IL CAMION DI PASQUALE

TRAMA DEL SOGNO E CONTENUTO MANIFESTO

“Pasquale sta guidando un camion, ma non c’è una buona visibilità e nelle curve non riesce a vedere niente.
Si ferma in un albergo, parcheggia il camion, prende la valigia, entra e si accorge che non è quello il posto dove doveva andare.
Allora esce, ma la valigia, che prima aveva chiuso bene, si è aperta perché si è rotta la cerniera, ma la peggior cosa è che non trova più il camion.
Si chiede allora: “dove mi trovo e per giunta a piedi?”

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

I sogni sessuali non sono sessuali, i sogni meccanici, invece, sono sessuali perché rievocano la pulsione neurovegetativa involontaria, la spinta istintiva che ha bisogno di progredire secondo Natura e senza interferenze razionali e morali, senza il concorso pesante dell’Io vigilante e del Super-Io censurante.
Il tutto è possibile?
No, di certo, in senso totale e assoluto come in tutte le umane cose, ma una riduzione delle influenze delle istanze suddette è necessaria per raggiungere l’orgasmo e per fare del buon sesso o per fare bene l’amore.
L’esercizio della sessualità non equivale a una crisi isterica o a procurarsi uno sconquasso psicofisico fuori da ogni tipo di controllo, ma ha tanto di isterico, di eccitante e di trasgressivo, tende più verso la Natura e meno verso la Cultura.
In questi ultimi mesi mi sono capitati alcuni sogni sessuali a simbologia meccanica, nello specifico basati sulle auto e sulle chiavi, per cui giustamente mancava il “camion”.
In attesa del trattore e della ruspa provvedo a decodificare il sogno di Pasquale sottolineando ancora che i sogni sessuali dipendono in gran parte da fattori ormonali legati all’evoluzione degli investimenti della “libido” e da fattori psicologici e culturali di frustrazione e di repressione della sessualità legati a motivi morali e religiosi, la famigerata sessuofobia nel versante psicopatologico e nel versante sociale.
L’istinto sessuale frustrato o represso viene preso in carico dai meccanismi e dai processi psichici di difesa e viene trasformato naturalmente in sintomo o nobilitato in un ambiguo amore verso il prossimo, insomma riceve sempre un trattamento difensivo e trasformativo. L’istinto, cacciato fuori dalla porta, rientra impetuoso dalla finestra e chiede il suo capitale con gli interessi raddoppiati.
Ma perché la Cultura impedisce la Natura, perché ciò che si coltiva nel tempo e nello spazio, Cultura, ostacola ciò che sta per nascere, Natura?
Perché le Religioni ridimensionano maldestramente la sessualità umana?
Sono questioni di vasta portata e storicamente strutturate, temi degni di approfondimento scientifico settoriale.
La questione compare nel libro dei libri, la Bibbia e nello specifico nel Genesi.
“Quindi gli occhi di entrambi si aprirono e comprendevano di essere nudi. Per cui cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture per coprirsi i lombi.”
Adamo ed Eva avevano in precedenza mangiato il frutto dell’albero della vita. Questa è una giustificazione religiosa alla consapevolezza della vita sessuale.
Una motivazione antropologica vuole che i limiti alla sessualità siano funzionali alla preservazione dell’integrità della Specie e della razza contro le malattie e le contaminazioni: filogenesi e razzismo.
Una motivazione psicoanalitica si trova in “Totem e tabù” di Freud: vedi nel mio blog.
Natura e Cultura si rincorrono con i loro schemi meccanicistici e finalistici litigando sulla priorità e sull’utilità del “diritto naturale” e del “diritto positivo”.
In principio era la Natura con la sua Cultura ed erano una sola cosa.
Di poi, intervenne l’uomo con l’astrazione degli schemi della Natura e li riconobbe come suoi e su questa proprietà operò esaltazione, sublimazione, negazione, manipolazione e altro, tutti meccanismi di difesa dall’angoscia del Nulla.
La consapevolezza dell’uomo di aver ratificato con la Cultura ciò che la Natura aveva scritto ed evolutivamente fissato, ha portato e porta all’estensione dei vari campi del Sapere universale, la cosiddetta Scienza.
Il Sogno è Natura che tende alla Cultura nell’aspirazione di diventare Scienza.
La funzione onirica è naturale e ubbidisce a determinati schemi
bio-fisio-neuro-psico-semiologici che possono essere conosciuti al meglio possibile nel momento storico determinato. Questi schemi devono essere formulati sempre in maniera semplice e atomica.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Pasquale sta guidando un camion, ma non c’è una buona visibilità e nelle curve non riesce a vedere niente.”

