ALLA RICERCA DELL’IDENTITA’ MASCHILE

IL SOGNO

“Manlio sogna di trovarsi in intimità con un’amica che ha seni abbondanti.

A un certo punto lei lo masturba e al momento dell’eiaculazione, invece dello sperma, dal pene viene fuori la pipì.

Si sveglia di colpo agitato e impaurito e si accorge che si è fatto la pipì addosso.”

 

CONSIDERAZIONI DI MEDICINA PSICOSOMATICA

Questo non è un sogno sessuale anche se include una pratica erotica, la masturbazione. I sogni riguardanti la “libido genitale” sono frequenti in tutte le fasce d’età, in special modo nell’adolescenza quando l’esperienza sessuale è in divenire sia per quantità e sia per qualità. Di solito i “sogni sessuali” usano una simbologia traslata e condensazioni non attinenti alla realtà fisiologica, mentre il sogno di Manlio verte su oggetti e temi squisitamente ed evidentemente sessuali come il seno, la masturbazione e l’eiaculazione.

Il sogno di Manlio è un classico sogno di paura e di tensione, sviluppa una psicodinamica di conflitto nei confronti dell’universo femminile, mostra la potenza del “sistema neurovegetativo”, evidenzia le mirabili proprietà profilattiche della Psiche e del Sogno nel caso specifico.

A livello psicodinamico, inoltre, il sogno di Manlio è collegato alla sua “posizione edipica”, alla risoluzione in atto della relazione psichica con i genitori.

Nella sua intensa brevità il sogno si conclude realmente con

l’ ”enuresi”, la pipì a letto durante il sonno, un disturbo psicosomatico frequente nell’infanzia e collegato alla seguente psicodinamica: l’angoscia del sogno libera la funzione della vescica per continuare a dormire, un meccanismo psicofisico di difesa come lo “svenimento”. Il bambino affetto da “enuresi” ha maturato una serie di fantasmi pesanti e ha subito una serie di traumi che non ha saputo e potuto adeguatamente evolvere con le difese a sua disposizione e in atto. Spesso i genitori danno poca considerazione a parole e a messaggi, a fatti sociali e a rituali familiari, a pulsioni e a sintomi che sono di pregiudizio all’economia psichica e alla salute psicologica dei figli. Un bambino enuretico va tutelato e curato perché il sintomo occulta un “fantasma abbandonico” e una forte carica d’angoscia che provvidamente il “sistema neurovegetativo” scarica durante la notte quando il suddetto “fantasma” si presenta camuffato nel sogno.

Una riflessione sulla profilassi psicosomatica della funzione onirica è necessaria: la tensione nervosa spesso durante il sonno travalica

l’ “omeostasi” e s’innerva, si somatizza, si scarica non soltanto nell’enuresi, ma anche nell’’orgasmo, nell’eiaculazione, nella sudorazione, nel tremolio, nelle grida, nelle parole, nel riso, nel sonnambulismo e in altra sintomatologia. Questa funzione di riportare il sistema economico psichico all’equilibrio migliore possibile in quel momento, “omeostasi”, è determinante non soltanto per continuare a dormire e per non disturbare le fasi del sonno, ma soprattutto per continuare a vivere: il sogno è filogenetico.

E opportuno ripetersi: durante il sonno e nel sogno il “sistema neurovegetativo” o involontario è attivo per assicurare le funzioni vitali come il respiro, il battito cardiaco, la pressione del sangue e tutto quello che serve per continuare a vivere, mentre il “sistema nervoso centrale” o volontario è andato a dormire, non esercita le sue funzioni o le ha notevolmente ridotte. Durante le fasi R.E.M. e NON R.E.M. del sonno e durante il sogno soprattutto, il “sistema neurovegetativo” è deputato a gestire anche forti sollecitazioni che a volte superano l’equilibrio consentito dal sonno, “omeostasi”, e vanno al di là delle funzioni vitali al punto che può subentrare un danno cardiovascolare o cerebrale o altro accidente importante. Di conseguenza, la tensione in eccesso deve scaricarsi e si converte in sintomo, secondo il meccanismo psicofisiologico di difesa della “conversione isterica”. Questa tensione accumulata e scaricata non si evolve nell’incubo perché non avviene la coincidenza del “significato latente” con il “significato manifesto” del sogno. Questa tensione è legata prevalentemente alle pulsioni del corpo che spingono il sogno verso determinati esiti organici. Esempio: i sogni erotici si collegano al “resto diurno”, le esperienze del giorno precedente, ma ricevono anche una notevole spinta dalla carica organica della “libido” e specialmente nella prima giovinezza quando l’ormone è tanto e l’appetito sessuale è altrettanto. La castità sollecita sogni erotici, dal momento che la sessualità riceve frustrazioni e deve compensarsi attraverso l’orgasmo e l’eiaculazione durante il sonno e con il favore del sogno. La frustrazione della sessualità trova la sua valvola di sfogo e di appagamento nel sogno, quando non viene agita patologicamente nella realtà con le perversioni. Da quanto considerato si evince che esiste uno strettissimo rapporto interattivo tra sonno, sogno e funzioni del “sistema neurovegetativo”.

