SENZA BENZINA

 

 

TRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

“Ero andato a giocare a golf e c’era mia moglie e due amici.

Loro erano arrivati in macchina, mentre io ero andato in motorino.

Al momento di rientrare a casa, loro partono, mentre io cerco nel mio giubbetto tra le tante chiavi quella del motorino, ma non la trovo.

Allora comincio ad agitarmi.

In qualche modo parto, ma resto senza benzina.

Mi ferma anche la polizia e io non ho nemmeno il telefono per chiamare mia moglie.

Non so più cosa fare e sono agitatissimo.

Poi lei ritorna indietro e mi dice: “ecco il solito rincoglionito che dimentica tutto”.

Questo è il sogno di “monsieur” Kaput.

 

DECODIFICAZIONE E CONTENUTO LATENTE

 

CONSIDERAZIONI

 

Il sogno di Kaput elabora un consistente tratto depressivo: la psicoastenia, la caduta degli investimenti della “libido”, la sensazione di non avere le forze necessarie per vivere al meglio. La vita e il suo esercizio riserva a tutti  normalmente un tratto depressivo, un segno psichico che incameriamo nel primo anno di vita come “fantasma di perdita” della madre e del suo amore.  Si tratta di un vissuto struggente che associa il bisogno di protezione da parte della “madre buona”, quella che ama e nutre, e l’angoscia per la possibilità della “madre cattiva”, quella che abbandona e non lenisce i dolorosi morsi della fame. Questo meccanismo di “scissione del fantasma” materno si traduce, come si diceva in precedenza, in un “fantasma di perdita”, un tratto depressivo con cui dobbiamo sempre fare i conti nelle contingenze più sfortunate e improbe dell’esistenza. Il sogno di Kaput dice chiaramente che sta attraversando questa crisi psichica e che non riesce a reagire e a riformularsi. Kaput si sente costretto in confini psichici angusti e soccombe in uno stato di perdita non soltanto di efficienza fisica, ma anche di lucidità mentale.

 

SIMBOLI – ARCHETIPI – FANTASMI – INTERAZIONE ANALITICA

 

“Ero andato a giocare a golf e c’era mia moglie e due amici.”

 

Kaput esordisce bene, anzi benissimo, nel suo sogno. Si presenta come un uomo sociale che prende la vita nel verso giusto: il gioco e il “giocare a golf”. Ha una vita affettiva intima e relazionale: la “moglie” e gli “amici”. Non è esagerato dire che il gioco del “golf” ha una valenza sessuale legata alla buca e alla pallina che s’imbuca, nonché alla mazza. Basta il simbolo del “gioco” per spiegare l’iniziale vitalità esistenziale di “monsieur” Kaput, ma si evince anche il suo particolare gusto per la vita sessuale.

 

“Loro erano arrivati in macchina, mentre io ero andato in motorino.”

 

Ecco il narcisismo: “loro” e “io”. “Io” non sono dei “loro” e non sono come “loro”. Io sono in compagnia di me stesso. Io sono un aristocratico e vado “in motorino”: chiara e inequivocabile è ancora la valenza sessuale. Kaput ha il vizietto della sessualità narcisistica, quella fine a se stessa e al compiacimento di sé, quella della “libido” non “genitale, quella strumentale al proprio tornaconto psicofisico. “Loro”, invece, hanno una vita sessuale ispirata e istigata dalla “libido genitale”: “arrivati in macchina”. La “macchina” condensa gli automatismi neurovegetativi che contraddistinguono la vita sessuale.

 

“Al momento di rientrare a casa, loro partono, mentre io cerco nel mio giubbetto tra le tante chiavi quella del motorino, ma non la trovo.”

