I CARABINIERI ARMATI DI MITRA E DI SIRINGHE

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Mi trovo con mia madre seduta sul divano.

Il cortile di casa mia è pieno di carabinieri armati di mitra puntati.

Mio marito viene spintonato e messo in un angolo. I carabinieri armati entrano e demoliscono la casa.

Una carabiniera spiega che deve fare un prelievo a mia madre e ha il liquido di contrasto per mettersi sulle tracce dell’assassino.

Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.

A questo punto io mi giro e metto via sei uova nella scatola apposita.

Sento mia madre che si lamenta perché le hanno fatto male.

Vado in cantina e trovo un accendino. Penso di tenerlo e invece non lo tengo perché è una prova del delitto.

Lo consegno a un investigatore che non lo considera una prova.

A questo punto mi sono svegliata.”

Questo sogno appartiene a Merkel.

DECODIFICAZIONE – CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

In quanti modi si può rappresentare in sogno la maternità e specialmente quando una donna è stata duramente provata e desidera ancora diventare madre?

Merkel offre il suo modo di recuperare e di riparare il trauma, un modo decisamente originale nella drammaturgia e nelle immagini con tanto di carabinieri armati di mitra e di siringhe. Al di là della capacità immaginativa di Merkel, il sogno colpisce perché presenta un intervento drastico dell’istanza psichica “Super-Io” nel vietare la gravidanza e nel condannare la protagonista all’espiazione della colpa. La Poetica della tragedia di Eschilo si ridesta a nuova vita dopo ventiquattro secoli e sentenzia che Merkel si è macchiata di violenza contro se stessa incorrendo in un aborto e adesso deve espiare la colpa prima di iniziare una nuova gravidanza. Tecnicamente si rievoca la “ubris” e la “catarsi” greche a firma Letteratura e Filosofia. A tal proposito leggete il “Prometeo incatenato” di Eschilo e la “Poetica” di Aristotele e troverete la conferma della “poetica” implicita nel sogno di Merkel. Il conflitto psichico ed esistenziale si condensa dentro e viene veicolato dalle istanze desideranti e pulsionali dell’Es e dalle istanze repressive del “Super-Io”. In questo duello “armato di mitra e di siringhe” il povero “Io” sta a guardare perché è impossibilitato a dire la sua non sapendo mediare tra spinte pulsionali e contro-spinte morali.

Fin qui il discorso culturale e psicodinamico sul contenuto.

La rappresentazione delle scene oniriche è degna dell’originale uso del meccanismo della “figurabilità”, il trovare le immagini adeguate a rappresentare in maniera camuffata lo psicodramma in atto. Il risultato è quantomeno brillante ed efficace anche nello stemperare le eventuali tensioni.

Il titolo è articolato perché il sogno è complesso nella sua sintetica formulazione: una serie di simboli squadernati l’uno dietro l’altro in un “bailamme” emotivo a metà tra l’eccesso e il difetto, tra l’osteria e la parrocchia, tra la “casa chiusa” e la “casa del popolo”. Non pensate alle classiche barzellette sui carabinieri. Il tema è oltremodo delicato e sia sempre onore all’Arma “fedele nei secoli” più di una perpetua con il suo reverendo parroco di campagna.

La decodificazione in progressione chiara e distinta è da preferire in questo vario e variopinto sogno.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

Mi trovo con mia madre seduta sul divano.”

La realtà psichica di Merkel vede in atto la sua relazione con la madre, un legame particolarmente importante e privilegiato che si snoda tra accudimento affettivo e identificazione al femminile. E’ questo il senso di essere sedute in un “divano” che le contiene e le abbraccia entrambe. Merkel non poteva comporre una scena migliore per esprimere il forte attaccamento alla madre, la sua identità femminile, il suo ruolo di donna e e la sua funzione genitale. “Io e mia madre” e “io come mia madre” sono le due sintesi psichiche azzeccate in questo promettente esordio del sogno.

I simboli: “mi trovo” o tratto psichico in atto, la “madre” o l’identificazione al femminile e la genitalità, “divano” o la condivisione affettiva.

Il cortile di casa mia è pieno di carabinieri armati di mitra puntati.”

Ma Merkel si imbatte subito in un conflitto tutto personale. La sua potente istanza psichica “Super-Io” censura il desiderio di maternità relegandolo tra i divieti che inibiscono le pulsioni naturali dell’Es. Merkel non può diventare madre in imitazione della madre e dopo la completa identificazione in lei. Gli impedimenti psicofisici della maternità sono tanti e particolarmente agguerriti, come i sensi di colpa da espiare in riguardo alla procreazione. Merkel deve aver commesso un qualcosa che non permette adesso la libera espressione dell’istinto materno e la realizzazione della gravidanza. Merkel si è macchiata di un reato e deve espiare la colpa. Lo psicodramma è tutto interiore e vede la donna lesinare la possibilità di diventare madre.

Il “cortile di casa mia” rappresenta l’esibizione di se stessa, la sua identità sociale di donna e non di madre. I “carabinieri” sono i simboli della legge del “Super-Io”, rappresentano la punizione della colpa, mentre “i mitra puntati” accentuano il senso di colpa e sono simboli di un fallo che violenta e punisce.

