MGK, LA CANOA, LA SUA RAGAZZA E… GLI ALTRI

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

Mi sono svegliato in un terrazzo di un palazzo di due piani.

Per terra noto i classici sacchi a pelo che spesso uso nei vari raduni canoistici.

Sotto di me, tra le case, vedo scorrere chiaramente le rapide di un fiume che conosco bene. Ne resto sorpreso e stupito perché so che è impossibile che si trovi lì. E’ un torrente alpino impervio e incontaminato.

L’idea di cavalcarlo mi ha sempre terrorizzato da quanto difficile e impegnativo è, sia a livello fisico, ma soprattutto mentale, un fiume che ho iniziato e, per ora, mai completato proprio per le sue difficoltà.

In quell’istante mi giro per chiamare la mia ragazza che si era appena svegliata, ma mi accorgo che era impegnata a scherzare con un mio amico che anche lui va in canoa, ma con scarsi risultati.

Mi volto un momento per riguardarmi il fiume e quando mi giro, lei era ancora li intenta a scherzare, ma questa volta con un maestro di canoa che conosco bene, ed è lì che mi accorgo che le due figure si alternavano senza mai veramente incrociarsi.”

Questo e così ha sognato MGK.

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

CONSIDERAZIONI

Il sogno di MGK induce la riflessione sulla combinazione tra sport e affetti, tra la canoa e la ragazza, tra i canoisti e la donna. Il “processo primario” approfitta di qualsiasi stimolo per elaborare un sogno secondo gli elementi che ha a disposizione e che particolarmente urgono. Possibilmente MGK nel pomeriggio è andato in canoa con la sua ragazza e per una semplice associazione o per un fatto fortuito ha sviluppato in sogno tanto materiale psichico pregresso: buona parte della sua formazione affettiva e della sua “posizione edipica” o relazione con i genitori.

Ancora: lo sport lo scegliamo a caso o esiste una spinta simbolica?

Esiste una valenza psicologica, ma non scegliamo la canoa perché è un simbolo femminile. Questo da svegli. Ma da dormienti il discorso simbolico ci sta tutto e chiede i suoi diritti.

A questo punto non mi resta che affrontare le rapide oniriche di MGK senza capovolgermi e, tanto meno, incorrere in difficoltà.

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

Mi sono svegliato in un terrazzo di un palazzo di due piani.”

Due piani” non sono tanti per un “palazzo”, ma l’altezza è giusta per attestare l’uso del processo psichico di difesa della “sublimazione della libido” che MGK usa in maniera evidente non soltanto nel suo amato sport, la canoa, ma anche nella sua vita corrente e nelle sue relazioni affettive, come si evince dal prosieguo del sogno.

Il protagonista sta dormendo e sta sognando di svegliarsi. MGK si desta dal sonno della sua coscienza e prende atto di una nuova consapevolezza: “mi sono svegliato”. La “terrazza” consente è una buona visione su se stesso e su ciò che ruota attorno.

Vedremo se il sogno dirà di quale verità personale si tratta.

Per terra noto i classici sacchi a pelo che spesso uso nei vari raduni canoistici.”

I classici sacchi a pelo” rappresentano simbolicamente l’utero e la protezione materna, sono un richiamo alla madre e alla figura femminile “genitale” o donativa, quella che cura senza chiedere niente.

MGK alterna, nel ricordare e compilare la trama del sogno, parti simboliche e commenti personali. I “raduni” condensano la capacità di socializzare e di relazionarsi, il gusto per la partecipazione e per la condivisione di poco spessore, un coinvolgimento limitato a un settore sportivo, il canoismo. La “canoa” è simbolo dell’universo femminile e dei mille attributi affettivi e protettivi legati alla figura della donna e della madre in particolare. Trattasi di un veicolo regressivo. MGK sta procedendo verso il passato psichico per recuperare un pezzo della sua storia familiare e affettiva.

Sotto di me, tra le case, vedo scorrere chiaramente le rapide di un fiume che conosco bene. Ne resto sorpreso e stupito perché so che è impossibile che si trovi lì. E’ un torrente alpino impervio e incontaminato.”

