“CI VUOLE LA CHIAVE”

TRAMA DEL SOGNO E CONTENUTO MANIFESTO

“Viaggio su un’automobile guidata da un individuo molto giovane.
Con me ci sono mia moglie e un mio amico.
Stiamo ritornando da un luogo non meglio precisato dopo aver ispezionato una casa.
Poi mi trovo da solo in un’officina dove l’automobile deve essere riparata ed il meccanico dice che ci vuole la chiave.

Questo è quanto ha sognato Giordano.

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

I sogni brevi hanno il merito di coniugare il simbolico e il reale secondo le coordinate di un discorso logico-consequenziale. La funzione onirica dell’Io o “Io sognante” è prossima a lasciare il posto alla funzione razionale o “Io vigilante”: il risveglio si avvicina.
L’Io è sempre lo stesso ed è sempre unico nel suo essere in mente e ossa una pulsione dell’Es, un ragionamento dell’Io consapevole o una censura del Super-Io.
L’Io si può anche definire “Mente autocosciente” secondo le ricerche neurofisiologiche di Eccles o “Psiche” secondo le teorie della tradizione.
Il termine “Psiche” sottende il sistema e le attività psichiche, l’organizzazione strutturale e l’evoluzione dinamica ed economica.
L’Io si può cogliere nelle varie funzioni e definire dormiente e onirico, reale e consapevole, corpo e mente, pulsione e ragione, censurante e impositivo, ma resta sempre un “Io” uno e unico, “uno” dal momento che è una funzione universale e “unico” perché riempito dalle personali esperienze vissute.
La Psicoanalisi ha efficacemente elaborato i suoi progressi nella dimensione psicodinamica “Io” ridimensionando l’Inconscio per non incorrere nel magico e nell’indimostrabile, seguendo le giuste contestazioni della Filosofia sulla necessità logica della consapevolezza.
Anche se la definizione di Freud vuole il sogno espressione di un desiderio rimosso e quindi in parte inconscio, le ricerche a lui contemporanee e successive hanno evidenziato il ruolo inequivocabile dell’Io sia nella veglia e sia nel sonno, mettendo tra parentesi, sempre in accordo con la Filosofia, l’Inconscio e i suoi surreali o metafisici prodotti.
Il sogno di Giordano consente di mostrare la funzione onirica dell’Io in piena azione e in oscillazione tra il registro simbolico e il registro razionale.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Viaggio su un’automobile guidata da un individuo molto giovane.”

“L’automobile” condensa simbolicamente la meccanicità neurovegetativa dell’apparato sessuale, la spontaneità erotica delle pulsioni organiche. Siamo nel territorio psichico “Es”.
“Guidata” condensa la funzione mediatrice dell’Io, in special modo se a essere equilibrate sono i vissuti degli istinti e le rappresentazioni psichiche collegate.
Questi sono i simboli.
Vediamo i meccanismi.
“Individuo molto giovane” è “proiezione” di un bisogno d’identificazione di Giordano e nel sogno funge anche da difesa da un coinvolgimento diretto e traumatico di una “parte di sé”.
Giordano evoca in sogno la sua psicodinamica sessuale e, al fine di procedere con sonno e sogno, usa il meccanismo di difesa dall’angoscia e dal risveglio della “proiezione” e presenta l’immagine ideale di sé in un anonimo “individuo molto giovane”.

“Con me ci sono mia moglie e un mio amico.”

Giordano non sa stare da solo e si porta dietro tanta gente nel suo sogno. “Mia moglie” è l’oggetto reale del contendere e il “mio amico” è il solito terzo intruso più che un rafforzamento psichico, è l’oggetto dell’invidia e della gelosia: due brutte bestie con tante scuse per la signora moglie.
In precedenza Giordano ha immesso in sogno un’immagine ideale di sé nell’individuo molto giovane, volendo intendere che lui è vecchio e inadeguato al compito neurovegetativo dell’amplesso sessuale. Di poi, introduce “un mio amico” a testimoniare di un sentimento di gelosia. Giordano sta navigando tra le infide sponde di un possibile tradimento sessuale da parte dell’amico e della moglie.
Vediamo dove va a parare con il suo sogno.

“Stiamo ritornando da un luogo non meglio precisato dopo aver ispezionato una casa.”

“Dopo aver ispezionato una casa” equivale a dopo aver analizzato la mia storia e la mia struttura psichiche e, nello specifico, la mia vita sessuale con mia moglie, la mia paura di essere inadeguato all’impresa e la mia gelosia verso il classico amico di famiglia.
Giordano è in psicoterapia e sta elaborando questi temi nelle sedute. Nel sogno si difende proprio con la vaghezza e la genericità, “un luogo non meglio precisato” e “una casa”.

