ESISTENZA  E  POSSIBILITA’ LA VERTIGINE DELLA LIBERTA’

 

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“Gemma si trova in un bivio …

due stradine di campagna  …

una deserta

e nell’altra intravede sulla destra una casa

e sceglie  quella …

Entra anche in quella casa,

ma non ricorda più niente …”

Il sogno di Gemma è sintetico, ma non per questo povero di contenuti e di psicodinamiche. La trama è essenziale e questa caratteristica rende più spedita la decodificazione, ma il travaglio emotivo legato ai conflitti del sogno ha una buona consistenza. Gemma ha saputo anche vendemmiare i dati e condensarli in brevi note. L’interpretazione della trama procederà proprio con l’analisi progressiva dei simboli o meglio delle condensazioni.

Il “bivio” rappresenta la possibilità esistenziale di prendere nuove direzioni e di abbracciare nuovi orientamenti. In quanto esseri viventi siamo spesso chiamati a scegliere e a innovarci,ad abbandonare e ad acquistare, a esercitare una duttilità psicologica e una malleabilità relazionale. A livello psichico profondo il “bivio” condensa il bisogno di rompere le dipendenze dalle figure genitoriali o da figure similari e comporta la possibilità della scelta dell’autonomia ossia del “far legge a se stesso”.

Le “due stradine di campagna” rappresentano le soluzioni dei conflitti relazionali e dei contrasti psichici. Sono itinerari elaborati dell’Io razionale che si possono seguire usando una ragione aliena da emozioni, almeno nell’atto dello scegliere. Si tratta di percorsi esistenziali e di tendenze psichiche che colorano la quotidianità.

La stradina “deserta” esprime nella sua drasticità una crisi dell’affettività, aggravata dalla solitudine e dall’assenza di “libido”, un’aridità che equivale a una mancanza di energie da investire, un fantasma depressivo. Questa stradina deve trovarsi necessariamente a sinistra, proprio per la sua valenza crepuscolare, per la sua carica regressiva e per il corredo di attributi negativi di cui si è detto in precedenza.

“Nell’altra intravede sulla destra” si suppone la stradina sulla destra e la casa sempre sulla destra. La “destra” rappresenta l’ universo maschile, la razionalità, il potere, la cultura, l’evoluzione,il presente che s’infutura nel progetto.

La “casa” contiene il sistema psichico e la formazione caratteriale in atto, la struttura psichica e i vissuti evolutivi,la persona con le sue maschere e le sue autenticità, il suo pubblico e il suo privato, le sue estroversioni e le sue introversioni.

Gemma “sceglie”: l’atto dello scegliere condensa la funzione razionale e utilitaristica dell’Io, la deliberazione e il “principio di realtà”.

Gemma “entra anche in quella casa”: “anche” dà il senso del coraggio, quasi dell’azzardo. L’entrare significa viversi in questa nuova dimensione psichica di “destra”con il sistema psichico disposto a nuovi vissuti evolutivi, sempre di “destra”.

Gemma prende paura di questa novità evolutiva che pur ha immaginato, più che vissuto; la sua psiche in estrema difesa ricorre al meccanismo principe di difesa dall’angoscia e instruisce la “rimozione”, l’atto del dimenticare e di relegare a livello profondo il vissuto traumatico dell’essersi pensata, più che progettata, autonoma. Chissà cosa ha visto Gemma in quella “casa sulla destra” nella stradina di campagna!

Il sogno propone una doppia Gemma: quella “di sinistra” regressiva e dipendente e quella “di destra” evolutiva e autonoma.

La prognosi impone a Gemma scelte oculate per salvaguardare il suo equilibrio psicofisico. Le scelte esistenziali sono sempre molto difficili, ma non sempre essere in perdita significa essere sconfitta. Determinante il mantenimento dell’equilibrio psicofisico anche nelle più ingrate scelte esistenziali.

Il rischio psicopatologico si attesta nell’esaltazione di un tratto depressivo stimolato da processi di perdita ingestibili dalla coscienza e dal maldestro funzionamento del meccanismo della “rimozione”.

Riflessione metodologica: la “rimozione” consiste in un processo attivo della coscienza inteso a mantenere fuori dall’Io vigilante i vissuti inaccettabili e ingestibili a causa dell’angoscia in essi connaturata. La “rimozione” consente la continuazione semplificata della vita corrente, perché impedisce il sovraccarico delle tensioni. Un’opportuna precisazione esige che la “rimozione” sia il naturale meccanismo di difesa in reazione ai fantasmi riguardanti la sessualità, la morte, l’abbandono, la violenza.

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