Un torrente alpino impervio e incontaminato” le cui “rapide” scorrono “tra le case” attesta di una personalissima combinazione interattiva di simboli, una psicodinamica importante nell’economia psichica di MGK. L’”acqua” è un classico simbolo femminile e nello specifico rappresenta la “libido”, l’energia vitale mutuata dalla madre. Se poi si tratta di “rapide”, l’energia è in eccesso e disorganizzata, una forza vitale alla ricerca della sua giusta collocazione e del suo adeguato investimento. Dalle Alpi il “torrente” viene in sogno trasferito in un centro abitato, in mezzo alle case di un paese o di una città.

Ma cosa vuol dire quest’originale combinazione?

MGK si trova alle prese con un patrimonio di “libido” che riserva allo sport della canoa, ma che potrebbe investire tra la gente e in una realtà concreta. MGK sublima nello sport della canoa energie che potrebbe realizzare in un ambito sociale affinandole e indirizzandole su obiettivi concreti. Il “torrente impervio e incontaminato” è MGK in persona e in carne e ossa, quello che ancora non si è sostanzialmente coinvolto in imprese umane diverse dallo sport della canoa, quello che non ha ancora vissuto determinate esperienze. Trattasi del “non nato di sé”, di ciò che aspira a manifestarsi e a concretizzarsi. “Ne resto sorpreso e stupito perché so che è impossibile che si trovi lì.” Ecco e per l’appunto! MGK è consapevole del suo “non nato”, ma è convinto che deve starne alla larga. Certi “investimenti di libido”, certi coinvolgimenti affettivi “non s’hanno da fare”, come il matrimonio di Renzo e Lucia nei Promessi sposi secondo le ingiunzioni dei “bravi” al povero don Abbondio.

L’idea di cavalcarlo mi ha sempre terrorizzato da quanto difficile e impegnativo è, sia a livello fisico, ma soprattutto mentale, un fiume che ho iniziato e, per ora, mai completato proprio per le sue difficoltà.”

MGK teme di concretizzare la sua “libido” in un’impresa impegnativa fisicamente e mentalmente. Ma di quale impresa sta parlando? Le rapide dei torrenti nella realtà quotidiana il nostro eroe le affronta senza timore. Si conferma che si tratta di un qualcosa e di un settore che MGK non ha ancora vissuto e realizzato. Approfitta nel sogno delle rapide e della canoa per dire a se stesso che ancora non si è del tutto realizzato e che ha ancora da far nascere nuove dimensioni di sé da sé. Ha iniziato, ma ha paura di completare. Essendoci una simbologia femminile, la conflittualità riguarda la sua relazione con questo universo. MGK vuole e non vuole investire sull’universo femminile, su una donna. Troppo “impegnativo” e “difficile” “sia a livello fisico, ma soprattutto mentale”! “Cavalcare” un fiume, un torrente, una rapida è un concentrato simbolico di energia sessuale, così come il sentimento del terrore è eccessivo: “mi ha sempre terrorizzato”. Si evincono un blocco, un trauma, un’inibizione come cause del coinvolgimento impedito verso l’universo femminile. Il blocco e l’inibizione provengono dal “Super-Io”, mentre il trauma ha la sua origine e la sua sede nell’istanza pulsionale Es”. Di questo materiale psichico riottoso e impervio, di queste rapide psichiche si spera che MGK sia consapevole, altrimenti la qualità della vita e la realizzazione della persona sono a metà.

In quell’istante mi giro per chiamare la mia ragazza che si era appena svegliata, ma mi accorgo che era impegnata a scherzare con un mio amico che anche lui va in canoa, ma con scarsi risultati.”

Ed ecco svelato l’arcano che si era profilato in precedenza!