Ma cosa ha mai fatto e vissuto Merkel per avere dentro tanto rigore morale e per esercitare tanta tirannia su se stessa e sulle sue autentiche aspirazioni di donna?

Non resta che augurarci un prospero prosieguo del sogno.

Mio marito viene spintonato e messo in un angolo. I carabinieri armati entrano e demoliscono la casa.”

Talmente forte è il senso di colpa che Merkel arriva al punto di svirilizzare il marito riducendolo al rango marginale di uomo inutile. Il “Super-Io” inibisce e comanda ingiungendo che Merkel non può diventare madre. La psiche è devastata dal senso di colpa e in preda alla pulsione autodistruttiva. Merkel ha subito un aborto che l’ha demolita, per cui il maschio non serve perché è lei che deve risolvere la sua situazione psichica liberandosi dai sensi di colpa e risolvendo al meglio il trauma subito nel corpo.

La “casa” è il simbolo della “organizzazione psichica reattiva”, il “marito” rappresenta il maschio deputato legittimamente alla fecondazione, i “carabinieri armati” confermano il rigore della censura della colpa.

Una carabiniera spiega che deve fare un prelievo a mia madre e ha il liquido di contrasto per mettersi sulle tracce dell’assassino.”

Il discorso onirico si fa contorto perché si presenta una figura femminile in versione armata da “carabiniera”. Si tratta di una “proiezione” della stessa Merkel che individua nella madre una corresponsabilità nella colpa dell’aborto. Si cerca la prova biologica di colui che è responsabile di cotanto misfatto, non certo di colui che l’ha fecondata, ma di colei che ha voluto l’aborto e il trauma psichico conseguente. Merkel ha i conti in sospeso con la maternità e con la figura materna.

La psicodinamica di questo capoverso è intrigata e si sviluppa tra le figure della figlia e della madre in un gioco di sospetti e di ricerca della verità.

Chi sarà mai il colpevole?

Di certo Merkel sta sognando di sé e del trauma che ha inibito la sua capacità di essere madre, inibizione legata all’enorme senso di colpa che si porta dentro un “Super-Io” smisurato e tirannico.

Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.”

Per fare un figlio ci vuole il sangue dell’uovo e lo sperma. Questo è il potere fallico di dare la vita e per questo sono entrambi dentro una siringa che è un classico simbolo fallico. Merkel sta rispolverando come si fa un figlio. La fecondazione è possibile in questo modo e questa è l’allegoria della fecondazione.

A questo punto io mi giro e metto via sei uova nella scatola apposita.”

Ma cosa c’entra questo diversivo da reparto di supermercato?

E’ funzionale a distrarre e a confondere le carte in tavola?

Assolutamente no!

E’ logico e consequenziale, ma di quella Logica e consequenzialità del “processo primario” e dei simboli.

Questa è la verità della “filogenesi” materna, del culto della Madre per la Vita. Questa è l’allegoria dell’Amore della Specie” e della conservazione della Vita. Questo è il progetto umano e scientifico di Merkel: conservare le sue uova non soltanto nel grembo, ma secondo la Scienza medica congelandole per avere la possibilità di programmare una gravidanza in futuro. Quando la sistemazione psichica di Merkel migliorerà e si allenteranno i sensi di colpa, la disposizione alla maternità sarà possibile e serena.

Vediamo i simboli di questa allegoria filogenetica: “mi giro” o rifletto sul passato o sul futuro, “metto via” o appropriazione e possesso o libido anale, “sei uova” o cellule o gameti femminili in abbondanza, “scatola apposita” o utero o grembo materno.

Sento mia madre che si lamenta perché le hanno fatto male.”

Chissà quali e quanti tormenti fisici ha dovuto affrontare Merkel per avere o per perdere un figlio, dal momento che in sogno si proietta ancora nella “madre che si lamenta”. Merkel ha subito un prelievo e ha sentito dolore. La fecondazione e le operazioni ginecologiche avvengono con dolore.

Ma cosa non fa una donna per avere un figlio e specialmente a una certa età! Anche quando le rimane soltanto l’utero, dopo la menopausa, se insorge l’istinto materno e il desiderio-bisogno di avere un figlio, non esiste dolore o controindicazione, tanto meno persona, che ferma la donna.

Vado in cantina e trovo un accendino. Penso di tenerlo e invece non lo tengo perché è una prova del delitto.”

Merkel va nel suo “Subconscio”, il luogo psichico, “topos”, dove attraverso il meccanismo di difesa principe della “rimozione” ha depositato le sue angosce ingestibili dalla Coscienza o “Io”, e recupera la possibilità di una blanda presa di coscienza della sua pulsione materna. Ma non dimentichiamo che in quelle profondità è depositato anche il trauma. Questa possibile e fievole consapevolezza non riesce a razionalizzarla, per cui la tirannia del “Super-Io” impedisce alla verità di affiorare. Quest’ultima viene traslata, “non lo tengo”, e sarà affidata a qualcuno, a un alleato che può rafforzare la luce di un semplice accendino in una presa di coscienza della colpa a suo tempo commessa e depositata dentro di lei e che ha contribuito a ingigantire l’istanza “Super-Io”. Si conferma che Merkel è stata traumatizzata e non riesce a espiare i sensi di colpa e a liberarsene per procedere con una nuova gravidanza.