Pasquale si presenta con la sua sessualità dimostrando una buona padronanza e una buona capacità di lasciarsi andare senza interferenze razionali. Esibisce una buona autostima sessuale e una altrettanto buona organizzazione nella gestione naturale della sua vitalità erotica. Pasquale parte con la consapevolezza di quello che gli sta succedendo e si dispone correttamente al moto organico e all’orgasmo.
Vediamo i simboli.
“Guidando”: funzione dell’Io consapevole e deliberante, mediatore delle pulsioni e dispensatore degli impulsi.
“Camion”: territorio dell’Es. Condensa simbolicamente la meccanicità neurovegetativa dell’apparato sessuale, la spontaneità erotica delle pulsioni organiche. Seguono autostima e buona valutazione del proprio apparato sessuale. Siamo in ambito “fallico-narcisistico” e in disposizione verso la “posizione genitale”. Pasquale si compiace della propria sessualità e tende a relazionarsi. Vedremo.
“Visibilità”: zona dell’Io logico e razionale, funzione del “sapere di sé” e di cosa si vuole fuori e dall’altro, consapevolezza nel gestire le pulsioni sessuali e il coito nel nostro caso.
Ma se “non c’è una buona visibilità”, è cosa buona per Pasquale che si abbandona alle emozioni e ai piaceri del corpo, lasciando che la mente si apparti nei suoi meandri.
“Le curve”: sono i picchi erotici dell’abbandono al dondolio inebriante della “libido”, quelli che impediscono alla ragione e alla vigilanza riflessiva di interferire con il moto organico dei sensi, la condizione psicofisica per l’orgasmo. La simbologia della “curva” parte dalla geometria logica per attestarsi nella duttilità psichica e fisica. Quest’ultima equivale all’abbondanza delle masse corporee femminili.
“Non riesce a vedere niente.”: vedi “non c’è una buona visibilità”.

“Si ferma in un albergo, parcheggia il camion, prende la valigia, entra e si accorge che non è quello il posto dove doveva andare.”

Pasquale è fuori “posto”. Pasquale ha trasgredito, ha derogato all’istanza morale del “Super-Io”. Pasquale è con una donna e fuori dal contesto istituzionale.
Vediamo i simboli.
“L’albergo”: si tratta della parte sociale e della pulsione a relazionarsi in maniera anonima. Siamo sempre nell’ambito psichico della persona Pasquale e ci troviamo nella sezione della caduta degli affetti veri e dell’affermazione degli affetti formali.
Sul “camion” si è ampiamente detto, ma sul “parcheggia”, per giunta di un camion, c’è da dire. Il “narcisismo” si coniuga con l’aggancio e l’offerta, la seduzione e la conquista. Parcheggiare un camion equivale al simbolico “mi trovo in esibizione seduttiva” come un pavone che allarga la ruota. Vediamo chi abbocca all’amo.
“Prende la valigia”: quest’ultima condensa simbolicamente l’universo genitale femminile, il grembo e la recettività sessuale. Pasquale è con una donna in anonimo fare e trasgressivo combinare.
“Entra”: segnale inequivocabile del coinvolgimento erotico e sessuale. “Entrare” non è una volgare organica penetrazione, ma un complesso di vissuti e di azioni finalizzate a un coinvolgimento emotivo e a un affidamento alla novità e alla diversità, una fuga dalla monotonia del “già visto” e del “già vissuto”. Pasquale ci ha dato e ci è andato dentro: versione del gergo giovanile.
“Si accorge che non è…”: siamo in ambito dell’Io. Dopo la seduzione e la conquista subentra in Pasquale la riflessione consapevole di essere in piena trasgressione sessuale e in deroga al dettame morale del “Super-Io” che esige la fedeltà. La psicodinamica diventa intrigante e cresce la curiosità di vedere quale soluzione Pasquale sa dare in sogno a tanto travaglio tra “libido” e norma morale.