 

Persiste il doppio registro relazionale: gli altri investono e socializzano, “partono”, mentre “monsieur” Kaput ha qualche problema, non soltanto a socializzare correttamente investendo nell’altro, ma anche a livello sessuale perché presenta problematiche di ordine depressivo. Cerca “tra le tante chiavi quella del motorino”, ossia riflette sulla propria sessualità e prende consapevolezza che i conti non tornano perché qualche conflitto psichico è in agguato. Kaput non trova la chiave “del motorino”, non ha quella potenza sessuale in riguardo specifico all’erezione. Il pene di Kaput fa i capricci e non si erge come un narcisista esige da sé e per sé, più che per l’altra persona. Il “rientrare in casa” è il classico simbolo dell’introspezione, della riflessione, del socratico “conosci te stesso”.

 

“Allora comincio ad agitarmi.”

 

Si profila l’angoscia sotto forma di agitazione, l’”angoscia di castrazione” o l’”angoscia della perdita d’oggetto”? Si tratta di un conflitto nevrotico o  borderline? Kaput elabora in sogno l’anticamera dell’angoscia, la crisi di panico con le mille sfaccettature psicosomatiche. Diventa interessante il prosieguo del sogno per capire meglio la consistenza psicopatologica del sintomo dello smarrimento della chiave “del motorino”.

 

“In qualche modo parto, ma resto senza benzina.”

 

Sembra un fatto nevrotico, una somatizzazione d’angoscia con psicoastenia, un disturbo nevrotico della vita sessuale dovuto a frustrazione dell’istinto, la “castrazione” di cui si diceva in precedenza. Kaput si forza e si sforza, ma non ha energie da investire. La sua sessualità è senza carica di “libido”. La “benzina” rappresenta la potenza sessuale, la forza vitale dell’istinto. Kaput è alle prese con le sue angosce depressive di perdita e con la sua convinzione di non essere in possesso della giusta carica erotica e sessuale, quella che porta all’erezione degna della migliore autocompiacente penetrazione. Per un narcisista questa è un vero dramma, un’angoscia da cui è partito dall’infanzia e che ha controllato per tutta la vita e ha sempre superato anche grazie alla vitalità organica. La senescenza, di poi, chiede il suo prezzo propriamente fisico e per il narcisista inizia la crisi depressiva con l’angoscia dell’impotenza. A questo punto l’angoscia traligna nella “perdita d’oggetto”. Monsieur Kaput ha perso una parte consistente di sé, il suo esibizionistico priapismo.

 

“Mi ferma anche la polizia e io non ho nemmeno il telefono per chiamare mia moglie.”

 

Mancava proprio questo increscioso episodio per completare l’opera di repressione e censura: “la polizia”, il simbolo dell’istanza psichica “Super-Io”, l’”Io Cultura” che svolge la funzione di bloccare, valutare, condannare, inibire gli investimenti della “libido”. Kaput censura anche il suo narcisismo e avverte il senso di colpa nei confronti di sua “moglie”. La donna ha una valenza protettiva materna nei vissuti del nostro eroe protagonista. Il “telefono” rappresenta simbolicamente la relazione, il contatto, l’alleato, il sollievo, il bisogno di aiuto e non, di certo, un investimento di “libido genitale”, di affetto e di sentimento. Il narcisista ha sempre bisogno della “donna madre” dopo l’autocompiacimento trasgressivo e dietro le sferzate del senso di colpa. Il narcisista non riconosce altra donna aldilà della madre.

 

“Non so più cosa fare e sono agitatissimo.”

 

Kaput non regge i sensi di colpa e abbisogna di essere accudito e protetto da una figura materna incarnata secondo i suoi bisogni narcisistici dalla moglie, una figura oltremodo sovraccaricata di responsabilità e di ruoli. Kaput è caduto nell’indefinito psichico, “non so più cosa fare”, e l’ansia traligna nell’angoscia e nel panico, “sono agitatissimo”. I sensi di colpa si sono magistralmente sposati con le dipendenze psichiche ancora persistenti e ritornanti dopo le autogratificanti magagne.