I simboli e le simbologie: “cantina” o il luogo del materiale psichico rimosso perché ingestibile dalla coscienza dell’Io, “accendino” o lieve e flebile consapevolezza, “tenerlo” o del possesso dettato dalla “libido anale” o della paura di perdita depressiva di materiale rimosso, “non lo tengo” o tentativo di razionalizzazione del trauma rimosso, “prova” o rafforzamento sadomasochistico del senso di colpa, “delitto” o della colpa reale o del senso di colpa a cui conseguono punizione ed espiazione.

Lo consegno a un investigatore che non lo considera una prova.”

Per risolvere il suo trauma Merkel si è affidata a uno psicoterapeuta che l’ha fatta ragionare sul trauma e sulla difesa masochistica di tenerlo in azione nel serbatoio psichico. L’ha liberata dal senso di colpa e dalla resistenza a razionalizzarlo per procedere nella vita con i progetti importanti. La luce dell’accendino è diventata la luce di un falò, per cui Merkel può procedere senza pesi e senza inganni nel realizzare i suoi bisogni e i suoi desideri. Adesso è pronta alla fecondazione naturale o artificiale per vivere una gravidanza e il sogno giustamente si interrompe anche perché tutto quello che consegue è tutto da vivere.

I simboli dicono che “l’investigatore” è lo psicoterapeuta che ha portato avanti la razionalizzazione e l’interpretazione del trauma, “non considera una prova” si traduce in assoluzione della colpa e risoluzione della pulsione masochistica.

PSICODINAMICA

Il sogno di Merkel sviluppa in maniera originale la psicodinamica della relazione “madre-figlia” in espresso riferimento alla maternità e alla capacità procreativa. Esibisce un portentoso senso di colpa legato possibilmente a un trauma pesante che appesantisce l’istanza psichica “Super-Io” nella sua funzione di censura morale. Quest’ultima degenera ottusamente in inibizione difensiva dalla “razionalizzazione” del senso di colpa e da una gravidanza riparatrice. Il quadro psicodinamico è segnato da un equilibrio compromesso tra le istanze “Io”, “Es” e “Super-Io”. Il sogno si conclude con il riavvio auspicabile della loro armonia in grazie a un provvidenziale intervento psicoterapeutico e a una definitiva assoluzione del malefico senso di colpa.

PUNTI CARDINE

I punti cardine dell’interpretazione del sogno di Merkel sono i seguenti: “Una carabiniera spiega che deve fare un prelievo a mia madre e ha il liquido di contrasto per mettersi sulle tracce dell’assassino.” e “A questo punto io mi giro e metto via sei uova nella scatola apposita.” Sono presenti il senso di colpa, la gravidanza e la filogenesi, i tre punti si cui si innesta lo psicodramma di Merkel.

ULTERIORI RILIEVI METODOLOGICI

Dei “simboli” si è già ampiamente detto.

E’ presente indirettamente l’archetipo “Madre” e la Filogenesi in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco. A questo punto io mi giro e metto via sei uova nella scatola apposita.”

Il “fantasma” presente e dominante nel sogno di Merkel è quello della “maternità” nella versione “negativa” in “I carabinieri armati entrano e demoliscono la casa.” e in versione “positiva” in “metto via sei uova nella scatola apposita.”

Le istanze psichiche attive nel sogno di Merkel sono il “Super-Io” censorio e limitante in “Il cortile di casa mia è pieno di carabinieri armati di mitra puntati.” e in “I carabinieri armati entrano e demoliscono la casa.” e in “Una carabiniera spiega”,

l’Es pulsionale e rappresentazione dell’istinto in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.” e in “metto via sei uova nella scatola apposita.”,

l’Io razionale e vigilante in “sento, “vado”, “penso” e in “accendino”.

Il sogno di Merkel manifesta l’imperterrita azione della “posizione psichica genitale” in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.” e in “metto via sei uova nella scatola apposita”. La “posizione psichica anale” si presenta in “Sento mia madre che si lamenta perché le hanno fatto male.”

Il sogno di Merkel usa i “meccanismi psichici di difesa” della “condensazione” in “carabinieri armati” e in “mitra” e in “siringhe” e in “casa” e in “cortile” e in “sangue” e in “liquido” e in “scatola” e in “cantina” e in “uova” e in altro,

lo “spostamento” in “mitra puntati” e in “marito spintonato” e in “investigatore”, la “proiezione” in “sento mia madre” e in “carabiniera”,

la “rimozione” in “vado in cantina”,

la “figurabilità” in “Il cortile di casa mia è pieno di carabinieri armati di mitra puntati.” e in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.”.

Il “processo psichico di difesa” della “regressione” è presente nelle modalità necessarie alla formazione del sogno.