“Allora esce, ma la valigia, che prima aveva chiuso bene, si è aperta perché si è rotta la cerniera, ma la peggior cosa è che non trova più il camion.”

Pasquale è in pieno trambusto psicofisico: entra, esce, la valigia chiusa e aperta, la cerniera rotta, la sparizione del camion.
Quanti simboli!
Tutta questa roba per dire che ha trasgredito sessualmente con una donna che vive in maniera ambigua come una figura da mollare perché impegnato con altra donna o da tenere per la bontà del trasporto erotico e sessuale. La sicurezza è quella di avere colpevolizzato la sua sessualità e di non essere più narcisisticamente diretto verso la conquista della donna. Pasquale teme di strutturare una dipendenza micidiale da questa donna e di evolvere la “libido narcisistica” in “libido genitale”, di legarsi affettivamente a questa nuova donna.
Vediamo i simboli.
“Esce”: Pasquale ha risolto la questione e la qualità della relazione, si è liberato dall’occasionale bisogno di una donna da albergo ossia di una donna da relegare nelle relazioni non significative e non importanti, anonime per l’appunto.
“La valigia”: ampiamente si è detto sul tema femminile e sull’ambiguo malanno del corpo procace e della mente fascinosa di una donna.
“Chiuso bene”: dopo avere aperto “la valigia”, Pasquale l’aveva chiusa bene. Cos’è sottinteso? Cosa vuol dire? Dopo il coinvolgimento erotico e sessuale ci è rimasto secco affettivamente e non secondo i bisogni di un “narcisista”, ma di un “genitale”, di un uomo innamorato. Pasquale si era illuso di poter fermare tutto a un incontro trasgressivo, ma invece la valigia “si è aperta perché si è rotta la cerniera”.
Quale cerniera? Sembra un simbolo di deflorazione sessuale, sembra che Pasquale abbia lacerato l’imene di questa donna. Ma sembra anche che la lacerazione sia sua e che se la sia procurato legandosi alle buone movenze sessuali della femminilità erotica della donna con cui anonimamente si era relazionato. Pasquale si è fregato da solo con la dipendenza psicofisica da questa “valigia” occasionale e munita di micidiale e infida “cerniera”.
“Non trova più il camion”: Pasquale si è punito per la trasgressione sessuale e colpevolizza la sua sessualità. Prima era orgogliosissimo della sua prestanza erotica e ora è fortemente colpevole di tanta delicata trasgressione. Non resta che l’espiazione del senso di colpa con una somatizzazione e una crisi di panico, una conversione isterica in un sintomo significativo e associabile al torto commesso. Pasquale è andato in crisi non per il tradimento, ma perché ci è rimasto secco dentro, perché si è coinvolto eroticamente e senza accorgersene ora non sa fare a meno di questa donna.

“Si chiede allora: “dove mi trovo e per giunta a piedi?”

Pasquale riflette e converge su se stesso come persona. Dopo aver vissuto la vertigine dell’eccitazione dei sensi in una relazione intrigante e andata verso un fine non previsto.
Vediamo i simboli.
“Dove mi trovo”: Pasquale ha strutturato una dipendenza che non prevedeva per sé e si ritrova in una dimensione psichica che non conosceva.
Pasquale si trova “a piedi”, senza sessualità narcisistica in una relazione sempre sessuale ma diversa.
Il “piede” è un simbolo fallico e non è di certo il “camion”. L’investimento sessuale si è ridimensionato e si è diretto verso una forma naturale di attrazione e patologica di dipendenza.