“Poi mi trovo da solo in un’officina dove l’automobile deve essere riparata ed il meccanico dice che ci vuole la chiave.”

In effetti, le sedute sono personalissime e si svolgono quasi “da solo” in quanto elabori il tuo materiale psichico e quasi in compagnia perché hai un compagno di viaggio nella figura, quasi silente, dell’analista.
La “officina” è proprio il laboratorio che studia e sistema la meccanica della Mente e del Corpo, lo studio anonimo dello strizzacervelli visto che siamo in tema tecnico. Degno di nota è l’anonimato di “un’officina”, a fredda testimonianza di un distacco dal coinvolgimento emotivo e dall’investimento affettivo. Giordano si difende proprio sottraendosi alla partecipazione, ma si consola con la presenza.
“L’automobile deve essere riparata”, la sessualità deve essere riattraversata, rivisitata e riformulata. La riparazione psichica consiste proprio nella presa di coscienza della sua formazione psichica e, in specie, delle posizioni “orale”, “anale”, “fallico-narcisistica” e “genitale” con tutti gli annessi e connessi a cominciare dalle figure genitoriali, “posizione edipica”.
Il “meccanico” rappresenta la figura dell’analista per la sua perizia tecnica più che per le sue umane virtù: freddezza e distacco dal coinvolgimento significa “transfert” difensivo e affidamento minimamente affettivo.
Cosa vuol dire?
Un trattamento psicoterapeutico analitico si basa su tre pilastri metodologici: l’interpretazione, la razionalizzazione e l’analisi della relazione con l’analista o “transfert”. Quest’ultimo si attesta nella riedizione e nella riproposizione dei vissuti e dei fantasmi che il paziente ha elaborato sin da bambino nei confronti delle figure genitoriali. Il “meccanico” è investito di freddezza e di anonimato. Questa è la trasposizione dell’investimento che Giordano ha operato nella sua vita con le figure genitoriali e con le persone che lo hanno circondato e gli fanno ancora oggi corona.
Ma il gelido “meccanico” fa la sua parte, sempre secondo il vangelo del nostro protagonista, e “dice che ci vuole la chiave”.
“Dice” condensa la solennità dell’antico “ipse dixit”, lo ha detto lui stesso, il grande capo, il maestro e “più non dimandare” aggiunge Dante Alighieri da Firenze.
La “chiave” è il “busillis” della questione, la panacea di tutti i mali. La “chiave” è il classico simbolo fallico che condensa i tratti psichici dell’universo maschile e nello specifico il membro inteso, sempre simbolicamente, come potere e affermazione, come deliberazione sicura e coinvolgimento coraggioso, come scelta e decisione, come soluzione ai mille problemi di una relazione d’amore bella e fascinosa quanto complicata, perché richiede, oltre la “chiave”, anche il “chiavistello”.
Oltre i conflitti sessuali, Giordano soffre di gelosia e di freddezza affettiva, non sa coinvolgersi perché non l’ha esperito nel corso della sua formazione psichica e nessuno gliel’ha mai insegnato. Si suppone una coppia genitoriale in piena linea con il figlio.
Da un problema sessuale si è approdati a un problema affettivo, da una dimensione all’altra il passo simbolico è molto breve.

