INANIMAZIONE  E  COMPLESSO  DI  EDIPO

Fussli_LIncubo

“Lily sogna di addormentarsi, ma le viene la paralisi nel sonno.

Prova ad accendere il cellulare facendo proprio il movimento, ma non riesce.

Vuole muoversi nel sonno perché ha il timore che ci sia qualcuno e vuole  accendere il cellulare per controllare.”

La trama del sogno è breve, ma la psicodinamica è complessa e il corredo delle sensazioni, tecnicamente la “cenestesi”, è altrettanto intenso, quasi drammatico. Sentirsi paralizzato nel sogno, infatti, è una sensazione molto pesante: una delle classiche angosce, l’angoscia dell’inanimazione. Il cercare di reagire muovendosi e il non riuscirci danno il senso dell’impotenza e della soccombenza: poche parole per pochi concetti, ma sensazioni alle stelle ed emozioni a nastro coesistono nel sogno di Lily.

Analizziamo la simbologia per poi procedere linearmente con la decodificazione.

“Addormentarsi” equivale a una caduta della vigilanza razionale e dell’autocontrollo nervoso, a un lasciarsi andare regressivo nelle braccia del semidio Morfeo e del sistema neurovegetativo o involontario, a un rilassarsi e ricostituirsi a livello nervoso, a un disimpegnarsi dalle mille attività della veglia.

La “paralisi”, l’impossibilità di muoversi e di controllare la funzione motoria, esprime l’inanimazione psicofisica, in generale e nello specifico la “parte psichica e fisica inanimata”, l’organo debole e la funzione organica contrastata. In senso traslato si può anche includere un progetto psichico o un desiderio, il “non nato di sé”, ma l’inanimazione nella sua purezza parte dal corpo e in esso si attesta anche se, di poi, si evolve in un vissuto psichico.

“Accendere” conferma l’autocontrollo razionale dell’Io, il ripristino del funzionamento del sistema nervoso centrale, l’introduzione della luce logica al posto del buio emotivo; in senso traslato si può interpretare come un “dar vita all’inanimato” dopo averne preso coscienza. Il termine “accendere” ricorre due volte nel breve sogno di Lily, a conferma di quanto sia importante per lei questa simbologia.

Il “cellulare”, quest’oggetto tecnologico attuale rientra simbolicamente nell’atavica comunicazione, nella relazione con l’altro, persona o cosa, nel “potere fallico” della modernità.”Nulla di nuovo sotto il sole”, dal momento che le novità scientifiche e culturali sono contenute in simbologie antiche, anche quando il famigerato cellulare viene usato nella funzione luminosa per dare chiarezza logica e rassicurazione a Lily nell’ultima parte del sogno.

“Movimento”e “muoversi” condensano la vitalità psicofisica e la vigilanza dell’azione, il vivere consapevole e l’uscita dall’inanimazione. Lily dentro di lei  vuole, ma fuori non riesce; ritorna il senso dell’impotenza, perché muoversi nel sonno volontariamente non è possibile dal momento che il sistema nervoso centrale  è  andato a dormire, funzione razionale compresa. Lily non può comunicare a se stessa e con gli altri.

“Qualcuno” richiama il complesso di Edipo nel contesto in cui l’ha inserito Lily; nello specifico si tratta della figura maschile del padre, a testimonianza di una parziale risoluzione ossia di un persistere della dipendenza verso le figure genitoriali in generale. Ma il timore è verso il padre e verso le insidie dell’universo maschile.

Il “vuole accendere il cellulare per controllare” va da sé in base a quello che si è detto in precedenza: “voglio prendere coscienza dei miei vissuti psichici in riguardo al padre e alla madre, pena la mancata animazione delle mie parti psichiche che non hanno ancora visto la vita.

Quali sono queste parti? L’autonomia psichica e nello specifico la sfera affettiva e sessuale.

Sintetizzando si può desumere dal sogno che Lily deve risolvere le ultime pendenze con i suoi genitori e rendersi autonoma da loro, per poter vivere bene il suo corpo e la sua mente, la sua unità psicosomatica per l’appunto. Questa è la prognosi.

Il rischio psicopatologico si concentra nella psiconevrosi ansioso-depressiva con conversioni somatiche e le conseguenti difficoltà della funzionalità organica: un disturbo psicosomatico.

Riflessione metodologica: Il “fantasma d’inanimazione” è in gran parte responsabile dei disturbi funzionali, almeno per quanto riguarda la prevalenza del versante psichico. Si celebra con quest’ottica e con la conseguente ricerca la nascita della “medicina psicosomatica”, ma non bisogna mai dimenticare  che ogni “vivente”, nello specifico quello “umano”, è il risultato meraviglioso di un’unità psicosomatica, per cui è sempre clinicamente corretto, oltre che proficuo per il benessere, non estremizzare e rispettare anche i diritti del corpo ossia eseguire l’accertamento medico e la valutazione organica del disturbo. La “cenestesi” è il complesso delle sensazioni che nascono dall’armonico funzionamento del corpo e della mente, dall’equilibrio dell’unità psiche- soma, dalla proficua coalizione dei sensi, un” sesto senso” che varca la soglia della coscienza e si evolve nel senso di un pieno benessere. Nel sogno la cenestesi è particolarmente coinvolta e nella sua prepotenza culmina nell’incubo e nel risveglio per l’impossibilità del corpo di gestire le eccitazioni sensoriali durante il sonno, una difesa organica per continuare a vivere. Per converso la “cenestopatia” è la sofferenza riferita ai sensi in una condizione patologica reale riferita a un organo o a una funzione organica.

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