Questo è quanto significa il sogno di Pasquale.

PSICODINAMICA

La psicodinamica elabora in maniera fortemente simbolica la relazione sessuale trasgressiva secondo pulsione narcisistica e in “posizione fallico-narcisistica”. Pasquale tenta di evolvere in sogno quest’ultima in “posizione genitale”, ma secondo le coordinate psichiche della dipendenza attestando immaturità e compensando nel migliore dei modi il travaglio affettivo e il senso di colpa della trasgressione. Pasquale è carente di autonomia psichica in quanto attestato tra la dipendenza da sé, narcisismo, e dall’altro, oggetto d’investimento.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Il sogno di Pasquale mostra le seguenti istanze e posizioni psichiche:
“Es” istintivo pulsionale in “camion” e in “valigia” e in “cerniera” e in “ma non c’è una buona visibilità e nelle curve non riesce a vedere niente.” e in “entra e in “esce,
“Io” razionale vigilante in “guidando” e in “non trova” e in “si accorge”,
“Super-Io” limitante e censurante in “si accorge che non è quello il posto”
“posizione fallico-narcisistica” in “camion”,
“posizione genitale” in “prende la valigia, entra” e in “parcheggia il camion”.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Il sogno di Pasquale usa i seguenti meccanismi e processi psichici di difesa dall’angoscia:
la “condensazione” in “camion” e in “visibilità” e in “curve” e in “valigia” e in “cerniera”,
lo “spostamento” in “guidando” e in “parcheggia” e in “si accorge” e in “entra e in “esce” e in “si è rotta” e in “non trova più”,
la “regressione” nei termini psichici presenti nella funzione onirica: la “regressione topica” e la “regressione formale”, la prima con le allucinazioni, la seconda con i modi di espressione primari, il concreto al posto dell’astratto, l’agire al posto del pensare.
Il processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido” non compare.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di Pasquale esibisce un deciso tratto “fallico-narcisistico” all’interno di una cornice tendente al “genitale” e alla corrispondente “organizzazione psichica reattiva”. Pasquale cerca una sua autonomia in superamento del narcisismo, ma incorre nella dipendenza sessuale e, di poi, affettiva.

FIGURE RETORICHE

Il sogno di Pasquale presenta le seguenti figure retoriche:
la “metafora” o relazione di somiglianza in “visibilità” e in “parcheggia” e in “cerniera”,
la “metonimia” o relazione logica in “guidando” e in “camion” e in “valigia”.

DIAGNOSI

Il sogno di Pasquale dice di una dipendenza psichica in evoluzione infausta dal narcisismo alla genitalità.

PROGNOSI

Pasquale abbisogna di lavorare tanto sul bisogno di affermazione solitaria e di manipolazione degli altri. Deve rivolgersi al prossimo con la stessa cura che riserva all’autoesaltazione. L’investimento narcisistico è necessario per l’evoluzione sentimentale ed amorosa, per cui deve maturare nel riconoscere la donna e nel prendersi cura di lei.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta in una recrudescenza del narcisismo e nel definitivo isolamento con incorporata pericolosa sindrome depressiva.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Pasquale è “4” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.
Il simbolismo prevale di gran lunga nel realismo narrativo.

RESTO DIURNO

La causa scatenante del sogno di Pasquale si attesta in un semplice contrasto del giorno precedente con persone significative e coinvolte.

QUALITA’ ONIRICA

La qualità onirica è la condensazione: tanti simboli in poche parole.

REM – NONREM

Il sogno di Pasquale si è svolto nella fase seconda del sonno REM alla luce del simbolismo e delle implicite emozioni.
Ricordo che nelle fasi REM il sonno è turbolento, mentre nelle fasi NONREM il sonno è profondo e catatonico ossia presenta una caduta del tono muscolare, senza movimenti e spasmi, senza agitazione psicomotoria. La memoria è presente nelle fasi agitate rispetto alle fasi di caduta muscolare e di sonno profondo dove è quasi assente.