PSICODINAMICA

La psicodinamica del sogno di Giordano si snoda attraverso un itinerario naturale che parte da una crisi importante della sfera affettiva per approdare a una difficoltà sessuale in atto. Implica, di conseguenza, un conflitto mente-corpo e una resistenza all’affidamento, una precarietà nell’investimento di “libido genitale” e una “regressione” ricostituente e difensiva all’investimento di “libido narcisistica”.
La “posizione psichica orale” di Giordano è chiamata in primo luogo come la causa del malessere relazionale e sessuale, “posizione genitale”. La dimensione affettiva è deputata alla crisi del coinvolgimento psicofisico relazionale.
La tutela psichica operata da Giordano è stata eseguita con un rinculo regressivo alla “posizione fallico-narcisistica”, a un isolato ed esagerato culto di se stesso. Il narcisismo deve evolversi nell’amor proprio, che è la condizione dell’esercizio corretto della “posizione psichica genitale”, della relazione basata sul sentimento amoroso di donazione erotica e affettiva, il prendersi cura dell’altro.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Il sogno di Giordano evidenzia
l’istanza pulsionale “Es”, rappresentazione dell’Io organico o senziente e corporeo e legato al “principio del piacere”, in “Viaggio su un’automobile” e in “un’officina dove l’automobile deve essere riparata” e in “ci vuole la chiave.”,
l’istanza vigilante “Io”, rappresentazione dell’Io razionale e legato al “principio di realtà”, si manifesta in “viaggio” e in “stiamo ritornando” e in “mi trovo”, l’istanza morale “Super-Io”, rappresentazione dell’Io censurante e morale e legato al “principio del limite”, s’intravede in “il meccanico mi dice”.
Il sogno di Giordano elabora le seguenti “posizioni psichiche”:
la “orale” in “dopo aver ispezionato una casa”,
la “fallico-narcisistica” in “Poi mi trovo da solo in un’officina.”,
la “genitale” in “Viaggio su un’automobile” e in “l’automobile deve essere riparata ed il meccanico dice che ci vuole la chiave.”.
Preciso che la “posizione fallico-narcisistica” si rileva in qualsiasi psicoterapia psicoanalitica nel rituale della seduta: la claustrofilia e il ripiego in se stessi.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Il sogno di Giordano usa i seguenti “meccanismi psichici di difesa”:
la “condensazione” in “casa” e in “automobile” e in Officina” e in “chiave”,
lo “spostamento” in “meccanico” e in “guidata” e in “riparazione”,
la “figurabilità” in “ci vuole la chiave”,
la “proiezione in “individuo molto giovane”.
Il sogno di Giordano presenta il processo psichico della “regressione” nei termini psichici presenti nella funzione onirica: la “regressione topica” e la “regressione formale”, la prima con le allucinazione, la seconda con i modi di espressione primari, il concreto al posto dell’astratto, l’agire al posto del pensare.
Il processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido” non si manifesta.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di Giordano evidenzia un tratto psichico “genitale” all’interno di una cornice “fallico-narcisistica” fortemente critica: la chiave e la solitudine, la ricerca di potere e l’immaturità affettiva.

FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche usate nel sogno di Giordano sono
la “metafora” o relazione di somiglianza in “casa” e in “automobile” e in “chiave” e in “officina”,
la “metonimia” o nesso logico in “riparazione” e in “guidata”,
la “sineddoche” o la parte per il tutto in “chiave”.
Il sogno di Giordano è poeticamente semplice e scarno.

DIAGNOSI

La diagnosi dice chiaramente di una sindrome di immaturità affettiva e sessuale e di un ampio compenso narcisistico. Giordano ha investito in prevalenza “libido fallico-narcisistica” gonfiando a dismisura la relativa “posizione”.

PROGNOSI

La prognosi impone a Giordano di riattraversare la sua evoluzione affettiva e di recuperare la sua sicurezza negli investimenti di “libido genitale”. Giordano deve superare le dipendenze infantili e porsi nelle relazioni significative in maniera adulta al fine di raggiungere l’auspicata autonomia psichica. Giordano deve avere il coraggio di distogliere “libido” da sé per investirla fuori di sé con il cuore e senza attesa del riconoscimento da parte del benefattore.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta nella recrudescenza del “narcisismo” e dell’isolamento e nella succedanea sindrome depressiva in evitamento del coinvolgimento affettivo e dell’investimento erotico. L’immaturità traligna nell’infantilismo.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Giordano è “3” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.
Il “simbolismo” è alla pari con il realismo discorsivo.

RESTO DIURNO

La causa scatenante del sogno di Giordano si attesta nel ripresentarsi di un sintomo di gelosia e di inadeguatezza, di una paura di solitudine e di una mancata gratificazione.

GRADO DI ATTENDIBILITA’ E DI FALLACIA

Per sondare la soggettività o l’oggettività, l’approssimazione o la verosimiglianza della decodificazione del sogno di Giordano, per valutare se l’interpretazione risente di forzature, stabilisco la prossimità all’oggettività scientifica o alla soggettività mistificatoria in una scala che va da “uno” a “cinque” in cui “1” equivale all’oggettività scientifica auspicata e “5” denuncia una forzatura interpretativa verosimile. Tale valutazione è resa possibile dalla presenza di simboli chiari e forti e di psicodinamiche affermate ed esaurienti.
La decodificazione del sogno di Giordano, alla luce di quanto suddetto, ha un grado di attendibilità e di fallacia “2”: nessuna forzatura a causa della chiara simbologia e della semplice psicodinamica in atto.

QUALITA’ ONIRICA

Il sogno di Giordano ha una qualità depressiva dal momento che esibisce una certa passività nel presentare processi di perdita.
Preciso che la qualità del sogno si ascrive a tratto e a modo della “organizzazione psichica reattiva” o personalità o carattere del sognatore, di Giordano in questo caso.