 DECODIFICAZIONE E ANALISI DEL SOGNO

Il sogno di Manlio è classico dell’età giovanile, del periodo in cui si fanno le prime esperienze sessuali e si mette alla prova la formazione psichica e la carica nervosa dei fantasmi elaborati e acquisiti. Manlio esibisce nel suo sogno il “fantasma del corpo” e il “fantasma della donna” nelle versioni positive e negative: “in intimità con un’amica”, “a un certo punto lei lo masturba”, ”e alla fine, invece dello sperma, dal pene viene fuori la pipì.” Il “fantasma del corpo” in versione positiva si attesta nel desiderio della donna e nel piacere di farsi masturbare; la versione negativa si attesta nella disfunzione della pipì al posto dello sperma. Il “fantasma della donna” nella versione positiva si attesta nell’intimità e nella ricerca del piacere, mentre nella versione negativa si attesta nella paura che induce la disfunzione organica e la regressione al sintomo della primissima infanzia, la pipì addosso. La simbologia del “seno abbondante” induce a ulteriore decodificazione del simbolo e della psicodinamica del sogno. Manlio opera una trasposizione della madre nell’amica. Il seno è simbolo di “libido orale”, della madre provvida e previdente, dell’affettività e della protezione, della tutela della vita attraverso il nutrimento, dell’esorcismo della morte e dell’abbandono. Manlio confonde la madre con la donna ed ecco spiegato l’inghippo della conversione dello sperma in pipì. Questa confusione

della mamma con la donna induce quella paura che apre la valvola della vescica e la “conversione” della tensione nella fuoruscita del liquido. Anche la proverbiale saggezza popolare include il “farsi la pipì addosso” nel catalogo delle paure e i modi di dire associano la pipì sempre alla paura.

La prognosi impone a Manlio di operare la giusta razionalizzazione della figura femminile e di maturare la “posizione edipica”, di risolvere il conflitto con il padre e l’attrazione verso la madre al fine di trovare la sua identità psichica maschile. Questa è la condizione per vivere al meglio la sua “libido genitale” e soprattutto di vivere degnamente la donna nella sua essenza sessuale e nella sua valenza erotica.

 

Il rischio psicopatologico si attesta nella conversione isterica dell’eiaculazione precipitosa e nella caduta della qualità della vita sessuale. Inoltre, il vissuto negativo della donna può tralignare nella” misoginia”,  avversione verso le donne.

Riflessioni metodologiche: l’eiaculazione si attesta nell’emissione del liquido seminale e si distingue dall’orgasmo che è l’apice dell’eccitazione sessuale e a cui segue una caduta del desiderio sessuale. L’eiaculazione e l’orgasmo risentono notevolmente a livello psichico della risoluzione della “fase fallico-narcisistica” degli investimenti della “libido” e della “posizione edipica”, in special modo del “fantasma” elaborato nei riguardi della madre.

L’eiaculazione è psicopatologica nel suo essere “precoce” o “ritardata”.