FATTORE ALLUCINATORIO

I sensi dichiaratamente allucinati sono i seguenti: la “vista” in “non c’è una buona visibilità e nelle curve non riesce a vedere niente”,
il “tatto” si suppone in “che prima aveva chiuso bene”.

GRADO DI ATTENDIBILITA’ E DI FALLACIA

Per sondare la soggettività o l’oggettività, l’approssimazione o la verosimiglianza della decodificazione del sogno di Pasquale, per valutare se l’interpretazione risente di forzature, stabilisco la prossimità all’oggettività scientifica o alla soggettività mistificatoria in una scala che va da “uno” a “cinque” in cui 1 equivale all’oggettività auspicata e 5 denuncia una forzatura interpretativa verosimile. Tale valutazione è resa possibile dalla presenza di simboli chiari e forti e di psicodinamiche affermate ed esaurienti.
La decodificazione del sogno di Pasquale, alla luce di quanto suddetto, ha un grado di attendibilità e di fallacia “2” a causa della chiara simbologia e della semplice psicodinamica.

DOMANDE & RISPOSTE

Il lettore anonimo ha posto le seguenti domande dopo la lettura attenta del sogno di Pasquale.

Domanda
Fare bene l’amore e fare del buon sesso: quale differenza?

Risposta
Fare l’amore è investimento di “libido genitale” e rientra nella posizione corrispondente, fare sesso è investimento di “libido fallico-narcisistica” e rientra nella posizione omonima. Sono entrambe forme di un rapporto sessuale finalizzato a un piacere individuale nella reciprocità, “fare sesso”, e a un piacere condiviso nella cura dell’altro, “fare l’amore”. Hanno entrambe una buona funzione psicofisica. Si può, di certo, fare sesso senza amore. Direi che questa è la condizione di base per poter amare. In primo luogo si conosce e si ama il proprio corpo e, di poi, il corpo dell’altro. Per qualificare “bene” il sesso e l’amore occorre il coinvolgimento erotico e un alto quoziente di amor proprio.

Domanda
Quando non c’era il camion o l’auto, quale era il simbolo della sessualità?

Risposta
Nei tempi antichi c’era il cavallo, il carro, di poi la carrozza, e di poi la bicicletta et cetera. I simboli si adeguano ai tempi, ma le psicodinamiche si legano alle funzioni e mantengono una buona longevità.

Domanda
Pasquale è un narcisista che si è messo nei guai andando con una donna?

Risposta
Nella trasgressione Pasquale ha maturato una forma di dipendenza sessuale che camuffa affettività. Questa è la normale evoluzione senile del narcisista.

Domanda
Mi spieghi l’ultima cosa che ha detto.

Risposta
Il narcisista teme di perdere l’ottima immagine che ha di sé e che lo ha supportato fino alla crisi della vecchiaia. La caduta della vitalità sessuale viene vissuta come la morte in vita perché non ha coltivato ed evoluto altro di sé. La depressione, evitata per tutta la vita, lo coglie con l’invecchiamento delle funzioni corporee. A questo punto può elaborare il suicidio o la parte psicologica della sindrome di Alzeimer o una demenza senile a scelta tra le tante. Ricordo che l’angoscia di morte è alla base della psicopatologia senile.

Domanda
Però! Cambio argomento. Che differenza c’è tra crisi isterica e orgasmo?

Risposta
L’orgasmo è una scarica neurovegetativa involontaria per cui è una forma di liberazione dell’eccitazione: “abreazione”. Specialmente le donne hanno nelle vibrazioni una vicinanza all’isteria. Del resto, isteria deriva dal greco “usteron” che si traduce proprio “utero”. Platone pensava che quest’ultimo fosse un organo mobile e, quindi, potesse vibrare per questa sua caratteristica fisiologica. Ma Platone era misogino, non stimava per niente le donne e, come un buon greco, amava i giovinetti, seguiva la pedofilia culturale che era consequenzialmente consentita dalla morale, dall’etica e dalla legge greche di quel tempo.