Il “processo psichico di difesa” della “sublimazione” non compare in esercizio.

Il sogno di Merkel evidenzia un consistente tratto psichico “genitale” all’interno di una “organizzazione psichica reattiva orale”.

Il sogno di Merkel formula le seguenti “figure retoriche”: la “metafora” o relazione di somiglianza in “casa” e in “ mitra” e in “siringa” e in “sangue” e in “uova” e in “scatola” e in “investigatore”, la “metonimia” o nesso logico in “carabinieri armati” e in “entrano” e in “demoliscono” e in “spintonato” e in “mi giro e metto via”, la “enfasi” o forza espressiva in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.”.

La “allegoria della fecondazione” è presente in “Una prima siringa è piena di sangue rosso. L’altra è più piccola ed è piena di liquido bianco.”. L’allegoria della Filogenesi o amore per la Specie è presente in “A questo punto io mi giro e metto via sei uova nella scatola apposita.”.

La “diagnosi” dice della riedizione di un trauma collegato alla funzione psicofisica procreativa e di una ipertrofia dell’istanza psichica “Super-Io” che inibisce, in grazie di un poderoso senso di colpa, la pulsione alla gravidanza. La conclusione del sogno offre l’incipiente processo di “razionalizzazione” del trauma rimosso e lascia ben sperare sulla prospera risoluzione del quadro clinico anche grazie alla psicoterapia.

La “prognosi” impone a Mrkel di portare avanti la psicoterapia e di disporre al meglio per la sua pulsione di gravidanza. Ricorrendo al metodo naturale o ricorrendo alla procreazione assistita, è opportuno che Merkel valuti in maniera ponderata la disponibilità a diventare madre. L’appagamento della “libido genitale” è importante ma non è determinante per l’economia psichica e per il prosieguo esistenziale. Necessario migliorare la qualità della vita attraverso il ridimensionamento dell’istanza limitante e censoria “Super-Io” e risolvere in maniera favorevole le inibizioni che hanno impedito il corretto funzionamento del sistema delle energie e delle tensioni.

Il “rischio psicopatologico” si attesta in un mantenimento del rigore e della tirannia del “Super-Io” e nella traduzione critica di una psiconevrosi fobica e ossessiva con crisi di panico e conversione isterica. L’istanza censoria e limitante rischia di prendere il posto dell’Io e di limitare l’efficacia della sua mediazione razionale a favore di una visione persecutoria della realtà sociale con la formulazione di una formazione mentale paranoica.

Il “grado di purezza onirica” del sogno di Merkel è “buono” perché la contaminazione dei “processi secondari” o razionali non hanno potuto mutare l’ordine delle scene alla luce della linearità simbolica. Merkel al risveglio non ha potuto inserire alcunché a causa della forza emotiva del sogno e della conseguente facile memorizzazione.

Il “resto diurno” del “resto notturno”, la causa scatenante del sogno di Merkel è legata a un’esperienza del giorno precedente che ha innescato il processo di elaborazione onirica. Ricordo anche che il persistere per mesi e mesi di una questione psichica favorisce la formulazione di sogni formalmente diversi ma uguali nella sostanza. Il “resto diurno”, scoperto da Freud, è un pilastro di sicurezza tra tutti gli enigmi che il sognare ancora si porta dentro e dietro. Mi convinco sempre più che la ricerca scientifica è indietro a causa della complessità del fenomeno onirico che non a caso è stato sempre trascurato.

La “qualità onirica”, l’attributo che abbraccia la psicodinamica del sogno di Merkel, si può definire “tragica” o “superegoica” a causa della massiccia presenza del senso di colpa e del bisogno di espiazione. Ricordo che i sogni possono essere ordinati per categorie e inquadrati per contenuti in quanto il materiale elaborato non va fuori dal seminato psicofisico umano, formazione e organizzazione. In qualsiasi razza e cultura il sogno è il minimo comune denominatore dell’uguaglianza effettiva tra gli uomini.

Il sogno di Merkel può essere stato elaborato nella seconda fase del sonno REM e in entrata nel sonno nonREM. Tale collocazione psico-neurologica si giustifica con l’intensità emotiva e la determinazione nel concludere il sogno da parte di Merkel.

Il “fattore allucinatorio” si attesta nell’esaltazione del senso dell’udito in “Una carabiniera spiega” e in “sento mia madre che si lamenta” e per il resto domina il senso della “vista”. Il senso del movimento si avverte in “vado in cantina”. In ogni caso il sogno di Merkel rientra nella norma cenestetica.

Il “grado di attendibilità” dell’interpretazione del sogno di Merkel si attesta nell’ordine del “buono”, per cui il “grado di fallacia” è “minimo”. La chiara interazione tra i simboli consente di affermare che la psicodinamica della censura della maternità riguarda l’economia psichica di Merkel in questo periodo della sua vita.

DOMANDE & RISPOSTE

L’interpretazione del sogno di Merkel è stata sottoposta alla riflessione di una collega, nonché carissima amica, di Siracusa che vuole mantenere l’anonimato. E’ venuto fuori il seguente dialogo.