REM – NONREM

Il sogno di Giordano presenta una consequenzialità logica e simbolica che consente di stabilire che è stato elaborato nell’ultima fase REM, quella mattutina e prima del risveglio.
Ricordo che nelle fasi REM il sonno è turbolento, mentre nelle fasi NONREM il sonno è profondo e catatonico ossia presenta una caduta del tono muscolare, senza movimenti e spasmi, senza agitazione psicomotoria. La memoria è presente nelle fasi agitate rispetto alle fasi di caduta muscolare e di sonno profondo dove è quasi assente.

FATTORE ALLUCINATORIO

Il sogno di Giordano allucina i seguenti sensi:
la “vista” generalmente e nello specifico in ““Viaggio su un’automobile guidata” e in “Con me ci sono mia moglie e un mio amico.” e in “dopo aver ispezionato una casa.” e in “Poi mi trovo da solo in un’officina”,
“l’udito” nello specifico in “il meccanico dice che ci vuole la chiave.”
Gli altri sensi non sono in funzione e nel contesto del sogno non si presenta un’emozione di buona portata al di là di una spartana freddezza espressiva.

DOMANDE & RISPOSTE

La lettrice anonima ha posto le seguenti domande dopo aver letto la decodificazione del sogno di Giordano.

Domanda
Il suo parere sul sogno di Giordano?

Risposta
Il classico sogno di un narcisista in crisi, un uomo connotato da semplicità emotiva e mentale, da povertà psichica e culturale. E’ un vero peccato che Giordano non abbia potuto godere e non goda di se stesso e della sua vita in maniera giusta e consapevole. Pur tuttavia, Giordano ha maturato una “formazione psichica reattiva” che ha compensato le precarietà possibilmente con un ruolo di prestigio e un potere conclamato.

Domanda
Cosa intende per povertà psichica e culturale?

Risposta
Niente di morale!
Intendo dire che Giordano ha avuto nella sua infanzia pochi stimoli per imparare e per capire quello che gli succedeva dentro e fuori. Giordano si è fatto da sé e non ha trovato attorno genitori e maestri che lo aiutassero a maturare la consapevolezza di quel poco che aveva con difficoltà incamerato. Questo a livello psichico.
A livello culturale ha avuto a disposizione pochi schemi interpretativi della realtà in cui, suo bengrado o suo malgrado, si è venuto a trovare e a vivere. Conseguono poco spirito critico e poca istruzione. Notevole è la responsabilità dei genitori e del sistema educativo di fronte a un bambino che tendeva a chiudersi e a isolarsi.

Domanda
La scuola?

Risposta
La scuola incide fortemente nella formazione delle nuove generazioni, specialmente nella socializzazione e nell’acquisizione dei valori e dello spirito critico. Se un adolescente non riceve gli strumenti intellettivi per capire e capirsi, resta povero ed è un vero peccato perché da adulto si vergognerà di se stesso e avrà la triste consapevolezza di non aver avuto un’istruzione adeguata. Per quanto riguarda la “formazione psichica” questo adolescente vive un’evoluzione naturale più o meno rustica ed elabora una compensazione più o meno sofisticata.

Domanda
Quali sono gli strumenti intellettivi per capire e per capirsi?

Risposta
Il più ampio “sapere di sé” significa “aver gusto di sé”.
Quali “saperi”?
I “saperi” sono saper parlare e saper comunicare, saper leggere e saper scrivere, saper capire e saper operare, sapere di sé e sapere dell’altro, sapere di Dio e sapere di Marx. La cultura a livello psicologico è l’insieme degli schemi interpretativi ed esecutivi della realtà, a livello sociologico è l’insieme dei valori condivisi e convissuti, a livello semiologico è un insieme di segni da decodificare.

Domanda
Giordano ha bisogno di psicoterapia?

Risposta
Ha bisogno di essere seguito in questa ripresa di tutto quello che gli è stato negato e impedito, una riappropriazione che da solo non ha potuto concepire e una “maieutica” che può fare con una esperta ostetrica. Giordano deve liberarsi dalla paura dell’ignoranza e deve valorizzare i suoi averi reconditi e non visibili. Tecnicamente Giordano deve evolvere la “libido narcisistica” in “libido genitale”.

Domanda
Giordano in cosa brilla?