Domanda
Cambio ancora. Il tradimento maschile e femminile: cosa mi dice in proposito?

Risposta
Tradimento è un bruttissimo termine, ma serve soltanto per intenderci. Non potendo allargare la questione come meriterebbe, mi limito a dire che il maschio è più facile al diversivo sessuale dal momento che ha una semplicità
psicofisica, mentre la donna è più complessa. Il maschio deroga prevalentemente con superficialità mentale e con pulsione ormonale, la donna deroga soltanto quando è convinta e la sua scelta è spesso senza ritorno. Il tradimento può essere inquadrato anche come la ricerca di “fare del buon sesso” senza l’ingombro del genitale “fare l’amore”. Ma ho detto soltanto un qualcosa di sintetico su questo tema.

Domanda
Si riferisce allo “scopamico” o alla “scopamica”?

Risposta
Rientra certamente in questa categoria psicofisica eccitante e disimpegnata avere un amico o un’amica a trecentosessanta gradi erotici e sessuali. Lo scopamico/a spesso racchiude una bella e buona relazione: nulla di volgare o d’immorale!

Domanda
Consiglierebbe a una persona in crisi di farsi l’amante?

Risposta
La psicoterapia non dà consigli, ma dà un grado di consapevolezza agli impulsi, alle emozioni e alle dinamiche relazionali. Questo traguardo è un buon trampolino di lancio per farsi o non farsi l’amante, per una scelta ponderata di usare meccanismi di difesa più gratificanti e meno angoscianti.
E’ decisamente meglio un orgasmo che una conversione isterica in un sintomo malevolo.

Domanda
Sempre la consapevolezza! Ma è così importante?

Risposta
Anche e soprattutto per la vita sessuale. Conoscere e amare il proprio corpo è fondamentale per godere delle meravigliose doti psico-chimiche dell’orgasmo.

Domanda
E di Pasquale cosa mi dice?

Risposta
Deve stare molto attento a non perdersi nelle spire maligne della depressione quando non accetterà il suo corpo senile. E’ saggia una psicoterapia per risolvere le varie dipendenze e per accettare l’evoluzione e le compensazioni psicofisiche della vecchiaia, oltre che per prepararsi a morire secondo Natura.

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Ritorno a consigliare la lettura del breve saggio “Totem e tabù”, presente nel “blog”, per un approfondimento sul tema dell’origine “criminale” della Specie umana, la colpa o il peccato, e sulla conseguente modalità di organizzazione sociale e politica.
Ricordo che il potere procreativo nell’Etologia, scienza che studia il comportamento degli animali, viene conquistato dal maschio più forte che vince la guerra con i contendenti: dalla morte possibile alla fecondazione, dare la vita alla Specie. Vedi la cultura dei lupi.
Anche l’evoluzione della Specie, secondo Darwin, passa attraverso la morte degli animali inferiori e dalla sopravvivenza degli animali forti che possono trasmettere i loro caratteri: teoria della “selezione naturale”.

QUALE E QUANTA ASSOCIAZIONE AL SOGNO DI PASQUALE?

“GASTONE”
di
ETTORE PETROLINI

Il narcisista è ben servito dall’acuta penna e dalla drammatica vena di Ettore Petrolini.
Siamo nel 1924: satira e ironia si combinano nelle acute parole e nelle sofisticate combinazioni linguistiche.
“Gastone” ha un testo complesso e di grande valore psichico e sociale: “psichico” perché tratta di una posizione universale e della sua persistenza patologica nell’età adulta, “sociale” perché mostra l’inserimento di grande effetto nelle coscienze degli altri, la consapevolezza del tempo culturale.
“Gastone” è un testo molto triste di suo e in modo particolare nella versione di Petrolini, un’interpretazione in linea con il “fantasma del Nulla” che la Psiche collettiva del dopo prima guerra mondiale aveva elaborato sulla scia delle tremende distruzioni visibili e invisibili.
Pessimismo ed Esistenzialismo, Surrealismo e Decadentismo sono in atto.
Adduco due versioni: la prima in cantato completo, la seconda nell’interpretazione in immagini.
Il testo va letto con pazienza a causa della sua complessità: l’intrecciarsi continuo dei “significati” con i “significanti”, quel trambusto emotivo che viene fuori dal riverberarsi dei vissuti personali dentro le parole di tutti.
E poi, tutte le parole coniate all’uopo e composte in maniera creativa con una sfumatura delirante, surreale, dadaista.
E poi c’è anche la cocaina!
Buona sniffata!

