LA PIANTA MIRACOLOSA

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Sogno di avere un livido nell’avambraccio destro, poco sopra il polso, come se fosse una scottatura, ma non ricordo di essermi mai scottata…
Il livido si trasforma in bozzo dal quale spunta una piantina da cui sboccia un fiorellino.
Guardo stupita e incredula e nascondo il braccio sotto al tavolo al riparo da sguardi indiscreti.
La piantina, molto velocemente cresce fino a circa un metro di altezza.
La prendo e la strappo dal braccio.
Noto con stupore il notevole apparato radicale di circa una trentina di centimetri costituita da tante radici sottili che formano un mazzetto radicale dal diametro di circa 20-30 centimetri.
Guardo il braccio pensando di vedere un buco; invece, è integro.
Mi riprendo dallo sgomento e faccio vedere alle persone la pianta raccontando che è spuntata dal mio braccio.
Mi aspetto stupore da parte loro, ma invece reagiscono come se l’evento non fosse poi così straordinario!”
Pollice verde

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Ma cosa tratterà questo sogno magico di Pollice verde?
E’ mai possibile che dall’avambraccio nasca una pianta di quel calibro?
Quante domande pone a una prima lettura il sogno di Pollice verde!
Il “processo primario”, di cui dicevo nei sogni precedenti, è il nostro linguaggio naturale e primario, un linguaggio non certo “dimenticato” come sosteneva Eric Fromm nel suo omonimo libro. Questa modalità espressiva è sempre attuale e risponde alla meravigliosa caratteristica di essere universale proprio perché è legata ai sensi. Sono, infatti, responsabili di questa umana espressione la vista, l’olfatto, il tatto, il gusto e l’udito. I sensi hanno una grammatica implicita e una sintassi magicamente intrinseca: il senso estetico e la sensazione della bellezza. “Estetica” traduce il greco “aistesis”, sensibilità, e a questa caratteristica si collega l’Arte, la modulazione di senso ed emozione, la modalità di sentire ed emozionarsi. Si tratta di dimensioni e di funzioni psicofisiche universali.
Questa teoria appartiene alla fase preromantica di Kant, filosofo essenzialmente illuminista, e viene trattata nell’opera “Critica del Giudizio”, lavoro che tratta il sentimento e la sua universalità salvando la dimensione individuale e di gruppo, il singolo e il gruppo. L’Arte unisce nella comprensione e nella tolleranza tutti gli individui. Tutti i popoli e tutti gli uomini sono accomunati dalla “Bellezza” e dal senso estetico.
Tanto nobile preambolo per un sogno apparentemente assurdo e complicato.
Ne vedrete delle belle appena comincia la decodificazione.
Consideriamo ancora che l’autrice del sogno si è definita Pollice verde, una donna molto brava a curare e a far crescere le piante, magari senza averne piena coscienza.
Buona continuazione!

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

“Sogno di avere un livido nell’avambraccio destro, poco sopra il polso, come se fosse una scottatura, ma non ricordo di essermi mai scottata…”

Sono subito chiamati in causa la pelle e il senso del tatto.
Il “livido” è simbolo di colpa, un senso di colpa legato alla pelle e al tatto, un marchio di distinzione e una traccia di memoria.
“L’avambraccio” e il “polso” sintetizzano le relazioni sociali e i collegamenti con i mille accadimenti quotidiani della realtà.
La “scottatura” condensa l’effetto calore nel versante della colpa, un effetto termico ambiguamente inquadrato tra il piacere e il dolore. Pollice verde esclude di essersi scottata, per cui si tratta di altro, di un qualcosa al posto di un’altra cosa: la classica difensiva “traslazione”.

“Il livido si trasforma in bozzo dal quale spunta una piantina da cui sboccia un fiorellino.”

La colpa, “livido”, è legata al tatto e si evolve in “bozzo”, una massa sulla pelle, un fatto da ricordare e da rivivere in maniera traslata in sogno, un’esperienza avvolta da un ambiguo senso di colpa.
Il sogno procede nel simboleggiare il vissuto e l’accaduto.
Dal “livido bozzo” “spunta una piantina da cui sboccia un fiorellino”. Sta avvenendo una metamorfosi, una variazione di forma, un cambiamento progressivo di dimensione. Le metafore della “piantina” e del “fiorellino” sono da considerare nelle valenze quantitativa e accrescitiva anche se Pollice verde le offre in maniera gentile e graziosa.

