figlia Mabia.

Credetemi !

Credetemi perché non sono bugie e perché io non sono bugiarda.

AKHTER MABIA 4

Savar, mag mash, 200…

Cara figlia Mabia, Allah, il Consolatore, ti benedica sempre e non ti dimentichi mai.

Ricordati che il Perdonatore aiuta sempre chi a Lui si affida e specialmente i figli dispersi nel mondo tra gli infedeli e che corrono ogni giorno il rischio di diventare miscredenti.

Il nostro Dio è come una madre buona che custodisce i propri figli per non perderli e li tiene sotto la Sua protezione.

E’ la tua ma che scrive alla sua cara e preziosa e dolce figlia Mabia.

Cara ma Mabia, a te e a tutti gli altri io mando baci e saluti dalla mia lontananza e dalla mia solitudine.

Spero che tu, Pervez e Joshim stiate bene.

Anche noi stiamo bene, ma io sento molto la vostra mancanza.

Da tanto tempo non ricevo una tua lettera e ogni notte non riesco a dormire pensando a te, figlia mia preziosa e mamma felice di un figlio maschio, quel figlio maschio che la volontà di Allah a me non ha voluto mai tenere in vita.

Ti ho spedito due lettere, ma non ho ricevuto una tua risposta e per questo motivo sono ancora più preoccupata.

Non so perché tu non mi scrivi più, ma io so che senza tue notizie io sto male, tanto male e che mi ammalerò sempre di più.

Non mi resta che attendere ogni giorno quella tua lettera che non arriva mai, ma quando arriverà la leggerò cinque volte al giorno dopo la preghiera per ringraziare il Giusto e per curare questo mio dolore.

Io leggo sempre tante volte quello che tu mi scrivi e così mi sento meno sola e meno lontana.

Ormai sono passati tanti anni da quando sei partita e spero che nel mese di agosto tu ritornerai da me, perché mi hanno detto che in questo mese in Italia non si lavora e finalmente ci si riposa e allora tutti ritornano nella casa del loro paese.

Non posso pensare che tu non verrai perché io non riesco ad attendere un altro anno.

Credimi, io non voglio neanche pensare di dover aspettare ancora un altro anno senza rivederti.

Credi alla tua ma: io non posso più attendere di riabbracciare mia figlia Mabia e mio nipote Pervez e sono sicura che di questo dolore morirei in un batter d’occhio.

La tua nana vai è venuta trovarmi e mi ha detto che ti ha sognato e che tu le dicevi che nel mese di agosto saresti venuta e lei ha anche visto che voi tre arrivavate a casa felici e contenti.

Di questo sogno siamo rimaste soddisfatte e abbiamo pianto di gioia come due stupide bambine che avevano ricevuto in dono tanti shart e tanti pent.

Figlia Mabia, come puoi dimenticare quello che c’è stato tra noi due, il nostro stare sempre insieme come amiche e il nostro bel parlare; anche per questo motivo sento tanto la tua mancanza.

Noi due eravamo madre e figlia e nello stesso tempo eravamo due amiche.

Tu non puoi capire cosa prova una mamma nell’avere una figlia da tanti anni lontana in terra straniera, ma, se lo vuoi capire, manda Pervez per tanti anni da me in Bangladesh e tu resta pure in Italia senza di lui.

Soltanto così capirai e imparerai la lezione.

Allora io già aspetto Pervez e così saremo pari.

Di una cosa sono sicura: io non mi sento bene.

Forse per curare questa mia malattia basterà che tu mi scrivi una lettera al mese.

So che ci tieni alla salute della tua ma e allora mi manderai la medicina che ti ho chiesto; io sono già in attesa di tue notizie e così mi sento già meglio e forse sono anche quasi guarita.

Ieri sono andata a Dakka a casa della tua shashuri e ho saputo che una persona porterà la moglie in Italia e ho pensato di mandare qualcosa per te, per Pervez e per Joshim.

Spero di vivere tanti anni per goderti più che posso, ma se le cose vanno così, per me è meglio morire.

Un bacio forte forte al mio piccolo Pervez e auguri a tuo marito.

A te va tutta la mia gioia di essere la tua povera ma.