GASTONE

Gastone, artista cinematografico, artista del varieté, danseur, disseur, frequentatore dei bal-tabarins, conquistatore di donne a getto continuo, uomo che emana fascino.
E’ una satira a afferrata al “bell’attore” fotogenico affranto, compunto, vuoto,
senza orrore di se stesso.
Gastone, sei del cinema il padrone, Gastone, Gastone.
Gastone, ho le donne a profusione e ne faccio collezione,
Gastone, Gastone.
Sono sempre ricercato per le filme più bislacche,
perché sono ben calzato,
perché porto bene il fracche.
Con la riga al pantalone,Gastone, Gastone.
Tante mi ripeton: sei elegante!
Bello, non ho niente nel cervello!
Raro, io mi faccio pagar caro:
specialmente alla pensione, Gastone, Gastone.
Io sono un creatore, un inventore, vengo da una famiglia di inventori, di creatori, mia sorella, Lina, è una creatrice, tutti lo sanno: Creolina.
Mio padre ha inventato la macchina per tagliare il burro: un pezzettino di legno con un fil di ferro.
Mia madre studiava economia, aveva il senso del calcolo sviluppato fino alla genialità.
Figuratevi, io mi chiamo Gastone, lei mi chiamava Tone, Tone per risparmiare il gas.
A me mi ha rovinato la guera, se non ‘era la guera a quest’ora stavo a Londra.
I londrini vanno pazzi, io sono molto ricercato nel parlare nel vestire, ricercato dalla questura.
Sono un grande musicista, canto, ballo, trasporto, “Gondrand” mi voleva.
Come musicista dovevo andare a Londra, dovevo musicare l’orario delle ferrovie.
E poi sono grande nella dizione, sono il fine dicitore, il cantante aristocratico. Adesso vi faccio sentire tutto il succo del mio ingegno con un saggio della mia dizione.
Io sono come vi ho detto il fine dicitore e tutto ciò che dico è veramente profondo.
Io non ci tengo né ci tesi mai però fate attenzione a questo mio soliloquio così denso di pensiero.
Non fermarsi alla superficie, ascoltare bene quello che c’è dentro, quello che c’è sotto, è il mio motto: “sempre più dentro, sempre più sotto”.
Se l’ipoteposi del sentimento personale prostergando i prologomeni della sub-coscienza fosse capace di riintregrare il proprio subbiettivismo alla genesi delle concominanze,
allora io rappresenterei l’autofrasi della sintomatica contemporanea che non sarebbe altro che la trasmificazione sopolomaniaca.
Che ve né pare, che bel talento eh?
Ma io non ci tengo, né ci tesi mai.
Io sono molto ricercato anche perché porto molto bene il frac, e quando porto il fracche, ovunque io vado porto quell’onda di signorilità che manca agli altri comici del varietà.
Io sono nato col frac. Anzi, quando sono nato mia madre mica mi ha messo le fasce, macché!
Un fracchettino.
Camminavo per casa sembravo una cornacchia.
Gastone,
sei davvero un bell’Adone! Gastone, Gastone…
Gastone,
con un guanto a pendolone
vado sempre a pecorone,
Gastone,
Gastone.
Ogni cuor si accende e arde,
perché ciò gli occhioni belli,
le basette a la Bonnardi ed i gesti alla Borelli.
Misterioso come Ghione, Gastone, Gastone.
Bice, solo lei mi felice.
Gemma, ama solo la mia flemma!
Rina, lei per me la cocaina se la prende a colazione
pensando a Gastone.

 

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