Collega

Innanzitutto cosa si può dire alle donne che non ritengono necessaria l’esperienza della maternità per la loro realizzazione personale?

Salvatore

Mi sta bene questa domanda e preciso subito che la risposta è incompleta. Distinguo subito alcuni livelli della questione.

A “livello sociale” non è assolutamente necessario diventare madri per realizzarsi come persone. La donna negli ultimi cinquantanni ha fatto notevoli progressi nel mondo del lavoro e delle istituzioni, ha accresciuto la sua funzione sociale e le sue competenze. Dalla scienza alla politica, dallo sport alla ricerca, dalle comunicazioni alla scuola, la donna è presente in tutti i settori della società civile con prestigio e umiltà, con dignità e sensibilità, con le sue doti migliori e non sempre adeguatamente riconosciute. Tanto cammino deve ancora fare perché non le è stato regalato nulla di niente, anzi è stata sempre ostacolata dal maschilismo destrorso e clericale, come avviene ancora oggi.

L’essere sociale comporta l’essere “politico”, l’essere della donna inserita in un sistema di scelte che la riguardano anche nella possibilità di avere o non avere un figlio. Se lo Stato non attua politiche che favoriscono il lavoro femminile e l’istituto sociale “famiglia”, la donna viene limitata ma non impedita in questa prerogativa fisica e psichica. La donna dimostra oggi un grande coraggio nell’affrontare una gravidanza e nel formare una famiglia. La donna è chiamata a conciliare la sua realizzazione personale con l’amore della Specie, ma non è aiutata e tutelata dalle leggi. L’opportunità lavorativa e la parità con il lavoro maschile sono tappe importanti nell’emancipazione della donna.

Per quanto riguarda l’aspetto “culturale” devo dire che si sta affermando un pericolosissimo schema che vuole la donna regina della casa e del focolare, tutta dedita a fare e accudire figli, dipendente economicamente dal marito e relegata in ruolo settoriale. Da parte di gruppi integralisti di religione cattolica che si riconoscono nelle politiche della cosiddetta Destra sovranista sta venendo fuori un quadro ideologico e un progetto politico sulla figura femminile più medioevale del Medioevo: la donna angelicata o la donna strega. Questo attacco infame è in atto anche in Parlamento con proposte di legge sul diritto di famiglia, sulla revisione della legge sul divorzio e sull’aborto, sul ridimensionamento socio-politico della donna. Non esistono vie di mezzo, la donna deve tornare a fare figli, accudire la casa e il marito che la mantiene. Il tutto in nome dell’istituto Famiglia. Inoltre, la donna che non lavora risolve l’annosa questione sociale della disoccupazione maschile. Incredibile ma vero !

A “livello psicologico” la donna sente nel suo corpo la pulsione alla maternità e si concepisce si da piccola come destinata ad avere dei figli. La “razionalizzazione” del cosiddetto “istinto materno” stabilisce un conflitto psichico che non sempre la donna riesce a comporre e tanto meno a risolvere. La Natura spinge da una parte e la Cultura rallenta l’opera dall’altra parte al punto che si stabilisce un conflitto psicosociale tra la “parte psichica”, “Es”, che esige la realizzazione della maternità e l’altra parte psichica, “Super-Io”, che teme la gravidanza e il parto. In ogni caso l’esperienza della maternità appartiene alla donna e si deve lasciare alla sua discrezione. La donna decide quando e come avere un figlio e condivide la sua scelta possibilmente con il partner su cui ha investito la sua affettività e la sua progettualità psico-esistenziale. La modalità di ragionare in maniera personale ed esclusiva, come ai tempi del ‘68 e dintorni quando la donna richiedeva per sé la piena autonomia e il pieno possesso del figlio, della serie “il figlio è mio e lo gestisco io” come gridava anche del suo utero, va rivisitata e rivista alla luce degli eventi storici e culturali. Inoltre, il figlio ha bisogno di una coppia per formare una famiglia e ha bisogno nella sua formazione dell’altra figura per sviluppare in maniera ottimale le varie tappe formative della sua “organizzazione psichica”. La donna decide anche la metodologia della gravidanza e del parto, nonché la modalità della fecondazione, assistita o non, omologa o eterologa. Per quanto riguarda l’utero in affitto, ricorrere a un’altra donna per portare avanti un figlio omologo o eterologo, è una scelta straordinaria nella bontà e nella bellezza del gesto, al di là delle solite obiezioni moraliste del mercimonio.

Collega

Quindi sei a favore delle famiglie omosessuali?

