IL BRODO DI POLLO NEL FRIGO

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“Carmela apre il frigo e in un contenitore di plastica morbido c’è del brodo.
Il contenitore perde e insieme al liquido escono anche pezzi di carne di pollo.
Carmela si arrabbia perché lei aveva lasciato il contenitore sopra il tavolo e non sa chi è stato il cretino che l’ha messo in frigo.”

Cambio registro: sarò sintetico, chiaro, esauriente per quel che è possibile.
Carmela “apre”. Carmela si dispone alla presa di coscienza di un trauma o di un fantasma, in ogni caso di un vissuto rimosso estremamente personale e intimo. “Aprire” equivale simbolicamente a una riduzione delle “resistenze”, a una caduta del materiale psichico che si oppone all’autocoscienza in difesa dell’equilibrio psicofisico corrispondente e in atto, un equilibrio, pur tuttavia, non stabile e non autentico. “Aprire” attesta simbolicamente di un uso moderato del meccanismo principe di difesa della “rimozione”.
Il “frigo” rappresenta un “fantasma di morte” in relazione specifica al grembo materno: la “parte negativa dell’utero”, il potere mortifero dell’archetipo “Madre”, la “parte negativa dell’universo femminile” degnamente rappresentata nei miti e nelle leggende dalle Moire, da Lilith, dalle Furie, dalle Sirene, dalle Streghe e compagnia similar cantante.
Il “contenitore” condensa gli organi genitali femminili e nello specifico la vagina. Gli attributi di “plastica” e di “morbido” accentuano le caratteristiche carnali, mentre il “brodo” attesta la lubrificazione collegata all’eccitazione erotica e gestita dal sistema neurovegetativo. Il sogno di Carmela esordisce proponendo intimità femminili: la mestruazione? Un fantasma sessuale? Un’inibizione erotica? Un trauma abortivo? Procediamo.
“Il contenitore perde”, ha delle perdite e insieme al liquido escono anche pezzi di carne di pollo”. Ecco il “contenuto latente” del sogno: il “liquido” può essere il sangue mestruale, l’”uscire” è un parto liberatorio e una catarsi dell’angoscia, “pezzi di carne” si collegano a fantasie sul tema e sviluppate nell’infanzia o nell’adolescenza in chiara assenza di un’adeguata educazione sessuale, il “pollo” è la traslazione di un contenuto concreto come un grumo di sangue o un feto o qualsiasi parte organica come un fibroma o altro di simil natura. Il “pollo” è un cadavere familiare presente e gradito nelle mense di ogni famiglia: tutta colpa dei golosi! Carmela lo usa in sogno per questa valenza culinaria collettiva.
“Carmela si arrabbia”. La “rabbia” di Carmela attesta della sua contrarietà al vissuto traumatico che sta sviluppando in sogno: una “conversione nell’opposto” dell’angoscia per qualcosa di brutto che non ha accettato e per un fantasma che non ha adeguatamente razionalizzato. Il “tavolo” dove stava il contenitore rievoca una sala operatoria con un letto chirurgico prima dell’intervento. Il sogno offre i mezzi idonei per non andare sul traumatico, ma non si esime dal dire la verità anche se in maniera camuffata. Carmela deve aver subito un intervento chirurgico di un certo rilievo, quanto meno conosce i travagli del parto. Il suo corpo e il suo apparato sessuale erano intatti all’inizio dell’intervento, ma qualcuno a sua insaputa l’ha manomesso e ha danneggiato il contenitore. Anestesia chimica o rimozione psichica? Trauma realmente vissuto o fantasma di morte? Trattasi sempre di realtà psichiche “realissime” e profondamente vissute.
“Carmela si arrabbia perché lei aveva lasciato il contenitore sopra il tavolo e non sa chi è stato il cretino che l’ha messo in frigo.”
A proposito di “cretino” si rileva lo “spostamento” della parte psichica indifesa di Carmela che non ha saputo o potuto difendersi dall’aggressività dello stato fisico o della situazione psicologica in cui si trovava.
Questo sogno può essere utilmente elaborato da un’adolescente che si avvia alla pubertà e che riceve rudimenti di educazione sessuale, sempre da un’adolescente che subisce una visita specialistica ginecologica, da una donna che ha vissuto un intervento chirurgico o comunque una manipolazione agli organi genitali, da una donna che ha subito o immaginato un’interruzione di gravidanza naturale o volontaria, da una donna in menopausa e alle prese con la terza fase della sua vita sessuale. Il tema può anche essere elaborato da un maschio di qualsiasi età o per trauma indiretto o per fantasie sull’universo femminile o per attestare simbolicamente di un suo specifico fantasma.
La prognosi impone a Carmela di portare a compimento la presa di coscienza del fantasma o del trauma e di considerarlo in maniera adeguata come una necessità biologica e non come una manipolazione o tanto peggio una mutilazione del suo corpo. Si esclude il pericoloso “fantasma di frammentazione”.
Il rischio psicopatologico si attesta in una “psiconevrosi d’angoscia” di stampo “fobico-ossessivo” con le classiche somatizzazioni del timor panico.
Riflessioni metodologiche: non si rifletterà mai abbastanza sui traumi che il corpo delle donne subisce beneficamente o malignamente nel corso della vita. Si passa dalla meraviglia biologica che costruisce la vita, la gravidanza, alla realizzazione dolorosa dell’istinto materno, il parto. Si tratta di un corpo che incarna Eros e Thanatos, l’origine e l’amore della Specie, il distacco e la necessità dell’autonomia vitale, la fine e l’ineluttabilità del “nulla eterno”. Altro non so aggiungere, ma il sogno di Carmela dice tanto di più e merita la nobile arte di un poeta popolare per ricevere soltanto un’introduzione al tema “il corpo di una donna”. Nel frattempo si può ascoltare attentamente come approccio all’universo psicofisico femminile la canzone, in apparenza leggera, “la borsa di una donna” nella suggestiva interpretazione della cantante e autrice Noemi. E non è poco.

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