L’”eiaculazione precoce” si manifesta “ante portas”, prima di varcare le porte vaginali, prima della penetrazione durante le fasi erotiche preliminari o si manifesta subito dopo la penetrazione con l’emissione dello sperma e la caduta dell’erezione. Tali fenomenologie cliniche comportano un corto circuito del miglior controllo possibile alle condizioni date per un eccesso di tensione nervosa gestita dal “sistema neurovegetativo”. Quest’ultimo, si è già ampiamente detto, è fortemente suggestionato dai fantasmi psichici e reagisce in maniera immediata ai segnali psichici con gli stimoli organici adeguati. Meglio: a situazioni relazionali di stampo fusionale, vissute come pericolose, il famigerato “sistema neurovegetativo” reagisce formando un sintomo con il semplice incremento della tensione, quello che basta per stimolare l’eiaculazione e la caduta immediata delle tensioni. Nel primo caso, l’eiaculazione “ante portas”, si ha un eccesso di eccitazione nervosa e sessuale, “tilt”, direttamente proporzionale alla consistenza del “fantasma” in riguardo alla fase fallico- narcisistica e alla “posizione edipica”. Nel secondo caso, l’eiaculazione immediata in vagina, l’eccitazione sessuale si fonde con la tensione nervosa prodotta dalla paura del fallimento, mercantilmente definita “ansia da prestazione”. Fin qui arriva la questione neurovegetativa. E la Psiche? A livello psicodinamico profondo avviene una trasposizione tra la figura femminile e la figura materna, tra la donna e la madre. La “donna intima” evoca e attualizza gli “investimenti di libido” effettuati su se stesso in riferimento alla madre al tempo dei cinque anni durante la fase della potenza e del potere, dell’essere il centro dell’universo e del proprio piacere: “fase fallico narcisistica”. Ma la mamma tanto desiderata ha procurato una ferita al narcisismo del figlio. A questa turpe mutilazione della propria potenza e del proprio potere il figlio reagisce maturando un periodo di “latenza dell’istinto sessuale” e con la successiva maturazione della “libido genitale”. Questa psicodinamica avviene all’interno della cornice edipica: il conflitto psichico con il padre e la madre. La “ferita narcisistica” ha reso difficoltoso il processo d’identificazione nella figura paterna e, di conseguenza, l’identità maschile, oltre che l’emancipazione psichica dalle figure genitoriali. Nell’eiaculazione precoce ritorna la ferita narcisistica sotto forma d’impotenza e di paura verso la donna con il disinvestimento immediato di “libido” ossia con la caduta dell’eccitazione. La frustrazione della potenza dell’Io narcisistico si ripropone puntuale e intera all’inizio dell’amplesso sessuale. La “ferita narcisistica” non ha trovato la giusta cicatrizzazione. L’interferenza del “fantasma della madre” durante l’attività sessuale è legata al mancato superamento della frustrazione narcisistica e alla mancata identificazione nel padre. In questo caso è in gran parte mancato il beneficio evolutivo del “fantasma di castrazione”, elaborato e vissuto in riguardo al padre, quella condizione che induce il figlio ad abbandonare la psicodinamica di rivalità e a identificarsi in lui dirigendosi verso le altre donne e maturando la “libido genitale”. L’eiaculazione precoce comporta un arresto pregenitale della “libido”, un mancato completamento delle fasi di sviluppo psicosessuale, un disprezzo verso la donna, un’angoscia di fronte agli organi sessuali femminili. Quest’ultima è una variante dell’”angoscia di castrazione”.

L’”eiaculazione ritardata” o mancata o assente è sempre collegata nella sua psicodinamica al “fantasma della madre” nella sua valenza negativa di freddezza e anaffettività. L’erezione è normale, ma la dilazione narcisistica dell’eiaculazione e dell’orgasmo comporta in questo caso anche una pulsione sadomasochistica e un rifiuto della relazione sessuale con una sottesa ostilità verso la donna. Nell’eiaculazione precoce il disinvestimento della “libido” è immediato per l’insorgere della paura, nell’eiaculazione ritardata è presente la ricerca d’investimento e la scissione tra spinta organica e sfera affettiva. E’  forte il bisogno d’innamorarsi e spasmodica la ricerca della donna nella sua polivalenza psicofisica, ma è difficile l’affidamento alla figura femminile e l’abbandono alle pulsioni del corpo: la sindrome dell’ “Alt! Chi va là?” nei confronti di se stesso e del partner. L’esigenza di autocontrollo procura una scissione tra l’Io che vigila e l’Io che gode, tra la pulsione dell’Es e la censura del Super-Io con grave squilibrio dell’Io che media. Tale conflitto psicodinamico si conclude con un nulla di fatto, almeno per quanto riguarda la sessualità del maschio. La donna inizialmente è appagata dal prolungarsi del coito perché diventa facile per lei vivere l’orgasmo o il “pluriorgasmo”, ma nel tempo matura il fantasma di non piacere abbastanza e una disistima globale legata al fatto che non è degna del dono del seme: “non riesco a farlo venire in alcun modo”. La paura della donna nell’eiaculazione ritardata traligna nella misoginia e si trasla nella fobia. Il “fantasma della madre” nella sua parte negativa si attesta nella freddezza affettiva: il bambino di allora non ha sentito il calore del corpo della madre o lo ha rimosso per la paura edipica dell’incesto. La figura paterna è ridotta al minimo qualitativo, un uomo senza qualità in cui certamente non bisogna identificarsi: “un cacasotto inetto”. La pulsione sadomasochistica si attesta nel trattenere lo sperma, come a suo tempo il bambino aveva imparato con le feci, seguendo pulsioni dolorose legate all’eccitazione dello sfintere anale e nella negazione del picco sessuale e del piacere collegato. L’eiaculazione ritardata comporta dolore ai testicoli e nella donna lo sfregamento prolungato produce irritazioni e lacerazioni vaginali dovute alla riduzione della lubrificazione. Il rapporto sessuale s’involve nella sofferenza e come tutte le sofferenze viene evitato con il danno della relazione affettiva. Il narcisismo si attesta nel far da sé, nel cercare di masturbarsi in vagina, nel mancato coinvolgimento affettivo prima che sessuale, nell’esibizione di potenza effimera, nella capacità di dominio sulla donna.

Entrambi i disturbi sono molto sensibili alla psicoterapia e l’esito è sempre fausto perché l’esperienza clinica verte sulla persona e sulla formazione psichica e non soltanto sul sintomo.

 

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