“Guardo stupita e incredula e nascondo il braccio sotto al tavolo al riparo da sguardi indiscreti.”

Ritorna la vena magica del sogno in questa metamorfosi in atto, per cui lo stupore e l’incredulità si legano alla progressione quantitativa e qualitativa in atto. Lo stupore, “stupita”, è un’emozione neurovegetativa che comporta la variazione della vigilanza e l’abbandono alla vita dei sensi. L’incredulità, “incredula”, equivale simbolicamente a una diffidenza da paura di affidarsi e lasciarsi andare, come se si trattasse di un qualcosa di vietato e di inquietante. Il “braccio”, organo simbolico della relazione con oggetti e persone, è il corpo del reato e l’oggetto inquisito.
L’occultamento del “braccio sotto al tavolo” comporta la colpa ambigua sull’oggetto del desiderio invasivo e del fatto inopportuno.
Il “riparo da sguardi indiscreti” assolve la colpa e asseconda il prosieguo dell’azione. Pollice verde sta vivendo un’esperienza da metamorfosi e sta subendo gli accadimenti neurovegetativi di un rituale possibilmente erotico, condannato dal “Super-Io”, agognato dall’istanza ”Es” con la mediazione di un ”Io” ruffiano. Lo “sguardo” comporta la paranoia della censura deputata al “Super-Io”, mentre l’indiscrezione comporta il discernimento e la giusta valutazione: l’emozione è forte e si può vivere. Vince la pulsione Es e l’Io decide di procedere.

“La piantina, molto velocemente cresce fino a circa un metro di altezza.”

Potenza della stimolazione e dell’eccitazione!
Pollice verde condensa in sogno la dinamica psicofisiologica degli organi di senso. La sua esagerazione coincide con la magia e il paradosso surreale. In effetti, il braccio e il polso di Pollice verde sono artefici di una crescita non miracolosa ma naturale e di un magico beneficio: manipolazione, stimolazione, inturgidimento ed erezione.
Ecco esplicitata la psicodinamica degli organi di senso secondo il vangelo onirico di Pollice verde!

“La prendo e la strappo dal braccio.”

Alla meraviglia e all’emozione per tanta repentina crescita subentra il senso di colpa: “la strappo dal braccio” è la logica catarsi, la degna liberazione dalla colpa con il ritiro della “libido” e del relativo investimento. Il ravvedimento dell’Io supera lo stupore e il piacere, l’eccesso di colpa ispirato dal “Super-Io” risolve la causa dell’eccitazione e l’ambiguità con il ritiro dell’investimento di “libido” su se stessa e sull’oggetto del desiderio. Pollice verde l’ha combinata grossa. Non sapeva che poteva procurare una simile eccitazione. Si tratta dello stesso ambiguo vissuto delle adolescenti che si affacciano alla vita sessuale genitale, provano le prime emozioni, vivono le prime esperienze e si accorgono immancabilmente che i corpi cavernosi operano l’erezione del pene con l’accrescimento della massa.

“Noto con stupore il notevole apparato radicale di circa una trentina di centimetri costituita da tante radici sottili che formano un mazzetto radicale dal diametro di circa 20-30 centimetri.”

Dopo la descrizione analitica di quello che ha combinato a livello di eccitazione ed erezione, Pollice verde descrive anatomicamente e non senza meraviglia l’apparato genitale nelle sue ghiandole endocrine: “il notevole apparato radicale”. Dopo il mistero dei “corpi cavernosi” che si riempiono di sangue e consentono l’eccitante realtà di un bel pene, dopo lo stupore e il senso di colpa per essere la causa di tanto effetto, Pollice verde si compiace ambiguamente di descrivere puntualmente la funzionalità della metamorfosi: “tante radici sottili che formano un mazzetto”.
Bontà della masturbazione, magari consumata sotto un tavolo!
Bontà di Madre Natura nelle proporzioni e nelle funzioni!

“Guardo il braccio pensando di vedere un buco; invece, è integro.”

