L’ADOLESCENZA TRA SACRO E PROFANO TRA “ES” E “SUPER-IO”

 

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“Marco sogna di andare a Roma in pullman con i compagni di scuola e di aver visto la colonna di Traiano, l’abbazia di Westminster e poi il Colosseo”.

Il sogno di Marco appare immediatamente confuso perché travisa la realtà:  l’abbazia di Westminster si trova a Londra e non a Roma. Ma in verità il sogno di Marco è correttissimo in quanto ubbidisce alla “Logica” onirica e può mettere insieme anche l’impossibile. Il sogno non ubbidisce al “principio di realtà” gestito dall’”Io” cosciente, ma ai meccanismi del “processo primario”, per cui ha una sua realtà e i suoi nessi specifici, oltre alle libere e personali associazioni. In compenso Marco colloca giustamente a Roma la colonna di Traiano e il Colosseo. Al sogno e a Marco non interessa la geografia, ma i seguenti significati profondi: la rivisitazione conflittuale della relazione con il padre nella colonna di Traiano, la psicodinamica sottesa al processo di “sublimazione della libido”in un’abbazia gotica londinese di religione anglicana, la riedizione della “fase anale” con la sua componente sadomasochistica nel Colosseo, gli investimenti della “libido” nel tormentato periodo dell’adolescenza.

A questo punto non ci resta che decodificare  la “Logica” di Marco e del suo sogno, per poi combinarla in una trama psicodinamica.

Roma, “caput mundi”, rappresenta in questo sogno soltanto la meta della gita, una classica tappa esistenziale per tutti gli studenti. Roma acquista una valenza simbolica consistente quando è inserita in altri contesti onirici.

Il “pullman” condensa il sistema neurovegetativo e la goliardia dell’adolescenza e nello specifico il “principio del piacere” coniugato con le istanze della socializzazione.

I “compagni di scuola” rappresentano la socialità e la condivisione, un condensato di giovinezza e di nostalgia, ma nel caso di Marco prevale il simbolo dell’alleato che attesta le varie modalità di vivere l’adolescenza.

La “colonna di Traiano” è una condensazione complessa in quanto coniuga alcuni fantasmi apparentemente diversi: la guerra, la violenza, la morte, il ricordo, la memoria, la vittoria, la sacralità del padre, il narcisismo del capo e la superbia del condottiero. In ogni caso prevale l’aspetto truce della guerra, per cui il “fantasma di morte” domina sulla gloria del capo e del popolo romano. Freud avrebbe privilegiato la simbologia fallica nella sua valenza sessuale, ma il “pansessualismo” è una teoria ristretta. Nel simbolo di Marco si privilegia la forza della figura paterna nell’esperienza e nel desiderio del figlio bambino, una forza che protegge e una forza che opprime.

“L’abbazia di Westminster” rappresenta il processo della “sublimazione della libido”. Marco è chiamato a nobilitare la sua carica vitale per renderla socialmente compatibile e la investe di finalità altruistiche, ma, di certo, non può contrastare  le pulsioni ormonali e i suoi desideri. L’abbazia condensa anche la sacralità delle figure genitoriali, del padre nel caso specifico. L’istanza psichica rievocata è il “Super-Io” con le sue bieche censure e con le sue improvvide inibizioni.

Il “Colosseo” rappresenta un fantasma ambiguo che oscilla tra il piacere macabro del popolo e il dolore irreparabile della morte, tra l’eroe buono e forte e la vittima necessaria voluta dal potere politico e dalla suggestione collettiva. In ogni caso prevale il “fantasma di morte” nella componente sadica e masochistica collegata alla “fase anale” degli investimenti della “libido”.

Fin qui le decodificazioni!

Ma come si possono combinare questi simboli nella psicodinamica di uno studente in gita scolastica?

Marco è un adolescente che sta combattendo la sua battaglia con gli ormoni, con l’istinto e con i valori sociali e culturali, per cui coniuga il sacro con il profano, la tempesta delle pulsioni con le norme morali. Il conflitto è evidente e si struttura classicamente nella funzione di mediazione dell’”Io” tra le spinte libidiche dell’”Es” e le censure del “Super-Io. Il processo della “sublimazione” corre in aiuto al giovane Marco con la consapevolezza della pulsione sadomasochistica della “fase anale” e del narcisismo della “fase fallica”. Marco sta portando avanti la sua identità psichica evolvendo a suo uso e consumo l’identificazione nel padre a risoluzione della “posizione edipica”. Marco sta perfezionando la sua identità psichica avviandosi verso la  maturazione della “libido genitale”: l’innamoramento e l’esercizio della sessualità nelle funzioni acquisite e nelle funzioni in acquisizione.

La prognosi impone a Marco di migliorare il suo vissuto corporeo, di viversi nel suo corpo- mente maturando la “libido” verso la “fase genitale”, passando dal sadomasochismo al piacere elettivo di qualità genitale. Bisogna che consideri la sua identità psichica tralasciando le parti negative del padre e assimilandone le parti vissute positivamente.

Il rischio psicopatologico si attesta nella riduzione critica della funzione di mediazione dell’”Io” che porterebbe alla repressione da parte del “Super-Io” sulle pulsioni desideranti dell’”Es”. A un infausto squilibrio conseguono inibizioni e conflitti.

Riflessioni metodologiche: mi pregio di riportare il simbolo tecnicamente completo di ”abbazia” dal mio “Dizionario psicoanalitico dei simboli” onirici.

“Rappresentazione simbolica della sacralità.

Proiezione del fantasma della castrazione.

Espressione dell’istanza psichica del Super-Io intenzionata al principio della coazione a ripetere, Thanatos.

La psicodinamica sviluppa il difficile ruolo dell’Io nel conciliare i divieti del Super-Io e le  pulsioni dell’Es . Il vissuto onirico attesta la prevalenza della censura morale sull’espressione della libido: castrazione.

I meccanismi psichici di difesa richiamati sono la rimozione, la fissazione, il disinvestimento, il controinvestimento, la formazione sostitutiva, la formazione di compromesso e la formazione di sintomi.

I processi  psichici implicati sono la sublimazione e in maniera ridotta la regressione.

Le figure retoriche strutturate sono la metonimia e l’allegoria.”

I simboli del “Colosseo” e della “colonna di Traiano” sono complessi perché condensano psiche e cultura, storia e politica, antropologia e psicologia delle masse. Fondamentalmente sono monumenti “aere perennius”, più duraturi del bronzo avrebbe detto Orazio, “proiezioni” dell’onnipotenza degli imperatori romani in funzione della “romanità”, del senso politico di ogni uomo che godeva i diritti civili.

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