 

Poi lei torna indietro e mi dice: “ecco il solito rincoglionito che dimentica tutto”.

 

Ecco di che tipo di donna ha bisogno Kaput, una madre censoria che coglie le sue deficienze e le sue impotenze. Altro che investimenti di “libido genitale”! “Monsieur” Kaput è tutto preso dalle sue narcisistiche trasgressioni e dai suoi sensi di colpa, ma soprattutto è atterrito dalla caduta depressiva delle sue energie sessuali, dalla carenza di “benzina”: un “rincoglionito” che rimuove e che, a furia di “rimuovere” e di non prendere coscienza del tempo che passa e dell’evoluzione psichica, si è trovato avanti negli anni e senza quelle energie della giovinezza. Adesso per il narcisista Kaput si profila la depressione. La moglie lo tratta o meglio Kaput si lascia trattare dalla moglie come un ebete. In effetti, la donna ha a che fare con un bambino di cinque anni o meglio con un uomo fermo alla “posizione fallico-narcisistica”, un uomo che è invecchiato realmente dopo essere vissuto nell’angoscia d’invecchiare e che oggi non può più permettersi la “benzina” dei tempi migliori.

 

PSICODINAMICA

 

Il sogno di “monsieur” Kaput manifesta in maniera evidente l’infausta evoluzione depressiva della “sindrome narcisistica”, la mancata accettazione della caduta degli investimenti di “libido” narcisistica e l’impossibilità drammatica dell’esercizio della “libido genitale”, per cui Kaput si trova con una donna che ha funto e funge da madre e non da persona da amare.

 

ISTANZE E POSIZIONI PSICHICHE

 

E’ presente l’istanza “Es” in “tra le tante chiavi quella del motorino, ma non la trovo.” e  “Allora comincio ad agitarmi.” “Non so più cosa fare e sono agitatissimo.” L’istanza “Super-Io” è evidente nella sua funzione di censura in “Mi ferma anche la polizia.” L’istanza psichica “Io” media tra le pulsione di panico e i sensi di colpa in “ecco il solito rincoglionito che dimentica tutto.”

La “posizione” psichica richiamata in maniera costante è la “fallico-narcisistica”. La “posizione genitale” si lascia intravedere e supporre, ma non compare mai.

 

MECCANISMI E PROCESSI PSICHICI DI DIFESA

 

I meccanismi psichici di difesa coinvolti sono la “conversione isterica” in “agitatissimo”, la “rimozione” in “dimentica tutto”, la “condensazione” in “chiave” e “motorino”, lo “spostamento” in “benzina”, la “drammatizzazione” in “agitatissimo”.

 

ORGANIZZAZIONE PSICHICA REATTIVA

 

La “organizzazione psichica reattiva” manifesta un forte tratto depressivo in una cornice “fallico-narcisistica”.

 

FIGURE RETORICHE

 

Le figure retoriche coinvolte nel sogno di Kaput sono la “metafora” o relazione di somiglianza in “chiave”, la “metonimia” o nesso logico in “benzina” e “polizia”, l’”enfasi” o forza espressiva in “agitatissimo”.

 

DIAGNOSI

 

Il sogno di Kaput evidenzia una sindrome depressiva legata alla perdita della vitalità sessuale.

 

PROGNOSI

 

La prognosi impone a Kaput di ravvedersi sulla necessità razionale di accettare il tempo che passa e di vivere la senescenza senza traumi e senza dannose “regressioni” al fine di compensare l’incompensabile, lo scorrere fisiologico delle stagioni della vita e il vivere le involuzioni come dati di fatto evolutivi.

 

RISCHIO PSICOPATOLOGICO

 

Il rischio psicopatologico si attesta nel pericoloso strutturarsi della sindrome depressiva e nel rischio suicidario, una classica psicodinamica delle “organizzazioni psichiche narcisistiche”.