Risposta
Brilla in sogno nell’avere un’automobile, un individuo molto giovane che guida per lui, una moglie, un amico, una casa, un’officina, un meccanico. Se poi trova la chiave, può andare avanti compiutamente nel cammino esistenziale con un consapevole narcisismo. Giordano ha compensato le sue avvertite lacune psichiche con l’avere, con il possesso di beni umani e materiali. La psicodinamica narcisistica porta a essere bravissimi uomini d’affari, ricchi di soldi e di idee lavorative, a essere generosi per un fine discutibile di manipolazione, a creare dipendenza materiale in sostituzione della prestanza psichica e dell’autorevolezza.

Domanda
Ma Giordano sembrava un precario e adesso viene fuori un manipolatore.

Risposta
Il sogno esige una decodificazione del “contenuto latente” e viene fuori una persona con seri problemi. La “organizzazione narcisistica” presenta le suddette caratteristiche. In ogni caso il narcisista è un uomo che vive la sua vita regolarmente e insieme agli altri.
In ogni caso… attenti ai narcisisti!
Mia nonna Lucia diceva sempre nel suo dialetto siculo antico: “Nu quaraqquaquà nunnu voiu mancu sutta a tavola. Megghiu nu iattu!” Traduco per i bisognosi d’intendere: “un uomo vanaglorioso non lo voglio neanche sotto la tavola. Meglio un gatto!”

Domanda
Resto allibita da quello che ha detto.

Risposta
Qualcosa vacilla? Forse è il nostro narcisismo!

Domanda
Questa non l’ho capita. Me la spieghi per favore.

Risposta
Tutti abbiamo vissuto e viviamo una “posizione narcisistica”, tutti investiamo questo tipo di “libido”. Quindi, la resistenza a non capire si spiega con il ridestarsi del nostro narcisismo e con la difesa dello stesso.

Domanda
E il suo?

Risposta

Il mio narcisismo lo esibisco costantemente con verità discutibili e non assolute, ma di questa fallacia sono consapevole.

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Un rilievo merita la teoria dell’Io uno e trino.
L’Io è “uno” e universale in quanto “organizzazione psichica reattiva” ed è “unico” nel suo essere individuale.
L’Io è “trino” nel suo essere in mente e ossa una pulsione dell’Es, un ragionamento dell’Io consapevole o una censura del Super-Io.
L’istanza pulsionale “Es” è la rappresentazione dell’Io organico o senziente ed è legato al “principio del piacere”.
L’istanza vigilante “Io” è la rappresentazione dell’Io razionale ed è legato al “principio di realtà”.
L’istanza morale “Super-Io” è la rappresentazione dell’Io censurante e limitante ed è legato al “principio del dovere”.
Questo è uno schema della Psiche utile a organizzare i vissuti individuali e collettivi, oltre che a decodificare i prodotti psichici e culturali.
Niente di scientifico nel senso classico del concetto!
Si tratta di una griglia verosimile e probabile, pragmaticamente valida per la comprensione della varia fenomenologia umana che resiste, come i sogni, all’inquadramento ordinato e logico dei dati.

Quale prodotto culturale può essere associato al sogno di Giordano?

La “Topolino amaranto” di Paolo Conte, grande musicista e grande poeta, è proprio giusta per augurare a Giordano il superamento delle sue remore psichiche e la maturazione di una rinascita partendo da una crisi e ridimensionando la componente “narcisistica”.
Un’ottimistica direzione verso la vita e l’avvenire completa l’opera.
Il testo della canzone mostra con la giusta ironia l’energia investita nella ripresa globale da parte del popolo italiano dopo la seconda guerra mondiale: dalla distruzione alla ricostruzione con un gradevole e significativo feticcio, la “topolino”, per esorcizzare le angosce della morte scampata.

Paolo Conte – La Topolino amaranto

Testo della canzone
Oggi la benzina è rincarata
è l’estate del quarantasei
un litro vale un chilo d’insalata,
ma chi ci rinuncia? A piedi chi va? L’auto: che comodità!

Sulla Topolino amaranto
su, siedimi accanto, che adesso si va.
Se le lascio sciolta on po’ la briglia
mi sembra un’Aprilia e rivali non ha.
E stringe i denti la bionda
si sente una fionda e abbozza un sorriso con la fifa che c’è in lei
ma sulla Topolino amaranto
si sta ch’è un incanto nel quarantasei

Bionda, non guardar dal finestrino
che c’è un paesaggio che non va:
è appena finito il temporale e sei case su dieci sono andate giù;
meglio che tu apri la capotte e con i tuoi occhioni guardi in su
beviti sto cielo azzurro e alto che sembra di smalto e corre con noi.

Sulla Topolino amaranto

Topolino Topolino

 

 

 

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