SESSUALITA’ E COLPA – CI VUOLE UN MASCHIO – CI VUOLE UN PADRE

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“Margherita sogna di trovarsi in chiesa con una donna sconosciuta ed è seduta sui primi banchi della navata centrale.

Al momento della comunione la persona che è con lei la obbliga ad andare verso la parte sinistra della chiesa, verso la zona che non si vede, ma per spostarsi bisogna superare il preposto che distribuisce la particola.

Margherita sa che nella zona nascosta c’è una suora stesa a terra con la faccia rivolta verso il pavimento e che non può dare l’ostia consacrata .

E’ imbarazzante ritornare dal preposto.”

 

L’analisi del sogno di Margherita procederà con la decodificazione dei simboli cardine e, di poi, si passerà alla ratifica del conflitto psichico.

La simbologia della “chiesa” include il processo psichico di difesa dall’angoscia della “sublimazione della libido”, processo messo in atto dall’Io per risolvere situazioni vissute come un pericolo per la sua integrità e per il suo equilibrio: l’Io indirizza la carica verso mete socialmente utili e riconosciute nei valori sociali proprio desessualizzandola.

La “donna sconosciuta” è la “proiezione” di una parte di Margherita, quella se stessa che ancora non ha preso coscienza del conflitto.

“I primi banchi della navata centrale” attestano l’importanza del conflitto e il forte bisogno di risolverlo in maniera proficua.

La “comunione”, teologicamente “eucarestia”con radice etimologica dal greco “bene mi nutro”, condensa un processo di “oro incorporazione”, assunzione per bocca, del sangue e del corpo di Cristo, opportunamente “transustanziati”, cambiati nella sostanza del vino e del pane. Trattasi del rito cristiano che espia un reato sacrilego e fissa un divieto: l’uccisione di Cristo e non uccidere il Padre. L’eucaristia libera dalla colpa proprio riproponendo e riattraversando la morte di Cristo, il figlio di Dio: l’effetto magico di un rito cannibalico traslato. La magia esige tra le sue prime leggi che “se mangi di lui, diventi come lui”. Questo è il discorso antropologico. Il discorso religioso si attesta nella fede. Per quanto riguarda il sogno di Margherita è evidente un bisogno di espiazione e di assoluzione della colpa, ma è dominante il desiderio d’incorporare l’ostia consacrata: una forma simbolica di fecondazione e d’ingravidamento. All’uopo o alla bisogna ci vuole un maschio.

La parte inconsapevole di Margherita induce ad “andare verso la parte sinistra della chiesa”, verso la regressione, il passato, il femminile, l’emozione, l’istinto, l’oscurità, “verso la zona che non si vede”.

“Bisogna superare il preposto che distribuisce la particola”: il maschio, messo al posto di un altro, che possiede il seme che ingravida. Margherita non è pronta alla modificazione del suo comportamento, pur avendo consapevolezza dei suoi conflitti in riguardo alla colpa e all’assoluzione della stessa. Margherita non è pronta ad avere un figlio da un maschio. Si conferma l’onnipotenza della madre e il ridimensionamento procreativo del maschio.

Margherita sa che nel suo passato c’è “una suora stesa a terra con la faccia rivolta verso il pavimento”: la suora condensa il sacrificio della sessualità e della maternità, pulsioni sublimate nel servizio e nell’amore verso Dio e verso il prossimo. La suora comporta l’umiliazione della donna e la mortificazione della madre, la perdita di una dignità terrena e materiale per l’acquisto di una dignità spirituale e celeste, l’abbandono della lucidità della coscienza e dell’autonomia psichica a favore della fede e dell’obbedienza. Bisogna rilevare che questo rito della totale soccombenza, stesi “a terra con la faccia rivolta verso il pavimento”, riguarda la consacrazione dei sacerdoti e l’assunzione dei voti da parte delle suore di clausura, ma il tratto simbolico che interessa il sogno di Margherita è il tabù della sessualità e il sacrificio della maternità.

Margherita sa che quella suora “non può dare l’ostia consacrata”, quella suora non può ingravidare o ingravidarsi. Margherita ha bisogno di assolvere i suoi sensi di colpa in riguardo alla sessualità e alla maternità, per poi disporsi verso il maschio, un preposto, un maschio al posto di un altro, un maschio qualsiasi che possieda il liquido seminale.

Avendo preso coscienza del suo conflitto psichico, Margherita non ha bisogno di tornare dal preposto, da quel laico che funge da sacerdote nel mettere in bocca o dare in mano la particola, nell’ingravidare. Avendo preso coscienza della mortificazione della sua femminilità e della sua possibile maternità, Margherita resta in attesa di essere fecondata: “imbarazzante ritornare dal preposto”.

La coscienza del suo conflitto ancora non dispone verso la soluzione definitiva di una vita sessuale appagante e di una maternità gratificante.

Il sogno di Margherita si può sintetizzare nella seguente tesi: in attesa del passaggio dalla maternità sublimata alla maternità naturale, ci vuole un maschio.

La prognosi impone di completare il processo di consapevolezza del proprio essere femminile e la disposizione verso la realizzazione del suo desiderio di gravidanza. Margherita deve riconciliarsi con l’universo maschile ed essere consapevole che per un figlio ci vuole un maschio, ma soprattutto un padre.

Il rischio psicopatologico si attesta in una psiconevrosi fobico-ossessiva con il ricorso a rituali catartici del senso di colpa e in una sintomatologia isterica.

Riflessione metodologica: l’antropologia è lo studio delle culture dei vari gruppi umani. E’ collegata alla varia e complessa epifania umana, l’archeologia, la linguistica, la psicologia, la storia, la religione, l’arte e approfondisce i fondamenti del vivere collettivo anche più articolato. Sintetizzando, l’antropologia si è orientata nel secolo scorso verso la ricerca di fattori universali e di strutture di base nei vari gruppi umani o verso la ricerca di fattori specifici e funzionali sempre nei vari gruppi umani: strutturalismo o funzionalismo. La Psicoanalisi di Sigmund Freud ha contribuito, con la cosiddetta scoperta dell’inconscio e con lo studio dei meccanismi psichici di difesa, a gettare fasci di luce sulla comprensione profonda di determinati comportamenti di gruppo e sull’origine delle culture. Pur tuttavia, l’applicazione di principi individuali a gruppi umani è stato un passaggio scientifico contrastato. Levi-Strauss ha ricercato quelle strutture inconsce, comuni a tutti gli uomini, che danno origine ai fenomeni culturali coscienti. Comunque nell’ambito psicoanalitico il maggiore contributo allo studio dei processi culturali e anche onirici è stato dato dall’opera di Karl Gustav Jung, la Psicologia analitica. La religiosità e le religioni, il bisogno di sacro e la soluzione dell’angoscia di morte rientrano tra i fenomeni umani più indagati dagli antropologi. Un dato costante è il fatto che ogni religione risponde alla soluzione dell’angoscia di morte e dà una risposta sulla vita dopo la vita, in ossequio al bisogno di sopravvivenza e di eternità di ogni uomo. L’alternativa alla religione storica è il riconoscimento del bisogno di sacro, un dato psichico collegato alle figure dei genitori. Al Padre e alla Madre subentrano mio padre e mia madre. La soluzione del complesso di Edipo regala, oltre l’autonomia psichica, anche il gusto dell’imponderabile e del mistero, il sapore di quelle verità che non necessariamente esigono di essere disvelate. Il bisogno di sacro può attestarsi soltanto in una tensione mistica verso il Tutto e verso l’Inconoscibile in atto senza la necessità di  reincarnazioni e di vite eterne.

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