 

GRADO DI PUREZZA ONIRICA

 

In base a quanto affermato nella decodificazione e in base al contenuto dei “fantasmi”, il grado di “purezza onirica” del sogno di Kaput è “3” secondo la scala che vuole “1” il massimo dell’ibridismo, “processo secondario>processo primario”, e “5” il massimo della purezza, “processo primario>processo secondario”.

 

RESTO DIURNO

 

Il “resto diurno” del “resto notturno”, la causa scatenante del sogno di Kaput è legata all’esperienza del fallimento e alla percezione di caduta della “libido”: la nostalgia e la paura del presente.

 

QUALITA’ ONIRICA

 

La valenza dominante nel sogno di Kaput è depressiva.

 

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

 

Quante donne si accompagnano a uomini narcisisti e subiscono violenze psichiche e fisiche? Tante, tantissime! Una delle cause del “femminicidio” è proprio la “sindrome narcisistica”. Queste donne s’imbattono non soltanto in  tradimenti, ma soprattutto nell’immaturità psichica di un compagno superficiale e violento, un uomo inutile che non c’è, e, se c’è, combina i guai di un padreterno malato di onnipotenza. La “posizione fallico-narcisistica” accade intorno al quarto anno di vita e s’incentra negli investimenti gratificanti della “libido” sulla propria persona e sulla propria potenza erotica. Di poi, si evolve nella “posizione genitale” e subentra l’investimento di “libido” sull’oggetto esterno, i cosiddetti innamoramento e amore. Tale “posizione” conserva la precedente e le sue migliori espressioni come l’amor proprio e l’autostima, oltre l’autoerotismo, ma è possibile il processo psichico di difesa della “regressione” quando si opera una fuga difensiva dal presente e dalle sue frustrazioni e in special modo quando ci s’imbatte nella gradevole responsabilità di prendersi premurosa cura dell’altro. Note caratteristiche del “narcisista” sono il mancato riconoscimento dell’altro e l’esercizio della prevaricazione in esaltazione del potere esercitato sull’altro. La donna diventa strumento di verifica della potenza che traligna nella prepotenza. L’immaturità psichica legata alla “regressione” e “fissazione” nella “posizione fallico-narcisistica” si sposa con il concetto di “rincoglionito” nel sogno di Kaput. La simbologia attesta che la funzione dei testicoli è automatica e senza cervello perché gestita dal “sistema neurovegetativo o involontario”, per cui l’essere rincoglionito equivale a una mancata riflessione critica sulla propria capacità deliberativa a favore della pulsione sessuale. Coglione equivale a senza cervello nel senso di “sistema nervoso centrale o volontario”. Se un narcisista viene rifiutato o abbandonato o tradito dalla sua donna, è possibile l’irreparabile di cui si diceva all’inizio anche perché la soglia di frustrazione del proprio valore è molto bassa ed è direttamente proporzionale all’autoesaltazione. Se poi non è la donna a operare un ridimensionamento del narcisista e al suo posto si presenta la senescenza e la caduta della carica della “libido”, allora può scattare la “sindrome depressiva” e la violenza si ritorce contro se stesso. Non dimentichiamo che Narciso si uccide annegando nel vano tentativo di cogliere quel se stesso riflesso alla fonte e non riconosciuto o si uccide trafiggendosi con un pugnale sempre per l’impossibilità di essere corrisposto nel suo folle amore. Il narcisismo è una lucida deleteria follia, uno stato “borderline” che può tralignare nella psicosi. La “ferita narcisistica”, invece, riguarda normalmente tutti, e si attesta in un’offesa all’amor proprio e alla propria dignità. Il difetto consiste nel fatto che si tratta di un eccesso che va adeguatamente dosato e razionalizzato. Chiamiamola permalosità? Va bene. L’immagine della “ferita narcisistica” si attesta nel bambino che vede la madre allontanarsi da lui abbracciata al padre.                    

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