Salvatore

La Sessualità non è un dato biologico e basta. La Sessualità è una questione talmente complessa da non ridursi a occasionali disquisizioni tra giornalisti, politici e gli intramontabili e immarcescibili opinionisti, quelli che non hanno né arte e né parte come i nostri attuali politici rousseauiani o i cosiddetti politici leghisti darwinianamente evoluti in nazionalisti sovranisti, quei “lumbard” e quei “veneti ciò”, non solo maschi ma anche femmine e madri, che negli anni settanta odiavano i meridionali, “terroni”, al punto di augurarne la morte nel grembo materno, oltre che attraverso la vulcanologia e la tettonica a zolle. Insomma la Sessualità è un “Archetipo” e si ascrive al Principio Maschile e al Principio Femminile e include alla grande la Psiche e il Simbolo come espressioni del Vivente e del Pensiero. Si tratta di “Forme Universali”, non volgarmente del “cazzo” e della “figa” di Giobatta, di Irene o di Andrea. Questi ultimi sono le realtà viventi di una “Idea” che si è fatta “Carne” individuandosi nei vissuti dei maschi biologici e delle femmine biologiche. Dai “fantasmi”, rappresentazioni primarie, e da queste esperienze psichiche emergono i tanti Giobatta, le tante Irene e le altrettanto Andrea o Saffo. Tutti hanno diritto di maternità e di paternità. La figliolanza consegue con i suoi diritti. Per il bambino i genitori sono quelli che si prendono cura di lui, quelle figure che alleviando i suoi dolori lo accudiscono e lo proteggono. La maternità e la paternità sono un fatto biologico e naturale, ma si condensano nella sostanza e a tutti gli effetti nella sostanza psicologica. Anche coppie omosessuali sono genitori quasi perfetti come gli obsoleti e tradizionali maschio e femmina. E i figli si possono avere in tutti i modi consentiti dalla Scienza. Maternità naturale, omologa, eterologa, in affitto e in condominio sono giuste e lecite in base allo “Giusnaturalismo” o Diritto Naturale che prescrive il diritto alla Vita e alla Conservazione della Vita. Il Diritto di Famiglia è positivo, si cala nella Storia e nella Cultura e varia di epoca in epoca e deve conseguire al Diritto Naturale universale e immutabile, deve attenersi ai principi iscritti nel Corpo che vive e che ha diritto a vivere anche se non ha un nome e non è registrato presso l’ufficio anagrafe della città di Varese. Non posso sopprimere la Vita e le varie vite che esistono sul pianeta e in cui mi imbatto. Il Diritto Naturale vale anche per tutti gli animali, per il mio amico gatto Pietro detto Peter, per i vegetali e anche per i minerali, atomi compresi. La Natura è piena di vita: “olon zoon” greco e presocratico, “tutto è vivo”. Questa è Ecologia “ante litteram”. L’universo era vissuto dall’uomo greco antico come palpitante di emozioni e pulsante di battito vitale, animato e dotato di buoni demoni, pan-psichicizzato. La Terra oggi è la discarica della degenerazione industriale e della Demenza al potere.

Collega

Sei fuori di testa. Esprimi dei concetti nobili in un momento storico e culturale in cui si sta approvando la legge sulla legittima difesa che consente a chiunque di uccidere a poco prezzo, quasi in svendita, qualsiasi malintenzionato che pecca contro il settimo e decimo comandamento del Vecchio Testamento ebraico di tremila anni fa.

Salvatore

Mi piace essere fuori testa. Questa è la mia “libido” in atto e la mia sacra follia, il mio spirito dionisiaco e il mio demone socratico. Ho riletto un filosofo greco che in passato non avevo ben assimilato: Platone. L’uomo dalle “spalle larghe” o dalla “fronte spaziosa” non era un filosofo greco, era un alieno che scriveva dialoghi attualissimi: vedi il Buddismo nel mito di Er e nel dialogo “Repubblica” e la teoria sulla Sessualità, nonché l’androginia psichica, nel dialogo “Convito”, per la precisione l’intervento di Aristofane in paragrafi XIV, XV, XVI.

Collega

Sono tempi duri per le donne, come sempre, del resto. La condizione e la situazione femminili hanno connotati tragici a causa delle tante vittime della quotidiana violenza maschile, oltretutto al novanta per cento proveniente dall’ambito familiare. Il cosiddetto “femminicidio” è fuori controllo e lo Stato è assente in questa tragedia sociale. Del resto, se si pensa che fino al 1981 esisteva nell’ordinamento giuridico italiano la norma che tutelava il maschio nel cosiddetto “delitto d’onore”, per cui la violenza sulle donne era concepita con attenuanti che meritavano una consistente riduzione della pena. La prevalenza dell’offesa era il tradimento sessuale, l’adulterio e l’offesa ai valori personali dell’onore e della solidarietà familiare, oltretutto consacrati nel sacramento del matrimonio. La legge 442 ha posto rimedio all’ingiustizia medioevale perpetuata dai codici Zanardelli e Rocco, ma la violenza sulle donne è continuata e continua con i “femminicidi” dettati da motivi di insana gelosia e di perversione criminale. Purtroppo è di questi tempi qualche sentenza di riduzione di pena, addirittura dimezzamento, a uomini condannati per l’uccisione della moglie o della compagna e si è tirato in ballo la diagnosi psicologica di impeto e di crisi emotiva. Come se non bastasse, addirittura si è ridotta la pena in un caso stupro perché la donna non era piacente e quindi doveva essere consenziente. Incredibile, ma vero! Questa mia disamina la sentivo di dire e di denunciare, Ma torno all’argomento della gravidanza e della maternità e ti chiedo: si parla tanto di istinto materno, ma in cosa consiste effettivamente questa naturale pulsione?