Pollice verde fa i conti con se stessa dopo aver combinato l’ambiguo malanno, il guaio fausto di una pianta magica che spunta miracolosamente dal polso senza lasciare traccia: neanche “un buco”. Evidentemente si trattava di un corpo accessorio che Pollice verde ha manipolato e che ha reagito secondo la sua natura. La sorpresa dell’integrità del “braccio” conferma l’emozione magica di un’esperienza erotica, la masturbazione del suo uomo. Il sogno rivela con il paradosso della mancanza di un buco la verità oggettiva dell’accaduto insieme alla meraviglia di cotanta metamorfosi.

“Mi riprendo dallo sgomento e faccio vedere alle persone la pianta raccontando che è spuntata dal mio braccio.”

Lo “sgomento” è simbolo di meraviglia e turbamento. Dopo la provocazione Pollice verde socializza per tranquillizzarsi su quello che le è successo, vuole rassicurarsi sulla liceità dell’accaduto, la provocazione dell’erezione con la manipolazione del “braccio” e del polso. In effetti la metamorfosi avvenuta in sogno rappresenta l’eccitazione psicofisiologica del pene. Il “raccontarlo alle persone” esprime il solito bisogno di Pollice verde di essere in una certa qual normalità e di assolversi dai residui del senso di colpa adolescenziale di aver commesso una trasgressione erotica dal forte sapore di magia.

“Mi aspetto stupore da parte loro, ma invece reagiscono come se l’evento non fosse poi così straordinario!”

Non stupiscono, di certo, una pratica erotica e un processo psicofisiologico. Rientrano nella normalità e nell’ordinario. Niente di “così straordinario”! Eccitare e masturbare un maschio da parte di una donna sono un “evento” genitale, atti erotici derivati da investimenti di “libido” reciprocamente donativa. Il “Super-Io” si è ridimensionato e il divieto è stato smantellato, l’Es è stato appagato, l’Io ha fatto la sua parte di grande mediatore tra la pulsione e la censura morale o moralistica. Pollice verde si può promuovere mano vellutata.
I giochi sono fatti e “rien ne va plus”.

PSICODINAMICA

Il sogno di Pollice verde sviluppa la psicofisiologia dell’eccitazione e dell’erezione del membro attraverso la supposta manipolazione erotica della masturbazione. A livello psicodinamico si rileva l’intervento attivo delle istanze psichiche Io, Es e Super-Io in riguardo alle loro competenze. Un “Io” che modera, un “Super-Io” che censura e un “Es” che gode. Si rileva che la trasgressione rientra progressivamente nella pratica della cosiddetta normalità.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Come rilevato in precedenza, il sogno di Pollice verde è teatro dell’azione censurante del “Super-Io” in “La prendo e la strappo dal braccio.” e in “nascondo il braccio sotto al tavolo al riparo da sguardi indiscreti.”
Interviene attivamente l’istanza psichica pulsionale “Es” in “Il livido si trasforma in bozzo dal quale spunta una piantina da cui sboccia un fiorellino.” e in “La piantina, molto velocemente cresce fino a circa un metro di altezza.” In maniera altrettanto attiva è presente l’istanza psichica moderatrice e mediatrice “Io” in “Guardo stupita e incredula” e in “Noto con stupore” e in “Guardo il braccio pensando di vedere un buco; invece, è integro.”e in “Mi riprendo dallo sgomento e faccio vedere” e in “Mi aspetto stupore”.
La “posizione psichica” richiamata dal sogno di Pollice verde è decisamente quella “genitale” in quanto tratta di un rapporto erotico di donazione nella reciprocità e all’interno di un quadro “fallico-narcisistico” evidenziato nel trionfo dell’erezione procurata.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

Il sogno di Pollice verde si serve dei seguenti meccanismi psichici di difesa dall’angoscia: la “condensazione” in “livido” e “polso” e “scottatura” e in altro, lo “spostamento” in “piantina” e “strappo” e “apparato radicale” e in altro. Il meccanismo dominante nel sogno di Pollice verde è la “figurabilità” in “una piantina da cui sboccia” e in “La piantina, molto velocemente cresce fino a circa un metro di altezza.”e in “La prendo e la strappo dal braccio.” e in “Guardo il braccio pensando di vedere un buco; invece, è integro.”
Non sono presenti i processi psichici di difesa dall’angoscia della “regressione” e della “sublimazione della libido”.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di Pollice verde mette in mostra un tratto erotico all’interno di una “organizzazione psichica reattiva genitale”: relazione erotica eterosessuale di stampo donativo.

FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche coinvolte nel sogno di Pollice verde sono la “metafora” o relazione di somiglianza in “livido” e “scottatura” e “pianta” e “apparato radicale” e in altro, la “metonimia” o relazione concettuale in “sgomento” e “straordinario” e “strappo”, la “enfasi” in “la prendo e la strappo dal braccio”. Essendo dominante il meccanismo del “processo primario” della “figurabilità” le figure retoriche abbondano nel sogno di Pollice verde.

DIAGNOSI

La diagnosi dice che Pollice verde esercita la “libido genitale” in un ambito di masturbazione del partner maschio e viene colpita dall’eccitazione e dal senso di colpa, nonché dalla meraviglia nell’ingrossamento del pene.

PROGNOSI

La prognosi impone a Pollice verde di rafforzare il gusto erotico e sessuale e i diritti psicofisiologici ed estetici dei sensi.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta in un colpo di reni del “Super-Io” e in una recrudescenza del valore moralistico in riguardo alle pratiche erotiche con una dannosa riduzione dei preliminari nel rapporto sessuale o meglio nell’esercizio della “libido genitale”.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “simboli” e dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Pollice verde è “4” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

RESTO DIURNO

Il “resto diurno” o causa scatenante del “resto notturno” o sogno di Pollice verde si attesta in una pratica erotica o in una riflessione compiacente sulla figura maschile da cui è attratta.

QUALITA’ ONIRICA

La qualità onirica è estetica, plastica, figurabile e metaforica.

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Il meccanismo primario e onirico della “figurabilità” è deputato a tradurre in rappresentazione o immagine i contenuti che formano la trama dei sogni; quest’ultima è costituita da allucinazioni, prevalentemente uditive e visive, che rappresentano i vissuti emersi nel sonno ed elaborati dal “lavoro onirico” con le dovute immagini.
La “figurabilità” opera una selezione tra le diverse rappresentazioni o immagini che traducono il vissuto psichico e sceglie quelle che meglio si prestano alla loro espressione visiva, consentendo ancora una volta il passaggio da un concetto astratto a un’immagine concreta.
Esempio: la rappresentazione della mucca rende perfettamente l’idea dell’amore materno a differenza dell’immagine del serpente; quest’ultima, a sua volta, rende perfettamente l’idea dell’organo sessuale maschile a differenza dell’immagine della mucca.
Il sogno di Pollice verde si può associare al prodotto culturale “America” a firma Gianna Nannini, una canzone rock che tra l’ermetico e il popolare lascia individuare una pratica erotica salutare e diffusissima.
A voi la libera valutazione del testo e della canzone.

 

AMERICA

 

Cercherò,
mi sono sempre detta cercherò,
troverai,
mi hanno sempre detto troverai,
per oggi sto con me,
mi basto,
nessuno mi vede
e allora accarezzo la mia solitudine
ed ognuno ha il suo corpo
a cui sa cosa chiedere,
chiedere, chiedere, chiedere.
Fammi sognare,
lei si morde la bocca
e si sente l’America.
Fammi volare,
lui allunga la mano
e si tocca l’America.
Fammi l’amore forte sempre
più forte come fosse l’America
Fammi l’amore forte
sempre più forte
ed io sono l’America.
Cercherai,
mi hanno sempre detto cercherai
e troverò ora che ti accarezzo,
troverò.
Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due
quando ognuno è da sempre nella sua solitudine
e regala il suo corpo
ma non sa cosa chiedere,
chiedere, chiedere, chiedere.
Fammi volare,
lei le mani sui fianchi
come fosse l’America.
Fammi sognare,
lui che scende e che sale
e si sente l’America.
Fammi l’Amore,
lei che pensa ad un altro
e si inventa l’America.
Fammi l’amore forte,
sempre più forte
ed io sono l’America.

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