Si tratta della sua ragazza e della sua gelosia nei riguardi di un collega, per fortuna, meno bravo di lui, “con scarsi risultati”. Lo “svegliarsi” della sua ragazza attesta simbolicamente di un’intuizione e di una presa di coscienza che il nostro protagonista ha fatto e che attribuisce alla sua donna, “proiezione”, magari perché quest’ultima nella sua diversità propone visioni della vita e degli “investimenti della libido” degni di nota e di considerazione. Si sa che le donne sono più concrete e pratiche degli uomini in tanti settori e specialmente nell’ambito affettivo. Lo struggimento del sentimento della gelosia nasce dagli “investimenti di libido” relativi e parziali. I colleghi sono maschi che vanno con le donne, ma non hanno gli stessi risultati di MGK, magari sono maritati e hanno una canoa di figli. “Scherzare” rappresenta simbolicamente la schermaglia seduttiva finalizzata alla conquista sessuale. MGK teme lo struggimento della gelosia e che qualche Pierino di collega gli porti via la sua “ragazza”, per cui rivaluta ed esalta le sue capacità di sportivo: “anche lui va in canoa, ma con scarsi risultati”. Degna di nota è la paura di MGK del possibile tradimento della donna, per cui si desume che il suo affidamento è limitato e dosato al minimo. MGK non esibisce sicurezza in questo conflitto al maschile sulla conquista delle donne, una competizione che lui stesso limita limitando gli “investimenti della libido”, le rapide e la canoa. MGK proietta sulla sua “ragazza” quel tradimento che evidenzia la sua paura e la sua scarsa stima nei riguardi delle donne, tradisce la sua difesa da loro attraverso un pregiudizio molto diffuso e volgarmente verbalizzato in giro per il mondo.

Mi volto un momento per riguardarmi il fiume e quando mi giro, lei era ancora li intenta a scherzare, ma questa volta con un maestro di canoa che conosco bene, ed è lì che mi accorgo che le due figure si alternavano senza mai veramente incrociarsi.”

MGK calibra la sua figura e le sue energie in preda a un classico attacco di gelosia, un retaggio del passato e un tratto della sua “organizzazione psichica reattiva” maturato nell’infanzia, una “posizione edipica” che si ridesta in riferimento alla sua donna, quella gelosia verso il padre e quella rabbia diffidente verso la madre. Il padre è condensato nel maestro di canoa, “quello che conosce bene”, quello bravo questa volta e quello che rappresenta una figura nobile e altolocata come, per l’appunto, quella paterna. Ed ecco che a questo punto arriva l’esorcismo dell’angoscia di non essere amato abbastanza. MGK vede le due figure una alla volta e non tutte e due insieme, “le due figure si alternavano senza mai veramente incrociarsi.” In tal modo le separa e prende coscienza che sono “due figure” che non si sovrappongono per cui diminuisce l’angoscia del pericolo e del nemico. Va da sé che se fossero state fuse nello stesso quadro visivo, l’unione e la sintesi avrebbero simbolicamente significato un complotto e una minaccia. MGK si rassicura dicendosi con questa operazione visiva che non sono insieme e non scorre affetto o tanto meno legame truffaldino tra i due, la sua ragazza e il mastro di canoa. Tanto travaglio per concludere con l’affermazione che il conflitto psichico tra individualità e coppia in MGK esiste, ma la risoluzione può attendere. Il nostro protagonista ha i mezzi e la struttura per resistere agli attacchi della sua gelosia e alle seduzioni delle donne. MGK non sa e non vuol sapere quello che si perde persistendo nel non far nascere quello che si profila nel suo grembo psichico, il “non nato di sé”.

PSICODINAMICA

Il sogno di MGK evidenzia pari pari la dialettica psichica del sentimento della gelosia, del conflitto con l’altro in un quadro edipico d’origine. Di poi, manifesta il vissuto possessivo nei riguardi della sua donna e il conflitto competitivo con l’universo maschile, quel maschio che gli può portare via la sua ragazza e che può essere più bravo di lui nell’amarla e nell’amare le donne in generale. L’angoscia viene esorcizzata con la convinzione che la perdita della donna non è possibile, una pia favola perché sottende “angoscia di perdita”, quel fantasma che induce MGK a non legarsi in maniera totale e genitale, un coinvolgimento effettivo e donativo.