Salvatore

D’accordissimo su quello che hai detto e ti ringrazio per averlo affermato e chiarito da donna e da psicologa che volontariamente è andata spesso in aiuto ai migranti approdati a Lampedusa in questi anni. La tua dedizione umana e professionale ti fa onore e ti rende degna di dire e di denunciare semplicemente perché tu hai visto, hai sentito e quindi sai. Passo a rispondere alla tua domanda. Parto da lontano. La parola “istinto” deriva dal latino “instinguere” e si traduce “eccitare”. Si tratta di una energia e di una forza che viene da dentro, endogena o anche endocrina, che turba l’equilibrio psicofisico in atto e che indirizza il comportamento e l’azione del Vivente verso il ripristino dell’equilibrio psicofisico turbato attraverso la scarica e l’appagamento di questa energia che si può tranquillamente chiamare “libido”. Ci si chiede se è prettamente ed esclusivamente corporea e nervosa o ha anche implicazioni e concorsi psichici e mentali. La risposta esatta è la seconda. Non esiste alcunché che si possa definire esclusivamente organico e destituito dall’azione della Mente e della Psiche. Anche l’istinto è un dato e un fatto “psicosomatico” nel senso che riguarda l’uomo e i diversi “gradi” della sua “consapevolezza”. L’istinto si distingue dalla “pulsione”, la quale deriva dal latino “pellere” e che significa “spingere”. Rispetto all’istinto la pulsione ha una componente psichica maggiore in quanto si tratta di una “spinta” che viene sempre da dentro, endogena ed endocrina, e che si riversa nell’azione e nel comportamento attraverso la solita “presa di coscienza” che dispone all’azione e all’appagamento.

Che differenza c’è tra “eccitare” e “spingere”?

La differenza che esiste tra “istinto” e “pulsione” si attesta nel rapporto temporale del prima e del poi. L’istinto viene avvertito come una perturbazione sensoriale che si evolve mentalmente nella “pulsione” ossia nella disposizione all’azione e all’appagamento del bisogno emerso per ripristinare sempre l’equilibrio turbato. Confermo che non esistono istinti e pulsioni di esclusiva base organica e biologica-chimica semplicemente perché essi hanno sempre un grado di consapevolezza: la vitalità si coniuga con lo psichico. Di conseguenza, quando parliamo di “istinto materno” intendiamo dire che una donna avverte lo scombussolamento sessuale ormonale e si può disporre psicologicamente alla fecondazione. Ma bisogna considerare anche la formazione psichica della donna e la sua “organizzazione psichica reattiva” e soprattutto è da considerare la maturazione della “libido genitale”. Le donne sentono l’istinto materno e la pulsione a diventare madri, ma non tutte le donne si dispongono a realizzare la maternità.

Collega

Mi spieghi in che modo influisce la formazione e la struttura psichica?

Salvatore

Vado in sintesi e possibilmente chiara. La “organizzazione psichica reattiva” deve evolversi e maturare negli investimenti di “libido” in maniera equipollente e distribuita nell’attraversamento delle varie “posizioni psichiche” durante il cammin di nostra vita. E questa psicodinamica vale per maschi e per femmine. Dalla “posizione orale”, affettività e dipendenza, si passa alla “posizione anale”, potere e autonomia. Di poi si vive la “posizione fallico-narcisistica”, autocompiacimento e isolamento, e la “posizione edipica”, conflitto e identificazione, per approdare alla “posizione genitale”, riconoscimento dell’altro e investimento sessuale. In maniera ottimale il processo evolutivo si snoda fino all’adolescenza e comporta l’acquisizione dell’autonomia psichica. Ma nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si conserva e si evolve, per cui è sempre possibile la “regressione” e la “fissazione”, due processi psichici di difesa dall’angoscia che consentono anche di riattraversare e di rivivere le tappe della nostra formazione. Niente di psicopatologico in questo tornare indietro a forme di pensiero e a modi di vivere il proprio “psicosoma” e di investire la “libido”, se la psicodinamica avviene senza disturbare l’equilibrio e la funzione mediatrice dell’Io tra spinte pulsionale dell’Es e spinte morali del Super-Io. In ogni caso l’equipollenza evolutiva e la distribuzione armonica dei vissuti consente di attingere senza alcun danno e con gusto al nostro passato che non è mai tramontato ma che è rimasto presente e in atto nella nostra fucina psicosomatica.

Dopo questo preambolo si può dire che una donna che ha vissuto l’evoluzione degli investimenti di “libido” in maniera armonica e li ha distribuiti e integrati, si dispone alla maternità in maniera “genitale”, senza intoppi psichici conflittuali, esclusion fatta per le normali angosce del travaglio e del parto, quelle che vengono immediatamente razionalizzate alla visione del figlio senza degenerare nelle sindromi puerperali.

La donna che ha una prevalenza qualitativa e quantitativa “edipica” e che mantiene il contatto con questa “posizione psichica”, si disporrà alla maternità realizzando una parte dei suoi “fantasmi”, nello specifico quello di avere un figlio dal padre, e con particolare reattività nervosa rievocando la conflittualità con le figure genitoriali.