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

Nel sogno di MGK sono presenti le istanze “Io” con la vigilanza e la razionalità, “Es” con le pulsioni e le emozioni, “Super-Io” con i limiti e le censure. “Io”: “le rapide di un fiume che conosco bene.” Es: “le due figure si alternavano senza mai veramente incrociarsi.” Super-Io”: “l’idea di cavalcarlo mi ha sempre terrorizzato”. E’ richiamata la “posizione psichica edipica” nel sentimento della gelosia: “intenta a scherzare, ma questa volta con un maestro di canoa che conosco bene”. Questo “spostamento” della figura paterna include l’istanza “Super-Io”.

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

I meccanismi psichici di difesa richiamati sono la “condensazione” in “canoa” e “sacchi a pelo” e altro, lo “spostamento” in “torrente impervio e incontaminato” e altro, la “drammatizzazione” in “sorpreso e stupito”. Il processo psichico di difesa della “sublimazione della libido” è presente nella pratica dello sport amato e “in un terrazzo di un palazzo di due piani.” Il processo psichico di difesa della “regressione” è presente nel ritorno al passato, “posizione edipica”, evocato dal sentimento della gelosia e in particolare “sacchi a pelo” e “canoa”. Il meccanismo psichico di difesa della “proiezione” è presente in “la mia ragazza che si era appena svegliata,”.

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

Il sogno di MGK presenta un tratto edipico irrisolto che si compensa con una lieve “regressione” alla posizione “fallico-narcisistica” con sacrificio della “libido genitale” alloggiata nella “posizione” omonima. La ”organizzazione psichica reattiva” propende al narcisismo.

FIGURE RETORICHE

Le figure retoriche richiamate dal sogno di MGK sono la “metafora” in “sacchi a pelo” e “canoa” e altro, la “metonimia” in “torrente” e “svegliarsi” e scherzare” e altro, la “enfasi” e ancora la “metafora” in “cavalcare il torrente”.

DIAGNOSI

La diagnosi attesta la mancata risoluzione edipica e la persistenza in ambiti narcisistici degli investimenti della “libido”. Il riconoscimento dell’altro è funzionale al proprio “Sé” e alla gratificazione personale.

PROGNOSI

La prognosi impone a MGK di risolvere le ultime pendenze nei riguardi delle sue radici e di maturare la “libido” in un investimento totalmente “genitale”, donativo, con il riconoscimento della propria e altrui autonomia psichica, al fine di evitare lo struggimento del sentimento della gelosia e di abbandonare il bisogno di possesso dell’altro, oltre che la competizione funesta con il padre e con il prossimo.

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

Il rischio psicopatologico si attesta in un irrigidirsi per difesa della “posizione narcisistica” e in uno splendido isolamento a causa dello strutturarsi di una pericolosa “sindrome di onnipotenza” in occultamento e risoluzione parziale e momentanea della depressiva “angoscia di perdita”.

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “simboli” e dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di MGK è “3” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

RESTO DIURNO

Il “resto diurno”, causa scatenante, del “resto notturno”, sogno, è una provocazione reale o un’associazione fortuita. MGK può aver riflettuto sulla sua condizione psichica per discussione diretta o per rivisitazione di materiale psichico pregresso occasionalmente emerso.

QUALITA’ ONIRICA

La qualità onirica del sogno di MGK è discretamente autoreferenziale e a tratti marcatamente narcisistica.

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

Domanda da cento milioni di euro: la “libido fallico narcisistica” è da abbandonare quando si matura la “libido genitale”?

Assolutamente no!

Bisogna conservare tutto il nostro materiale psichico evoluto e dosarlo nei giusti termini. La “libido genitale” non significa una caduta e tanto meno una perdita del valore di sé, tutt’altro! Si deve mantenere un forte amor proprio per poter amare l’altro senza gelosie e bisogni di possesso. L’amor proprio è quel sano volersi bene, ma tanto bene, che si evolve dal narcisismo e che si trasporta in gran parte nella psicodinamica amorosa.

Domanda da trecento milioni di euro: la “posizione edipica” non si risolve mai del tutto?

La risposta è affermativa.

La relazione con i nostri genitori si evolve, ma non si conclude neanche con la loro dipartita o scomparsa. Importante è non trasportarsi dietro la dipendenza psichica e adottarli nel momento della vecchiaia in completamento al “riconoscimento” psichico loro dovuto per la nostra autonomia imperfetta e incompleta.

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