La donna che ha una prevalenza “fallico-narcisistica” si disporrà alla maternità con la difficoltà di aprirsi all’altro e di perdere il culto di se stessa e della propria immagine. La gravidanza deforma il corpo.

La donna che ha una prevalenza “anale” si disporrà alla maternità con riluttanza e considerando il mantenimento del suo potere senza incorrere in processi di perdita dell’aggressività.

La donna che ha una prevalenza “orale” si dispone alla maternità con entusiasmo e devozione esprimendo il suo grande bisogno di amare e di essere amata.

Desumo che la donna “genitale” e “orale” sono particolarmente propense alla maternità, mentre la donna “edipica”, “fallico-narcisistica” e “anale” hanno una naturale propensione a razionalizzare l’istinto materno e a controllarlo. Ogni mamma, del resto, ha i suoi tratti psichici individuali. Attenzione e concludo, può capitare che la donna fa un figlio con “posizioni psichiche” diverse in atto. Una donna “orale può partorire un figlio a vent’anni e può diventare mamma a quarantanni in piena “posizione genitale” o “fallico-narcisistica” o “anale” o “orale”. Posso affermare che in una famiglia i figli non hanno avuto la stessa “mamma psichica”. Le sfumature e le conversioni psichiche sono all’ordine del giorno nella maturazione evolutiva di una donna che aspira a diventare madre. Da questo quadro si può desumere l’educazione che la madre darà al figlio in base alla sua “posizione psichica “dominante. Ma questo discorso si farà quando capiterà.

Collega

Senti, vorrei farti una domanda delicata che mi preme molto. Mi è capitato di aiutare tante donne nigeriane che per fortuna erano approdate a Lampedusa, giovani donne in stato di gravidanza a seguito di stupro continuo e continuato nei campi di prigionia in Libia. Cosa è giusto fare in questi drammatici casi da parte dello psicoterapeuta?

Risposta

Ti rispondo subito e semplicemente: lo psicoterapeuta deve fare quello che farebbe con una adolescente bianca di San Paolo di Solarino o di Catania. Devi aiutarla a parlare, scaricare e capire cosa le è successo e le sue angosce. Anche se non conosce la lingua, capisce lo stesso. Dopo quest’opera di purificazione si passerà alla presa di coscienza progressiva della situazione psico-esistenziale in atto. Mi dirai che i tempi stringono e che la psicoterapia corretta non si può fare in quelle condizioni. E io ti ridico che in primo luogo bisogna liberarsi dai pregiudizi culturali accumulati senza che ce ne accorgiamo, di poi si può procedere nella difficilissima situazione. Se lo stato di gravidanza è avanzato, la tua azione sarà meno drammatica perché non contemplerà la scelta di tenere il figlio o di non tenerlo e di procedere a una interruzione di gravidanza terapeutica. Questo è l’intervento liberatorio nell’immediato, di poi è necessario affidare queste giovani donne a una struttura di accoglienza e di sostegno. Quello che hai visto e vissuto tu e i tuoi colleghi e i medici, i politici non lo immaginano neanche. La superficialità e la xenofobia sono mali incurabili nella classe paranoica che governa e che ha tratto il consenso aizzando e scatenando nelle folle il “fantasma paranoico” del “ci stanno invadendo e ci stanno derubando”, per cui “dobbiamo liberarci dello straniero”. Lo psicoanalista Franco Fornari ha scritto proprio sul tema della “proiezione paranoica del lutto” gestita dall’ignoranza dell’arruffapopolo e arruffafantasmi di turno. Leggerlo fa solo che bene, specialmente in questi tristi tempi.

Collega

Quindi bisogna più che mai analizzare il “contro-transfert”, il vissuto dello psicoterapeuta, proprio perché siamo vissuti e viviamo in una cultura non certa esterofila e amorosa e di conseguenza siamo stati viziati e non abbiamo tanto riflettuto sui messaggi educativi familiari e sociali. Va benissimo. Un’ultima cosa: consiglierei di vedere il film degli anni sessanta di Pietro Germi intitolato “Divorzio all’italiana” che tratta il tema dell’articolo 587 del codice penale sul delitto d’onore. Che barbarie, ma soprattutto al Sud e al Nord quanta gente, maschi e femmine, che non pensava e approvava l’inciviltà imperante. E dire che l’Italia di allora era governata dai democristiani, dai socialisti, dai repubblicani, dai liberali e dai socialdemocratici. Quante teste che non pensavano! Quanti preti e quante suore inutili! Quante donne assoggettate! Quanti uomini potenzialmente assassini e tutelati dalla Legge 587!

Salvatore

Bene! Allora procuratevi il film di Germi e con Marcello Mastroianni che ironicamente tratta il tema dell’onore maschile fondato sul possesso di un organo sessuale il cui uso non deve essere cambiato dalla donna con un equivalente attrezzo e al quale la donna deve assoggettarsi “vita natural durante” in quanto lei è proprietà del marito.

Buona visione e alla prossima!

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